12
Wed, Aug

Notizie Giudicarie Esteriori

Grid List

Mentre nella torbiera di Fiavé sono ripresi i lavori per la realizzazione del nuovo parco delle palafitte, l’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento ha dato avvio ad un progetto di memoria partecipata dedicato alle ricerche nella torbiera che hanno riportato alla luce il sito palafitticolo dell’età del Bronzo.
“Che tempi, quei tempi! Il patrimonio svelato: le palafitte di Fiavé dalla torbiera al parco archeologico” è il titolo del progetto che si prefigge di raccogliere foto, articoli di giornale, testimonianze orali e scritte, dedicate alle ricerche condotte nella torbiera di Fiavé dal 1969 ad oggi. I materiali raccolti saranno utilizzati per la realizzazione di una mostra per il decennale del riconoscimento UNESCO alle palafitte che ricorre nel 2021. L’appello è rivolto a chi, in gioventù, ha preso parte agli scavi archeologici o possiede immagini fotografiche e riprese video e volesse condividere i ricordi di quelle attività.

Chi volesse partecipare al progetto, al quale collaborano il Comune di Fiavé, l’Ecomuseo della Judicaria e la Pro Loco Fiavé, può contattare l’Ufficio beni archeologici via email This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it., whatsapp al numero 331 6201376 o Facebook alla pagina Soprintendenza beni culturali trento oppure consegnare il materiale al Museo delle Palafitte di Fiavé (fino al 30 giugno e dall’11 settembre al 31 ottobre sabato, domenica e giorni festivi ore 14-18; dal 1 luglio al 10 settembre da martedì a domenica ore 10-13/14-18).

Iniziate nel 1969, sotto la guida dell’archeologo Renato Perini, le ricerche archeologiche in quello che anticamente era il lago Carera hanno portato Fiavé all’attenzione della comunità scientifica internazionale fino all’inclusione nel patrimonio mondiale UNESCO con l’inserimento, assieme alle palafitte di Ledro e ad altre 109 aree archeologiche, nel sito seriale transnazionale “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”.

Gli scavi condotti da Perini negli anni ‘70 furono in un certo senso pionieristici. Gli archeologi furono affiancati nel lavoro di ricerca da esperti di diverse discipline, geologia, sedimentologia, paleobotanica, archeozoologia e da altri specialisti provenienti da diversi paesi europei. Allo stesso tempo le ricerche costituirono un vero e proprio evento anche per la popolazione locale e per numerosi giovani e appassionati che, a vario titolo, prestarono la loro collaborazione con grande interesse ed entusiasmo. Gli scavi di Fiavé furono anche il luogo dove si formarono generazioni di studiosi. L’obiettivo del progetto “Che tempi, quei tempi!” è far sì che coloro che hanno vissuto in prima persona le ricerche restituiscano, soprattutto alle generazioni future, il patrimonio di memorie, conoscenze ed emozioni legate a questo sito speciale che ha segnato la storia della comunità e del territorio. Allo stesso tempo, in sintonia con le linee guida dell'UNESCO, l’intento è di sensibilizzare e coinvolgere i cittadini nella tutela e nella valorizzazione del proprio patrimonio culturale, nella consapevolezza del grande valore che riveste per la collettività.

La rassegna cinematografica che mette in rete i tre festival internazionali di cinema del Trentino anche quest’anno fa tappa a Fiavè. Il 16 luglio doppia proiezione con “Open Your Eyes”, protagonista alla scorsa edizione del Religion Today, e “Y si te dijeran que puedes”, proiettato in anteprima internazionale al 67. Trento Film Festival

Arriva l’estate, ritorna CinemAMoRe, la rassegna cinematografica promossa dall’Assessorato alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento e curato dal Trento Film Festival, dalla Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico e dal Religion Today Film Festival. Da molti anni, i maggiori festival internazionali di cinema del Trentino uniscono forze e competenze per offrire al  pubblico una selezione dei migliori film e documentari della propria programmazione da proporre in diverse location del territorio provinciale, dai maggiori centri urbani fino alle valli: uno sforzo congiunto per avvicinare tutti i cittadini al piacere del cinema, valorizzando le risorse di tre festival che rappresentano tre eccellenze a livello internazionale, nei rispettivi ambiti di competenza.

I curatori del programma cinematografico, Miro Forti e Andrea Morghen, hanno selezionato i film da proiettare in ogni singola serata, “pescando” negli archivi dei tre festival, dando particolare rilievo alle pellicole protagoniste delle ultime edizioni degli stessi.

Martedì 16 luglio a Fiavè, al Museo delle Palafitte, alle ore 21.00 una doppia proiezione in collaborazione con il Comune e il Museo delle Palafitte: Open Your Eyes (di Llay Mevorach,  Israele / 2018 / 14'), protagonista alla scorsa edizione del Religion Today, una storia di pregiudizio ambientata a Gerusalemme, in uno studio oculistico; Y si te dijeran que puedes (di Javier Alvaro Palomares, Spagna / 2017 / 65'), proiettato in anteprima internazionale al 67. Trento Film Festival, racconta invece la storia di Sergio, Bea, Gonzalo, Emilia e Fernando, che soffrono di schizofrenia e non hanno nessuna esperienza con la montagna: l’associazione che si occupa di loro, insieme ai migliori alpinisti della Spagna, decide di tentare la scalata del mitico Naranjo di Bulnes. 

 

Un museo aperto alla comunità, luogo di incontro, dibattito e confronto. È quanto si propone il Museo delle Palafitte di Fiavé che dopo la pausa invernale ha riaperto i suoi spazi al pubblico con la nuova rassegna “Fiavé Incontri. Viaggi organizzati nel passato per liberi pensatori di oggi”. Serate a tema, visite guidate con esperti e degustazioni con produttori locali, attività e laboratori per famiglie caratterizzeranno la primavera al museo offrendo spunti di conoscenza, riflessione e approfondimento. 

Le iniziative sono curate dai Servizi educativi dell'Ufficio Beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento in collaborazione con il Comune di Fiavé, la Pro Loco, L’Ecomuseo della Judicaria e l’Associazione Deges - Diffusione Enogastronomica Giudicarie Esteriori.

Si inizia giovedì 28 marzo alle ore 20.30 con un argomento di scottante attualità: “La violenza ha mille volti. Impariamo a conoscerla”, una serata informativa contro la violenza sulle donne, con relatori della Commissione provinciale pari opportunità e del Centro Antiviolenza Trento.

Gli appuntamenti proseguono giovedì 11 aprile, alle ore 20.30, con “storie senza Storia. Tracce di uomini in guerra (1914-1918)”, dialogo con Franco Nicolis, direttore dell’Ufficio beni archeologici, che illustrerà aspetti e significato dell’archeologia della Grande Guerra. Il 15 maggio, alle ore 20.30, il museo ospiterà “Di pietra e legno. Le recinzioni rurali in Trentino” a cura dell’Ecomuseo della Judicaria nell’ambito della rassegna Ecomuseo di primavera.

Per approfondire le tematiche trattate in museo domenica 7 aprile e 5 maggio, alle ore 15, è previsto “Un giorno in palafitta”, visita animata alla scoperta della vita quotidiana nel villaggio palafitticolo di Fiavé di 3.500 anni fa. Ingresso al museo e partecipazione saranno gratuiti.

Sono pensati per le famiglie con bambini due laboratori per cimentarsi in prima persona con tecniche antiche: il 24 aprile alle ore 15 “Al museo con Roberto Reperto” permetterà di scoprire i reperti in ceramica dei villaggi palafitticoli di Fiavé, mentre il 5 maggio “100% latte” sarà dedicato alla lavorazione del latte al tempo delle palafitte.

È legato ai prodotti locali delle Valli Giudicarie “Saperi e sapori dalle palafitte. Latte, sale e caglio” in programma il 26 aprile alle ore 15. I partecipanti potranno visitare il museo in compagnia di un’archeologa e di un produttore locale e dialogare con loro sulla lavorazione del burro e la produzione del formaggio tra passato e presente. Al termine merenda-degustazione a base di prodotti del territorio.

La rassegna si conclude con la “Festa delle famiglie al museo. Un canestro di (prei)storie” il 26 maggio alle ore 15. Porte aperte al museo per scoprire in modo giocoso e divertente la vita quotidiana al tempo delle palafitte e per saltare a canestro assieme alla Società Sportiva Giudicarie Basket. L’ingresso e la partecipazione alle attività saranno gratuiti.

Nei mesi primaverili, fino al 19 giugno, il Museo delle Palafitte di Fiavé è visitabile nei giorni di sabato, domenica e festivi dalle ore 14 alle 18.

 

Il programma

 

FIAVÉ INCONTRI . VIAGGI ORGANIZZATI NEL PASSATO PER LIBERI PENSATORI DI OGGI

 

28 marzo 2019 ore 20.30

La violenza ha mille volti. Impariamo a conoscerla

Serata informativa contro la violenza sulle donne

 

11 aprile 2019 ore 20.30

storie senza Storia. Tracce di uomini in guerra (1914-1918)

Dialogo con Franco Nicolis, direttore dell’Ufficio beni archeologici

 

15 maggio 2019 ore 20.30

Di pietra e legno. Le recinzioni rurali in Trentino

A cura dell’Ecomuseo della Judicaria nell’ambito della rassegna Ecomuseo di primavera

 

DOMENICHE AL MUSEO #iovadoalmuseo

7 aprile e 5 maggio 2019 ore 15

Un giorno in palafitta

Visita animata alla scoperta della vita quotidiana nel villaggio palafitticolo di Fiavé 3.500 anni fa. Ingresso libero al museo dalle ore 14 alle 18 e visita animata gratuita

 

LABORATORI PER FAMIGLIE

24 aprile 2019 ore 15

Al museo con Roberto Reperto

Laboratorio alla scoperta dei reperti in ceramica dei villaggi palafitticoli di Fiavé

 

5 maggio 2019 ore 16.30

100% latte

Laboratorio per conoscere la lavorazione del latte al tempo delle palafitte

 

SAPERI E SAPORI DALLE PALAFITTE

Visite guidate e degustazioni con esperti e produttori delle Valli Giudicarie

26 aprile 2019 ore 15

Latte, sale e caglio

La lavorazione di burro e formaggio tra passato e presente

Visita guidata e degustazione con l’Azienda Agricola Misonet

 

FESTA DELLE FAMIGLIE AL MUSEO

26 maggio 2019 dalle ore 15

Un canestro di (prei)storie

Porte aperte al museo per scoprire insieme a Marel e ai suoi amici la vita al tempo delle palafitte e per saltare a canestro assieme alla Società Sportiva Giudicarie Basket. Ingresso e attività didattica gratuiti

In collaborazione con il Comune e la Pro Loco di Fiavé

 

Partecipazione ai laboratori e alle visite guidate con degustazione: 2 euro previa prenotazione tel. 0465 735019 entro le ore 13 del giorno dell’iniziativa. La quota comprende l’ingresso al museo. Laboratori minimo 5 max 20 bambini, a partire dai 6 anni.

 

Informazioni

 

 

Museo delle Palafitte di Fiavé

Via 3 Novembre, 53 - Fiavé (Trento)

tel. 0465 735019- 334 6807276

This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Pubblicato il bilancio sociale dell’Azienda termale. Il documento conferma il ruolo di irrinunciabile motore economico e sociale dell’azienda termale per le Giudicarie esteriori, ma anche l’attenzione a sostenibilità, innovazione di prodotto e ricerca scientifica. A livello finanziario, il bilancio d’esercizio registra interessanti conferme.

 

“Le Terme di Comano: il dono ai cinque Comuni”, è questo il titolo che il Consiglio di Amministrazione ha voluto dare al proprio Bilancio Sociale per riconfermare, in sede di traguardo di mandato, il ruolo strategico che l’azienda riveste per il territorio. Le analisi svolte evidenziano e confermano come lo scopo dell’azienda sia generare ricchezza sul territorio attraverso la propria attività, assicurando la sostenibilità per il futuro grazie all’innovazione di prodotto ed organizzativa. Un aspetto che rende assolutamente attuale la finalità statutaria definita sulla base del lascito di Giovanni Battista Mattei nel 1826.

 

I numeri parlano chiaro: 205 collaboratori, di cui il 79% proveniente dalla Comunità delle Giudicarie (il 63% dalle Esteriori), 21.660 clienti tra centro termale, hotel e settore cosmetico provenienti per l’83% da fuori Trentino, 405 fornitori. La ricchezza generata sul territorio dei cinque Comuni supera i 33 milioni di euro, una cifra che inevitabilmente verrebbe a mancare se le Terme di Comano non ci fossero.

L’Azienda distribuisce inoltre circa 276.000€ ai cittadini dei Comuni consorziati sulla base di scontistiche, servizi, promozione e gestione del parco termale, sempre aperto, curato e a disposizione di tutti. A ciò si aggiunge anche il valore che le Terme di Comano generano indirettamente: le analisi aziendali, confermate anche da diversi studi sul comparto termale italiano, portano a concludere che 1 euro speso alle terme generi circa 10 euro sul territorio in termini di ricettività, ristorazione, commercio, svago, sport e cultura. “Si tratta di numeri di assoluto rilievo” afferma soddisfatto Roberto Filippi, Presidente dell’Azienda. “È come se virtualmente l’azienda sostenesse circa 1.350 dipendenti, cioè circa il 20% della popolazione in età lavorativa delle Giudicarie esteriori”.

Collaborare allo sviluppo di una comunità significa anche avere cura dell’ambiente e del territorio. Dal 2011 le Terme di Comano hanno intrapreso la strada di una gestione ambientale consapevole e controllata, attraverso la certificazione Emas. L’impegno è di operare in modo conforme ai regolamenti e leggi ambientali e al monitoraggio continuo delle proprie performance, con particolare riferimento all’approvvigionamento idrico, alla tutela e alla gestione della risorsa termale e alla valorizzazione del parco termale. Il 74% dell’energia proviene da fonte rinnovabile (idroelettrico e fotovoltaico, anche in autoproduzione); il 17% delle emissioni elettriche e termiche sono compensate dalla popolazione arborea della proprietà termale, che si estende per 18 ettari, di cui 14 adibiti a parco termale; l’85% dei rifiuti è destinato al riutilizzo o al riciclaggio.

Il sostegno al territorio infine è assicurato anche da specifiche politiche sociali fondate sui principi di responsabilità e solidarietà, che da sempre guidano l’azienda nella gestione dei collaboratori come dimostra anche l’alto tasso di fidelizzazione (più di un terzo dei collaboratori ha oltre 10 anni di anzianità di servizio) e il numero di collaboratori, oltre il 60%, inseriti nelle fasce tradizionalmente considerate più deboli dal punto di vista lavorativo, come gli under 30 e gli over 50.

La bontà delle politiche messe in campo è confermata dagli elevati livelli di qualità misurati. La totalità dei servizi aziendali è fortemente apprezzata da più dell’84% dei clienti, con picchi vicini al 93% per gli spazi esterni e il parco termale e dell’88% per i servizi benessere.

Prosegue ininterrottamente la volontà di confermare la validità medico scientifica delle Terme di Comano con 730.000€ investiti in ricerca e sviluppo negli ultimi cinque anni grazie all’impegno dell’Istituto G.B.Mattei, il centro di ricerca dell’Azienda, e all’aiuto dei Comuni proprietari, di altre organizzazioni del territorio e del sistema contributivo della Provincia.

I risultati generati da questa attività sono stati notevoli, il più recente dei quali ha portato al deposito di una domanda di brevetto per il Mezorhizobium Comanense, un microrganismo, sconosciuto alla scienza, scoperto dal Cibio dell’Università di Trento nell’acqua termale, che è tra i maggiori responsabili della forte azione antinfiammatoria e rigenerante dell’acqua termale di Comano sulla pelle e che verrà utilizzato a breve anche nelle formulazioni della linea cosmetica Terme di Comano Skincare. “Si tratta di un lavoro sulla frontiera tecnologica del mondo della cosmesi che nessuno, neanche i nostri concorrenti multinazionali, sta facendo. Siamo estremamente orgogliosi e fiduciosi al pensiero della futura diffusione del marchio Terme di Comano anche sui mercati internazionali” spiega Elena Andreolli, Consigliere Delegato dell’Azienda termale.

Per l’Azienda termale è tempo anche di presentare il bilancio di esercizio. Nel 2019 il fatturato globale raggiunto è stato di 6.704.993€, in lieve calo rispetto al 2018 per la riduzione del 4% del fatturato nel settore termale e la diminuzione di ricavi non caratteristici.

Tendenza opposta registrano invece i settori hotel e cosmesi, entrambi in crescita (+2%). In particolare il Grand Hotel Terme di Comano ha registrato, per il secondo anno consecutivo, un aumento nelle presenze (24.133) e raggiunto +15% circa di fatturato nel settore wellness. Particolarmente interessanti sono state le vendite online della nuova linea Terme di Comano Skincare, che hanno segnato un incremento di fatturato del 25% rispetto al 2018, che si aggiunge alla crescita nella distribuzione organizzata nel canale farmacia (+41%).

L’Azienda ha inoltre incrementato la propria efficienza raggiungendo interessanti economie di scala negli acquisti di beni (-13%) e di servizi (-5%).

Gli ammortamenti sono cresciuti di circa 63.000€, raggiungendo quota 906.800€, e gli oneri finanziari di 23.375€ (45.254€ totali). È proprio al maggiore peso della gestione non caratteristica (investimenti e mutui) che è da attribuirsi la perdita pari a 207.307€.

Un ottimo risultato a livello finanziario che conferma la sostenibilità aziendale e la capacità di generare liquidità, con disponibilità liquide al 31/12/2019 pari a 931.507€ (contro i 71.414€ del 2018).

La stagione 2020 ha preso avvio lo scorso 25 giugno, con uno slittamento di quasi tre mesi rispetto ai programmi iniziali dovuto all’emergenza sanitaria Covid19. La stagione è comunque ripartita con buone previsioni, soprattutto per il mese di luglio.

Le novità principali riguardano il settore wellness. Come da piano strategico definito, le Terme di Comano si aprono a un benessere sempre più naturale, con i percorsi sensoriali, le camminate consapevoli e le attività di meditazione nel grande parco termale, che diventa sempre più protagonista dell’offerta dell’Azienda. Le attività di Natural Wellness sono incluse anche nei nuovi Percorsi Terme e Benessere, proposte giornaliere con obiettivi specifici, dal relax al detox, dal respiro al movimento, che includono cure termali, trattamenti estetici e attività all’aria aperta. Natura che si ritrova anche negli ambienti eleganti della nuova SPA Lounge del Grand Hotel Terme di Comano, un salotto dallo stile “alpine” collegato ai nuovi e moderni spogliatoi realizzati per i clienti dell’hotel e per gli ingressi giornalieri Day SPA.  

Le Terme di Comano guardano quindi al futuro fiduciose del loro ruolo e preparate ad affrontare le importanti sfide in corso riguardanti la riqualificazione strutturale del centro termale, ma anche del parco, una vera e propria SPA nella natura, e del Comano Lab, il laboratorio di imbottigliamento dell’acqua termale ad uso cosmetico. “L’augurio per il futuro” conclude Alberto Iori, Presidente dell’Assemblea dell’Azienda “è che, in seno ai principi e ai risultati raggiunti tra l’azienda termale, il territorio e gli stakeholder si possa consolidare un rapporto, anche attraverso nuove dinamiche, basato sulla reciprocità orientata alla valorizzazione e alla crescita vicendevole”.

 

In un periodo di incertezza economica e sociale come quello che stiamo attraversando c’è chi continua a guardare al futuro con impegno e ottimismo. La buona notizia per le Giudicarie esteriori e l’intero sistema Trentino arriva dalle Terme di Comano, il cui importante progetto di riqualificazione del centro termale ha ricevuto l’approvazione sia dal comitato tecnico della Provincia autonoma di Trento sia da parte del Consiglio d’Amministrazione e dell’Assemblea dei soci dell’Azienda Consorziale, composta dai cinque sindaci dei comuni proprietari: Bleggio Superiore, Comano Terme, Fiavè, San Lorenzo Dorsino e Stenico.

Il progetto sarà innovativo non solo dal punto di vista architettonico e funzionale, ma raccoglierà anche la sfida del cambiamento, con il concetto di terapia termale che dovrà necessariamente svestire gli abiti di mera prestazione sanitaria e diventare un’esperienza moderna orientata alla salute della persona. A guidare il passaggio da “cura termale” a “benessere termale” sarà il Metodo Comano, la filosofia che fa leva sugli elementi esclusivi, e quindi difficilmente replicabili altrove, delle Terme di Comano: un’acqua da bere, respirare e in cui immergersi unica al mondo, l’esperienza e la professionalità di specialisti, operatori e ricercatori, e non ultimo l’ambiente esterno, con il parco di quattordici ettari che ospiterà tanti nuovi servizi e fungerà da coadiuvante naturale alle terapie e ai trattamenti del centro.

Il nuovo centro termale rappresenta la volontà e l’esigenza dell’Azienda di consolidare l’attività termale e la propria missione di motore di crescita per il territorio e di sostegno al sistema sociale, che proseguirà in futuro con ulteriori investimenti in prodotti, servizi e infrastrutture. Il restyling introdurrà ampi spazi dedicati al relax, al benessere e alla socialità degli ospiti e aree su misura per i bambini, e valorizzerà gli ambienti con luminose vetrate che lo apriranno in maniera empatica al parco e alla natura circostante, creando un equilibrio unico tra l’esterno e l’interno. A giovarne saranno anche accessibilità e funzionalità, grazie a sistemi di automatizzazione per la prenotazione e l’erogazione di cure e servizi.

La riqualificazione rappresenta un importante volano per l’intero Trentino dal punto di vista economico: l’entità dell’investimento, pari a 20,3 milioni di euro, vuole ricadere positivamente sul territorio, anche grazie alla valorizzazione di una filiera corta e alla particolare attenzione rivolta alla catena di fornitura locale. L’Azienda procederà con la gara d’appalto entro il mese di maggio, con l’aggiudicazione negli ultimi mesi dell’anno e il conseguente avvio della progettazione esecutiva e dei lavori.

“Il rilancio del settore termale passa anche attraverso il coraggio e una programmazione consapevole. In un momento di difficile contingenza economica e sociale siamo orgogliosi di poter lanciare un segnale di fiducia e ottimismo” è il commento del Presidente dell’Assemblea Alberto Iori. “Il progetto di riqualificazione del centro termale è il nostro modo di rispondere con una certezza all’incertezza. Le Terme di Comano non si fermano, anzi corrono spedite verso il domani. A tal proposito, ritengo doveroso un ringraziamento alla Provincia autonoma di Trento per la collaborazione con la quale ha lavorato assieme all’Azienda termale per raggiungere questo risultato velocemente”.

Contestualmente l’Azienda continua a lavorare assieme a Federterme e all’Associazione Terme del Trentino per l’avvio della nuova stagione, che dovrebbe coincidere con l’inizio dell’estate. L’obiettivo è quello di garantire tutte le prestazioni in totale sicurezza, grazie agli ampi e numerosi spazi che le strutture mettono a disposizione e alle forti competenze tecnico scientifiche dell’organizzazione. In più, prendono vita proprio quest’anno tante nuove possibilità di trascorrere del tempo all’aperto, con le nuove attività “Natural Wellness” nel parco termale.

A causa di lavori, per tutta la giornata di lunedì 24 febbraio ci sarà la chiusura totale al transito Ponte Arche nei pressi del ponte sul Duina. Ne conseguirà la deviazione della viabilità principale della SS 237 sulla SP 33 (denominata Selva). Sono previste altre deviazioni su strade locali che verranno indicate sul posto. Lo rende noto la Polizia Giudicarie

L’assonanza richiama al poema epico-cavalleresco di Ludovico Ariosto, ma in questo caso la protagonista è invece una donna dei giorni nostri e la storia può essere definita un “poema etico”. «URLANDO FURIOSA - UN POEMA ETICO», lo spettacolo che sarà in scena venerdì 31 gennaio al Teatro Comunale di San Lorenzo Dorsino, inserito nella programmazione della Stagione “Giudicarie a Teatro”, vedrà in scena l’attrice Rita Pelusio che è anche autrice del testo assieme a Domenico Ferrari, Riccardo Piferi e Riccardo Pippa che ne ha curato anche la regia.

Giocando con l’immaginario dell’epica, lo spettacolo ha per protagonista una donna dal nome improbabile, Urlando. È piena di dubbi, in crisi, perennemente bastonata dalla realtà; potremmo definirla un’eroina all’incontrario. Intollerante a tutto quanto appare sensato, è inadatta a vivere sulla Terra e per questo viene esiliata sulla Luna, luogo dove finiscono le cose perdute. Urlando si sente proprio cosi, persa. Forse avrebbe fatto meglio ad accettare il senno terrestre che ha sempre rifiutato.

Attraverso le sue riflessioni e il racconto delle sue battaglie perse, Urlando si interroga sulle contraddizioni del presente e si chiede se ha ancora senso credere nell’incredibile, sfidare il cinismo e la disillusione, immaginare il futuro con maggiore incanto.

Lo spettacolo nasce dalla fantasia di Rita Pelusio, attrice e autrice che da anni sperimenta un teatro che sappia essere al contempo comico e civile. «Credo - scrive la protagonista dello spettacolo - che il teatro comico sia un’arte, un mestiere, una scelta quotidiana. Metterla a servizio di ciò che accade la rende necessariamente civile. Per questo nel mio lavoro d’arte comica, mi piace testimoniare spaccati di una realtà che mi circonda. La mia scelta teatrale non è in solitudine. Per questo motivo ho fondato insieme ad Anna Marcato, Domenico Ferrari e Monica Giacchetto il collettivo di produzione “PEM Habitat Teatrali”. In questo periodo sentiamo il bisogno di creare luoghi dove ci si possa confrontare all’ interno di un’idea di teatro condivisa. Così come in natura l’habitat è il contesto all’ interno del quale una “specie” può crescere, cosi PEM vuole essere un posto dove possano nascere e vivere le nostre idee.»

«URLANDO FURIOSA» è uno sferzante “one-woman show” che fa riflettere, diverte, commuove e ci sprona a lottare contro le ingiustizie che affliggono la nostra società. Il monologo si avvale della regia di Riccardo Pippa, che è anche co-autore del testo; Simone Fersino ha progettato l’impianto scenico, Paolo Casati il disegno delle luci e Luca De Marinis si è occupato dei suoni.

Venerdì 31 gennaio il sipario del Teatro Comunale di San Lorenzo Dorsino si alzerà su «URLANDO FURIOSA» alle ore 21.00. (F.L.)

 

Nonostante l’attivazione immediata delle opere di messa in sicurezza, e un lavoro ininterrotto da parte dei servizi provinciali e di una ditta specializzata in disgaggi, si prolunga la chiusura della statale 421 interessata due settimane fa da una frana. Questa mattina I tecnici del Servizio Gestione Strade e del Servizio Geologico della Provincia, con l’impiego dell’elicottero dei Vigili del Fuoco, hanno eseguito un sopralluogo sul versante a monte della Strada statale per verificare se esistono le condizioni di sicurezza per riaprire la strada al transito.

Purtroppo i controlli hanno evidenziato che successivamente ai lavori di disgaggio iniziati subito dopo l’evento verificatosi sabato 23 novembre sono avvenuti ulteriori crolli. Il materiale caduto è risultato importante sia in termine di volume che di dimensioni tanto da richiedere un ulteriore intervento da parte dei rocciatori per il disgaggio delle aree interessate dal movimento franoso.

Tale intervento è già stato avviato e successivamente si procederà all’adeguamento delle opere di difesa temporanea già realizzate. “Questo imprevisto - spiegano i tecnici della Provincia - non consente quindi di poter garantire la sicurezza necessaria alla riapertura della strada“.

Nei primi giorni della settimana prossima saranno eseguite ulteriori verifiche ed un aggiornamento del programma dei lavori anche al fine di accelerare la riapertura al traffico della SS 421 ripristinando in via stabile il collegamento tra gli abitati di S. Lorenzo in Banale e Molveno.

Pochi giorni fa era stata immortalata nella valle dei laghi. Oggi l'orsa con la cucciolata di 3 orsetti, è stata ripresa da alcuni fortunati passanti che transitavano nel Banale in prossimità di Dorsino. La mamma orsa attraversa la strada, scala con agilità il muro di contenimento e prima di tornare nel bosco lancia uno sguardo ai piccoli. I due cuccioli, prima titubanti, si rizzano sulle zampe e la seguono. Un video eccezionale