BONDONE – Già a metà degli anni 50’ il popolare Pierino Mantovani era una figura rinomata e che stava crescendo professionalmente. In quel periodo, a sua volta sostenuto dal prete bresciano don Ottorino Marcolini e poi da Giuseppe Pellegrini parroco di Bondone e poi di Daone, quel bondonese doc stava prendendo piede con attività tra Boazzo e Bissina dove più imprese collegate alla Siac (Società Idroelettrica Alto Chiese) stavano realizzando dighe e condotte che scendevano verso le Laf di Cologna. Ieri l’altro, dopo una breve permanenza all’ospedale di Tione, quell’omone se n’è andato per sempre all’età di 90 anni. Lascia la moglie Lucia e i figli Andrea e Silvia. “Le onoranze funebri -dicono dalla B2 - si svolgeranno domani lunedi 26 settembre alle ore 16 Bondone. Assieme all’amico Angelo Bugna di Bersone Pierino era tra i pochi finora rimasti ad aver vissuto quelle tante trasformazioni legate alle innovazioni idroelettriche realizzate tra Bissina, Boazzo, Muradin, Cologna e Storo.

Raccontare la sua vita è difficile per il fatto che le sequenze e gli avvenimenti che si accavallano sono davvero tanti ad iniziare dalla sua attività di tassista, la cui licenza di autonoleggio gli era stata concessa dal suo comune. Era allora che al volante della mitica Fiat 600 Multipla, targata TN 35918, Pierino faceva la spola tra il fondovalle e Bondone in modo da evitare ai paesani di sorbirsi quell’incamminamento mattiniero o notturno.
Solo stralciando i tanti articoli o riviste che parlano di lui è parzialmente possibile ricavare una sua immagine veritiera. A differenza di tanti Pierino non faceva mai pesare quanto fatto o quanto stava facendo tanto che con quel suo fare a volte “devoto“ era generoso, cordiale e dentro i suoi esercizi ti sapeva accogliere e ospitare alla pari di un famigliare.

La sua prima utenza telefonica a Bondone (numero 7 dato attraverso il posto pubblico di Condino) e nel 1986 in Valle di Daone già danno una dimensione del personaggio tanto apprezzato e stimato non solo dai politici dell’epoca (Mino Martinazzoli e Glicerio Vettori) ma anche dalla sua gente.
Poi con la 128 , sempre rigorosamente Fiat famigliare con successiva parentesi stagionale tra il 1980 e il 1986 alle Sole sopra Tione, vennero poi la creazione del Gruppo micologico e rispettive mostre in Val Daone (anni 70) con l’allora sindaco Mattia Busetti. Una serie di avvenimenti destinati a fare testo e storia di quel bondonese originariamente un po’ anche carboner.
