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Tue, Apr

Se n’è andato Pierino Mantovani, un uomo eccezionale. Lunedì a Bondone i funerali

Valle del Chiese
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BONDONE – Già a metà degli anni 50’ il popolare Pierino Mantovani era una figura rinomata e che stava crescendo  professionalmente. In quel periodo, a sua volta sostenuto  dal prete bresciano  don  Ottorino Marcolini  e poi da Giuseppe Pellegrini parroco di Bondone e poi di Daone, quel bondonese doc stava prendendo piede con attività  tra Boazzo e Bissina dove più imprese collegate alla Siac (Società Idroelettrica Alto Chiese) stavano realizzando dighe e condotte che scendevano verso le Laf di Cologna. Ieri l’altro, dopo una breve permanenza all’ospedale di Tione, quell’omone se n’è andato per sempre all’età di 90 anni. Lascia la moglie Lucia e i figli Andrea e Silvia. “Le onoranze funebri -dicono dalla B2 -  si svolgeranno domani lunedi 26 settembre alle ore 16  Bondone. Assieme all’amico Angelo Bugna di Bersone  Pierino era tra i pochi  finora rimasti ad aver vissuto quelle tante trasformazioni legate alle innovazioni idroelettriche realizzate tra Bissina, Boazzo, Muradin, Cologna e Storo.

Raccontare la sua vita è difficile per il fatto che le sequenze e gli avvenimenti che si accavallano sono davvero tanti ad iniziare dalla sua attività di tassista, la cui licenza di autonoleggio gli era stata concessa dal  suo comune. Era allora che al volante della mitica Fiat 600 Multipla, targata TN 35918, Pierino faceva la spola tra il fondovalle e Bondone in modo da evitare ai paesani di sorbirsi  quell’incamminamento mattiniero o notturno.   

 Solo stralciando i tanti articoli o riviste che parlano di lui  è  parzialmente possibile ricavare  una  sua immagine veritiera. A differenza di tanti  Pierino non faceva mai pesare quanto fatto o quanto stava facendo tanto che con quel suo fare a volte “devoto“ era generoso, cordiale e dentro i suoi esercizi ti sapeva accogliere e ospitare alla pari di un famigliare.

La sua prima utenza telefonica a Bondone (numero 7 dato attraverso il posto pubblico di Condino) e nel 1986 in Valle di Daone già danno una dimensione del personaggio  tanto apprezzato e stimato non solo dai politici dell’epoca  (Mino Martinazzoli e Glicerio Vettori) ma anche dalla sua gente.

Poi con la 128 , sempre rigorosamente Fiat  famigliare  con  successiva  parentesi stagionale  tra il 1980 e il 1986  alle Sole  sopra Tione,  vennero poi  la creazione del Gruppo micologico  e rispettive mostre  in Val Daone  (anni 70) con l’allora sindaco Mattia Busetti. Una serie di  avvenimenti destinati a fare  testo e storia di quel bondonese originariamente un po’ anche carboner.