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Sat, Jun

 

Il Ritrovo delle Arti. “Il RITROVO delle ARTI” è un’iniziativa che ha l’intento di promuovere il museo come luogo di conservazione e di valorizzazione del patrimonio culturale, ma anche come luogo di incontro: un ritrovo tra appassionati ed esperti – storici dell’arte e restauratori – per poter apprezzare e conoscere opere “ritrovate”, nuovamente restituite al pubblico grazie all’opera di restauro.

 

Arriva venerdì 24 giugno ad ore 17.30 a Castel Stenico “Le pitture murali della cappella di San Martino” con Giovanna Fogliardi e Claudio Strocchi. Oggetto di un impegnativo restauro negli anni Novanta, le pitture murali della Cappella di San Martino, raro esempio di pittura romanica in territorio trentino, sono state riportate alla luce dopo secoli di oblio. Recentemente sono stati riposizionati anche gli affreschi staccati in quell’occasione.

 

L'ingresso è libero su prenotazione obbligatoria (posti limitati). Info e prenotazioni: Servizi educativi del museo 0461 492811 – prenotazione online

 

 

Castel Stenico da sabato 11 giugno ospiterà la mostra dedicata alle incisioni realizzate dal grande artista olandese Rembrandt e provenienti dalla collezione Lazzari Turco Menz, donata nel 1924 al Municipio di Trento, e conservate al Castello del Buonconsiglio.

 

STENICO. La mostra illustra l'opera grafica del maestro olandese nato a Leida nl 1606 e morto ad Amsterdam nel 1669. Della quarantina di fogli presenti nella raccolta del museo, collegati al maestro olandese, sedici esemplari sono tirati dalle lastre originali di Rembrandt e con carte filigranate che ne confermano l’autenticità e la datazione, come La Morte della Vergine o L’Autoritratto del 1633. L’esposizione intende pertanto approfondire la conoscenza, la fama, la diffusione ma anche la fortuna dell’illustre maestro olandese, la cui geniale forza espressiva ha lasciato tracce indelebili e profonde nell’ambito della storia artistica.


Riuscite molto belle, intagliate di buon gusto e fatte di buona maniera”, così il Guercino nel 1660 descriveva con entusiasmo e ammirazione le acqueforti del  “gran virtuoso” Rembrandt, esprimendo un giudizio che sarebbe stato condiviso da generazioni di artisti, da Giovanni Benedetto Castiglione, a Stefano della Bella, al Piazzetta, a Piranesi e che avrebbe alimentato una straordinaria passione collezionistica, di cui la raccolta Lazzari Turco Menz, uno dei più eloquenti episodi di collezionismo privato, ne è indubbia conferma. Formata da Karl Paul von Menz (1778-1847), appartenente a una nota famiglia bolzanina, animatrice nella città atesina della vivace stagione musicale di fine Settecento, la raccolta di incisioni, ereditata successivamente da Simone Turco Turcati (1803-1861), è giunta al Castello del Buonconsiglio nel 1924, “riunita in varie teche o ripari di cartone”,  grazie alla disposizione testamentaria del musicista Raffaello Lazzari (1845-1924), marito di Giulia Turco Turcati (1848-1912), figlia di Simone e pronipote dello stesso Menz. L’esposizione punta l’attenzione su alcuni dei grandi temi privilegiati da Rembrandt, tra i quali il ritratto, in cui si riflette l’intenso e appassionato studio dell’animo umano con una scrittura grafica originalissima eseguita, secondo il commento di Filippo Baldinucci, con “certi freghi e freghetti, e tratti irregolari e senza dintorno, facendo però risultare dal tutto un chiaroscuro profondo e di gran forza”(1681-1728).

 


Un segno estroso, sciolto e rapido, e una forte ombreggiatura, caratterizza l’Autoritratto con cappello e sciarpa al collo, mentre l’Autoritratto con Saskia, che nell’impostazione richiama il Ritratto di Baldassar Castiglione di Raffaello, rivela la forza evocativa della lezione del Sanzio, di cui Rembrandt conosceva l’opera, attraverso una serie di stampe di traduzione contenute nei cosiddetti “libri di prestigio”, appartenuti alla collezione personale del maestro di Leida. Nei fogli dedicati alle storie dell’Antico e Nuovo Testamento l’artista riesce a catturare l’essenza drammatica degli episodi attraverso forti contrasti chiaroscurali, particolarmente evidenti nel Cristo e la Samaritana (1634) o nel Gesù caccia i mercanti dal tempio (1635) in cui la storia, compressa entro un fitto intreccio di linee vigorose, è percorsa da fasci di luce che irrompono nella scena con uno straordinario effetto teatrale. Nella maestosa impaginazione scenografica della Morte della Vergine (1639), ispirata alla omonima incisione di Albrecht Dürer, Rembrandt raggiunge uno dei suoi vertici espressivi: la corale partecipazione dei personaggi, assiepati intorno al letto, protetto da un enorme tendaggio, viene descritta con un attento studio dei sentimenti, delle emozioni e del dolore, sottolineato da un deciso segno grafico e dallo squarcio luminoso che scende dall’alto, repentino, ad indicare la solennità dell’evento e con quella particolare maniera “tutta fatta di colpi strapazzati e replicati, con gran forza di scuri” .

Comuni, finanziate opere urgenti per 2,6 milioni di euro. I lavori interessano i territori di Caldonazzo, Castello Tesino, Castelnuovo, Fornace, Mezzana, Palù del Fersina, Scurelle e Stenico.

 

STENICO. Ammonta a 2 milioni 599mila euro il valore degli interventi urgenti che la Giunta provinciale ha deciso oggi di finanziare, su proposta dell’assessore agli enti locali Mattia Gottardi. Otto sono i Comuni interessati da altrettante opere: sistema fognario a Caldonazzo e Castello Tesino, adeguamento dei cimiteri di Castelnuovo, Fornace e Stenico, adeguamento dei sottoservizi a Mezzana, messa in sicurezza di alcune strade a Palù del Fersina e Scurelle. “L’Amministrazione provinciale conferma il proprio impegno fattivo nel sostenere i territori, sulla base dei bisogni reali dei cittadini che emergono dal confronto con i sindaci. È compito della Provincia garantire infrastrutture e servizi all’altezza delle aspettative delle persone” sono le parole dell’assessore Gottardi.

 

I lavori urgenti sono stati ammessi a finanziamento dalla Giunta, a valere sul fondo di riserva. Gli interventi sono stati individuati sulla base delle richieste inoltrate dalle amministrazioni comunali e dopo un’attenta valutazione delle singole situazioni.

 

In particolare, per quanto riguarda Stenico, si tratta di interventi per un consolidamento dei muri perimetrali del cimitero. Sono infatti presenti dei dissesti strutturali, che consistono nel cedimento dei muri verso l’interno del cimitero, tanto che è stato necessario un intervento di puntellamento sul lato nord. È previsto inoltre l’intervento sulla croce cimiteriale presente al centro del camposanto, che presenta segni di cedimento (534.400 euro di contributo su un importo di progetto di 668mila euro).

 



 

STENICO. Un segnale immediato e concreto già a maggio per continuare a fronteggiare insieme la crisi economica.

Le Assemblee separate del CEIS – Consorzio Elettrico Industriale di Stenico – quest’anno si sono svolte regolarmente, anche se per prudenza, visto il perdurare della pandemia, ha prevalso il buon senso. Le assemblee separate sono state organizzate Tra il 7 e il 16 aprile in videoconferenza, evitando rischiosi assembramenti ed il posticipo per l’approvazione del bilancio.

I Delegati, nell’Assemblea Generale del 29 aprile hanno poi votato la proposta di ristorno ed il bilancio chiuso al 31/12/2021. L’approvazione del bilancio, avvenuta all’unanimità, permette di ristornare ai Soci 1,2 milioni di euro già nelle bollette in emissione a maggio, dando una risposta rapida e concreta alle imprese e alle famiglie socie in un momento così critico.

 

 

Il ristorno approvato si somma ad un accantonamento di altri 280’000 euro che portano a 600’000 € il fondo istituito dal CEIS tre anni fa, da utilizzare a favore dei Soci nei casi di scarsa produzione o situazioni critiche di mercato. Proprio come quella che stiamo attraversando.
Per il 2022 quindi, il CEIS ha già destinato a favore dei soci circa 1,8 milioni di euro del bilancio 2021, che se sommati alla manovra del primo trimestre che ha fatto risparmiare ai Soci circa 650’000 euro rispetto al mercato tutelato, porta una dotazione di 2,5 milioni di euro per fronteggiare gli effetti di un caro energia mai visto prima e di cui non si vedono segnali di inversione di tendenza.

Questo impegno in favore dei Soci è determinato dal forte allarme per l’anno in corso. A causa del perdurare della siccità CEIS ha registrato nel primo trimestre, una produzione di poco superiore ad un terzo di quella degli anni precedenti, raggiungendo il record negativo dell’ultimo ventennio, mentre il prezzo dell’energia ad integrazione della scarsa produzione è rimasto a livelli record.

Con riferimento ai conti del 2021, il Consorzio gode di ottima salute, registrando un utile di 708’077 euro, leggermente superiore a quello del 2020 ma sostanzialmente in linea con quello degli ultimi tre anni. Il patrimonio netto sfiora i 22 milioni di euro. Gli indici finanziari delle disponibilità liquide e dell’indebitamento sono rispettivamente del 206,07% e del 24,11%. Per quanto riguarda la redditività, il ROE si attesta al 3,24%.

Grazie al ristorno, agli sconti ed alle esenzioni dagli oneri di sistema che CEIS applica ai Soci mese per mese in bolletta, si è registrato un risparmio rispetto al mercato di Maggior Tutela superiore al 50% sul totale annuo delle bollette.
E non è tutto: il valore aggiunto prodotto dalla Cooperativa, che misura l’impatto diretto alla comunità in termini di valore per gli Enti Locali, la collettività, gli accantonamenti a fondo rischi, le risorse di gestione e il personale ha un ritorno immediato sul territorio e quindi sulle famiglie, che supera, al netto dei ristorni, i 2 milioni di euro.

La produzione elettrica di CEIS nel 2021 è stata in linea con quella del 2020, ma con un andamento caratterizzato da una forte diminuzione in chiusura d’anno. Una tempesta perfetta. In quel momento infatti, i prezzi dell’energia registravano un record, che ha condizionato i costi per l’acquisto delle integrazioni in maniera molto pesante. Basti pensare che il costo sostenuto da CEIS per l’energia di integrazione alle proprie produzioni è stato per il solo mese di dicembre quasi pari a quello dei restanti 11 mesi del 2021.

Costituiamo un riferimento reale per gli oltre 4.000 Soci ed altrettante famiglie e ritengo che la loro aspettativa, oggi più che mai, sia di ricevere ancora una volta un segnale concreto della nostra presenza” afferma il Presidente Dino Vaia che ha atteso a tutte le promesse e le intenzioni pur in un momento di estrema difficoltà. “Il nostro territorio” continua il Presidente del CEIS “non può e non deve essere depauperato della propria ricchezza a beneficio di pochi. Anzi, un utilizzo delle risorse, senza consumo, che abbia ricadute positive su un’intera comunità è da difendere coi denti.”

IL CEIS è impegnato in prima linea nella ricerca di nuove fonti di produzione ed utilizzo di energia da fonte rinnovabile oltre quelle già in essere. Sono in corso i rinnovi delle concessioni in una situazione delicata per la vita delle Cooperative che resistono per la salvaguardia della salute delle persone e del territorio. Pertanto, sono allo studio progetti e risorse che possano mantenere e implementare vantaggi per i Soci, sia in termini qualitativi che quantitativi.

Desidero ringraziare la squadra, consiglieri e dipendenti tutti, per lo spirito di sacrificio ma anche per l’entusiasmo che hanno e che continuano a mettere in campo ogni giorno” ci tiene a dimostrare il Presidente assieme al Direttore Schiavi, “senza il loro continuo supporto qualsiasi sforzo fatto per amministrare al meglio le risorse di tutti i Soci il CEIS non avrebbe raggiunto i risultati desiderati. Non solo in tempo di crisi, ma sempre, vinciamo o perdiamo insieme”.

La missione del CEIS è la buona amministrazione di risorse collettive. Ciò significa che il Consorzio è una comunità che elegge, secondo una necessaria struttura, persone preposte a farlo. Ma una comunità resiste in salute e, anzi, riesce a sopravvivere nel tempo se mantiene dialogo, relazione e partecipazione attiva. “Moltiplicheremo i nostri sforzi per creare coinvolgimento e costruire relazioni specialmente con le nuove generazioni, ma la richiesta è di darci una mano nell’accoglienza dei canali e delle reti che mettiamo a disposizione per restare in ascolto e in comunicazione con voi”, aggiunge il direttore Schiavi che proprio per comprendere sempre meglio il tessuto reale della vita del CEIS ha spostato qui la sua residenza e il suo domicilio.

Come sempre, l’invito ai Soci è di tenersi aggiornati consultando regolarmente il sito internet del Consorzio e, per chi non lo avesse ancora fatto, di comunicare il proprio indirizzo email a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. o telefonando direttamente al numero 0465.763201.

 

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