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Wed, Oct

Notizie Giudicarie Esteriori

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Domenica 2 ottobre, in occasione di "Domenica al museo", sarà gratuito l'ingresso al Parco Archeo Natura e al Museo delle Palafitte di Fiavé che saranno visitabili dalle ore 13 alle 18.

Sempre domenica 2 ottobre il Parco ospita inoltre la "Festa dei nonni al villaggio palafitticolo" proponendo un doppio appuntamento dedicato ai più piccoli e ai loro nonni e nonne: alle ore 10.30 "Un giorno in palafitta", una visita partecipata alla scoperta della vita quotidiana nei villaggi preistorici di Fiavé e alle ore 14.30 "Sulle tracce della strega casara", un'attività per conoscere metodi e strumenti usati nell'antichità per la produzione di latticini. Informazioni e iscrizioni tel. 0465 735019 - 334 6807276 - 331 1739336 oppure sul sito www.cultura.trentino.it/Temi/Archeologia.

Altro appuntamento atteso dalle famiglie, domenica 9 ottobre, è la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo, il cui tema quest'anno è "Diversi ma uguali". Al Parco è previsto al mattino "Due pali e una capanna", un laboratorio per grandi e piccini per mettersi in gioco e scoprire differenze e somiglianze tra le case di ieri e quelle di oggi, mentre il Museo, nel pomeriggio, ospiterà "Trame di pace": la lettura di alcuni albi illustrati tematici e un racconto animato condurranno i partecipanti alla scoperta di gioielli, armi e materiali preziosi utilizzati e ricercati dagli abitanti delle palafitte. Adulti e bambini saranno chiamati ad affrontare e risolvere in maniera pacifica un piccolo conflitto, creando infine alcuni intrecci ispirati alle tematiche della pace. Informazioni e prenotazioni presso il Museo tel. 0465 735019 - 334 6807276 e il Parco tel. 331 1739336 oppure sul sito www.cultura.trentino.it/Temi/Archeologia

Il Parco e il Museo sono visitabili fino al 23 ottobre nei giorni di sabato, domenica e lunedì con orario 13-18.

 

L'associazione “Fare un Paese” di Ponte Arche ha proposto durante l'estate quattro incontri dedicati agli ambienti fluviali per ragionare sullo stato di salute e la gestione dell'acqua, elemento simbolo delle Giudicarie Esteriori. La prossima iniziativa, dal titolo “Ri(fare) un fiume. Esplorare l'ecosistema fluviale” è in programma sabato 10 settembre: un'esplorazione, accompagnati dalla biologa Luana Silveri, lungo il Carera, alla ricerca di quei segnali che indicano l'impatto dell'uomo sullo stato di salute del fiume. Il progetto, ogni volta avvalendosi dell'aiuto di esperti, ha cercato di individuare possibili soluzioni a problemi locali, anche attraverso il confronto con buone pratiche esterne. È venuto il tempo in questo ultimo appuntamento prima delle iniziative invernali di indossare gli scarponcini e andare a vedere con i propri occhi che cosa sono, nel concreto, i dati e i fenomeni che gli esperti hanno spiegato durante gli appuntamenti precedenti. Che effetti hanno i comportamenti umani sulla fauna e la flora acquatiche e poi a cascata su tanti aspetti della nostra vita quotidiana ai quali spesso non si pensa. L'escursione è prevista ungo il torrente Carera - dal paese di Dasindo a quello di Fiavè - per poi concludersi con un pranzo degustazione e una visita ad un altro ambiente acquatico, in questo caso recuperato e valorizzato, come il sito palafitticolo di Fiavè. «L'idea a monte di questi incontri - spiega Fabio Parisi, dell'associazione Fare un Paese - è stata quella di avvicinare la comunità al mondo acquatico, a maggior ragione in una valle dove il collegamento con l'acqua è fortissimo e saper gestire i fiumi, mantenerne la qualità elevata ed istaurare delle “best practices” diffuse credo sia oggi diventato essenziale. Abbiamo scelto il torrente Carera per l'escursione a conclusione di questo percorso perché ci è stato segnalato dall'Appa come uno dei corsi d'acqua a maggior rischio della vallata, o possiamo quindi usare come terreno d'indagine per andare a riconoscere quelle tracce dell'impatto umano che segnalano delle criticità e la necessità di cambiare abitudini o pratiche negative». L'appuntamento è al Municipio di Comano Terme, a Ponte Arche, alle ore 10 di sabato 10 settembre. Prenotazione necessaria entro il 9 settembre all'email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Chi è la biologa Luana Silveri

Biologa con un dottorato in Ecologia, Luana Silveri si occupa di gestione delle risorse naturali e strategie di conservazione, cambiamenti climatici e strategie di resilienza, governance partecipata e sviluppo rurale. Negli ultimi anni ha impiegato a sua esperienza e competenze nei campi dello sviluppo sostenibile, della gestione dell'eredità naturale e immateriale e della conservazione naturale. Sta lavorando come espeta tecnica per EASME e gestisce progetti europei su questi temi. È un'appassionata camminatrice e curiosa fotografa.

 

FIAVE'. Ricco programma di iniziative che, per tutto il mese di agosto e fino al 2 settembre, consente ai visitatori di immergersi nell’atmosfera del villaggio di 3.500 anni fa e di sperimentare in prima persona le attività della vita quotidiana di nostri antenati dell’età del Bronzo che vivevano sulle sponde del lago Carera.

 


Al Museo delle Palafitte di Fiavé e al Parco Archeo Natura, aperti dalle 10.00 alle 19.00, sono davvero tanti gli appuntamenti in calendario. Per conoscere il lavoro dell’archeologo ogni mercoledì c’è “L’archeologo cercastorie”, mentre il venerdì “Palafitticolo a chi?” propone una visita partecipata sulle tracce degli antichi abitanti delle palafitte.


Prosegue anche la rassegna “Ma come facevano a fare?” nella quale ci si può cimentare in prima persona con antiche tecniche. “Terra, acqua e fuoco: la filiera della ceramica preistorica” il 20 agosto e “Arco e frecce” il 21 agosto.

Non mancheranno nel fine settimana le visite guidate partecipate al Parco Archeo Natura con gli archeologi: “Un giorno in palafitta”, il 20 e 21 agosto.

 

Si terrà poi il 26 agosto la presentazione delle guide “Alfabeto dei sentieri silenziosi” e ”Avventuroso viaggio nelle Valli Giudicarie”, due guide insolite per grandi e piccoli camminatori. È ispirato alle tematiche della pace “Trame di pace”, laboratorio per bambini con letture animate del 27 agosto.

 

Infine di particolare suggestione il 28 agosto, al Parco Archeo Natura, il concerto del Coro Cima d’Ambiez. Particolarmente coinvolgenti sono anche i laboratori per famiglie dedicati alla lavorazione dell’argilla e del legno, alla produzione dei latticini, alla conoscenza delle piante ritrovate nelle palafitte e alla loro coltivazione, all’utilizzo dei colori naturali per tingere e dipingere, alla lavorazione delle fibre vegetali e alla tessitura. 

 

Numerosi anche gli eventi a partire dalla mostra “Sulle palafitte: una storia che continua” con fotografie di Anna Brenna, presso il Museo.

 

COMANO TERME. Si è tenuto sabato scorso 13 agosto il convegno “siAMO acqua”, organizzato nell’ambito della trentesima edizione della Festa dell’Agricoltura Palio dei 7 Comuni di Dasindo - Comano Terme, un momento di riflessione sul tema “acqua” dopo un’estate drammatica dal punto di vista di questa risorsa.


Dopo il saluto istituzionale del sindaco di Comano Terme, sono intervenuti il direttore di APRIE (Agenzia Provinciale Risorse Idriche e Energia), che ha posto l'accento sull’importanza dell’acqua nella vita e di come viene gestita nei vari sistemi che utilizziamo ogni giorno e il presidente di GEAS spa (Giudicarie Energia Acqua Servizi), che ha presentato la gestione delle infrastrutture dell’acqua sul territorio.


Sull’uso dell’acqua in agricoltura, ha parlato il direttore della Federazione provinciale dei Consorzi Irrigui, mentre rappresentanti di APPA e della Fondazione Edmund Mach hanno incentrato i loro interventi sulla qualità dell’acqua per le attività produttive e sulle buone pratiche in agricoltura. In chiusura è intervenuto il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, assessore all'urbanistica, ambiente e cooperazione.

 

 

Nel suo contributo, il vicepresidente della PAT ha portato i saluti dell’assessore provinciale all’agricoltura, foreste, caccia e pesca e ha ringraziato soprattutto i volontari di questa festa della tradizione, esempio di comunità e di solidarietà. Proprio come quello dimostrato dal Trentino in occasione della drammatica carenza idrica di quest’estate, dove ancora una volta, il nostro territorio si è dimostrato pronto nel rispondere alle richieste degli agricoltori locali ma anche delle regioni vicine. Grazie al lavoro fatto negli anni scorsi, agli investimenti, alla realizzazione di infrastrutture importanti e al miglioramento dei sistemi di irrigazione, la nostra provincia eccelle ancora una volta come esempio virtuoso, perché è impensabile che di fronte a queste difficoltà, destinate a diventare sempre più frequenti, nei territori dove l’agricoltura è asse portante dell’economia, non si investa, ancor di più oggi con le risorse messe a disposizione dal Pnrr.

I dati avevano previsto un’estate difficile dal punto di vista meteorologico, ma ben presto la difficoltà è diventata emergenza. Le misure oggetto degli interventi della Provincia condivisi con gli enti locali hanno riguardato principalmente, la riduzione della domanda, come interruzione o limitazione dell’erogazione di acqua pubblica, ma anche l'obbligatorietà del Bilancio idrico di acquedotto annuale, per intervenire puntualmente e limitare gli sprechi e garantire la qualità dell’acqua. L’uso dell'acqua, infatti, riguarda ambiti diversi, dall’agricoltura al mondo civile, a quello ambientale, per cui si rendono necessari ed urgenti una visione e un impegno unitari. Serve fare gioco di squadra, lavorare con trasversalità sulle competenze degli assessorati, in primis con il turismo, nel quale l’agricoltura trova una delle sue massime fonti di valorizzazione e di promozione ma anche con l’idroelettrico che grazie ad intuizioni del passato, ha visto progettualità lungimiranti nelle centrali e nei bacini di accumulo, nonché in concessioni importanti che hanno garantito ricadute significative in termini economici. Come ha sottolineato l’assessore, parlare di acqua alla Festa dell’agricoltura ricopre un significato e un valore maggiori, perché è proprio tra gli agricoltori che si conosce l’importanza di questo tema, non solo per la sopravvivenza ma anche per un’agricoltura sempre più di eccellenza, dove l’acqua è sempre già protagonista.

 

 

DASINDO. Un ragazzo in sella alla sua moto è uscito di strada e ne ha investito un altro alle ore una della scorsa notte, dopo la festa del paese a Dasindo, frazione di Comano Terme.

Feriti due ragazzi di 15 e 17 anni, che hanno riportato traumi vari. Entrambi i giovani sono stati portati all’ospedale Santa Chiara e fortunatamente non sono in pericolo di vita.

Oltre ad ambulanzieri e vigili del fuoco, sul posto anche una pattuglia di carabinieri di Riva del Garda, che stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente.

 

Foto Archivio

 

COMANO TERME. Rave parties a Comano Terme, il Sindaco firma un'ordinanza. A scrivere è la Capogruppo del gruppo di minoranza Lega Salvini – Comano Terme, Alessia Baroldi: "Accolta la nostra richiesta, ma si poteva fare di più."


 

Venerdì 05 agosto 2022 è stata pubblicata un'ordinanza contingibile e urgente, firmata dal Sindaco di Comano Terme Fabio Zambotti, che istituisce il divieto di transito lungo la strada in Val Lomasona dal giorno 05 agosto 2022 al 30 settembre 2022; l'intervento si è reso necessario a seguito dei disagi causati dai cosiddetti rave parties organizzati qualche giorno fa.

Notiamo con piacere che il nostro appello per convocare un Consiglio urgente sia servito a qualcosa e che la richiesta della LEGA (specificata nella nostra mozione) di emanare un'ordinanza sia stata di fatto accolta. Apprezziamo anche che nel testo si sia preso atto delle problematiche causate da questo tipo di feste non autorizzate.

Tuttavia, nonostante il passo in avanti, a nostro avviso si poteva fare di più. Ad esempio nel testo non si menzionano gli altri luoghi in cui si sarebbero radunate queste persone per i rave parties, né si specifica nulla riguardo alla diffusione di musica ad alto volume.

Contiamo in futuro che non si aspetti l'ultimo momento per prendere delle decisioni e che si ascolti di più la minoranza, dal momento che il nostro consigliere Brena aveva già segnalato la questione al Sindaco durante l'ultimo Consiglio Comunale del giorno 28 luglio 2022.

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Cons. comunale Alessia Baroldi

Capogruppo LEGA Salvini Premier – Comano Terme

 

 

Sono ben tre le cordate portate in salvo nella serata di ieri sul gruppo delle Pale di San Martino e sulle Dolomiti di Brenta

 

Alle 20.20 di ieri, domenica 31 luglio, la Centrale Unica per le Emergenze è stata allertata per due alpinisti – un uomo del 1978 e un uomo del 1977 di Padova – illesi ma sfiniti mentre stavano affrontando la calata in corda doppia di rientro da cima Tosa sulle Dolomiti di Brenta, a circa 3.000 m.s.l.m..

Il Tecnico di centrale del Soccorso Alpino e Speleologico, con il Coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale, ha chiesto l’intervento dell’elicottero, mentre in piazzola si mettevano a disposizione sia gli operatori della Stazione San Lorenzo in Banale che gli operatori della Stazione di Madonna di Campiglio. Volato in quota, l’elicottero ha recuperato a bordo i due e li ha trasferiti a valle, affidandoli agli operatori della Stazione di San Lorenzo in Banale. Per loro non è stato necessario il ricovero in ospedale.

 

 

Poche ore prima invece, intorno alle 18.40, la Centrale Unica per le Emergenze è stata allertata per una cordata di due alpinisti veneti del 1976 e del 2022 in difficoltà mentre stavano affrontando la discesa in corda doppia, a circa 30 metri sotto la cima del Campanile Pradidali nel gruppo delle Pale di San Martino, lungo il versante nord-ovest, a una quota di circa 2.500 m.s.l.m.. I due si sono trovati fuori via, senza più riuscire a proseguire in autonomia.

Il Tecnico di centrale del Soccorso Alpino e Speleologico, con il Coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale, ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha imbarcato a bordo un operatore della Stazione del Primiero per dare supporto nelle fasi di recupero. L’elicottero è volato in quota ed ha verricellato in parete il Tecnico di elisoccorso e il secondo soccorritore su una cengia sottostante la cordata. Dopo aver attrezzato un ancoraggio, la cordata è stata messa in sicurezza e recuperata a bordo del velivolo tramite due verricelli. I due sono stati portati al rifugio Pradidali, da dove sono rientrati a valle in autonomia.

 

In rientro dall’intervento verso la base di Mattarello, l’elicottero è stato deviato su un intervento successivo sul gruppo delle Pale di San Martino per prestare soccorso ad un’altra cordata di tre alpinisti – una donna del 1977 della provincia di Modena, un uomo del 1989 della provincia di Modena e un uomo del 1970 di Pesaro – in difficoltà all’ultimo tiro della via Solleder a cima Immink. I tre alpinisti hanno chiamato il Numero Unico per le Emergenze intorno alle 19.40. Dopo un breve sorvolo, la cordata è stata individuata dall’equipaggio. Il Tecnico di elisoccorso e un secondo operatore, precedentemente imbarcato a bordo, sono stati verricellati in parete. Con due verricelli, tutti e tre gli alpinisti sono stati recuperati e trasferiti a Fiera di Primiero, dove sono stati affidati agli operatori della Stazione del Soccorso Alpino.

 

 

 

Questo evento rappresenta un importante momento di riflessione sul nostro rapporto con l’ambiente, e con le nostre montagne in particolare. Proprio qui, in questo splendido anfiteatro dolomitico nel Parco Naturale Adamello Brenta, patrimonio inestimabile quanto fragile, avvertiamo la responsabilità di preservare questa ricchezza unica al mondo e consegnarla in salute alle nuove generazioni. È un impegno di cui tutti noi dobbiamo farci quotidianamente carico, anche di fronte ai segnali che l’ambiente ci pone davanti, come la recente tragedia della Marmolada. Oggi, qui, ci interroghiamo sul rapporto fra l’uomo e la natura con particolare riferimento alla caccia ma non solo: in questa cornice naturale avvertiamo particolarmente l’importanza di trovare un punto di equilibrio fra tutte le attività umane e il territorio.”


Così il vicepresidente Mario Tonina è intervenuto ieri alle celebrazioni per il ventennale della Sacra Edicola del Cacciatore, organizzate in Val d’Ambiez dal Comune di San Lorenzo Dorsino, dal Circolo culturale Ars Venandi e dall’Associazione Cacciatori Trentini.

 

 

Nell’agosto del 2002, Anno internazionale della Montagna, venne  commissionata da Ars Venandi, a ricordo di tutti i cacciatori scomparsi, una grande lastra bronzea, scolpita ad altorilievo e infissa su un enorme masso granitico. Fu realizzata da don Luciano Carnessali, uomo della montagna, artista e prete, ma anche alpinista, scalatore e cacciatore originario di Godenzo (frazione di Comano Terme) e amico, fra gli altri, di Fortunato Depero. Don Luciano morì tragicamente in un incidente stradale un anno dopo l’inaugurazione dell’opera. La lastra bronzea rappresenta la preghiera dei cacciatori rivolta a Dio che in un grande abbraccio accoglie tutte le creature della montagna.
Un’opera – ha detto Tonina salutando i presenti nella doppia veste di vicepresidente della giunta provinciale e di presidente della Fondazione Dolomiti Unesco – che ben esprime i valori di don Carnessali. A tutti quelli che hanno organizzato questo evento e a coloro che sono qui oggi va il mio più sentito ringraziamento, perché con la loro presenza testimoniano la volontà della comunità di guardare al futuro nella consapevolezza e nella testimonianza di quegli insegnamenti che l’arte di don Luciano ha saputo esprimere.”
L’importanza di un equilibrio fra uomo e ambiente è stato sottolineato in tutti gli interventi moderati dal presidente di Ars Venandi Marco Zeni, a cominciare dal sindaco di San Lorenzo Dorsino Ilaria Rigotti: “Di fronte a questa opera bronzea, raffigurante Cristo che a braccia aperte ci offre il suo Creato nella sua abbondanza e che nell’insieme ci invita alla parsimonia, alla prudenza e al rispetto, il passante resta in silenzio quasi a percepire la presenza di questo Cristo nella valle”. Fra gli amministratori presenti anche il sindaco di Stenico, Monica Mattevi.


Celebrando la messa assieme a don Sergio Nicolli e con la cornice musicale del Coro “Cima d’Ambiez”, monsignor Luigi Bressan ha ricordato che la caccia è menzionata nelle sacre scritture, sottolineando al contempo l’importanza del senso di responsabilità nell’approcciarsi al mondo animale e più in generale al contesto naturale.
Nella commemorazione di don Luciano Carnessali, autore dell’Edicola, da parte di Graziano Riccadonna, Sandro Flaim e Serena Morelli, sono stati ricordati la costante presenza e il contributo di don Luciano all’interno della comunità anche oltre l’attività sacerdotale. “La sua Edicola – è stato detto – rappresenta il suo testamento.”


Ieri è stato anche assegnato il Premio Uomo Probo da parte del Comune di San Lorenzo Dorsino e del Circolo culturale Ars Venandi. Il Premio, giunto all’11° edizione, viene attribuito a donne e uomini che nella loro vita si sono distinti per l’onestà, la solidarietà e la disponibilità verso il prossimo. Il riconoscimento, sostenuto in passato anche dallo scrittore e intellettuale di montagna Mario Rigoni Stern, è andato quest’anno ad Annibale Salsa, già presidente dei CAI e oggi, fra le molteplici attività, anche membro del comitato scientifico della Fondazione Dolomiti Unesco in rappresentanza della Provincia autonoma di Trento. Gli organizzatori ne hanno voluto premiare la competenza, il costante impegno e l’autorevolezza quale, come è stato detto, “autentico figlio della montagna”.


Da Salsa è giunto un invito a superare gli estremismi, le ideologie e il dilagante “analfabetismo territoriale”, cercando invece un’armonia di rapporti fra uomo e natura.
Farci accompagnare – ha detto il vicepresidente Tonina – nel nostro cammino di comunità da persone come Annibale Salsa è importante. Le azioni riportate nella Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile, approvata lo scorso anno, riprendono anche i valori e i messaggi che Salsa ricorda continuamente”. Nel corso delle celebrazioni oggi Tonina ha ricevuto lo stemma di Ars Venandi per la sua vicinanza ai temi cari al Circolo.

 

SAN LORENZO – DORSINO. Un maso, appartenente alla famiglia Zanetti, ha preso fuoco poco dopo le 9 di questa mattina in località Torcel tra Tavodo e San Lorenzo nel comune di San Lorenzo – Dorsino in Giudicarie.

Fortunatamente non si riscontrano feriti, sulle origini sembra prevalere l’ipotesi di un presunto corto circuito elettrico. All’interno dell’edificio comunque al momento non c'erano persone.

 

 

La selettiva è giunta alle 9 e in una manciata di minuti sul posto eravamo non solo noi di San Lorenzo – Dorsino ma anche i colleghi di Lomaso. Quest’ultimi con autobotte tant’è che nel giro di un’ora e mezzo siamo riusciti ad avere la meglio sul rogo” è quanto sintetizza lo stesso comandante Paolo Delli Zotti.

Circa i danni – aggiunge - non sembrano rilevanti anche se in giornata, una volta espletata la messa in sicurezza della struttura e area immediatamente circostante, in coabitazione degli stessi proprietari Zanetti sarà disposto un primo inventariato”.