17
Wed, Apr

Chiude per sempre la bottega Bianchini dopo mezzo secolo di attivitá

Borgo Chiese
Typography

BORGO CHIESE. Dopo aver trascorso una vita dentro quel negozio di alimentari a dimensione famigliare dislocato ai margini di Piazza Lamarmora, lungo la Contrada Alla Villa nella parte bassa di Condino, Cornelio Bianchini ha convenuto di farsi in disparte. 

 

Si è deciso a dover chiudere sia perchè avanti di età - 84 anni - sia perchè non avendo famigliari stretti a continuare l'attivitá. Neppure gli stessi nipoti si sono fatti attrarre dall'alimentari aperto da nonno Modesto dopo essere rientrato dal Piemonte da profugo nel lontano 1920. 

 

 

Ora Cornelio - la cui passione era rappresentata dalla Condinese dove tra l'altro aveva militato anche il nipote Aldo Belli - si è ritagliato un suo spazio alla locale casa di riposo Rosa dei Venti dove guarda caso c'è pure ospite la cognata Clara. “In contemporanea – ricorda lo stesso Cornelio – mio papà aveva pure messo in piedi un mulino di pietra, alimentato dalle acque del torrente Polè, dislocato a pochi passi dal Ponte di Caramara tra la storica casa dei Zac a dove adesso abita pure il ragioniere Cappelli e i pittori Vicari & Picasso”.

Già allora oltre a pane ,alimentari e scatolame, dentro quel negozio a due porte si trovava di tutto persino zoccoli e sgalbare in legno confezionate a mano dall'artista Frumenzio Togni che nella sua residenza di Cron faceva pure mulinelle. Su ambedue gli ingressi i Bianchini avevano predisposto quei manuali campanelli in bronzo i cui squilli scattavano solo quando la porta si apriva.

 

In quegli stessi anni Condino paese usufruiva anche della coop e altri due alimentari ambedue ubicati lungo Via Sassolo: il primo gestito da Tullio e Rino Sartori e l'altro da Silvio e Domenica Galante Butterini i cui coniugi a margine portavano avanti pure un'Osteria mentre a meno di 50 metri un' altara Osteria ancora era nelle mani di Cesira e dei figli Mario, Remo, Narcisa e poi Nella . 

All'epoca a Condino funzionavano piú Osterie tra cui il Bar Veranda di Durbino e Maria, Il Caffè di Fiorindo, Le Colombe mentre dall'altra parte del paese le Due Spade e vicino alla farmacia Maturi, il mitico Corona di Clara & Bepina .

 

Solo negli anni 50 ai margini del Rio Giuseppe ed Emilia Pellizzari avevano aperto forno e bottega ora passata a donna Marina e alcuni dei tanti fratelli.