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Wed, Jan

Anche nelle Giudicarie Esteriori, il forte aumento delle quotazioni delle materie prime - in continua crescita da inizio anno per la ripresa delle economie dopo i ribassi dovuti alla pandemia, avrebbe portato ad un aumento di circa il 45% del costo della bolletta elettrica per il quarto trimestre, se il Cda di Ceis non fosse intervenuto di nuovo, con un provvedimento di urgenza per attuare un ulteriore sconto che porta ad una riduzione complessiva del 30% sul prezzo della materia Energia sul prezzo stabilito dall’Authority.


 

STENICO. La straordinaria dinamica dei prezzi delle materie prime verso i massimi storici, ancora in forte crescita per la ripresa delle economie dopo i ribassi dovuti alla pandemia, unitamente alle difficoltà nelle filiere di approvvigionamento e le alte quotazioni dei permessi di emissione di CO2, avrebbero portato ad un aumento superiore al 45% della bolletta dell'elettricità.

L'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente è intervenuta, su sollecitazione del governo nazionale, annullando transitoriamente gli oneri generali di sistema in bolletta, oneri da cui i soci del CEIS sono già esenti e che quindi non ne avrebbero beneficiato, assorbendo quindi interamente l’impatto dell’aumento della materia energia.

In questo contesto, il Cda del Ceis, che era già intervenuto ritoccando in maniera sostanziale al ribasso il prezzo dell’energia per i propri soci nel terzo trimestre, è nuovamente intervenuto portando al 30% lo sconto sul prezzo dell’energia del quarto trimestre.

L'incremento definitivo del totale bolletta, per i Soci del Consorzio, sarà pertanto solamente del 15% ca. rispetto al terzo trimestre del 2021 per la famiglia tipo, mentre la differenza rispetto ai non soci sul mercato della maggior tutela continua a registrare per i Soci CEIS un risparmio del 20% circa vista anche l’esenzione dagli oneri di sistema di cui già i soci CEIS godono.

Per il presidente del Ceis, Dino Vaia: "Siamo in presenza di un ulteriore incremento del costo delle materie prime, più ampio ed imprevedibile del precedente, che continuerà così almeno fino all’inizio del prossimo anno. Poiché l’intervento del governo, di fatto, non aveva effetti per i nostri soci, che però patiscono i rincari generalizzati, ci siamo convinti a questa ulteriore manovra correttiva, dopo quelle messe in atto precedentemente. Infatti il CDA, consapevole degli ulteriori costi aggiuntivi in capo alla società, ha proseguito nel cercare di garantire e sostenere i soci in una fase delicata della ripresa per proteggere specie i consumatori più fragili. Accanto all'attenzione alle famiglie in maggiore difficoltà, è ormai evidente l'ampia percentuale di famiglie e imprese che, pur essendo "nella media", fatica a sopportare la quotidianità. È, a maggior ragione, necessario un continuo lavoro di monitoraggio dei prezzi dell’energia e di tutte le opportunità che si dovessero presentare per l’incremento dell’energia autoprodotta, al fine della riduzione strutturale dei costi energetici".

I due interventi del Cda del Consorzio, nel terzo e nel quarto trimestre, hanno liberato risorse a favore delle famiglie delle Giudicarie Esteriori per ca. 350'000 €, che diventano ca. 850'000 € se sommati al ristorno di luglio e agosto di ca. 500’000 €. A questi risparmi si aggiungono le esenzioni dagli oneri di sistema per l’energia autoprodotta che per i Soci CEIS vale complessivamente un ulteriore risparmio in bolletta di ca. 900’000 € per l’anno 2021 rispetto agli utenti del mercato libero o tutelato.

Il direttore del Consorzio, Gianluca Schiavi afferma: "abbiamo avuto la possibilità di intervenire considerando come prioritaria un’azione di salvaguardia sociale piuttosto che il profitto, da cooperativa del territorio quale siamo. La capacità di poter intervenire socialmente con questa forza deriva infatti, oltre che da un’oculatezza gestionale, in maniera più consistente dal valore cooperativo di cui il CEIS si fa promotore e che diventa quindi risorsa a servizio di tutte le famiglie delle Giudicarie Esteriori. Questa forza, prende le mosse da un patto comune, quello cooperativo, estraneo ad altre realtà e consente, ad oggi, di manovrare in emergenza, in favore delle famiglie socie, anche in condizioni di incertezza legate all’andamento delle nostre produzioni e soprattutto all’andamento dei prezzi emessi dall’Authority".

 

Nonostante la pandemia non abbia dato la possibilità di organizzare il tradizionale evento in presenza, il Ceis ha rinnovato la sua attenzione concreta a studentesse e studenti del territorio dove agisce nella quotidianità. Giovani che si sono distinti nel proprio percorso scolastico: dalla secondaria superiore all’Università.

 

STENICO. Ha raggiunto il primo quarto di secolo l’iniziativa dei premi allo studio del Ceis, il Consorzio Elettrico Industriale di Stenico.

L’emergenza sanitaria, come si era verificato dodici mesi fa, non ha permesso di organizzare l’evento in presenza che chiamava a raccolta i vertici del Ceis e le studentesse e gli studenti premiati per condividere, assieme a parenti e amici, un momento di particolare significato e sostanza.

Non è però venuto meno lo spirito di una iniziativa, avviata nel 1997, e che anno dopo anno ha confermato l’attenzione del Ceis al mondo dello studio, della formazione, valori assolutamente fondamentali per consentire la crescita della persona e della comunità dove vive e opera.

L’edizione 2021 del bando dedicato a Jacopo Reversi, collega prematuramente scomparso e che tutti noi ricordiamo per le qualità umane e professionali espresse nei suoi anni di lavoro nel nostro Consorzio – osserva il presidente del Ceis, Dino Vaia - è particolarmente importante per i ragazzi che, durante l’emergenza sanitaria, si sono rimboccati le maniche e hanno ottenuto grandi risultati, con impegno e sacrificio. Malgrado tante difficoltà, hanno continuato a studiare per costruire il proprio futuro. Il Ceis, dal 1997, con l’istituzione del bando che premia i giovani studenti più meritevoli, ha voluto dare un esempio: la priorità è quella di reinvestire le risorse in iniziative che rafforzino il valore della solidarietà cooperativa, in una logica che punta ad investire sull’impegno per il futuro dei giovani del nostro territorio”.

 

 

Complessivamente sono stati premiati 78 studentesse e studenti (delle località servite ogni giorno dal Ceis) per un investimento in sapere di 35mila euro.

Nel dettaglio i riconoscimenti sono stati assegnati a 16 diplomi di maturità (6 con il massimo dei voti, di cui una cum laude), 27 esami laurea triennale, 7 esami laurea a ciclo unico, 8 esami laurea magistrale, 12 lauree triennali, 2 lauree a ciclo unico, 6 lauree  magistrale.

Tra queste si sono contate 9 lauree con il massimo dei voti di cui 6 cum laude. Inoltre due giovani hanno concluso il piano di studi con 12 mesi di anticipo.

Meritevole di una sottolineatura il ristorno garantito ai soci del Ceis, Consorzio diretto da Gianluca Schiavi. “Il consiglio di amministrazione – viene spiegato - ha inteso rafforzare in questo modo il legame e l'aiuto concreto offerto ai propri soci e alle loro famiglie in un momento non facile per ogni persona, azione che si aggiunge al considerevole ristorno sul consumo di energia elettrica già effettuato sulle bollette di luglio e agosto pari a quasi 500 mila euro, oltre ad importanti sconti sul prezzo dell’energia, mai così alto a livello nazionale”.

 

I nove Ecomusei del Trentino hanno festeggiato ieri attraverso un convegno ospitato nella suggestiva cornice di Maso al Pont di Stenico il loro ventesimo compleanno di attività. Un traguardo importante che guarda al passato e soprattutto al futuro di un'istituzione che rappresenta ciò che un territorio è e ciò che sono i suoi abitanti. Accanto al sindaco di Stenico, all'appuntamento hanno preso parte il vicepresidente della Provincia e l'assessore provinciale alla cultura. Nell'esprimere il proprio grazie a chi ha avuto questa intuizione vent’anni fa, il vicepresidente ha indicato gli Ecomusei come importante presidio per valorizzare il territorio e favorire la conoscenza delle sue caratteristiche da parte dei trentini e degli ospiti che scelgono questa terra per trascorrere le vacanze. Il segreto del successo di esperienze come quelle che sono state ricordate, secondo l'esponente della Giunta è dato dalla capacità di coinvolgere attivamente le comunità, spingendole, di nuovo, a guardarsi indietro, a rivisitare la propria identità, le proprie radici, per poi rivolgersi con maggiore fiducia e consapevolezza a ciò che hanno davanti. La Rete degli Ecomusei – ha concluso il vicepresidente - deve dunque continuare ad essere uno strumento di dialogo, di scambio di esperienze e di reciproco supporto per tutti gli Ecomusei del Trentino, nel loro cammino di lavoro e di crescita. L'assessore alla cultura ha dunque evidenziato come gli Ecomusei rientrino a pieno titolo nell’offerta culturale del Trentino: il loro ventesimo compleanno rappresenta la giusta occasione per ribadire questo concetto. La Provincia ha approvato quest’anno un protocollo d’intesa con gli Ecomusei del Trentino per regolare i rapporti che riguardano la programmazione e il sostegno finanziario delle attività ed un bando pubblico, per il 2021, che prevede risorse per 150mila euro.

 

 

L'Ecomuseo è un progetto che parte dal basso quindi la prima cosa che dà valore agli Ecomusei è quello di essere radicati sul territorio. In questi vent'anni queste realtà hanno lavorato tanto sulla consapevolezza delle persone che vivono sul territorio in merito alle risorse culturali, tradizionali e ambientali che sono insite in quel territorio nella convinzione che se la popolazione è consapevole è maggiore la possibilità che i beni siano tutelati e preservati per il futuro. Quindi quello dell'Ecomuseo è un importante lavoro di costruzione del futuro. Proprio di futuro si è parlato nel convegno celebrativo odierno. La sfida principale è quella di riuscire a far dialogare le varie realtà provinciali perché come tutte le iniziative che nascono dal basso è grande la fatica nel fare un'azione di coordinamento visto che non è sempre facile mettere tutti d'accordo.
In Trentino gli Ecomusei sono stati riconosciuti con le leggi provinciali n.13/2000 e 15/2007 quale strumento dello sviluppo locale. Si tratta dei nove Ecomusei di Tesino, Valsugana, Vanoi, Argentario, Judicaria, Valle dei Laghi, Valle di Peio, Val Meledrio e Lagorai. Ogni Ecomuseo rappresenta situazioni territoriali diverse, ma tutti svolgono una delle forme più innovative nella difficile coniugazione di conservazione e sviluppo, cultura e ambiente, identità locale e turismo.
Al termine del convegno – nel corso del quale i rappresentanti degli Ecomusei hanno condiviso le proprie esperienze, guardando alle nuove sfide per il futuro – i partecipanti hanno avuto modo di scoprire di persona gli itinerari nel territorio dei sei Comuni dell'Ecomuseo della Judicaria.

 

STENICO. Un convegno per celebrare il ventennale degli Ecomusei del Trentino e per guardare anche ai prossimi vent’anni: così la Rete degli Ecomusei si mette a confronto sabato 16 ottobre, dalle 9.30 alle 12.30, presso l’Ecomuseo della Judicaria a Maso al Pont, in Comune di Stenico, per trovare nuove chiavi di scambio e di crescita. Un traguardo importante che guarda al passato e, soprattutto al futuro, è il commento del presidente della Rete degli Ecomusei del Trentino. L’Ecomuseo rappresenta ciò che un territorio è, e ciò che sono i suoi abitanti. Rappresenta la cultura viva delle persone, il loro ambiente, ciò che hanno ereditato dal passato, ciò che amano e desiderano. Secondo la definizione che ne ha dato Hugues de Varine, ancora nel lontano 1970: l’Ecomuseo è ‘Il futuro del passato’.

Il convegno si aprirà alle ore 9.00 con i saluti istituzionali del vicepresidente e assessore provinciale all'urbanistica, ambiente e cooperazione e dell'assessore provinciale all'istruzione, università e cultura, nonché di Franco Marzatico dirigente della Soprintendenza dei Beni Culturali e della presidente dell'Ecomuseo della Judicaria.

 

 

Quindi una tavola vedrà confrontarsi i principali referenti delle istituzioni culturali, turistiche e associative trentine, nonché i presidenti dei nove Ecomusei del Trentino che aderiscono alla Rete, ovvero Ecomuseo Argentario, Ecomuseo della Judicaria - Dalle Dolomiti al Garda, Ecomuseo del Lagorai, Ecomuseo della Val Di Peio “Piccolo Mondo Alpino”, Ecomuseo del Vanoi, Ecomuseo Tesino - Terra di Viaggiatori, Ecomuseo Valsugana - Dalle Sorgenti di Rava al Brenta, Ecomuseo della Valle dei Laghi, Ecomuseo Val Meledrio - La Via degli imperatori,

I lavori si chiuderanno alle 12.30.

In Trentino gli Ecomusei sono stati riconosciuti con le Leggi Provinciali n.13/2000 e 15/2007. Ogni Ecomuseo rappresenta situazioni territoriali diverse, ma tutti svolgono una delle forme più innovative nella difficile coniugazione di conservazione e sviluppo, cultura e ambiente, identità locale e turismo. Il convegno sarà utile per ripercorre le tappe che hanno portato alla nascita degli Ecomusei, della Rete nel 2011, e guarderà al futuro.

 

Quali sfide attendono gli Ecomusei? Come accrescere il senso di appartenenza al territorio partendo dalla comunità, incrementare lo spirito di “cittadinanza attiva”, ampliare il sistema per il coordinamento delle risorse? Il compito della Rete degli Ecomusei del Trentino oggi è quello di elaborare e realizzare pratiche innovative di partecipazione delle comunità locali, puntualizza il presidente della Rete degli Ecomusei, attraverso la rivitalizzazione dei territori e puntando sulla ricerca di una frequentazione turistica 'dolce', culturale, ecologica. La pandemia ha messo in discussione diversi parametri delle nostre vite e delle nostre abitudini. Compito degli Ecomusei sarà quello di raccogliere e accompagnare questi cambiamenti.

 

Per approfondimenti: https://www.ecomusei.trentino.it/ 

 

Il convegno della mattina sarà disponibile in streaming sui profili Facebook Rete Ecomusei del Trentino (https://bit.ly/3aAz3xu) e Ecomuseo della Judicaria (https://www.facebook.com/EcomuseoDellaJudicaria) 

 

(us)

 

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