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Tue, Aug

Successo alla quarta edizione di Borgo Vino: al Convento più di 2500 presenze

Borgo Chiese
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Borgo Vino: una festa da capogiro dove l'intrattenimento sembrava non esaurirsi mai. Almeno 2500 presenze riscontrate tra il pomeriggio e la notte di sabato in Convento

 

Foto di Studio Ivan Capelli Bagolino, in copertina le terrazze illuminate nella notte di sabato. Sopra Luciana e Piera addette ai fiori

 

CONDINO. Stavolta Borgo Vino ha superato ogni aspettativa, al di lá delle mura nel solo pomeriggio e serata di sabato sono confluite circa 2.500 persone di ogni età e provenienza. Il giorno successivo tanta religiosità, molta musica e gastronomia. 

 

Lungo le terrazze, al di sopra dell’area conventuale, un andirivieni di gente che dotata di borsello e calice della casa, utilizzando gettoni di colore rosa acquisiti all’ingresso, facevano assaggi e degustazioni a seconda dei propri gusti. Anche verso le 23 un vero e proprio non stop di arrivi considerato che la kermesse si protraeva per qualche ora ancora. Per accedere al San Gregorio, le terrazze ancorate da spalliere di protezione, il tutto illuminato a giorno, si saliva a piedi o si utilizzavano i bus navetta messi a disposizione dagli organizzatori.  

Gli espositori erano una ventina dislocati in casette di legno messe a disposizione dalla Perotto Producion di Verona. Il riferimento va a Michele Chiaramonte che le aveva create in occasione del dopo terremoto di Amatrice. Era dal 2019 che Borgo Vino, come altre feste condizionate dalla pandemia, risultava assente: l’edizione di quest’anno era la 4° da incoronare dentro l’albo d’oro della fondazione Pro loco, i referenti da promuovere tutti in toto. 

 

In coincidenza della kermesse anche l’impero imprenditoriale del gruppo Bottini si è ritagliato un buon margine di manovra: la holding aveva in carico 250 tra dipendenti e referenti. Complimenti anche agli Alpini di Condino dediti alle polente doc .

 

"Con i nostri vini abbiamo lavorato bene" dicono invece Silvia e Gianni Tagliaferri seguiti a ruota dal duo Turotti e Camplani di Cavit e Bar Chiara. I fratelli Radoani, da parte loro, referenti dell’Azienda agricola La Cugna, si sentono davvero appagati, quindi è la volta dell’enologo di casa Toblino Fabio Bagattini come degli stessi ristoratori della Contea di Bolbeno o della consociata Latte Trento. 

 

Molto interessante il Convegno di sabato sull’Enogastronomia del territorio, con visite guidate all’interno dello stesso monastero ricondicibili alla storica Serena Bugna. Per dare ulteriore visibilità a frati e Convento, anche Piera Bugna che con Luciana Bagattini, avvalendosi dei ricercatori Claudio Pucci e Franco Bianchini, hanno allestito una mostra fotografica che ha davvero attratto l’attenzione di tutti. In quelle immagini in bianco e nero, dislocate su ampi panelli, non mancava proprio niente.  

 

A rappresentare il Convento e i suoi protagonisti immortalati da quelle immagini c'erano, con saio e sandali, anche quant’altri che a fine anni 50 appartenevano alla Gifra di padre Cristoforo Bettega. Poi attraverso quelle sequenze i vari capitoli nonché padri guardiani e predicatori quaresimali che dal 1950 si sono via via succeduti. Infine anche le ultime sequenze che nell’anno 1945, a seguito la caduta di un aereo, avevano provocato tanto dolore, danni, la morte e il ferimento di più frati e successiva ricostruzione dello stesso Convento da parte di spacca pietre provenienti da più paesi del circondario. 

 

Pure l’aspetto musicale ha avuto i suoi riscontri: le bande a suonare di domenica erano due, il corpo Giuseppe Verdi e la Bòhemische Judicarien, oltre a quei simpatici complessi di musica live e dj set che nella lunga notte con tanta delicatezza si sono prodigati nel fare compagnia.  

 

 

L’aspetto religioso ha avuto di domenica la sua parte di rilievo, in occasione della messa sul presbiterio a concelebrare oltre al provinciale padre Roberto Tadiello c'erano pure il priore di casa padre Andrea Schòrder e l’arciprete don Luigi Mezzi. Ad aprire la funzione non solo i canti della corale di maestro e organista Alessandro e Silvano Bagattini, ma anche molta commozione dal fatto che dall’ingresso principale i celebranti, attraverso la passatoia centrale, si apprestavano a prendere posto sul presbiterio. Dietro un'enorme croce , turibolo e incensiere saldamente in mano ai frati Nicola Marchiori e Paolo Crepaldi anch’essi appartenenti alla curia di Mestre. 

 

A rappresentare le istituzioni oltre al sindaco Giorgio Butterini in rappresentanza della Provincia c'erano sia Mario Tonina, Roberto Failoni che Alex Marini come anche il sindaco di Storo Nicola Zontini con gli assessori delegati Francesco Romele e Claudia Ferretti.