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Notizie Giudicarie Esteriori

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Da giugno a settembre le iniziative al Museo delle Palafitte e al Parco Archeo Natura di Fiavé, a Tridentum, al Museo Retico di Sanzeno e nei siti archeologici del Trentino


 

FIAVE'. Laboratori per bambini e adulti, archeologia dimostrativa, visite guidate partecipate, spettacoli teatrali, archeotrekking, letture, musica, presentazioni di libri, passeggiate con gli esperti: da giugno a settembre oltre 150 occasioni tra archeologia e natura per immergersi nella storia antica del Trentino.

Le iniziative, rivolte al pubblico di ogni età, dai più piccoli ai nonni, sono proposte dai Servizi Educativi dell'Ufficio beni archeologici nei musei e nelle aree archeologiche curate dalla Soprintendenza per i beni culturali provinciale.

Dal Museo delle Palafitte e dal Parco Archeo Natura di Fiavé al Museo Retico di Sanzeno in Val di Non, passando per la Tridentum romana e l'area archeologica Acqua Fredda al Passo del Redebus, al sito di San Martino ai Campi di Riva del Garda e alla Torre dei Sicconi a Caldonazzo, tutto è pronto per accogliere i visitatori, suscitare curiosità e domande.

Un museo diffuso, in gran parte all'aperto, per un'estate ricca di stimoli all'insegna della conoscenza e della scoperta di aspetti sorprendenti e inediti della storia del territorio, in una cornice naturale di particolare valore.

Le iniziative sono realizzate in collaborazione con Comuni, Aziende per il turismo, enti, associazioni nell'ottica della valorizzazione di queste importanti testimonianze del passato. Il programma completo è disponibile sul sito www.cultura.trentino.it/Temi/Archeologia.

 

 

Il lupo è tornato in Trentino ed ora arriva la serata culturale in Giudicarie, a Maso Pacomio, in località Curé a Fiavé. In programma per giovedì 23 giugno ad ore 20.00, l'incontro è aperto a tutti, con Anna Sustersic da Founder and Project Coordinator Coexistence.life che presenterà il progetto Storie di Coesistenza, Enrico Ferraro Il ritorno del lupo in Trentino e nel nord-est delle Alpi.

 

 

Il ritorno del lupo, una tematica da affrontare con esperti. Cosa sappiamo oggi del lupo? Qualche prima riflessione ci arriva anche dal Rapporto Grandi Carnivori 2021 della Provincia Autonoma di Trento.

 

Il monitoraggio del lupo ha avuto inizio con il ritorno naturale del primo soggetto rilevato sul territorio provinciale nel 2010, dopo la scomparsa verso la metà del XIX secolo. Anche per questa specie ci si è avvalsi sin dall’inizio del monitoraggio genetico, dei tradizionali rilievi sul campo e del fototrappolaggio (foto n. 6). Lo sforzo di monitoraggio genetico nei confronti della specie è peraltro ridotto rispetto a quello messo in campo per l’orso, prioritario per una serie di ragioni (piccola popolazione isolata, al contrario del lupo che fa parte di una popolazione “alpina”, parte di una ancor più vasta metapopolazione europea). Attualmente è previsto uno sforzo di monitoraggio genetico intensivo (con ca. 500 campioni da processare) ogni 4 anni, a cominciare dal 2022. Nell’inverno 2020/21 si è svolto per la prima volta un monitoraggio a livello nazionale, promosso da ISPRA, che a livello alpino è confluito nelle attività previste dal progetto LIFE WOLFALPS UE

 

Consistenza, distribuzione, riproduzione, mortalità, trend e predazioni su selvatico

Nel corso del 2021 sono stati registrati in provincia 1658 dati riferibili al lupo (figura n. 6), di categoria C1 e C2 (dati “inconfutabili” e “confermati” in base ai criteri S.C.A.L.P.-CH) quali avvistamenti, fotografie, prede, orme, peli, escrementi, urina; tra questi 145 sono riferiti a campioni organici, 138 dei quali sono stati analizzati dall’Unità di Ricerca Genetica di Conservazione della Fondazione Edmund Mach (FEM). I dati raccolti nel loro insieme fanno stimare, nel 2021, una consistenza minima pari a 26 branchi (o gruppi familiari) i cui home range, nel corso del 2021, hanno interessato almeno in parte il territorio provinciale (figura n. 6). 15 di questi si ritiene gravitino almeno in parte anche sul territorio di province limitrofe (Verona, Vicenza, Belluno, Alto Adige/Südtirol e Brescia), mentre 11 si muovono esclusivamente all’interno del territorio trentino. La distribuzione dei 1469 dati relativi alla presenza del lupo in provincia nel 2021 è riportata nella figura n. 6; nella stessa è evidenziata anche la collocazione geografica dei 26 branchi stimati nel 2021. Sono circa 4.000 i km2 dove il lupo è stabilmente presente. Nel 2021 è inoltre stato rilevato un ulteriore, possibile, nuovo branco nell‘area della media val di Fiemme. Il dato non è però stato confermato/accertato, mentre la presenza di altri singoli esemplari di lupo è stata documentata anche in altre aree della provincia. Per 20 branchi è stato possibile accertare l’avvenuta riproduzione nel 2021. I 26 branchi stimati sono elencati nella tabella seguente, con il numero ed il nome dell’area che li identifica, l’anno del primo rilevamento del branco ed il numero massimo di esemplari accertato nel 2021, laddove disponibile (tabella n. 1 e foto n. 7). Va rilevato che a fronte dei 10 branchi nuovi rileva ti rispetto al 2020, di un branco (quello dell’alta val di Non, formatosi nel 2017) non è stato invece possibile confermare la presenza, il che fa presumere che gli esemplari, o buona parte di essi, siano morti. Il numero di branchi accertati passa dunque dai 17 del 2020 ai 26 del 2021, con un aumento del 53%. Il grafico n. 11 evidenzia il trend del numero accertato di branchi che gravitano in provincia di Trento, dal 2013, anno di formazione del primo branco in provincia, al 2021.

 

Nel 2021 è stata documentata la morte di 8 esemplari di lupo. 7 animali sono deceduti a seguito di investimenti stradali; per i dettagli si rimanda alla consultazione della tabella a pag. 41. Un ulteriore lupo, parzialmente consumato da necrofagi e morto per cause ignote, è stato rinvenuto il 31 ottobre nei pressi della strada a traffico limitato che collega Selva di Grigno all’altopiano di Marcesina. Per quanto riguarda le predazioni su selvatico rinvenute e registrate (foto n. 8) i 517 dati rappresentati nella figura n. 7 mostrano la distribuzione delle stesse. Va ricordato che i capi rinvenuti predati (foto n. 8) costituiscono ovviamente solo una parte di quelli reali. Anche la diversa incidenza sulle varie specie che è stata registrata non riflette necessariamente quella reale, dal momento che il rinvenimento delle predazioni da parte dell’uomo è influenzato da diversi fattori (per esempio vicinanza delle carcasse a sentieri, strade o a centri abitati, quota, grado di antropizzazione ecc), che inficiano la rappresentatività reale del dato.

Kid Pass Days, tra cultura e divertimento. Sabato 14 maggio a Tridentum, al Museo Retico, al Parco Archeo Natura e al Museo delle Palafitte di Fiavé.

Sabato 14 maggio torna l’appuntamento con “Kid Pass Days”, ottava edizione della maratona di eventi dedicati alle famiglie per scoprire il patrimonio culturale, storico, artistico e scientifico di tutta Italia e diffondere l’accessibilità della cultura a misura di bambino. All’iniziativa prendono parte anche i musei curati dall’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali provinciale. Per l’occasione lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas a Trento, il Museo Retico di Sanzeno, il Parco Archeo Natura e il Museo delle Palafitte di Fiavé propongono visite animate, attività e laboratori per esplorare il nostro passato tra cultura e divertimento assieme agli educatori museali dei Servizi Educativi. Novità dell’edizione di quest’anno è il contest “Una storia al museo”, una raccolta di storie e materiali creativi per raccontare i musei dal punto di vista dei bambini.

 

 

Allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas a Trento, sotto piazza Cesare Battisti, alle ore 10.30, 11.30, 15 e 16 è in programma “A spasso per Tridentum”, un divertente gioco che condurrà le famiglie in un viaggio affascinante alla scoperta dell’antica città romana per comprendere in maniera giocosa curiosità e aspetti della vita quotidiana di chi viveva sulle sponde dell’Adige duemila anni fa. La partecipazione è gratuita previa prenotazione telefonica al numero 0461 230171 entro le ore 17.30 del giorno precedente. Ingresso al sito a pagamento.

Doppio appuntamento a Fiavé dove alle ore 14 al Parco Archeo Natura si terrà “Visita al villaggio sull’acqua che scompare” un tuffo nella preistoria per immergersi nell’atmosfera del villaggio palafitticolo di Fiavé e toccare con mano alcuni aspetti della vita dei nostri antenati dell’età del Bronzo. Alle ore 15.30 al Museo delle Palafitte è invece previsto “Il Museo delle storie nascoste” un laboratorio per famiglie che, prendendo spunto dalla lettura di alcuni racconti della bibliografia “Nati per leggere”, invita grandi e piccini a creare un originale albo illustrato, ispirato a uno o più reperti esposti in museo. La partecipazione è gratuita previa prenotazione telefonica al numero3351578640 entro le ore 18 del giorno precedente. Ingresso a pagamento.

Il Museo Retico di Sanzeno propone alle ore 14.30 e alle 16.30 il “MemoRetico” per giocare con un memory davvero speciale percorrendo il “pozzo del tempo” alla ricerca degli indizi che porteranno a scoprire alcuni reperti particolarmente curiosi esposti nelle sale del museo. Al termine i partecipanti si cimenteranno in un laboratorio di sbalzo su rame per realizzare un personalissimo amuleto che rimarrà loro in ricordo dell’esperienza. La partecipazione è gratuita previa prenotazione telefonica al numero3334686682 entro le ore 17.30 del giorno precedente. Ingresso a pagamento.



 

COMANO TERME. Lunedì 06 giugno 2022 si è riunito in presenza il Consiglio Comunale di Comano Terme; assenti dalla maggioranza i consiglieri comunali Gioele Andreolli e Franco Bellotti, dalla minoranza la capogruppo Cinzia Parisi. E' lo stesso gruppo di minoranza Lega Salvini Comano Terme a riportare gli sviluppi della seduta comunale.

 

 

Al primo punto dell'ordine del giorno si è trattato delle interrogazioni a risposta immediata per cui il consigliere dell'opposizione Sergio Manuel Binelli ha chiesto al Sindaco degli aggiornamenti per fronteggiare l'emergenza dell'acqua: il Sindaco ha rassicurato tutti affermando che al momento non c'è carenza d'acqua, anche se la situazione va tenuta monitorata specialmente nelle frazioni di Vigo Lomaso e Godenzo. E' quindi stato confermato che le tariffe dell'acquedotto e della fognatura non verranno aumentate, ma sulla depurazione deciderà la Provincia.

In seguito, di nuovo Binelli, ha esposto due segnalazioni sul parco giochi di Vergonzo, in particolare riguardante la presenza di zecche e decadimento di alcuni giochi. Sul punto hanno risposto gli Assessori Pirola, Buratti e Onorati spiegando che gli operai comunali stanno procedendo alla sostituzione delle staccionate e che i ritardi sono dovuti all'aumento dei costi, al fatto che il Comune si sta occupando di tutti i parchi i giochi – i prossimi saranno quelli di Comighello e di Vigo Lomaso - e che in quella zona serve attenzione visti gli atti vandalici passati. Sulle zecche il Sindaco ha promesso di interessarsi, ma non si sente di affermare che esiste un'emergenza.

Il consigliere Luca Brena dell'opposizione ha poi chiesto dei chiarimenti sui lavori al Centro sportivo di Santa Croce e sul collegamento della pista ciclabile Limarò-Sarche: sul primo punto ci saranno dei lavori prossimamente - anche se non sono ancora stati appaltati -, visto che le risorse sono state già stanziate. Sul secondo punto, invece, si sono ricordati tutti gli impegni della PAT che sicuramente verranno ribaditi quando si farà Giunta Provinciale anche a Comano Terme.

Il Consiglio ha quindi votato ad unanimità i verbali delle sedute passate e si è passati alla trattazione del rendiconto di gestione dell'esercizio finanziario 2021 (con un avanzo di € 2.356.883,70, senza considerare la parte vincolata) e della I° variazione al bilancio di previsione 2022 e pluriennale 2022-2024 (di € 1.008.335,00), dove la minoranza "per responsabilità" si è astenuta non prima che il consigliere della minoranza Michele Salvaterra chiedesse dei chiarimenti sull'Area Camper. L'assemblea ha ringraziato i dipendenti comunali per il lavoro svolto.

Infine, a seguito delle dimissioni del revisore contabile (per ragioni professionali), il Consiglio ha votato ad unanimità la nomina del nuovo revisore (dott. A.Caola), già revisore del Comune di Stenico con cui Comano Terme ha in convenzione il servizio di ragioneria.

 

Risultati decisamente importanti per il comparto cosmesi e ricettivo, nonostante la stagione ridotta. Decisivo anche il contributo del nuovo poliambulatorio specialistico Comano Med.

TERME DI COMANO. L’Assemblea dell’Azienda Consorziale rappresentata dai sindaci dei cinque Comuni delle Giudicarie esteriori e dal Consiglio di Amministrazione, si è riunita mercoledì 1° giugno per l’approvazione del Bilancio di Esercizio 2021.

Nonostante ancora influenzato dagli effetti della pandemia, l’esercizio 2021 ha permesso di implementare le strategie e le azioni avviate con la nuova organizzazione dell’Azienda, chiudendosi in attivo.

 

Il settore cosmetico (+25% rispetto al 2020) e ricettivo (+5% rispetto al 2019, ma con due mesi in meno di apertura) hanno segnato fatturati mai così importanti nella storia aziendale, anche grazie agli investimenti effettuati negli ultimi anni e all’impulso dato alle attività di marketing. Per il settore termale si evidenzia un incremento nelle richieste e nel numero di prestazioni del nuovo poliambulatorio specialistico “Comano Med”, inaugurato proprio nel 2021, molto apprezzato sia dai cittadini trentini che dagli ospiti.

 

 

 

Venivamo da un annus horribilis per il turismo e per l’economia in generale” commenta il Presidente dell’Azienda Roberto Filippi. “Nonostante tutto, a fronte di una stagionalità comunque ridotta anche nel 2021 a causa della pandemia ancora in atto, il bilancio è decisamente positivo. I fatturati record nell’hotellerie e nella skincare si aggiungono ai numeri importanti ottenuti con l’iniziativa Bonus Terme. L’azienda genera liquidità e si conferma sana sotto tutti i punti di vista”.

 

La soddisfazione è confermata anche da Monica Mattevi, Presidente dell’assemblea termale: “A nome dei cinque Comuni proprietari esprimo la massima soddisfazione per i risultati economici e organizzativi, che hanno contribuito a confermare la bontà delle azioni intraprese da questa amministrazione a partire dal 2019, focalizzate su una rinnovata proposta di valore al cliente, coerente con i bisogni del mercato e sostenuta da un organizzazione efficiente, produttiva e orientata al risultato”.

 

Il presente e il futuro delle appaiono ben delineati. Nell’estate 2021, attraverso la riforma provinciale delle APT, l’ambito di riferimento per Comano è stato ampliato al Garda Trentino e alla Valle di Ledro, mentre l’area di San Lorenzo Dorsino è confluita nell’APT Dolomiti Paganella.

Per le Terme di Comano si sono aperti quindi nuovi spazi di opportunità e di mercato, che si stanno valorizzando già in questa stagione grazie al ruolo Partner Premium di Garda Trentino, a collaborazioni ed iniziative mirate a intercettare gli importanti flussi turistici dei territori vicini.

 

Sempre guardando al futuro, l’Azienda assieme all’Università di Trento ha avviato un piano di posizionamento strategico al 2040 sviluppato con la metodologia degli studi di futuro, che avrà come punto di partenza la riqualificazione del centro termale che si concluderà nel 2025.

 

 

L’Azienda Consorziale Terme di Comano, di proprietà dei Comuni di Bleggio Superiore, Comano Terme, Fiavè, San Lorenzo Dorsino e Stenico, opera in tre settori. Quello sanitario, con l’ampia proposta di terapie termali a scopo curativo delle Terme di Comano, centro di riferimento italiano per la cura delle patologie della pelle. Quello ricettivo, con i servizi di ospitalità, cura e benessere del Grand Hotel Terme di Comano, struttura quattro stelle Superior. Quello della cosmesi termale, con la linea di prodotti a base di acqua termale utilizzati per la cura e la bellezza quotidiana della pelle.

Inaugurata oggi al Parco delle Terme di Comano la mostra “Il fiume sottosopra: in viaggio con l’acqua della Sarca”, allestita dal Parco Naturale Adamello Brenta e dal Parco Fluviale della Sarca.

In foto il taglio del nastro

 

COMANO TERME. Acqua e biosfera; uso dell'acqua; gestire l'acqua; acqua e uomo; acqua e cambiamenti climatici: questi i cinque temi centrali sviluppati dalla mostra, lungo una serie di tappe che il visitatore può seguire percorrendo la passeggiata lungo il Parco delle Terme di Comano.

Le installazioni sono altrettanti esempi di land art, e come tali sono destinate ad interagire con il pubblico, visivamente ma non solo. Si va da strutture in legno (panche o quant'altro che favoriscono la socializzazione) a pannelli bifacciali con scritte che cambiano a seconda dei movimenti del fruitore, fino a un percorso audio con delle casse acustiche collocate sugli alberi che diffondono una narrazione a più voci.

 

Una delle istallazioni di SottoSopra

 

E' un'esperienza immersiva, insomma, quella proposta dalla mostra, che si propone di sensibilizzare il fruitore sull'importanza e la strategicità dell'acqua per il territorio, fornendo un approccio a 360°, realmente multidisciplinare, lungo un filo conduttore rappresentato naturalmente dal fiume Sarca.

"L'acqua è fondamentale per il nostro ambiente, – ha detto l'assessore del PNAB Achille Onorati - ma anche per la nostra economia ed in generale per la qualità della nostra vita. L'obiettivo che ci proponiamo con questa mostra, rivolta tanto ai residenti quanto agli ospiti, è  far riflettere le persone su un bene che troppo spesso viene dato per scontato".

Gli ha fatto eco il presidente del Parco Fluviale Gianfranco Pederzolli, che ha colto l'occasione per ringraziare tutte le amministrazioni che aderiscono e collaborano con il Parco e per il quale "questa mostra sul fiume, in riva al fiume, nasce anche dalla nostra volontà di aumentare le occasioni e le opportunità di relazione tra la Sarca, e la popolazione dei residenti, e gli ospiti. Così come è stato fatto ad Arco con la spiaggia della Moletta, e come sta accadendo a Dro, con la sistemazione della riserva naturale in area urbana dell'Isolat."

Nell'apprezzare i contenuti della mostra, il presidente del Consorzio dei Comuni BIM Sarca Mincio Garda Giorgio Marchetti, ha ricordato che "il tema dell'acqua si lega nel dibattito attuale al tema dell'energia, mettendo in concorrenza sulla quantità necessaria di produzione risorse fossili come il gas e risorse rinnovabili come l'idroelettrico. A tale proposito va detto che nel nostro territorio abbiamo trovato un felice equilibrio grazie al deflusso minimo vitale nei corsi d'acqua a valle delle derivazioni idriche."

Questa mostra offre spunti e suggestioni per conoscere il territorio nelle sue varie sfaccettature, dove la chiave di lettura è il fiume e il tema dell'acqua, molto caro alla Provincia autonoma di Trento. Lo ha spiegato il vicepresidente ed assessore all'ambiente, Mario Tonina: "L'acqua è preziosa per la vita, e i cambiamenti climatici ci mettono di fronte per la prima volta, forse, al problema relativo ad una sua possibile futura scarsità. L'acqua è anche una risorsa economica e una fonte preziosa di energia 'pulita'. Una risorsa che per queste ragioni fa gola a molti, che è nostro compito difendere e tutelare, nell'interesse in primo luogo delle nostre comunità, ma al tempo stesso con la consapevolezza che utilizzare l'energia idroelettrica significa ridurre la quota totale di emissioni climalteranti nell'atmosfera". Secondo Tonina, con questa mostra "si conferma la capacità del territorio di 'fare assieme': abbiamo bisogno di stringere alleanze, come quella che si è creata attorno alla Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile. Chi ha la fortuna di vivere in un territorio come questo ha il dovere di tutelarlo e al tempo stesso di renderlo fruibile a tutti: ai visitatori, ai giovani, a chiunque possa apprezzarlo per ciò che è, un autentico patrimonio collettivo".

E' seguito un breve saluto del presidente delle Terme di Comano Roberto Filippi che ha ringraziato per l'opportunità di poter ospitare la mostra e ha sottolineato l'importanza e il valore dell'acqua. "E' questa un'occasione per avere i Parchi nel nostro Parco".

Anche il direttore del Parco Naturale Adamello Brenta Cristiano Trotter e il coordinatore del Parco Fluviale della Sarca Stefano Zanoni sono intervenuti per un saluto e un ringraziamento a tutto lo staff dei due Parchi, che ha seguito con la Cooperativa Minimolla Design la realizzazione della mostra, mettendo in evidenza l'importante collaborazione che si sta portando avanti tra i due soggetti nell'ambito delle attività culturali con l'obiettivo di avvicinare i nostri residenti e ospiti ai temi e valori delle aree protette.

La curatrice della mostra Elisa Mastrofrancesco (in foto) di Minimolla Design ha quindi illustrato brevemente i contenuti della mostra.

 

 

MOSTRA: SOTTOSOPRA, IN VIAGGIO CON L'ACQUA DELLA SARCA


La mostra vuole affrontare in modo innovativo, giocoso e originale il tema del rapporto tra la comunità e il fiume che costituisce parte integrante della storia della stessa.

Un invito a riflettere sull'importanza dell'impatto che il corso d'acqua ha su tutto il territorio che attraversa, definendone i confini e gli elementi morfologici, ma anche gli aspetti socio - culturali, economici e turistici.

Proviamo a immaginare come sarebbe differente il parco se non esistesse la Sarca! Una ricchezza inestimabile, presente da sempre, che la mostra vuole riportare all'attenzione delle persone del posto e degli ospiti, offrendo nuovi spunti e occasioni di vivere a pieno il territorio, riallacciando il rapporto con la presenza del fiume.

Il percorso espositivo, visitabile sia di giorno che di sera, è pensato come una passeggiata da affrontare individualmente o in gruppo lungo le sponde, in cui il visitatore potrà interagire in modo attivo con le installazioni disseminate nell'area a stretto contatto con la natura.

L'intento della mostra è quello di fare vivere un'esperienza di avvicinamento personale alla Sarca; non solo un'esposizione didascalica e informativa, ma un viaggio di arricchimento delle emozioni alimentato da forti suggestioni che coinvolgono tutti i sensi. Un bagaglio di sensazioni da portarsi a casa.

 

 

Simone Elmi: “L’obiettivo è d’ingrandire - aprendo 30 nuove vie d’arrampicata- e rendere ancora più inclusiva la falesia, offrendo alla collettività un luogo d’incontro immerso nella natura, dove praticare l’arrampicata e promuovere ulteriormente la cultura della sostenibilità”. Alberto Benchimol: “La campagna durerà circa sei mesi, con l’obiettivo di raggiungere la partecipazione di almeno 1.000 persone” Per partecipare alla nuova raccolta fondi basterà collegarsi al sito

 

 

SAN LORENZO – DORSINO. Domenica 1 maggio è partito sul sito eppela una nuova campagna di crowdfunding per la “Falesia Dimenticata 2.0” di San Lorenzo Dorsino, la straordinaria area naturale trentina, ai piedi delle Dolomiti di Brenta, dedicata all’arrampicata inclusiva e a iniziative culturali che in pochissimi anni dall’inaugurazione (avvenuta nel giugno del 2018) ha raggiunto una notorietà, con oltre 5.000 accessi medi annui, al di sopra delle stesse aspettative dei fondatori, l’associazione “Dolomiti Open” e la fondazione per lo sport inclusivo “Sportfund”, con il contributo dell’Apt Dolomiti Paganella.

 

Con questa nuova operazione di raccolta fondi i promotori si pongono gli obiettivi di acquistare nuovi terreni privati per ingrandire l’area della falesia, portando le attuali vie di arrampicata da 30 a 60, di aumentare gli spazi prativi a disposizione delle persone e, soprattutto, di promuovere ulteriormente la cultura per una montagna inclusiva e l’adozione di comportamenti attenti alla sostenibilità e alla cura dell’ambiente.

 

«La nostra prima operazione di crowdfunding del 2017, alla quale hanno partecipato oltre 400 persone – ha spiegato il presidente di Dolomiti Open, Simone Elmi – è stata per noi un grande successo, non solo per la cifra raccolta (oltre 20 mila euro), ma soprattutto per la carica d’entusiasmo che ci ha trasmesso, spronandoci ad andare avanti in questo vero e proprio progetto partecipativo.

 

Grazie a tutti gli appassionati e non di arrampicata che hanno creduto sin dall’inizio nell’iniziativa, siamo riusciti, infatti, ad acquistare e restituire all’utilizzo della collettività l’area, per lo più in stato di abbandono, dove negli anni Ottanta e fino agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso i più forti alpinisti e arrampicatori del tempo avevano dato vita a una delle falesie più famose del Trentino. Falesia che adesso è ritornata al suo antico splendore e che in pochi anni ha registrato un successo forse senza precedenti, con la frequentazione di tantissime persone, più di 5.000 l’anno, la cui presenza ci ha incentivato ad andare avanti nel progetto, acquistando una nuova area, adiacente a quella attuale, da valorizzare e restituire all’uso comune.

 

Con questa nuova campagna di raccolta fondi che partirà domenica 1 maggio auspichiamo di coinvolgere ancora più persone rispetto alla precedente, almeno 1.000, chiamandole a partecipare a un progetto che va oltre l’arrampicata: beni privati a disposizione del pubblico che diventano, in una visione di montagna inclusiva, “un luogo di tutti e per tutti”, valorizzando per il bene comune zone dal grande valore naturalistico, sportivo e storico. Più sarà partecipato il crowdfunding, più aumenteranno evidentemente le possibilità di acquistare i terreni, ma la cosa più importante è lo spirito che ha animato e animerà sempre l’iniziativa e cioè che con un piccolo contributo di tanti si possono fare grandi cose a beneficio di tutti».

 

Il progetto della Falesia Dimenticata si caratterizza per la sua ottica d’inclusività (per la quale ha ricevuto, collocandosi al primo posto in Italia, anche un finanziamento dal Dipartimento delle Pari opportunità del Consiglio dei Ministri) che si estrinseca sia per la particolare chiodatura delle varie vie di arrampicata, ma soprattutto per le modalità di accoglienza e di fruizione del sito, con la creazione di un ambiente inclusivo dove le guide alpine e le persone che lavorano nella falesia siano dei facilitatori per persone con disabilità.

 

Inoltre il progetto si caratterizza per l’attenzione all’ambiente, legandosi in questo senso a un altro progetto partecipativo, il “Dolomiti Future Lab”, condotto da un pool internazionale di esperti e coordinato dall’Apt Dolomiti Paganella. In particolare in questi anni nell’area della Falesia Dimenticata sono state realizzate diverse iniziative, tra le quali, un’opera di recupero di muri a secco che, a sua volta, ha stimolato la cura dei terreni limitrofi al sito; la realizzazione di servizi igienici con materiali ecologici e a risparmio energetico; attività culturali e teatrali legate alla montagna inclusiva; una serie di podcast per promuovere il rispetto dell’ambiente naturale quando si arrampica e si va in montagna. La falesia ha fatto inoltre da volano economico per la nascita di un’attività turistica ad opera di giovani del luogo con il recupero e la valorizzazione di un vecchio casolare disabitato.

 

La nuova campagna fondi, già prima della partenza, ha riscosso il favore di diverse istituzioni locali, tra le quali il Consorzio turistico “Borgo Vivo” che ha deciso di devolvere in favore del crowdfunding la cifra 1 euro per ogni esperienza in calendario acquistata dai turisti a San Lorenzo Dorsino: «Un gesto simbolico – ha evidenziato il presidente del Consorzio, Alberto Bosetti - ma che vuole sottolineare l’appoggio della nostra Comunità al progetto, rendendo partecipi anche i turisti».

 

«Anche per questa nuova campagna di crowdfunding – ha aggiunto il presidente della fondazione Sportfund, Alberto Benchimol – abbiamo deciso di continuare la positiva collaborazione con la piattaforma internet eppela.com, attraverso la quale sarà possibile visionare il progetto, i relativi obiettivi e dare, se si vuole, il proprio contributo. A differenza della precedente campagna, aperta 40 giorni, questa nuova operazione avrà una durata più lunga, almeno di 6 mesi, in modo che l’iniziativa possa essere conosciuta dal maggior numero possibile di persone, appassionati e non, per condividere l’idea di beneficiare tutti di un luogo bello, inclusivo, immerso nella natura, dove praticare l’arrampicata e promuovere la cultura e i valori della sostenibilità»

 

SAN LORENZO - DORSINO. Più sicurezza per i pedoni che percorrono la strada di collegamento tra il centro di San Lorenzo Dorsino e l’uscita del paese verso Molveno.

Il progetto per la realizzazione di un marciapiede lungo via delle Dolomiti di Brenta è stato illustrato dal sindaco Ilaria Rigotti, che ha incontrato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, nel Palazzo di piazza Dante. Presenti anche i dirigenti generali Luciano Martorano (Dipartimento infrastrutture) e Giovanni Gardelli (Umst coordinamento enti locali, politiche territoriali e della montagna).

L’intervento interessa alcune aree di proprietà del Demanio ed è soggetto a nulla osta del Servizio Gestione Strade della Provincia; inoltre la realizzazione di una parte del marciapiede verso nord - che ricade su un'area sotto tutela paesaggistica - richiederà il relativo parere positivo prima della stesura del progetto esecutivo. Il sindaco ha evidenziato come l’opera sia particolarmente attesa dai residenti del centro e punti a garantire maggiore sicurezza ai pedoni oltre che ai mezzi che transitano sulla SS 421. Dopo un’analisi del progetto, il presidente Fugatti ha condiviso la positività dei lavori, sottolineando come l’Amministrazione provinciale valuterà la possibilità di sostenere la realizzazione del marciapiede, qualora le risorse a bilancio dovessero consentirlo.

 

Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti e il sindaco di San Lorenzo Dorsino Ilaria Rigotti [ Archivio Ufficio Stampa PAT]

Secondo il progetto definitivo firmato dall’architetto Samuele Aldrighetti, il marciapiede partirà di fronte alla piazza principale in concomitanza con l’incrocio con Largo ai Caduti delle Guerre ed arriverà fino all’imbocco della via di Glolo, posizionato a valle, ossia lungo il lato destro della SS 421 a salire verso Molveno. Da via Strada delle Fontane il percorso pedonale proseguirà lungo il lato sinistro della medesima strada statale fino all'intersezione con via Panoramica per ritornare poi sul lato opposto e riallacciarsi con il sentiero del Colle Beo nord e la strada “vecchia” per Molveno.
Agli amministratori è stato fornito inoltre un aggiornamento relativo ai lavori che interessano la strada di collegamento tra San Lorenzo Dorsino e Molveno. L’installazione delle barriere paramassi è iniziata lo scorso 3 novembre: ora sono al lavoro due squadre e la fine dei lavori è prevista per il prossimo autunno (l’importo complessivo di progetto ammonta a 2,1 milioni di euro). È inoltre in corso la redazione del progetto esecutivo della rettifica stradale, che si prevede venga completato entro fine primavera (l’importo complessivo, secondo il Documento di programmazione settoriale, è pari a 3,6 milioni di euro, di cui 2.554.400 per lavori): l’obiettivo è di avviare l’appalto e procedere all’effettivo inizio dei lavori in autunno.

 

 

SAN LORENZO DORSINO. Erano le 17 e 10 di ieri - domenica 7 novembre - quando i vigili del fuoco volontari di Dorsino sono stati allertati per un incendio ad una canna fumaria.

 

 

Grazie al tempestivo intervento dei volontari l’incendio è stato circoscritto e domato in breve tempo, scongiurando così il rischio che si propagasse ad altre coperture.

 

L’incendio si è infatti sviluppato nel centro storico del paese, caratterizzato dalla presenza di case attaccate.

 

Intervenuto in supporto anche il corpo di Lomaso con l’autobotte.

Corpo vv.f. Lomaso