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Sat, Jun

CADERZONE TERME. Tgcom24 dedica un servizio all’Hotel Regina Elena di Caderzone Terme, una splendida location trentina resa speciale ed unica nel suo genere grazie all’esperienza, costruita in anni di corsi e studi, e professionalità della direttrice Laura.

 

 

L’hotel, a gestione familiare, è arricchito da uno staff d’eccellenza, persone che svolgono il proprio mestiere con passione e dedizione, facendo sentire gli ospiti come fossero a casa e rendendo il loro soggiorno una doppia vacanza indimenticabile, immersi nella natura e coccolati dal comfort dei servizi offerti.

Davanti all’edificio, troviamo un campo da golf, a pochi passi dalle terme; all’interno, oltre alla sala cinema, ping pong e sala musica, troviamo i quadri di Vladan-Vlajko Petrovic, artista appassionato che esprime il suo amore per l’arte non solo dipingendo, ma anche in cucina. Il ristorante, curato nei massimi dettagli dalla direttrice Laura, riesce ad accontentare persino i palati più esigenti, regalando esperienze culinarie sorprendenti.

L’Hotel Regina Elena è un prezioso contenitore di Arte, che incanta ed emoziona visitatori e viaggiatori di ogni dove.

 

CADERZONE TERME. Una Montagna di Salute: appuntamento domenica 10 ottobre 2021 – c/o Rifugio San Giuliano per una Camminata con esperti di salute

 

Il programma prevede partenza ad ore 8.30 dal parcheggio Pòc da li Falc con ritrovo 10 minuti in anticipo; la strada parte da Caderzone Terme. Ad ore 11.30 ci sarà il pranzo al Rifugio, per poi incamminarsi per il rientro. Il tragitto è ad anello e termina al parcheggio.  

 

Il percorso è su un sentiero escursionistico, durante la camminata verranno forniti suggerimenti sui benefici che la montagna ha sulla salute, come farmaco senza effetti collaterali a costo zero! La chiacchierata continuerà al rifugio.

 

 

CADERZONE TERME. Un incendio è divampato verso mezzogiorno in un appartamento nel centro di Caderzone Terme: il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco salva la situazione e limita i danni.

 

La selettiva sarebbe giunta attorno alle 12.15 di oggi giovedì 15 aprile – così riporta l'articolo completo di Il Dolomiti – e faceva riferimento ad un incendio in un appartamento nel centro dell'abitato di Caderzone Terme.

 

Le fiamme sarebbero divampate dal piano cottura a gas della cucina, causa un ritorno di fiamma; si sono velocemente propagate a parte dell'arredo circostante.

 

 

A dare l'allarme gli stessi inquilini. Sul posto per spegnere il rogo i Vigili del Fuoco di Caderzone Terme: hanno proceduto con la messa in sicurezza, areazione, bonifica e necessarie verifiche. Il loro intervento tempestivo ha permesso di limitare i danni, specialmente di quelli riferiti al fumo.

Era un caro amico, una bella persona, un uomo che sapeva ascoltare, attento, riflessivo, misurato nelle parole e nei comportamenti. Oltre che buono d’animo e modesto.

Mai avrei potuto immaginare gli sarebbe potuta capitare una disgrazia, come quella che ce l’ha portato via sulle sue montagne. Montagne che ha tanto amato e che conosceva a menadito per averle percorse fin da bambino col padre, il guardacaccia Valentino, e con lo zio Giovanni, una vita da guardaboschi.

Incrociai le prime volte Fausto Masè “Zabèt” in Val Genova, al rifugio Fontanabona, nei primi anni Settanta, ma ebbi modo di conoscerlo bene più tardi, negli anni Novanta a Trento in Cooperazione, quando si rese necessario sostituire il presidente di Sait Marco Giordani, chiamato a reggere la PAT, e gli chiesero di subentrargli nell’incarico prestigioso e ben remunerato. Rifiutò nonostante le pressioni, anche mie, e lasciò aperta la strada a Giorgio Fiorini.

Allora dirigeva – si era laureato in economia a Trieste - una cooperativa che lavorava il porfido ad Albiano, cui dedicava tempo, energie e professionalità.  Abbandonarla gli sembrava di tradirne la fiducia. Partecipò attivamente alla vita del movimento cooperativo, nel quale rivestì diversi incarichi (presidente di Cooperfidi, presidente della Famiglia cooperativa di Strembo, membro di tante commissioni) e si spese generosamente per il suo sviluppo. Abitava a Trento, ma appena poteva, specie nei fine settimana ,tornava a Strembo, a respirare l’aria di casa, o in Val Genova, dove il padre aveva una “villa”/ baita, a rigenerarsi.

In questi ultimi anni, trascorsi in valle, era suo costume fare una passeggiata in compagnia della moglie lungo l’argine della Sarca da Strembo a Pinzolo, dove ci incontravamo per bere un caffè e scambiarci due parole su quanto capitava in Via Segantini e sul mondo che tanto ci stava a cuore. Alla sua signora, al figlio voglio esprimere i sensi più vivi del mio cordoglio con un abbraccio fraterno.

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