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Wed, Apr

 

BORGO CHIESE. Disagi stradali momentanei nel pomeriggio di oggi 3 febbraio (poco dopo le 16) lungo la statale del Caffaro a sud di Condino allorquando un mezzo che viaggiava in direzione di Tione ha disseminato per diversi metri alcuni sassi e terriccio contenuti sul cassone.

 

 

Fortunatamente nessun incidente né feriti ma solo qualche comprensibile rallentamento di marcia” fa sapere il comandante dei pompieri di Condino Roberto Pizzini i cui uomini sono stati impegnati per circa un'ora.

 

L'intervento di vigili del fuoco, carabinieri di Pieve di Bono e corpo di polizia locale è stato immediato: nel corso dell'operazione di sgombero il traffico per Storo è stato dirottato lungo la via di Mon e successivo rientro nei pressi del ristorante Borgo Antico.

 

BORGO CHIESE. Don Giuseppe Beber, parroco di Verla di Giovo e paesi circostanti, era stato per il passato parroco e arciprete di Condino. Erano gli anni 2000 quando in sua sostituzione era poi approdato l'attuale arciprete di Arco don Francesco Scarin.

 

 

Ieri l'altro, sabato 15 gennaio, presso la casa del Clero di Trento dove si era trasferito lo scorso 7 dicembre, don Beber è deceduto all'età di 79 anni. Era originario di Pergine, è lì che mercoledì alle 14.30 si terranno i funerali.

 

A Condino era a quel tempo subentrato a don Tullio Rosa il cui prete, originario di Lisignago, dopo un breve periodo di malattia era anch'esso deceduto.

Carlo Rossi era uno dei suoi attuali sagrestani e di don Beber ne parla un gran bene. “Mi ricordo pure di don Michele Balestra di Strada, a sua volta pure lui deceduto il 13 febbraio di quattro anni fa, che con don Giuseppe coabitava nella stessa canonica e con lo stesso mansionario. Triste circostanza – aggiunge il sagrestano – che questo martedì a Fai della Paganella si terranno i funerali di don Carletto Mottes che era stato qui da noi prima di don Michele e di don Beber”.

 

 

Il panificio Pellizzari conta 70 anni e oggi sostituisce il suo storico forno con un altro di ultima generazione. Festeggiamenti ed inaugurazione, causa pandemia, sono stati rinviati a data da destinarsi

 

 

BORGO CHIESE. Risale al 1955 la prima licenza utile per produrre pane. Da allora - come riportato su un poster collocato all'ingresso dell'edificio di Via Roma - prima gli stessi capofila Giuseppe Pellizzari con la consorte Emilia Perotti e successivamente parte degli otto figli, hanno portato avanti in tempi diversi negozio e forno. I locali sono dislocati ai margini del Rio Cron nel cui stabile aveva trovato ancor prima ospitalità la scuola invernale per muratori gestita dalle Acli.

Ora a proseguire - punto vendita di Brione compreso - è donna Marina che ha recepito alla lettera arte e insegnamento dei genitori. Negli anni scorsi la sede di produzione di panificatori si era aggiudicata a Venezia con il compianto figlio Marco e Mario il prestigioso riconoscimento nazionale “Mercurio d'Oro. “

Stavolta era nostra intenzione ricordare i 70 anni di storia con una rimpatriata estesa a famigliari e clienti ma le restrizioni dovute al Coronavirus non l'hanno consentito quindi l’appuntamento è stato rimandato”, racconta Marina.

In concomitanza di tale ricorrenza si voleva pure inaugurare il nuovo forno la cui struttura dà ora modo di sfornare pagnotte in tempi più compatibili.

 



Riavvolgendo sequenze e tappe di allora quella forneria, vale ricordare che alle 7 di ogni mattina prima con moto Ape furgonata e poi con le Fiat Belvedere e 600 Multipla, il popolare Beppino saliva a Brione e Castello per garantire pane ancora caldo per la prima colazione pure alla gente di quei due Comuni. Nel contempo donna Emilia, assieme alla nipote Letizia - mamma dell’attuale sindaco Giorgio Butterini - era alle prese dietro il bancone.

Erano gli anni dei lavori idroelettrici dove la manodopera tra Storo e Val Daone variava attorno ai 4 mila lavoratori impegnati a realizzare condutture, gallerie e bacini tra cui Bissina, Boazzo, Ponte Morandin, alle Seghe e Cimego. E di pane dentro quel forno con la collaborazione di Nando e Pino del Delfo se ne sfornava a quintali.




 

 

BORGO CHIESE. Durante la Prima guerra mondiale il territorio trentino fu profondamente modificato. Accanto ai forti già presenti, fu realizzato, infatti, un complesso sistema di collegamenti composto da teleferiche, strade, mulattiere e sentieri, ferrovie, aeroporti e innumerevoli strutture di servizio che dovevano garantire i rifornimenti, il collegamento e la mobilità di uomini e mezzi tra il fronte e le aree interne così come tra il fondovalle e le aree montane dove erano stanziate le truppe.

 

Tutto questo nella serata “Trasporti, mobilità, rifornimenti nelle Giudicarie durante la Grande Guerra” martedì 7 dicembre ad ore 20.30 nella Sala consigliare di Condino a Borgo Chiese.

 

Verranno presentati alcuni casi emblematici per parlare delle grandi trasformazioni che ebbero un forte impatto sul paesaggio trentino e furono rese possibili grazie ad una rapida accelerazione tecnologica e all'utilizzo di innovative tecniche.

 

 

Dopo i saluti istituzionali, il benvenuto di Danilo Mussi Presedente del Centro Studi Judicaria. Nel corso della serata interverranno Antonio Armani, Francesco Bologni, Aldo Gottardi e Ovidio Pellizzari. A moderare sarà Maddalena Pellizzari mentre l'intervento di Francesco Frizzera provveditore del Museo Storico Italiano della Guerra concluderà l'incontro.

 

Per partecipare necessario Super Green Pass. Info a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. o al numero telefoni 0465 322624.

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