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Sun, Jan

Nicola Petrolli - Segretario di Ulitrasporti: “Il deposito delle corriere sembra una pista di pattinaggio, da settimane sollecitiamo l'Azienda a intervenire”

 

Deposito di Tione all’era glaciale. Sono settimane che sollecitiamo l’azienda che il deposito delle corriere di Tione sembra una pista di pattinaggio. La Uiltrasporti si chiede di chi sia la responsabilità se qualche autista scivola subendo un infortunio !!! Come Uiltrasporti abbiamo sollecitato l’intervento di sgomberare e mettere del sale in un deposito che si trova in una zona di montagna e dove il sole per mesi non transita.

 

Sappiamo che di neve rispetto agli altri anni ne è scesa molta ma il ghiaccio che si forma nel piazzale è una prassi. Gli autisti non hanno nemmeno il posto per parcheggiare le vetture private causa alle montagne di neve lasciate all’interno del piazzale. L’azienda si è permessa di contestare ad un collega perché non essendoci posto di parcheggio causa neve, parcheggiava la sua vettura al posto della corriera all’interno del deposito coperto, utilizzata per il servizio.

 

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Nicola Petrolli

Segretario Uiltrasporti

Questa estate gli appassionati di pesca a mosca potranno godere di un nuovo appuntamento interamente rivolto a loro. Fly Fishing Festival, il primo evento green dedicato alla pesca a mosca in Trentino, si appresta a debuttare il 26 e il 27 giugno a Tione di Trento e nelle Valli Giudicarie.

Erede diretto della manifestazione fieristica ExpoRiva Caccia Pesca Ambiente e dell’esperienza acquisita negli anni dai diversi protagonisti delle Valli Giudicarie impegnati nella promozione della pesca e del territorio, Fly Fishing Festival è organizzato da Riva del Garda Fierecongressi S.p.A., in collaborazione con Comune Tione di Trento,  Associazione Pescatori Dilettanti Alto Sarca, Consorzio per il Turismo Giudicarie Centrali unitamente ad APT Campiglio Pinzolo Val Rendena.

“Vantaggio distintivo di Fly Fishing Festival è quello di poter contare su una rete autorevole costituita da istituzioni, enti e associazioni che condividono una visione e un progetto comune dedicato al settore ittico - afferma Roberto Zamboni, vice sindaco e assessore alle foreste, usi civici e patrimonio montano, sport e turismo -  l’impegno sinergico è quello di proporre a un pubblico italiano e internazionale di appassionati un evento nuovo dove pesca, sostenibilità e territorio rappresentano il fil rouge di un’offerta commerciale capace di combinare specializzazione e divertimento in un contesto ambientale ideale e suggestivo”.

Una due giorni ricca di contenuti, con un’offerta espositiva altamente specializzata per i praticanti di pesca sportiva combinata ad un variegato ventaglio di attività, tra eventi, appuntamenti informativi, prove pratiche e dimostrazioni live per gli appassionati di ogni età.

Ampio spazio sarà riservato alle iniziative outdoor, che si concentreranno lungo il tratto del fiume Sarca vicino a Tione di Trento, destinazione leader in Italia per la pesca a mosca e location principale dell’evento, coinvolgendo il lago di Nembia e il fiume Chiese.

 

 

Rispetto per l’ambiente e pratiche di pesca environment-friendly come il “catch & release”  costituiscono l’ingrediente chiave del festival, che si propone come una speciale occasione di incontro e confronto all’insegna della sostenibilità e dell'esperienzialità.

“Centrale all’interno del lavoro di progettazione del Festival è stata la figura del pescatore, il suo importante legame con la natura e l’attenzione che rivolge alla tutela per l’ambiente - dichiara Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi - il nuovo format che desideriamo presentare nel 2021 ha l’obiettivo di andare oltre la classica esposizione di attrezzature per la pesca, a favore di un’esperienza più estesa ed emozionante dallo spirito green, resa possibile anche grazie al carattere diffuso dell’evento. Fondamentali saranno in questo senso le diverse attività outdoor, le aree dedicate a test e prove, oltre a progetti che andremo a realizzare nell’immediato futuro con big player ed esperti del settore”.

Forte di un nome che evidenzia il carattere specialistico dell’evento, Fly Fishing Festival celebra la pesca, il fly fishing e le tecniche per poterla praticare in maniera sostenibile sintetizzando il giusto equilibrio tra tradizione e innovazione, tra storia e futuro di questa attività.

 

L’appuntamento con la prima edizione di Fly Fishing Festival è a Tione di Trento sabato 26 e domenica 27 giugno 2021.

 

 

 

 

 Venerdì 25 dicembre, ore 11,45: giorno di Natale e nel chiuso silenzio ovattato della mia mansarda mi trovo con 91 "mi piace" e 111 "commenti" alla mia pagina augurale inserita in fb.

 

 

Commosso davvero da questa ridda di amicizie, femminili e maschili, che vengono a dare al Natale dei miei cent'anni quasi un'aureola di bontà, in quel "volersi bene", tipico dell'atmosfera natalizia, che attualmente può espandersi e rendersi palpabile in tutto il mondo grazie alla provvidenziale telematica che ha rivoluzionato e sta rivoluzionando il mondo con la possibilità di "stare insieme" fra tutta l'umanità.

 

Nel momento in cui la pandemia sembra voler isolare le persone, le famiglie, le società, ecco quasi l'annuncio dal cielo della buona notizia: «Non siete soli; vi è data una voce eterea che vi aggancia e vi dà la possibilità di incontrarvi e di stare insieme; avete a disposizione la telematica».

 

Mi ripeto, ma lo considero un vero miracolo che quasi illumina questo periodo che, se non vi fossero stati i rapporti telematici, avremmo avuto conseguenze ben peggiori e disastrose di quelle sofferte con la "febbre spagnola" degli anni 1918/20.

 

Ad Amiche ed Amici che stanno dandomi la gioia di trascorrere il Natale "insieme" grazie a fb esprimo tutta la mia felicità e il mio contento, con sentimenti di sentita RICONOSCENZA che cerco di esternare con povere parole che, tuttavia, possono girare per il mondo, e in ogni casa, ed in ogni cuore grazie a questi strumenti davvero miracolosi.

Ne approfitto riconfermando la mia commozione e la mia gioia di sentirmi con Tutte e con Tutti Voi. - GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE.

 

 

 

AUGURISSIMI a TUTTE e a TUTTI

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NATALE: vocabolo costantemente magico. - «A Natale son tutti più buoni. (C. M. Schulz). / Se ci diamo la mano i miracoli si fanno e il giorno di Natale durerà tutto l'anno. (G. Rodari). / Non siate buoni solo a Natale ma sempre. (A. Piattoni). / Il Natale sprigiona un meccanismo che sa di buono. Condividi la tua fortuna con chi ne ha bisogno, starai meglio due volte. (L. Sante Manara)».

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Un Natale, questo del 2020, che giunge appannato e soffuso da un’atmosfera insolita a causa di eventi inattesi e sofferti. Un Natale che si ammanta di incertezze pur mantenendo acceso l’insito ed insopprimibile messaggio del “volersi bene” - la “Bontà agli uomini di buona volontà” - che diventa desiderio di poterlo vivere in pienezza, particolarmente nell’intimità familiare e fra persone care, anche se – per forza di cose - in numero limitato. Ma sono certo che il NATALE è e resta il NATALE di sempre col suo carico di un messaggio di BENE a favore del BUON VIVERE fra persone che vogliono soltanto “volersi bene”. Pertanto, che davvero possa essere ugualmente un BUON NATALE per tutte e per tutti nella certezza che la BONTÀ, che dal NATALE si sprigiona, riesca ad allietare ogni persona e ad inondare l’umanità. Chissà che non sia un NATALE che lascia il “segno”!

 

L’è amó Nadàl…

Ànca stàn che gìra ’l bisól

che ’l pàr che ’l rovìna su tùt

l’è amó Nadàl parché

él Nadàl l’è Nadàl e ’l rèsta Nadàl

per tùç e dapertùt e per sempro.

Pù de dumìla àgn endré entà ’l témp

da na pòra stàla è vegnù fò

él profumo del BÓ’ e de BÈl

e l’à ’mpienì ’l mondo

dé ’n BÓ’ che nó l’è mai pù finì.

De àgn én àgn e de sècol en sècol

i òm e le dòne, én po’ dapertùt,

i à fat fèsta come i à podèst

ànca come i à volèst;

ma, strùca strùca, ’l BÓ’ e ’l BÈL

che ’l Nadàl él gà dént e che ’l le pòrta

l’è restà amó quèl che ’l ghéva.

I pól dìr tùç quèl che i vól

e ànca fàr su i rèfoi che ghé pàr

ma quèi che ’l Nadàl i l’à capì

e i è stàdi bóni de mètersel dént

e i le gà e i le sént e i le vìf

come da sempro e per sempro.

La gént la se tàca ai regài,

a le botéghe e a le lùci dapertùt;

perfìn i va ’n césa ànca se mèze vóde

e senza la mèsa de mezanòt…;

ma fàr Nadàl vol sempre sol dìr

él podér fàr del bé’ a tùç

e volérse ’n gràn bé’...

ànca se da… “seràdi su”

e gnànca tùç ensèma...;

ma, volér o nò, l’è amó e sól

NADÀL!

 

È ancora Natale. – Anche quest’anno che circola il virus / che sembra voler rovinare tutto / è ancora Natale perché / il Natale è Natale e resta Natale / per tutti ed ovunque e per sempre. / Più di duemila anni indietro nel tempo / da una povera stalla è uscito / il profumo del BUONO e del BELLO / ed ha riempito il mondo / di un BENE che non ù venuto meno. / Di anno in ano e di secolo in secolo / uomini e donne un po’ ovunque / hanno fatto festa come hanno potuto / e pure come anno voluto; / ma, alla fin fine il BUONO ed il BELLO / che il Natale ha dentro e porta con sé / è restato tuttora quello che aveva. / Tutti possono dire quello che vogliono / ed anche inventarsi quello che loro pare / ma coloro che il Natale lo hanno compreso / e sono stati capaci di introitarlo in sé / lo posseggono e lo sentono e lo vivono / come da sempre e per sempre. / La gente si lascia legare dai regali / attrarre dai negozi e dalle luminarie ovunque; / perfino in chiesa anche se mezze vuote / e senza la Messa di mezzanotte…; / ma far Natale vuol sempre soltanto dire / il poter far del BENE a tutti / e volersi un gran BENE / anche da… “chiusi in casa” / e neppure tutti insieme; / ma, volerlo o no, è ancora e soltanto / NATALE. --- Mario Antolini Musón.

La breve riflessione riguardante la pandemia proposta dal corrispondente Udalrico Gottardi.

 

È passato quasi un anno da quando le TV e i giornali di tutto il mondo mandavano in onda e pubblicavano notizie allarmanti di un’epidemia che di lì a poco avrebbe interessato l’intero pianeta, diventando una pandemia.

Basta aprire un giornale, scorrere le notizie sullo smartphone, guardare un notiziario in tv per sentirci dire che siamo in guerra. L’emergenza Covid19 è quasi ovunque trattata con un linguaggio bellico: si parla di trincea negli ospedali, di fronte del virus, di economia di guerra; la Protezione civile dirama un bollettino con il numero dei morti e dei contagiati che aspettiamo col fiato sospeso.

In questi mesi abbiamo assistito ad un progressivo aumento dei contagi e, purtroppo un aumento dei decessi. Numeri che sono sotto gli occhi di tutti. Alla prima ondata della primavera scorsa – che si è portata via un numero altissimo di morti – ne è seguita una seconda.

Ogni giorno in TV vediamo e ascoltiamo e sui giornali leggiamo un vero e proprio “Bollettino di Guerra”! I giornalisti, ormai scrivono parole e concetti – che noi “fruitori” abbiamo – nel tempo assimilato.

Non c’è giorno che non si parli di: coprifuoco, prima linea, attacco, trincea, eroi, nemico invisibile, battaglia. Tutte parole di carattere bellico che sono entrate nelle nostre case e, quotidianamente dobbiamo – nostro malgrado - ascoltare.

 

Foto: Udalrico Gottardi "Metafora del lockdown"

 

Ma ad una riflessione attenta mi sia permesso di affermare che questa terminologia di guerra, non ha nulla a che vedere con la pandemia. Secondo me l’uso che se ne fa di queste parole è improprio. Premetto che io sono nato nel 1950, erano gli anni del dopoguerra. Non ho vissuto certo gli orrori della seconda guerra mondiale. Mi pare di capire però che chi (giornalisti e epidemiologi, ecc.) hanno voluto così fortemente usare le ‘assonanze’ belliche, si sia limitato a delle analogie di tipo classico.

Faccio un esempio: guerra = pandemia, nemico = virus Covid 19… e tutte le altre parole che sono attinenti a una situazione di guerra.

Certo è che fare riferimento alla “Guerra”, vuol dir che in oltre 70 anni – dall’ultima – non siamo stati in grado di coniare parole adeguate ai tempi del Covid, talmente sono radicate in noi le paure e gli orrori della guerra!

Tione di Trento, approvata variante al PRG per la località montana “Le Sole”.

Con una deliberazione proposta dall’assessore all’urbanistica Mario Tonina, la Giunta provinciale ha approvato, con modifiche, la variante non sostanziale al piano regolatore generale del Comune di Tione di Trento, relativa al recupero e valorizzazione, a fini turistici, di una struttura già di proprietà comunale nella località montana “Le Sole”.

 

Lo scorso mese di febbraio il Comune di Tione di Trento ha adottato, in prima adozione, una variante al piano regolatore generale finalizzata alla realizzazione di una nuova struttura ricettiva in località montana “Le Sole” mediante il recupero di un edificio comunale esistente. Il provvedimento riguardava in particolare la ridefinizione della previsione urbanistica di un’area agricola, dove è collocata una struttura edilizia di proprietà comunale un tempo utilizzata come pubblico esercizio e ora dismessa, al fine appunto del suo recupero per funzioni ricettive.

Sulla variante si è espresso il Servizio Urbanistica e Tutela del Paesaggio della Provincia, anche sulla base degli elementi acquisiti in una Conferenza di servizi, tenendo conto in particolare delle osservazioni delle strutture provinciali competenti in materia di aree protette, evidenziando inoltre che l’obiettivo del recupero dell’edificio esistente va perseguito mediante la salvaguardia delle peculiari caratteristiche ambientali e paesaggistiche del luogo.

Il Comune, preso atto del parere provinciale, nel mese di agosto ha adottato definitivamente la variante al PRG. Ora, dopo un ulteriore passaggio della documentazione al Servizio Urbanistica e Tutela del Paesaggio, il Comune ha consegnato gli elaborati di piano modificati e la Giunta provinciale ha approvato la variante.

 

Molti di voi, negli ultimi tempi, si saranno sicuramente imbattuti in notizie che riportavano come il settore della cannabis sia diventato una realtà in continua crescita a livello globale. Si sta assistendo ad una progressiva rivalutazione di questa straordinaria risorsa da troppo tempo messa all’angolo per colpa di poche persone potenti ed i loro grandi interessi economici. Ne è la dimostrazione il fatto che diversi stati stanno procedendo alla sua totale legalizzazione e la stessa ONU ne riconosce il valore terapeutico togliendola dalla lista delle sostanze dannose e spostandola in quella delle sostanze utilizzabili per uso medico.

 

Noi di ViGal - il negozio della canapa, vediamo anche attraverso i nostri affezionati clienti, come l’utilizzo di alcuni prodotti risulti essere indiscutibilmente di aiuto al miglioramento del proprio benessere psicofisico in modo completamente naturale e senza controindicazioni.

In questo articolo vogliamo spiegare come lavora il CBD (Cannabidiolo), che fra i diversi cannabinoidi presenti nella Cannabis Sativa ha suscitato il maggiore interesse per le sue proprietà terapeutiche. Dobbiamo sapere che all’interno del nostro corpo esiste il Sistema Endocannabinoide (SEC) che è collegato agli organi principali, al sistema nervoso e immunitario e a varie aree del cervello. Interviene in quasi tutte le attività fisiologiche primarie. Il CBD lavora sui recettori del SEC facendo una sorta di “massaggio” completo del corpo a livello molecolare. Il cervello è come una sinfonia ed il CBD dà armonia ad essa nella sua interezza per mantenere l’omeostasi (l’omeostasi è la tendenza naturale al raggiungimento di una relativa stabilità, sia delle proprietà chimico-fisiche interne sia comportamentali) nel nostro organismo. In sostanza, quando c’è uno squilibrio o uno scompenso nel nostro corpo il CBD agisce, ad esempio, sul sistema immunitario o indirettamente su un’infiammazione, tendendo a ripristinare l’equilibrio originario. L’assunzione del CBD agisce sul sistema nervoso e su quello immunitario creando un effetto rilassante e antinfiammatorio con benefici per tutto l’organismo. È utile anche per sostenere le difese naturali del corpo dai malanni di stagione a molti altri disturbi. Anche tanti sportivi utilizzano il CBD come integratore. Le sue proprietà miorilassanti, antidolorifiche e antinfiammatorie hanno fatto sì che molti atleti si siano avvicinati al mondo del CBD per lenire i dolori legati allo stress da sforzo fisico durante i periodi di allenamento e per velocizzare il processo di recupero. Grazie ai numerosi studi condotti su dosaggio e modalità di assunzione del CBD, non sono stati finora riscontrati effetti collaterali legati al suo consumo e non crea assuefazione anche a dosi elevate. Diverse sono le proprietà terapeutiche attribuite al CBD. Alcune di queste sono ampiamente sostenute da ricerche scientifiche, altre sono frutto delle esperienze dei consumatori che nel mondo ne apprezzano convintamente le qualità.

Vediamone alcune dimostrate:

1. Riduce la capacità delle cellule tumorali di produrre energia, portando alla loro morte e diminuisce la loro proliferazione;

2. Allevia dolore;

3. Riduce l’infiammazione e l’autoimmunità;

4. Migliora notevolmente i sintomi della schizofrenia;

5. Riduce l’ansia;

6. Gestisce l’epilessia;

7. Protegge dalle malattie neurodegenerative;

8. Allevia la nausea;

9. Riduce l’incidenza del diabete;

10. Promuove la salute cardiovascolare;

11. Trattamento della sclerosi multipla;

12. Trattamento dell’artrite reumatoide;

13. Migliora il sonno; 

14. Migliora l’appetito;

15. Riduce l’acne e la psoriasi;

16. Riduce la depressione;

17. Riduce le malattie infiammatorie croniche intestinali; 

18. Migliora il benessere e la qualità di vita nei pazienti affetti da Alzheimer e Parkinson.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) - il massimo organismo mondiale per quanto riguarda la salute, dichiara il CBD sicuro e ne ha definitivamente riconosciuto le proprietà mediche.

Per chi volesse approfondire, in rete è possibile trovare ampia documentazione su ciò che riguarda il CBD e la cannabis in generale.

ViGal è un negozio interamente dedicato alla canapa, in questo articolo ci siamo focalizzati sul CBD ma dalla canapa si ricavano una moltitudine di prodotti per i più svariati settori.

Nel nostro punto vendita puoi trovare alimentari, cosmetici, abbigliamento, integratori alimentari, olio di CBD e le migliori infiorescenze di canapa legale. Vieni a trovarci, oppure visita il nostro sito e-commerce www.vigalcanapa.com

La salute è una questione per soli uomini. Il direttore generale dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, dott. Pier Paolo Benetollo, ha recentemente nominato i vertici dell’Azienda stessa, mettendo a capo della direzione amministrativa, sanitaria e per l’integrazione socio-sanitaria 3 uomini, in modo tale che il vertice dell’organizzazione sanitaria della nostra Provincia fosse tutto e solo maschile.

 

Chissà quali valutazioni sono state determinanti per convincerlo che una simile scelta fosse lungimirante seppur in contrasto con i principi a sostegno dell’uguaglianza sostanziale tra donne e uomini, l’imparzialità e il buon andamento della pubblica amministrazione.

Non ha forse ritenuto importante che ben il 71% del personale dell’Azienda che si trova a dirigere è di sesso femminile?

Ritiene forse di essere in grado di poter fare meglio con una squadra priva della caratteristica più evidente della nostra società?

Pensa che le norme vigenti in fatto di Pari Opportunità tra donne e uomini siano solo chiacchiere e non invece leggi che vanno rispettate e attuate?

Non ha mai sentito dire che la diversità è un elemento capace di migliorare le organizzazioni !

Suppone di poter interpretare il punto di vista femminile, pur essendo un uomo che non coinvolge le donne al vertice di un Ente funzionale che si occupa di salute e che si rivolge ad un territorio composto in maggioranza da donne ?

Convengo che le donne se poche, non possono riuscire nell’impresa ardua di influire in modo significativo sulle organizzazioni, siano esse politiche o amministrative, ma se non ci sono per nulla è certo che nessun cambiamento, a favore delle donne, si verificherà.

Per questo motivo ho presentato un’Istanza all’Ufficio del Difensore Civico, all’Assessora Stefania Segnana e al Dirigente Generale dell’APSS, al fine di verificare la conformità delle nomine ai vertici dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, relativamente al principio di pari opportunità tra donne e uomini e nel caso di richiederne il rispetto e l’attuazione.

 

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Margherita Cogo
(componente del comitato scientifico degli “Stati Generali delle Donne”)

 

Tione di Trento, 11 dicembre 2020

 

Il consigliere Marini (M5S), con appoggio di alcuni altri gruppi consigliari di minoranza con De Godenz, Ferrari, Coppola, Rossi e Zanella firmano e depositano in Consiglio provinciale una proposta di voto per il Palazzo dell'ex pretura di Tione, auspicando che si chieda al Governo di farsi carico del suo recupero.

In centro a Tione, proprio nella parte più antica del paese, c'è un edificio, pur di notevole valore storico, sottoposto da anni ai perniciosi effetti dell'incuria. È il palazzo dell'ex pretura che merita una sorte migliore dell'abbandono nel quale versa.

 

Visto che tutti i tentativi di trovare un utilizzo allo stabile sono finora falliti, è stato depositato in Consiglio provinciale una proposta di voto, che se approvata investirà del problema il Governo e il Parlamento, chiedendo loro di intervenire per ridare la palazzo la dignità che merita.


In sostanza la proposta di voto, sottoscritta e appoggiata anche dai rappresentanti degli altri gruppi consiliari di minoranza De Godenz, Ferrari, Coppola, Rossi e Zanella, se l'Aula lo vorrà, chiederà due cose a Governo e Parlamento. Di attivare la direzione centrale dell'Agenzia del Demanio affinché valuti il recupero dell'ex pretura di Tione per trasformarla nella sede della Guardia di Finanza del capoluogo giudicariese, una scelta consona e opportuna, visto che l'attuale collocazione presenta elevati costi di mantenimento, e di stanziare le risorse necessarie alla sistemazione del palazzo che in base alle stime dovrebbero ammontare a meno di 5 milioni di euro.


Il palazzo dell'ex pretura di Tione è una struttura che merita di essere resa alla collettività. “Da parte mia – fa sapere Marini - in aggiunta all'eventuale condivisione della proposta da parte del Consiglio provinciale, farò tutto il possibile per sensibilizzare gli organi dello Stato affinché rispondano positivamente e si facciano carico del recupero di questo importante bene pubblico”.

Don Marcello Mengarda era nato a Samone, in Bassa Valsugana, nel 1933, aveva proprio quest’anno festeggiato il 60° anniversario di ordinazione sacerdotale. Dopo l’ordinazione, nel 1960, fu dapprima vicario parrocchiale a Roverè della Luna (1960-1963), a Tione (1963-1967) e Cles (1967-1968). Divenne quindi parroco a Saone e Preore (1968-1977), parroco e decano a Spiazzo Rendena (1977-1993), parroco ad Avio e Mama d’Avio (1993-2005) e da ultimo era parroco a Villa Rendena e Javrè dal 2005 e anche di Vigo Rendena e Darè dal 2007.

 

 

 

TIONE. L'improvvisa scomparsa, qualche settimana fa di don Marcello Mengarda nella sua parrocchia di Villa Rendena e Javrè, dove esercitava la sua missione dal 2005, ha commosso anche altre comunità delle Giudicarie, dove il prete nativo di Samone in Valsugana, era stato pastore fedele e amato per gran parte della sua vita sacerdotale. E dove ha lasciato il segno forte della sua presenza e della sua azione in mezzo alle diverse comunità. Qui, ha detto di lui l'Arcivescovo Mons. Lauro Tisi - nel giorno del suo funerale domenica 15 novembre - “ha recato una lezione di fede” e di amore per il prossimo, svelando insieme il presule, come “tutti i suoi risparmi sono andati ai poveri”.

Ecco allora, in questi giorni di tristezza, che uno dei suoi parrocchiani, riandando ai suoi ricordi dei lontani anni Sessanta, ci manifesta una testimonianza d'affetto e di riconoscenza per questo prete, allora giovanissimo vicario nella parrocchia di Tione.

Così scrive Udalrico Gottardi, uno dei tanti giovani frequentatori dell'Oratorio di Tione, rammentando in particolare quei primi anni Sessanta.

 

 

Negli anni della mia giovinezza, don Marcello fu anche cappellano nella mia parrocchia a Tione dal 1963 al ’67, quei mitici anni sessanta di cui oggi vanno fieri quelli che come me hanno i capelli bianchi. Eravamo in molti giovani a frequentare l’Oratorio, si giocava al calcetto, a ping pong, poi al cosiddetto tam tam: erano i nostri svaghi preferiti. Nelle diverse sale dell'Oratorio c’era anche la possibilità di leggere qualche giornalino, tra cui il mitico “Vittorioso”, rivista a fumetti che ebbe un ruolo importante nella nostra formazione, della quale andava a ruba tra di noi il numero appena uscito; solo più tardi ci fu il momento de “Il Giornalino”.

 

Ebbene nelle sale stracolme di bambini e ragazzi, nella bella confusione di voci e rumori, era piacevole intrattenersi anche con lui: con don Marcello.

 

Non cerano solo le sale da gioco, ma lì vicino anche una grande sala per la visione di film, realizzata nei primi anni '50: ricordo in particolare i tre grandi fornelli a “segatura” che garantivano il riscaldamento durante la visione dei film, perlopiù d’avventura. Don Marcello è stato una figura di rilievo per noi ragazzi, un punto di riferimento indubbiamente molto importante sia nei momenti di svago e di gioco che in quelli più prettamente legati alle funzioni religiose. Era lui infatti che ci coordinava nel servizio da chierichetti per la S. Messa, anzi – ricordo con nostalgia – che per incentivare la presenza a ‘servire’ la Messa c’era un vero e proprio rituale, che prevedeva di 'segnare' le presenze in “servizio” soprattutto quelle della Messa prima che veniva celebrata alle ore 6. Si trattava, per noi, di una autentica 'alzataccia': andare a servire la S. Messa e poi subito a scuola. Ma lo facevamo con orgoglio e senso del dovere: oltretutto alla fine dell’anno arrivava un 'premio': di solito consisteva in un libro di preghiere e qualche dolce. Erano gli anni della nostra formazione religiosa e non solo e la presenza di don Marcello sarebbe stata fondamentale.

 

Negli stessi anni l’attività ricreativa e spirituale avveniva nelle sale dell'Oratorio certo, ma anche in un altro ambito luogo: ebbe inizio infatti nel 1961 il cosiddetto “Campeggio alla Madòna del Mónt” che sorgeva a fianco della chiesetta intitolata all’Addolorata, eretta nel 1924, quale voto dei tionesi, scampati ai bombardamenti della prima guerra mondiale. Qui i ragazzi trascorrevano un paio di settimane in allegra compagnia. Alla guida di questa gioiosa e spensierata “brigata” c’era sempre don Marcello che si prese carico per anni della cura spirituale ma anche della crescita umana e sociale di noi giovani.

 

Una testimonianza fra tante non espresse, ma certamente presenti nella memoria collettiva di tante comunità delle Giudicarie e del Trentino per questi operatori di fede e di amore che ci sono vissuti accanto.

 

 

 

CAPODANNO / ANNO NUOVO: vocabolo ripetuto annualmente. - «Voglio che ogni mattino sia per me un CAPODANNO. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. (Gramsci). / Ogni giorno per me è l’inizio di un NUOVO ANNO, e io cerco di propiziarmelo con buoni pensieri che liberano l’animo dalle meschinità. ( Seneca). / E ora diamo il benvenuto al NUOVO ANNO pieno di cose che non ci sono mai state. (R. M. Rilke). / Nessuno ha mai considerato il PRIMO GENNNAIO con indifferenza. È ciò da cui ognuno data il proprio tempo e su cui conta ciò che rimane. (C. Lamb). / La cosa migliore del FUTURO è che arriva solo un giorno alla volta. (A. Lincoln)».

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1° gennaio 2021. – Ci si sveglia e si usa cambiare calendario perché l’altro non serve più. Tutt’intorno ti fanno sentire che i giorni non sono più datati 2020, ma bisogna datarli col 2021 come se tutto fosse nuovo e diverso. Ci si fanno gli auguri come ci si dovesse trovare in un nuovo periodo di vita, anche se in realtà nulla è cambiato, e tutto intorno è rimasto come era, e tanto meno si è cambiato se stesso o cambiata se stessa. Eterni illusi? Certamente sì, ma resi forti di un’illusione (quasi una convinzione) che sollecita “dentro” a spingersi oltre la piatta quotidianità, nella costante ricerca del NUOVO che si va alacremente cercando nel MEGLIO: quel MEGLIO che ansiosamente lo si cerca di vedere nei cambiamenti che si succedono senza fermarsi mai; ed il NUOVO ANNO viene visto, appunto, in un cambiamento che almeno è desiderato, che è agognato ad ogni trapasso di anno in anno.

Quindi ANNO NUOVO carico più di sospirate speranze che di certezze, ANNO NUOVO carico di desideri di quanto fino ad oggi non si è avuto; ANNO NUOVO nel quale ci si sente impegnati a proiettarsi verso un “bene” che finora non si è avuto, ma che ci si impegna di cercare e di realizzare nei dodici mesi che si hanno in prospettiva di percorrere.

«Buon Anno!» ci si ripete a viva voce a vicenda, anche se oggi, forse, non con lo stesso entusiasmo degli anni precedenti, dato che non ci è stato dato di festeggiarlo a mezzanotte (al suo arrivo) con balli e brindisi in allegria ed in compagnia come si è sempre fatto. Tuttavia, almeno in cuore, si vive l’atmosfera di un NUOVO, nel quale si accumulano speranze e desideri, specie in questo periodo in cui un male quasi incurabile sta mietendo vittime a non finire. Perciò un ANNO NUOVO al quale è stato affidato l’intimo desiderio che porti con sé la possibilità di debellare il virus che ha intristito tutto il suo predecessore. E che realmente sia così.

Con le lacrime agli occhi e l’amaro in bocca: «Benvenuto, ANNO NUOVO!»… con infinite speranze al di là della mezzanotte..

 

 

Pensieri a sorpresa. [100]. – Venerdì 1° gennaio 2021

 

 

L’àn apéna vegnù…

 

L’àn nóf che stadomà è vegnù

nó l’à fàt él sòlit gazèr de sémpro;

i gà ’mpedì de fàr le sòlite fèste

e perfìn de béver én bicér tùç ensèma

dopo avér balà tùta la nòt én compagnìa.

Ne gatóm chì a tentàr de fàrghe fèsta

come óm sempro fàt tùç i àgn pasàdi

come ’l fudèse vergót de bèl e de grànt;

vergót de ’mportànte e da saludàr

con tànç de guànç e de prosopopèa.

Ma vàl la péna de pèrderse dré a saludàrlo

quàn che no sóm e no cognosóm gnamò

tùt quèl che ’l se porterà dré én dódes més?

Sóm stàdi scotàdi l’àn pasà có’ l’àn bisestile:

góm fàt tante de quèle fèste da fàr pòra

e po’ óm vìst quèl che ’l n’à portà!

Me sà che stàn vergóta ’l sìa cambià;

góm le rèce sbasàde e le gàmbe taiàde;

dént de noàltre ghè vergót che bói

e che ’l no ne làsa saltàr dal contént

parché vorìen che almén ’l fudèse rivà

cól maledéto bisól mòrt e copà e sepelì;

e, ’nvézi, sóm amó chì che ne svoltolóm

senza savér amó có fàr e ’ndó voltàrne.

 

«Àn nóf apéna rivà; tè vorìen saludàr

ma senza fàrte fèsta grànda e sbandieràda;

capìsene; sóm stàdi màsa bastonàdi

da l’an che ’l n’à apéna lasà lì.

Da tì spetóm vergót de bèl e de grànt

come la fìn de la pòra có’ la mòrt

del bisól che ’l n’à rovinà la vita.

Se te né farè dalbó’ stó gràn regàl

té faróm na fèsta che no finirà pù».

 

*

 

L’anno appena giunto. – L’anno che stamattina è giunto / non ha fatto il solito chiasso di sempre; /gli hanno impedito di fare i tradizionali festeggiamenti /e perfino di poter bere un bicchiere tutti insieme / dopo aver ballato tutta la notte in compagnia. / Ci troviamo qui a tentare di fargli festa / come abbiamo fatto negli anni trascorsi / come fosse qualcosa di bello e di grande; / qualcosa di importante e da salutare con tanto di guanti e di prosopopea. / Ma val la pensa di soffermarsi a salutarlo / quando non sappiamo e non conosciamo ancora / tutto quello che porterà con sé in dodici mesi? / Siamo stati scottati l’anno scorso con l’anno bisestile; / gli abbiamo fatto tante di quelle feste alla grande /e poi abbiamo visto quello che ci ha portato. / Mi sa, tuttavia, che quest’anno qualcosa sia cambiato; / abbiamo le orecchie abbassate e le gambe spezzate; / dentro di noi vi è qualcosa che ribolle / e che non ci permette di saltare dalla gioia / perché vorremmo che almeno fosse giunto / con il maledetto virus morto e ammazzato e seppellito; / e, invece, siamo ancora qui che ci avvoltoliamo / senza sapere ancora cosa fare e dove andare. / «Anno nuovo appena giunto; ti vorremmo salutare, / ma senza farti festa con grandezze e bandiere; / comprendici; siamo stati troppo bastonati / dall’anno che se ne è appena andato; / da te attendiamo qualcosa di bello e di grande / come la fine della paura mediante la morte / del virus che ci ha rovinato la vita. / Se ci farai davvero questo grande regalo / ti faremo una festa che non finirà più».

 

--- Mario Antolini Musón



 

 

 

«Ciao a tutti, siamo la classe 5 scienze umane.

Vorremmo condividere con voi il progetto che abbiamo deciso di realizzare per il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Abbiamo deciso di creare un video, liberamente ispirato  ai video di Vox “ 9 facts..” e “dear daddy”, cosicché tutti avessimo la possibilità di vederlo e riflettere su questa tematica molto importante.

È un tema che abbiamo molto a cuore e ci premeva creare qualcosa che potesse portare il nostro messaggio a più persone possibili, un messaggio di attenzione ma anche di speranza verso il miglioramento della nostra società e di fiducia verso il genere umano.

Volevamo anche condividere con voi questo piccolo testo, che per noi lancia un messaggio fondamentale:

Violenza non è solo l’abuso sessuale, uno schiaffo o alzare la voce.

Nella maggior parte dei casi opera in forme più sottili:

Quando ti controlla il cellulare, è violenza.

Quando vuole sapere sempre dove sei e con chi sei, è violenza.

Se ti fa sentire stupida, allora è violenza.

Quando non vuoi che coltivi altre amicizie, quella è violenza.

Se ti fa cambiare la gonna perché è troppo corta, è violenza.

Quando ti impedisce di fare quello a cui tieni, è violenza.

Quando ti deride davanti agli altri, è violenza.

 

Chi ama non fa soffrire.

 

 

 

LETTERA “dear daddy:

Caro papà, volevo ringraziarti perché, anche se non sono ancora nata e ancora non ci conosciamo, ti stai già prendendo molta cura di me e sei tanto premuroso con la mamma.

Però, ecco…

Io ho bisogno di chiederti un favore, ti avverto: riguarda i maschi.

Perché, vedi, io nascerò ragazza, il che significa che quando avrò 14 anni forse i miei compagni di classe mi avranno già chiamata puttana, stronza, figa e molte altre cose un sacco di volte; lo fanno solo per divertimento, ovviamente, è qualcosa che fanno spesso i ragazzi, probabilmente hai fatto lo stesso anche tu quando eri giovane, cercando di stupire alcuni dei tuoi amici. Sono sicura che non lo intendevi davvero, ma nonostante ciò alcuni non capiranno che quella era solo una battuta…

Poi quando avrò compiuto 16 anni magari qualche ragazzo mi infilerà le mani nei pantaloni approfittando che io sia ubriaca e che non riesca a stare dritta e anche se dirò di no, loro rideranno e basta... è divertente, vero? Se mi vedessi papà ti vergogneresti così tanto…

Sai ogni quindici minuti una donna è vittima di violenza… sono così distrutta...

Non c'è da stupirsi poi se sarò violentata a 21 anni mentre torno a casa in un taxi guidato dal figlio di quel tuo amico con cui andavi a nuotare ogni mercoledì… proprio il ragazzo che raccontava sempre barzellette offensive, ma ovviamente erano solo barzellette quindi tu, ridevi…

Se solo avessi saputo che suo figlio avrebbe finito per violentarmi, gli avresti detto di darsi una calmata, ma come avresti potuto saperlo? Era solo un ragazzo che raccontava barzellette strane e in ogni caso, non erano affari tuoi... Lui stava solo cercando di essere divertente, ma suo figlio cresciuto con queste battute è diventato affari miei…

Poi finalmente ho incontrato il Mister Perfect, e tu papà sei così felice per me perché lui mi adora davvero ed è intelligente con un ottimo lavoro e per tutto l'inverno va a fare sci di fondo tre volte a settimana, proprio come fai tu!!

Ma un giorno smette di essere Mr Perfect e non so davvero il perché, un attimo, sto esagerando? Beh, una cosa è sicura, io non sono il tipo da vittima, sono stata cresciuta per essere una donna forte e indipendente.

Ma una sera diventa tutto troppo per lui, con il lavoro, tutte le tasse, il matrimonio che si avvicina sempre di più… e poi mi chiama puttana, proprio come tu una volta avevi chiamato quella ragazza alle scuole medie….

Nel 2018 circa 379 milioni di donne nel mondo hanno subito violenze fisiche e/o sessuali da parte dal partner. Nei paesi colpiti da un conflitto le percentuali sono più alte della media.

 

Non so cosa ho fatto di sbagliato ma un giorno mi tira persino uno schiaffo… forse è colpa mia, sono davvero esagerata, a volte posso essere davvero una stronza… Ma noi rimaniamo la migliore coppia del mondo, vero? Io sono così confusa, perché lo amo, lo odio, lo amo…

Un giorno poi quasi mi uccide, tutto diventa nero, non mi sento più fortunata anche se ho un dottorato di ricerca, un lavoro meraviglioso, tanti amici, una famiglia che mi ama…. Ha spento la luce che un tempo faceva brillare i miei occhi, ha soffocato la mia allegria, ha calpestato la mia dignità. Con lui sognavo un amore da favola, mai avrei pensato che si sarebbe potuto trasformare in un incubo.

Circa 379 milioni di donne nel mondo hanno subito violenze fisiche e o sessuali da parte del partner.

Caro papà, questo è il favore che voglio chiederti… una cosa tira sempre l’altra, una donna su tre nel mondo è vittima di violenza. Ti prego fermala ancor prima che possa iniziare: non lasciare che mio fratello chiami le altre ragazze “puttane”, perché non lo sono e magari un giorno qualche bimbo potrebbe pensare che sia vero…

Non accettare scherzi offensivi fatti da strani ragazzi appena conosciuti, ma neanche da amici…. Perché dietro ad ogni scherzo c’è sempre nascosta della verità.

Caro papà, lo so che tu mi proteggerai da leoni, tigri, pistole, macchine senza nemmeno pensare al pericolo per la tua stessa vita; ma, caro papà, io nascerò ragazza: per piacere, fai tutto quello che puoi perché questo non resti il pericolo più grande di tutti.

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