18
Tue, May

 

Privilegi, diritti e doveri nella gestione del bene pubblico

L’Assemblea Generale del 30 aprile, che all’unanimità ha approvato il bilancio sociale del CEIS, ha dato avvio alla pratica di ristorno di oltre 463 mila euro che tutti i soci del Consorzio si vedranno accreditare già nella prossima bolletta.

 

Essere cooperativa elettrica nelle Giudicarie, particolarmente nei tempi della pandemia dove la questione sociale è divampata, ha significato anche questo: immettere direttamente sul territorio oltre 1 milione di euro tra sconti e ristorni in bolletta, borse di studio, erogazioni liberali e donazioni; riversare poi, indirettamente sul territorio, pari somme con lavori di salvaguardia, rifacimento, manutenzione e tutela delle infrastrutture, ricerca e sviluppo di nuove fonti di energie rinnovabili e di nuove opportunità per la sopravvivenza e la crescita delle Giudicarie; il risparmio del 30% del costo in bolletta solo nell’ultimo anno.

 

Essere cooperativa per questa valle, da oltre cent’anni, da quel sempre più lontano 1905, quando 120 uomini decisero di portare la luce e la forza motrice elettrica dove non c’era utilizzando una risorsa naturale, l’acqua, e fondarono a Tavodo di Stenico il Consorzio Elettrico delle Giudicarie, una società che negli anni, con la forza della vera cooperazione di una valle, ha significato avviare un processo di sviluppo economico delle Giudicarie tutte senza il quale oggi, anziché parlare di nuove sfide tecnologiche, staremmo ancora affrontando il disagio dello spopolamento.

 

Motivo per cui, proprio nei giorni dell’Assemblea Generale del Consorzio elettrico industriale di Stenico, non avremmo mai voluto leggere nel verbale di deliberazione n. 9 del 27 aprile 2021 del Consiglio Comunale di Stenico, (LINK), che all’unanimità nega la possibilità di Concessione per l’utilizzo dell’acqua di supero dell’acquedotto comunale per aumentare la produzione propria di energia del Consorzio a scapito di quella che il Consorzio è costretto ad acquistare dalla rete con costi maggiorati per soci e utenti, questo: “Considerato che l’intervento promosso da un soggetto privato (n.d.r. il CEIS), sfrutterebbe una risorsa pubblica senza alcun beneficio diretto per la Comunità di Stenico”. Un’affermazione falsa a meno che la Comunità di Stenico e il suo Consiglio si denuncino esonerati dai benefici di cui godono, a partire dai ristorni che i loro stessi delegati hanno approvato il 30 aprile.

 

 

Importante ricordare chi siamo e da dove siamo partiti per comprendere non solo i diritti ma anche i doveri che hanno permesso a tutti noi, nei decenni, di mantenere benefici e privilegi e che, per continuare a esistere, hanno, oggi più che mai, necessità di cercare nuove risorse e nuovi campi di applicazione. Lo sforzo attuale della Provincia, di tutta la Giunta, particolarmente nella persona di Mario Tonina, che abbiamo la fortuna e il privilegio di aver avuto alla Presidenza del nostro Consorzio, va proprio in questa direzione.

 

Sapevano bene i fondatori della nostra Cooperativa elettrica nel 1905 che il percorso sarebbe stato lungo e accidentato. Lo hanno saputo tutti i soci che nel tempo hanno dovuto mettere mano alle tasche per pagare turbine, tubi, centrali, ricerche per risanare i debiti contratti per l’avvio dei lavori. Lo hanno saputo così bene che hanno costruito uno Statuto blindato nella mutualità di tutti i Comuni che ne facevano parte, uno Statuto che ha permesso nei decenni di mantenere al fianco, prezioso da sempre, l’appoggio illuminato della Provincia di Trento, di trovare nuova acqua per far muovere mulini e poi accendere ferri da stiro e poi elettrodomestici e poi fabbriche e poi di utilizzare il sole quando di acqua sembrava non essercene più abbastanza e, ancora oggi, nuove fonti e ancora nuova energia, ma non solo, perché i bisogni cambiano e con essi le opportunità.

 

L’ha saputo il Consorzio delle acque irrigue, a partire dagli anni ’50, quando ha deciso di donare l’acqua di supero. Lo hanno saputo, quei primi uomini, quando hanno messo a disposizione terreni propri per far spazio alle strutture, quando hanno dovuto spostare la sede del Consorzio da Stenico a Ponte Arche, quando hanno proposto un nome e un nuovo logo, quando hanno rinunciato a contratti e richieste di approvvigionamento di energia da parte di soggetti che avrebbero privato della disponibilità necessaria i soci, quando, solo pochi anni dopo la sua nascita, alla fine della prima guerra mondiale, sono state avviate pratiche di espulsione per soci e prole che andavano contro il principio della mutualità, cioè dell’interesse privato a scapito del bene comune.

 

Quegli uomini avevano bene imparato la lezione di Don Lorenzo Guetti, che avvertiva nel suo Testamento spirituale “Importanza di sommo grado è quella di trovare nelle nuove direzioni sempre uomini simili ai primi per giustizia, disinteresse e amore per il bene comune.

 

Uomini che vogliono il bene della società dimenticando il ben proprio individuale e qualsiasi altro fine secondario” e poi ancora “Sulla nostra bandiera rifulgerà a parole d’oro il motto: uno per tutti e tutti per uno e le mani che si stringono assicureranno quella fiducia che nessuno tradirà”. Quegli uomini tradussero questi principi negli articoli 5 e 10 dello statuto del CEIS che divennero le clausole di ammissione e di esclusione dei soci del consorzio elettrico della nostra comunità, delle Giudicarie tutte.

 

Nemo profeta in patria recitavano i Vangeli: ma la porta della Cooperativa resta comunque aperta a tutti i soci.

 

Da martedì 27 aprile torna visitabile il Castello del Buonconsiglio, dal 30 aprile Castel Thun e Castel Beseno e dal 15 maggio Castel Stenico e Castel Caldes.

 

 

Il Castello del Buonconsiglio di Trento  tornerà ad essere aperto al pubblico da martedì 27 aprile nell’orario 9.30 - 17.00, mentre dal 1° maggio entrerà in vigore l’orario estivo 10.00 – 18.00.


Castel Thun e Castel Beseno riapriranno invece venerdì 30 aprile (orario 9.30 – 17.00), mentre  Castel Stenico  e Castel  Caldes apriranno da sabato 15  maggio.


Al Castello del Buonconsiglio il visitatore potrà  vedere dal vivo la mostra "Gli apostoli ritrovati. Capolavori dall’antica residenza dei Principi vescovi", la cui chiusura è stata posticipata al 30 maggio.


Per evitare assembramenti e assicurare una visita in completa sicurezza, l’accesso al museo è garantito a un numero definito di visitatori per fascia oraria variabile per sede con l’ obbligo di prenotare l’ ingresso online oppure telefonando al numero 0461 492811, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00.


I giardini del Castello del Buonconsiglio di Trento sono sempre accessibili liberamente, senza misurazione della temperatura, obbligatoria invece per coloro che vorranno visitare il museo, aperta anche la caffetteria Barone al Castello.

Un segnale immediato e concreto già a maggio per continuare a fronteggiare la pandemia insieme.

Le Assemblee territoriali del CEIS – Consorzio Elettrico Industriale di Stenico – quest’anno si sono svolte in anticipo rispetto allo scorso anno. In risposta al perdurare della pandemia il Consiglio di Amministrazione ha deciso di organizzare le assemblee in videoconferenza per approvare il bilancio senza avvalersi della possibilità di posticipo offerta dai vari decreti legislativi. Ciò permetterà di ristornare ai Soci 463 mila euro già nelle bollette di Maggio per dare una risposta rapida e concreta alle imprese e alle famiglie in un momento così critico.

Tra il 7 e il 16 aprile si sono svolte, quindi, le 7 assemblee territoriali per la nomina dei delegati che nell’Assemblea Generale del 30 aprile voteranno la proposta di ristorno ed il bilancio chiuso al 31/12/2020.

 

 

A poco più di un anno dall’inizio della pandemia, i lavori del CEIS non hanno accusato arresti, anzi, la struttura è cresciuta e si è ulteriormente organizzata per mantenere gli impegni presi con le comunità che rappresenta. “Ci siamo dotati di attrezzature e sistemi che ci hanno messo in condizione di mantenere trasparenza di dialogo coi Soci anche a distanza”, dice il direttore Gianluca Schiavi, impegnato più che mai a salvaguardare una continuità di attività e servizi. Il CEIS ha poi fatto squadra con le realtà vicine sottoscrivendo, con il CEDIS di Storo e l’ASM di Tione un accordo di reciproco aiuto in caso di necessità.

Ma non è che la punta dell’iceberg del lavoro incessante che, più che mai dal marzo del 2020, ha tenuto impegnati dipendenti, consiglieri e Presidente per garantire supporto e aiuti ai Soci e, soprattutto, sicurezza per tutti. Ma andiamo con ordine, perché molte cose sono successe quest’anno in cui il CEIS, com’è nella sua natura, ha continuato a inseguire con coraggio la ricerca di nuove opportunità per i Soci.

Costituiamo un riferimento reale per gli oltre 4.000 Soci ed altrettante famiglie e ritengo che la loro aspettativa, oggi più che mai, sia di ricevere ancora una volta un segnale concreto della nostra presenza” afferma il Presidente Dino Vaia che ha atteso a tutte le promesse e le intenzioni e, ad oggi, è in grado di rilanciarle con un beneficio diretto alle famiglie che anche quest’anno sfiora il milione di euro.

 

RISTORNI IN BOLLETTA

Come promesso, famiglie e imprese socie hanno continuato a beneficiare dell’esenzione degli oneri di sistema e delle accise per le imprese, che, se sommate al ristorno del 2020, sfiorano il milione di euro. Ancora, se sommati al drastico calo del prezzo dell’energia per il 2020, i benefici generati alle famiglie ed imprese, grazie alla propria appartenenza al CEIS, hanno permesso loro di risparmiare fra il 30 e il 35% del costo totale delle bollette.

I Soci, che già nel 2020 si erano visti infatti stornare, direttamente in bolletta, una somma totale pari a 336 mila euro ripartita sui consumi dell’anno precedente, quest’anno beneficeranno di un ristorno maggiorato di circa 130 mila euro, che per alcune realtà produttive e famiglie significherà, per il secondo anno consecutivo, l’azzeramento del costo di un intero bimestre.

È nostra intenzione e volontà garantire un ristorno che, se approvato dall’imminente Assemblea Generale dei delegati, varrà oltre 460 mila euro, perché tutto l’impegno di quest’anno particolare ha mantenuto i nostri riflettori puntati sul supporto alla crisi economica che la pandemia ha riversato sulle nostre famiglie e sulle nostre imprese” dichiara il presidente Vaia.



SCLEMO. Nel comune di Stenico, la piccola frazione di Sclemo conta circa 115 abitanti: sarà proprio qui che sorgerà un albergo diffuso.

Il progetto di Hara abitare è stato sostenuto dall'amministrazione comunale di Stenico e prevede la ristrutturazione di quattro storici edifici del borgo in appartamenti di diverse dimensioni a scopo turistico: al centro del piccolo paesino ci sarà la reception.

Il founder di Hara abitare Nicola Zucca – come ha raccontato alle telecamere di RaiNews TGR Trento – è originario di Milano. Crede nel potenziale del luogo, la sua ruralità, il contesto in cui è inserito. “Il Covid ha cambiato le priorità del turismo – avrebbe detto – chi come me viene dalla città cerca un luogo tranquillo in cui poter trovare comfort. Il modello abitativo dell'Albergo Diffuso è un modello inclusivo che favorisce il contatto tra il turista e il locale”.

Nuove opportunità turistiche e lavorative in un piccolo borgo che ormai è a rischio spopolamento – il commento di Mattevi sindaca di Stenico. –Sclemo riprenderà vita.”

Più informazioni.



More Articles ...

Page 1 of 4