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Wed, Oct

Terminati i lavori di manutenzione straordinaria alla ferrata "Oliva Detassis" (segnavia O396), iniziati il 20 settembre di quest'anno. Le manutenzioni sono state eseguite in breve tempo ed in un periodo dell'anno che non penalizzasse troppo la frequentazione.  Dal 20 settembre scorso ad oggi infatti la ferrata era rimasta chiusa, mentre oggi la Commissione Sentieri comunica che, uno dei tracciati più belli e conosciuti delle Dolomiti di Brenta, è ufficialmente riaperto.

Sono invece ancora in corso di ultimazione le manutenzioni straordinarie sulle Bocchette Centrali (segnavia O305C).

Un traguardo importante quello della manutenzione straordinaria delle vie ferrate delle Dolomiti di Brenta, coordinato dalla Commissione Sentieri della SAT e che si avvia a compimento entro l'autunno 2020. Il prossimo anno tutti i frequentatori delle celeberrime guglie dolomitiche potranno disporre di una rete di sentieri attrezzati e vie ferrate completamente rinnovate secondo i più elevati protocolli di sicurezza e con i più moderni materiali.

Realizzati tra il 1936 ed il 1968, i tracciati delle due ferrate hanno uno sviluppo complessivo di 4.040 metri e sono attrezzate con funi per circa 950 metri complessivi    

Novant'anni di vita sono un traguardo molto importante; da condividere con un'intera comunità, e con la grande famiglia della montagna e dell'alpinismo, se il compleanno è quello di Cesare Maestri.

La festa, che il suo paese gli dedica, si terrà mercoledì 2 ottobre a partire dalle 18.00 presso la Sala della Cultura a Madonna di Campiglio. Il programma inizierà con i saluti delle autorità presenti e proseguirà con l'intervento e gli auguri dei compagni di scalata che nel tempo hanno affiancato Cesare Maestri in tante ascese. Nel mezzo, l'anteprima del docufilm "Le vie del Cesare" al quale sta lavorando il giovane alpinista campigliano Silvestro Franchini insieme a Matteo Pavana (filmmaker) e Marco Benvenuti (produttore). Il documentario comprende anche un'ampia intervista al grande alpinista trentino, filmati storici e nuove riprese lungo le vie aperte da Maestri sulle Dolomiti. "Molte di queste – spiegano gli ideatori – sono tutt'oggi poco conosciute. Attraverso questa video-produzione cerchiamo anche di comprendere le motivazioni dell'alpinismo del passato mettendole a confronto con quelle di oggi. L'obiettivo è raccontare le scalate dolomitiche di Cesare e illustrare come esse sono viste e percorse ai nostri giorni".

Sarà non solo un pomeriggio per celebrare un compleanno importante, ma anche l'occasione per ascoltare l'appassionata narrazione di una leggenda dell'alpinismo, classe 1929 e definito dal giornalista e scrittore Dino Buzzati con l'appellativo, passato alla storia, di "Il ragno delle Dolomiti". È stato Maestri il primo alpinista a percorrere in discesa e senza corda vie di sesto grado, dopo aver iniziato a scalare, quasi per caso, nel 1949. "La prima scalata – racconta – è stata la "normale" della Paganella. Mi ci portò Gino Pisoni, presidente nazionale delle Guide alpine, e non appena misi le mani sulla roccia, capii che quello sarebbe stato il mio mestiere". E lo ha anche scritto, Cesare Maestri scrittore, questo forte legame con la montagna e questo talento che lo ha accompagnato dalla giovinezza, questo essere alpinista nel profondo dell'anima e per tutta la vita: "Le montagne sono per me quello che i colori e la tela sono per il pittore, il treno per il macchinista, il teatro per l'attore, il tornio per l'operaio, il pianoforte per il compositore, il piccone per il manovale".

La festa-incontro di mercoledì, aperta a tutti, è organizzata dalle Guide Alpine di Madonna di Campiglio insieme ai comuni di Pinzolo e Tre Ville, alla Pro loco e alla Sat di Madonna di Campiglio con la collaborazione dell'Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena.

È stata veramente una “Top Dolomites” per eroi quella svoltasi oggi a Madonna di Campiglio, accompagnata da pioggia battente, un vento freddo proveniente da nord e, ad una certo punto, anche neve. Protagonisti 600 eroi ed eroine che, sui 1.000 iscritti alla vigilia, si sono presentati alla linea di partenza in Viale Dolomiti di Brenta. Il via è stato dato alle 7.00 del mattino, anticipando l’orario della prima edizione 2018, anche per non impattare eccessivamente sulla normale circolazione automobilistica. Anticipata l’ora, abbreviato l’itinerario. Considerate le avverse condizioni meteorologiche, il Comitato organizzatore presieduto da Giovanni Danieli ha infatti preferito rimodulare il percorso competitivo, lungo 135 chilometri con passaggio a Riva del Garda, declinandolo sui 97 chilometri del tracciato “classico” con arrivo a Comano Terme via Passo del Durone per poi girare e riprendere la strada verso Madonna di Campiglio via Stenico. La “Granfondo” si è trasformata in una “Mediofondo”, ma la sicurezza è stata garantita. Invariato, invece, il percorso “amatoriale” che ha coperto la distanza di 43 chilometri con partenza sempre a Campiglio, discesa a Spiazzo e poi “dietro front” con ritorno ai piedi del Brenta.

A raccontare la difficoltà di questa gara, corsa in condizioni al limite del possibile, la fatica e il freddo impressi sui volti dei corridori che hanno concluso la competizione: in 298 su 600. Anche se gli atleti saliti sul podio hanno minimizzato, dichiarando all’arrivo: “Dopo l’esperienza dello scorso anno, pure corsa sotto la pioggia, questa volta siamo arrivati con abbigliamento adeguato, impermeabile e caldo”.

La corsa femminile ha avuto una protagonista assoluta, Jessica Leonardi (Biemme Garda Sport, 3:25:48) di Tuenno che ha fatto una gara a sé, stando sempre davanti e arrivando per prima al traguardo. Dietro di lei Astrid Schartmueller (Alpilatte B.R. Pneu- Zanè) e terza Annalisa Prato (Team De Rosa Santini), arrivata al traguardo stremata dal freddo. La Leonardi, che nel 2018, agli Uci Granfondo World Championships, si è laureata Campionessa del Mondo delle granfondo (la passata stagione ne ha vinte 12 su 15), tra il resto, ha conquistato un eccellente 42esimo posto nella classifica assoluta. 

Nella categoria maschile, un gruppetto di dieci si è composto a partire da Passo Durone, ha proseguito insieme e ha condotto la testa della gara tenendo il controllo della corsa fino agli ultimi chilometri. La selezione l’hanno fatta la “grande salita” da Pinzolo a Madonna di Campiglio e la volata finale del russo Sergei Pomoshnikov (Asd Colli Berici) che ha accelerato sui pedali tagliando per primo il traguardo con il tempo di 3:05:31. Alle sue spalle, sul filo di lana, Tiziano Zonta (Asd Swatt Club, 3:05:32), il ciclista di Bassano del Grappa già terzo, nel 2018, alla “Mont Blanc”, quindi Riccardo Zacchi (Colnago Mg K Vis, 03:05:33), quarto nella gara a tappe Open del Giro di Carinzia lo scorso maggio. E poi Francesco Avanzo (Biemme Garda Sport, 03:05:38) che ha concluso quarto dopo aver ambito alla vittoria fino all’ultimo. Lui, specialista delle mediofondo e molto forte in salita, all’ingresso in Val Rendena ha guidato per alcuni chilometri il gruppetto cercando anche di staccarlo. Francesco Avanzo, nel 2018 è stato vincitore assoluto del 14° Campionato Italiano dei Maestri di Sci-Ciclismo su strada e, sempre nel 2018, secondo nella Mediofondo della “Granfondo Sestriere Colle delle Finestre”. Pomoshnikov, che quest’anno ha vinto anche la “Charly Gaul” sul percorso Mediofondo, si è rivelato il più forte, irraggiungibile da parte degli altri.

 

LA VOCE DEI PROTAGONISTI

“È stata una gara resa difficile dalla pioggia – ha dichiarato Sergei Pomoshnikov, che da cinque anni vive in Italia e viene dal mondo del professionismo – e sono molto felice per la vittoria. Negli ultimi 200 metri ho cercato la volata, dando il massimo, tutto ciò che potevo”. “Davvero un peccato – ha invece affermato Francesco Avanzo – ci ho creduto fino all’ultimo. Il chilometro finale, prima del traguardo, causa anche il vento contrario, mi è sembrato interminabile, non finiva più. Ci siamo comunque divertiti e bravi gli organizzatori che hanno garantito massima sicurezza”. Anche Tiziano Zonta, giunto secondo, ha concluso con “un po’ di rammarico”. “Sì – conferma – ho provato a fare selezione nella salita finale, ma non ho avuto particolare aiuto dagli altri e Sergei, che è il più forte, ne è uscito vincitore. La gara è davvero bella e memore dello scorso anno, mi sono vestito bene e non ho patito il freddo, eccetto nel tratto finale”. “Alla fine – ha detto Riccardo Zecchi – devo dire che sono soddisfatto, non ci credo ancora in questo risultato. Il freddo mi ha messo in croce, ma la gamba c’era. Non ho dato un grande contributo lungo il percorso, ma sono riuscito comunque a stare in gara fino alla fine. Non è stato facile, ma divertente e ringrazio l’organizzatore per tutto quanto è riuscita a mettere in campo”. “Organizzazione davvero fantastica”, ha sottolineato la vincitrice tra le donne Jessica Leonardi che così ha raccontato la sua performance: “Sono riuscita a controllare il freddo e ho prestato molta attenzione alle frenate che sotto la pioggia diventano più difficili. Ho fatto la mia gara, sempre in testa, cercando di tenere il mio ritmo senza strafare”.

PAROLA DI ORGANIZZATORI!

“Il tempo è stato davvero inclemente – ha affermato Giovanni Danieli, presidente della Asd Top Dolomites organizzatrice della manifestazione – ma siamo riusciti ad interpretare molto bene la situazione, senza rischi e mettendo al primo posto la sicurezza. Siamo stati messi alla prova e nello stesso tempo diventati ancora più forti. Ringrazio chi oggi ha corso la gara, sono stati eroi ed eroine e poi tutti collaboratori e i volontari che hanno permesso la riuscita della manifestazione nonostante il cattivo tempo. Numerosi sono i ringraziamenti che stiamo ricevendo”. E davvero particolare è l’attenzione che il C.O. sta riservando agli iscritti. L’iscrizione di chi non ha partecipato alla gara sarà automaticamente valida nel 2020 e anche il pacco gara, se non è stato ritirato, verrà spedito direttamente a casa di ciascuno.

 

Sulle Dolomiti di Brenta e sulle piste di Madonna di Campiglio è già inverno. Da oggi pomeriggio nevica sopra i 2200 metri. 

Le previsioni di meteotrentino indicano una tregua per sabato e poi da domenica ancora nevicate, questa volta anche a quote più basse, anche fino ai 1.700 metri. Difficile stabilire la quantità, ma sopra i 2.300 metri potrebbero cadere anche più di 30 cm di neve. Difficoltà per gli organizzatori del Dolomiti Brenta Trail impegnati nel monitorare il percorso di gara dove domani si svolgerà la manifestazione di corsa in montagna che hanno deciso di annullare il percorso da 64km e di convogliare tutti i partecipanti su quello da 45 km.

 

 

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