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Wed, Oct

Sarà in edicola il prossimo 3 novembre " il T ",  il nuovo quotidiano autonomo del Trentino, uscirà su 40 pagine, tutti i giorni in edicola  tranne il lunedì.
 
" Un'iniziativa che risponde all'obiettivo di costruire un nuovo spazio di informazione locale, concorrendo a ristabilire, nella Provincia di Trento, il principio fondamentale del pluralismo ".
La cultura è la base su cui poggia, e si sviluppa, una buona democrazia, contribuire ad una molteplicità informativa è sinonimo di conoscenza.
 
Venerdi 7 ottobre alle ore 20:45 presso la casa della cultura a Pinzolo si presenterà, in prima assoluta, il nuovo quotidiano denominato  " IL T ".
Sarà presente il direttore responsabile Dott. Simone Casalini, modera la serata la  Professoressa Camilla Stirati.
 
 

Alla casa di riposo San Vigilio di Spiazzo, dove si era trasferito da  Milano circa un mese fa, si è spento sabato sera il dottor Gilberto Cereghini. Faceva parte di quel gruppo di persone cólte nate nel 1940, che a Pinzolo chiamano “l’an delle scienze” perché mai come in quell’anno  la borgata rendenese aveva dato  i natali a tante persone “studiate”  che si sono affermate in campo professionale o hanno ricoperto ruoli importanti all’interno della comunità. Il riferimento, solo per far qualche nome, va , oltre che a Gilberto,  al dottor Gianfranco Bonapace, all’ingegner Guido Malpocher, alla preside Rosanna Polli, al professor Paolo Bruti, a Italo Maffei dei Lustri… Quella del dottor Cereghini è stata una vita  spesa nel sociale, a favore dei lavoratori, e allo studio. Appena laureato fu in Germania a sostegno degli emigranti, poi in Italia: a  Brescia, direttore della scuola di restauro di Botticino , e a Milano  presso le ACLI con incarichi di sempre maggiore responsabilità, tanto da venir inviato per qualche anno a Bruxelles  a gestire i rapporti con la Comunità Europea.

Quando poteva tornava a Pinzolo, a respirare l’aria di casa. Soleva passare qualche giornata con i suoi famigliari e con gli amici, coi quali amava scambiare idee e confrontarsi su argomenti riguardanti la storia, l’arte e i costumi del paese. Nelle sue ricerche aveva approfondito la conoscenza del movimento dei Battuti recuperando le loro Laudi, mettendole in relazione e confrontandole  con i testi delle Danze macabre di Carisolo e di Pinzolo, argomenti illustrati insieme a Giuseppe Ciaghi in un importante convegno internazionale tenutosi a Clusone nel 1994. A lui si deve anche il restauro dell’altare degli emigranti rendenesi nella chiesa di San Martino di Mantova, eseguita dai suoi allievi dell’Istituto di Botticino. Era persona schiva e di poche parole, sapeva ascoltare, ma soprattutto dare una mano a chi si trovava in difficoltà. A Milano sono stati in molti a beneficiare della sua generosità. I suoi funerali avranno luogo a Pinzolo mercoledì 28 settembre alle 14.30.

Dopo il successo ottenuto alla Mostra Collettiva del Paladolomiti, dove ha partecipato assieme ad altri 32 artisti – la pittrice cilena Katherinne Cid Gallegos (nata a Concepción), ha esposto per tutto il mese di settembre alcune delle sue migliori opere pittoriche nel caratteristico locale “In Cantina” nel centro di Pinzolo.

Katherinne da tre anni e mezzo vive in Italia. È appassionata di arte e di tutto ciò che è manualità. È autodidatta, ha soltanto avuto qualche contatto con un pittore quand’era in Chile, ma ci tiene molto ad affermare che le sue doti artistiche le ha affinate da sola, con un paziente lavoro di ricerca sia nelle forme che ritrae sulla tela con i colori ad olio, che nei soggetti di carattere faunistico che lei ama particolarmente. Fin da piccola le è sempre piaciuto disegnare e dipingere dando vita alla propria creatività nelle forme più diverse. Le piace molto la pittura e ha scoperto una sorta di attrazione speciale nel dipingere gli animali. Infatti afferma di entrare in simbiosi con loro: perché – dice – “sento che ognuno di loro ha qualcosa da dirci, da  insegnarci e anche perché credo che ognuno di noi abbia un animale che lo rappresenti”.

La mostra è aperta ancora fino a domenica 2 ottobre con l’orario dalle ore 17.00 alle 24.00 tutti i giorni fino al venerdì, mentre il sabato e la domenica dalle 11.00 fino alle 24.00.

 

L’idea di creare dei momenti espositivi nell’ambito delle arti figurative è nata dal connubio di Terri Maffei Gueret artista e Manuela Viviani sommelier nonché titolare del locale “InCantina” dove accanto ad un gruppo di opere artistiche, siano dipinti o sculture viene abbinato un “Vino”.

In questa prima fase di Mostre d’Arte si sono alternati alcuni artisti già noti per le loro affermazioni artistiche in campo sia locale che nazionale, ecco i loro nomi: Sergio Trenti (pittore scomparso), Elio Dal Pont (scultore), Virginia Maestri Beltrami (pittrice), Jarka Prasek (pittrice) e infine Katherinne Cid Gallegos. I tempi di esposizione hanno avuto la durata di un mese ed erano introdotti da un’articolata e pertinente presentazione da parte di Terri e di Manuela.

 

 

 

PINZOLO -  La 51esima edizione del Premio internazionale della Solidarietà alpina si è svolta oggi a Pinzolo con la consegna della Targa d’argento a Ornella Giordana e Marco Battain, una coppia piemontese che, nella vita, ha scelto di dedicarsi agli altri promuovendo, tra i primi, in ambito Cai, la “Montagnaterapia”, un concetto di ambiente naturale come fonte di benessere che deve e può essere reso accessibile a tutti mettendo a disposizione le tecniche della frequentazione della montagna in sicurezza, supporti tecnici come le joëlette, per fare un esempio, ma anche dimostrando l’accettazione degli altri, la dedizione e la capacità di trasmettere l’amore per la montagna.

È stata un’edizione nel segno del passaggio. Un passaggio denso di sentimenti e significati. Anzitutto Il sentimento dell’emozione velata di tristezza da parte del Comitato organizzatore che per la prima volta ha consegnato la Targa d’argento senza il suo storico presidente Angiolino Binelli e il suo “narratore ufficiale” e pilastro del Premio Luciano Imperadori. Entrambi sono scomparsi di recente, lasciando un grande vuoto all’interno del Comitato organizzatore e della comunità. E, poi, i significati, netti, universali, coraggiosi testimoniati oggi: la generosità come eredità senza tempo consegnata da Binelli a chi verrà dopo di lui e l’altruismo, la scelta di vivere per gli altri, per chi è in difficoltà, esemplificata da Ornella Giordana e Marco Battain.

La Targa d’argento è un patrimonio che appartiene a Pinzolo e il desiderio è quello di dargli un futuro accompagnandolo a quale cambiamento in direzione di un’attenzione a problematiche più ampie che comprendano anche la difesa dell’ambiente e della natura, vere urgenze del tempo presente come ha affermato il vicepresidente del Premio di solidarietà alpina Giuseppe Ciaghi.

 

“Angiolino era un gran testone, ma buono e generoso - ha detto la nipote Alba Binelli ricevendo un riconoscimento da parte di Walter Cainelli (Presidente Soccorso alpino e speleologico Trentino) e di Simone Maestri (Capostazione di Pinzolo) - spero che il Premio possa continuare nel suo ricordo perché era ciò che desiderava”. “Siamo rimasti senza due colonne - ha “risposto” il vicepresidente Giuseppe Ciaghi - e ciascuno dei componenti del Comitato, quest’anno, ci ha messo un po’ del suo. I premiati li avevamo condivisi con Angiolino grazie al quale, in cinquant’anni di Premio, abbiamo toccato i cuori e le menti di tutti. Angiolino era amore per il prossimo. Qui a Pinzolo persone di culture e lingue diverse, anche molto distanti, si sono guardate negli occhi, parlate e ritrovate uguali”.

“Tra i valori del Cai - ha commentato Ornella Giordana - c’è la solidarietà concretizzata nell’accompagnamento di persone che scalano la parete nord della loro vita resa più difficile dalla malattia o dallo stigma. Noi dobbiamo e abbiamo il privilegio di accompagnarle. Io vi immagino tutti attorno al fuoco della solidarietà mentre lo alimentate. Sotto lo sguardo di Angiolino Binelli faremo la nostra parte”.

 

 

Marco Battain ha ulteriormente approfondito il concetto di “Montagnaterapia”. “Il termine di “Montagnaterapia” - ha spiegato - è anche uno spirito di inclusione solidale che comprende chi collabora agli accompagnamenti in montagna di persone con difficoltà e anche chi si affida a questi progetti. Il Premio di oggi non va solo a noi, ma alla “Montagnaterapia” in senso lato. In Italia ci sono milioni di persone con disabilità e in montagna c’è posto per tutti”. Come ha testimoniato l’esperienza vissuta e raccontata da Rosalia Ferremi che è stata accompagnata sul palco del Paladolomiti sulla sua joëlette guidata dai volontari del Cai di Gavardo e con la quale ha percorso numerosi sentieri sulle montagne d’Italia.

Presenti, alla cerimonia di assegnazione del Premio, premiati del passato e delegazioni del Soccorso alpino provenienti dalla Romania, dall’Austria, dalla Sicilia, dal Piemonte e dal Friuli Venezia Giulia. Poi numerose autorità civili, militari e religiose con la partecipazione dell’arcivescovo di Trento monsignor Lauro Tisi e la presenza del sindaco di Pinzolo Michele Cereghini, sempre vicino all’organizzazione del Premio.

La cerimonia è stata presentata da Sara Perugini e allietata dai canti del Coro Presanella. Venerdì sera è stato proiettato il video sui primi cinquant’anni del Premio a cura di GB Video Produzioni: una narrazione tra parole, immagini e testimonianze che restituisce il senso di questo Premio

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