RICCOMASSIMO – “Le piogge ultime, nell’ambito dell’intero circondario, hanno ulteriormente migliorato la qualità di castagne e marroni”. Ad anticiparlo a pochi giorni dal raccolto è lo stesso assessore comunale e presidente della fondazione del castagno Massimiliano Luzzani intervenendo a margine della santa messa, celebrata questo sabato (24 settembre) dal reverendo don Andrea Fava dentro la chiesa di San Carlo Borromeo. Nel corso dell’omelia l’arciprete, che indossava paramenti di colore verde, ha tenuto a rimarcare “che la comunità intende ringraziare nostro Signore di quanto la natura da sempre ci dà”. Elisa e Stefano Lombardi nonché Roberto Vomiero - tra l’altro referenti molto ascoltati e che fanno parte della locale Associazione La Buona Fonte – sono andati oltre rilevando che l’intendimento religioso resta quello di proteggere coloro che, muniti di pertiche o avvalendosi di scale, sono soliti abbattere dall’albero il frutto autunnale“.
Nell’occasione Luzzani ha poi rilevato che in coabitazione dell’ente Bim del Chiese, per quanto concerne l’intera giurisdizione, si sta riperfezionando la convenzione la cui procedura darà modo ai tenutari di alberi di avvalersi di sussidi, previsti nella misura del 50 per cento della spesa. Mediante tali incentivi, utili sia nel concorrere alle spese che si andranno a sostenere circa la pulitura degli stessi alberi come probabilmente anche alla messa a dimora di nuovi già giacenti presso la tenuta – vivaio di Via Sorino, sarà possibile intervenire a salvaguardia dell’intero patrimonio sostituendo a sua volta le tante piante secolari che esistono e che da tempo stanno palesando vistosi invecchiamenti. ”Su quest’ultimi - ribatte Luzzani - è però consigliabile che da subito il castagnicoltore abbia a realizzare un adeguato impianto di irrigazione dove la costante presenza di acqua è determinante”.
Espletata la parte religiosa e istituzionale è toccato ai rappresentanti La Buona Fonte riaprire i locali, dove un tempo a fare aggregazione era la signora Franca, al cui interno spalmati su diversi tavoli c'erano dolci e poi polente.
