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Wed, Apr

 

STORO. A Storo lo scorso mercoledì c’è stata partecipazione e devozione alla messa serale voluta dal mondo contadino come buon auspicio perché la pioggia tornasse e non compromettesse il raccolto stagionale. L’area che circonda la chiesetta dei Morti era ben rappresentata dai delegati istituzionali, compreso l’assessore provinciale Mario Tonina al sindaco di Storo Nicola Zontini nonché Vigilio Giovanelli, Giorgio Rossi del Cedis e allo stesso Francesco Romele che per altro occupa più mansioni. Nelle stesse circostanze, un tempo, prete e gente al seguito portando la croce erano soliti fare le rogazioni per sollecitare il provvidenziale aiuto dal cielo.

 

 

All’omelia l’arciprete don Andrea Fava si rivolge a Dio e alla provvidenza sperando che le preoccupazioni di coloro che lavorano la terra possano trovare risposte, aiuto e soluzioni. Il sacerdote riprende poi la preghiera predisposta in proposito di siccità già nel lontano 4 luglio 1976 dall’allora Papa Montini. Il pontefice bresciano e già arcivescovo di Milano, rivolgendosi al mondo contadino, diceva tra l’altro: “Preghiamo dunque oggi, e domani ancora se è necessario, affinché l’acqua desiderata riprenda a scorrere benefica e pacifica sul suolo inaridito e nell’alveo essiccato dei suoi corsi naturali e artificiali”.

Già 24 ore prima, in anticipo alla rogazione religiosa del giorno dopo, un principio di pioggia aveva dato un po' di sollievo al circondario di valle andando incontro alle attese di coloro che lavorano la campagna.

 

 

STORO. Il perdurare della siccità stava preoccupando l’ambiente contadino tanto da organizzare una messa di buon auspicio presso la chiesetta dei Morti alle Piane, in programma stasera mercoledì 13 luglio. Il caso vuole, però, che giusto 24 ore prima l'acqua sia arrivata, anche se per poco: orti, giardini e colture possono tirare un respiro di sollievo.

Da queste parti coloro che nei propri campi coltivano mais, patate, uva, piccoli frutti o altro ancora sono circa un centinaio. In quella stessa cappella votiva, nel giorno di San Maurizio a settembre, sono soliti ricompattarsi gli alpini, per messa e benedizione.

 

Don Andrea Fava alla Messa autunnale di ringraziamento

 

Si sperava che attraverso quella invocazione serale avesse ad arrivare un po’ d’acqua – ha detto l'arciprete don Andrea Fava. - Nel frattempo ieri, martedì, poco dopo le 20, è caduta la pioggia per una ventina di minuti. La messa serale del mercoledì del resto rispetta le disposizioni parrocchiali: in estate, ad ogni metà settimana, si è soliti ripetere il rito presso la chiesetta di Sant'Andrea all’interno dell’area cimiteriale”.

Una siccità che sta preoccupando e mettendo a dura prova le stesse risorse idriche. “In tempi diversi – dice invece Francesco Romele delegato comunale alla Protezione Civile ma anche tenutario di coltivazioni - si facevano le erogazioni ed il momento di devozione si svolgeva proprio nei campi.” Erano i tempi in cui a gestire la chiesa di Storo c'erano per ultimi i compianti don Vigilio Flabbi e don Simone Facchini a cui si sono poi succeduti don Michele Balestra, pure lui scomparso, e don Renato Tomio che invece vive dalle sue parti. Si trattava di una processione che prevedeva soste e momenti di preghiera con simboli cristiani.

 

STORO. Questa mattina alle ore 8.03, l’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ha rilevato una scossa di terremoto in Valle del Chiese. L’epicentro sarebbe stato localizzato a 2 km a sud est di Storo, ad una profondità di 12km, in quella che risulta essere l’area sismica del Baldo.

 

 

L’intensità della scossa, secondo i dati dell’Ingv, sarebbe stata di 2,3 punti sulla scala Richter, tanto da essere stato avvertito anche in Valle Sabbia. 

 

Giungono infatti segnalazioni di avvertimenti della scossa anche dal territorio del comune di Mura in Valsabbia, a 24 km dal luogo dell’epicentro.

 

L’intensità della scossa e la breve durata non hanno permesso al terremoto di lasciare danni a cose, edifici o persone. 

 

 

STORO. Quella copertura a Paghera, a qualche centinaia di metri dopo Faserno in direzione di Vacil, era stata realizzata alla fine degli anni 90’ ma ieri l’altro è crollata. Fortunatamente, rispetto solo a qualche giorno fa, non erano presenti persone che di solito in questo periodo erano solite sostare per un pranzo alla staffa.

 

 

Qualcuno parla di cedimento del sottofondo, altri sostengono che la travatura che sosteneva il tetto abbia ceduto. Sta di fatto che con il crollo di quel punto di ritrovo se ne va anche un pezzo di storia storese.

A Paghera, negli anni passati, la Storo che contava era solita in estate ricompattarsi per trascorrere ore e gustare polente. Erano gli anni delle Tre Croci tanto care a storesi e valligiani. In quelle occasioni, al di là del Cappuccino e capitano delle fiamme gialle padre Giorgio Valentini e al presidente della Regione Tarcisio Andreolli, c'era persino lassù sia il compianto giornalista palermitano e inviato Rai da Londra, Sandro Paternostro, che anche il cardinale colombianio alla Famiglia Trujlio Lopeza, legato a Storo e amico tramite Angelo Ferretti.

 

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