19
Sun, Apr

Festa dei volontari ambulanzieri di Storo per i 40 anni di attività e l'inaugurazione della nuova sede

Storo
Typography

 

Ieri a Storo una festa doppia per l'Associazione Servizio Volontari Ambulanza di Storo. Il sodalizio, guidato dal presidente Franco Berti, ha infatti celebrato i primi 40 anni di attività e, contestualmente, l'inaugurazione della nuova sede in via dei Veneziani, di fronte alle Caserme dei Vigili del fuoco volontari e dei Carabinieri.

 

STORO. A Storo l'associazione ambulanzieri volontari conta 40 anni, ben 120 operatori, 4 ambulanze e un'auto medica. Ieri - domenica 26 settembre - in concomitanza del tradizionale raduno alpini di San Maurizio, si è svolta una festa congiunta che nemmeno il maltempo è riuscito a condizionare: presente pure la banda a suonare.

Siamo onorati e compiaciuti di aver collegato la nostra rimpatriata alpina con gli amici ambulanzieri” hanno rimarcato sia il capogruppo Giacomolli che l'altro referente Ana Pierangelo Zontini che nel corso delle varie occasioni hanno dedicato un pensiero ai tanti amici che in tempi diversi se ne sono andati.

Poco dopo un momento all'interno del Palazzo di Vetro di Via dei Veneziani dedicato ai famigliari di Natale Poletti la cui recente scomparsa tra gli ambulanzieri è destinata a lasciare il segno.

 

 

Da queste parti si tiene in considerazione il significato del lavoro dei volontari. A tale proposito, riavvolgendo sequenze ed immagini quotidiane, il mattinale di quei volontari è comunque presto raccontato e conservato nei brogliacci di servizio. “Con i cinque mezzi a disposizione – ha fatto presente il suo numero uno Franco Berti - vengono effettuate in media annualmente mille uscite percorrendo attorno ai 70mila chilometri annui fra emergenze e viaggi programmati.”

Il sindaco di Storo Nicola Zontini, prima riconosce e ringrazia tutti coloro che dentro questa Associazione danno aiuto e collaborazione, poi si sofferma su alcuni riferimenti che caratterizzano quel volontariato: “L'associazione, 365 giorni su 365, 24 ore su 24, è operativa dove le emergenze sono purtroppo spesso quotidiane e a volte anche dolorose, se non drammatiche.”

Accanto a tale attività, uomini e donne in divisa rossa sono attivi nei trasporti programmati dei pazienti a visite specialistiche o da ospedale a ospedale. Grazie a una convenzione con la Casa di cura e riposo, poi, sulla prima ambulanza di emergenza presta servizio un infermiere formato per tali soccorsi . Nell'ultimo anno e mezzo caratterizzato dalla pandemia, i volontari hanno dato un forte supporto alla popolazione tanto che in tempi di Coronavirus si è arrivati ad effettuare in media cinque soccorsi giornalieri con punte anche di dieci.


Alla cerimonia di ieri, a rappresentare la Provincia, oltre al suo vice presidente Mario Tonina anche il consigliere darzese Alex Marini. Tonina nell'occasione ha sottolineato “come la nuova sede rappresenti un nuovo tassello nella storia dell'associazione ma anche dell'intero circondario dove il lavoro e la costante presenza dei volontari, con i più esperti a fianco dei giovani che ogni anno vengono formati con corsi ad hoc, va al di là del pur importantissimo aiuto concreto a chi ne ha bisogno”.

Ma non è tutto. “L'attività dell'Associazione - ha continuato Tonina - contribuisce a costruire quel senso di comunità che è il vero antidoto alle difficoltà e che consente alle persone di rimanere unite anche durante una crisi pesante, come quella provocata dal Covid-19, e di ripartire guardando con fiducia al futuro”. Una "casa", finanziata per circa 550.000 euro pari al 75% della spesa ammessa dalla Provincia autonoma, che diventa così punto di riferimento non solo di storesi ma dell'intero mandamento del Chiese, Valsabbia compresa.

Poi è stata la volta del consigliere provinciale Marini nonché del commissario di Bondone Carlo Bertini; ambedue per la circostanza hanno fatto riferimento ad esperienze vissute a seguito pandemia dove quegli stessi “angeli custodi” avevano prestato aiuto, soccorso e tanta carica umana .

A gestire l'aspetto religioso si sono adoperati l'arciprete don Andrea Fava e padre Giorgio Valentini. Quest'ultimo già nel corso dell'omelia mattutina aveva rilevato che “ il mondo del volontariato aiuta a rinnovare e preparare le nuove generazioni”.

Infine, per gratificare ulteriormente quella realtà di primo soccorso, un capolavoro in legno realizzato dall'artista locale Mario Brugnoni e messo a dimora a due passi dall'ingresso. Si tratta di due mani giganti, riprova della disponibilità d'aiuto e di conforto di coloro che vi lavorano dentro quella sede.