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Tue, Apr

Dopo le ultime piogge le castagne si preannunciano abbondanti e di qualità. Sabato a Riccomassimo in vista del raccolto la tradizionale messa

Valle del Chiese
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RICCOMASSIMO    “Le piogge ultime, nell’ambito dell’intero circondario, hanno ulteriormente migliorato la  qualità di castagne e marroni”.  Ad anticiparlo a pochi giorni dal raccolto è lo stesso assessore comunale  e presidente della fondazione del castagno Massimiliano Luzzani intervenendo a margine della santa messa, celebrata questo sabato (24 settembre) dal reverendo don Andrea Fava  dentro la chiesa di San Carlo Borromeo. Nel corso dell’omelia l’arciprete, che indossava paramenti di colore verde, ha tenuto a rimarcare “che la comunità intende  ringraziare nostro Signore di quanto la natura da sempre ci dà”. Elisa e Stefano Lombardi nonché Roberto Vomiero  - tra l’altro referenti  molto ascoltati  e che  fanno parte della locale Associazione La Buona Fonte –  sono andati oltre rilevando che l’intendimento religioso resta quello di proteggere coloro che, muniti  di pertiche o avvalendosi di scale, sono soliti abbattere dall’albero il frutto autunnale“. 

 

Nell’occasione Luzzani ha poi  rilevato che in coabitazione dell’ente Bim del Chiese, per quanto concerne l’intera giurisdizione, si sta riperfezionando la convenzione la cui procedura darà modo ai tenutari di alberi di avvalersi  di sussidi, previsti nella misura del 50 per cento della spesa. Mediante  tali incentivi,  utili  sia  nel  concorrere alle spese che si andranno a sostenere  circa la  pulitura  degli stessi alberi come probabilmente anche  alla messa a dimora di nuovi già giacenti presso la tenuta – vivaio  di Via Sorino, sarà possibile  intervenire a salvaguardia  dell’intero patrimonio sostituendo a sua volta le tante piante secolari che esistono  e che  da tempo  stanno palesando  vistosi invecchiamenti. ”Su quest’ultimi  - ribatte Luzzani -  è  però  consigliabile  che  da subito il castagnicoltore  abbia a realizzare  un adeguato impianto di irrigazione  dove la costante presenza di acqua è determinante”.

Espletata la parte religiosa e istituzionale  è toccato ai rappresentanti La Buona Fonte riaprire i locali, dove un tempo a fare aggregazione era  la signora  Franca, al cui interno spalmati su diversi tavoli c'erano dolci e poi  polente.