STORO. A Storo il mercato del sabato stenta a prendere piede tanto che gli stessi ambulanti hanno fatto richiesta ufficiale al Comune affinché le bancarelle abbiano ad essere dislocate – sempre di sabato – lungo via Mercato dove l'andirivieni si teneva cinque anni fa.
“Effettivamente – risponde il sindaco di allora Luca Turinelli – in quella circostanza si era optato per quella soluzione in virtù di una prospettiva legata a valorizzare e riqualificare la parte storica di Storo nel cui epicentro ci sono pur sempre ben tre esercizi (Dolce Peccato, da Gemma al Marenar e la locanda dei due Luciani all'imbocco della rampa che sale verso l'arcipretale) nonché ben due piazze”.
A non risentire la carenza del sabato sono di sicuro i fratelli Borghini - Adolfo & Lucia di Ledro - il cui banco su ruote esaurisce prima del suono del mezzogiorno la mercanzia rilevata alle 4 dello stesso giorno da papà capofila di famiglia sul mercato di Verona.
La prospettiva di tornare a margine dell'area commerciale tra farmacia Fusi e la gioielleria Moneghini non è casuale ma è da ricondurre agli stessi ambulanti che in maggioranza provengono dalla vicina Valsabbia. “Effettivamente la situazione sta in questi termini – ricalca l'attuale primo cittadino Nicola Zontini – cosicché in coabitazione con il Corpo di Polizia municipale si dovrà definire il da farsi considerato che uno dei portali risulta dislocato a due passi dalla statale di fronte al Bar Pergola”.
Trasloco e cambio di passo non riguardano però la bancarella del martedì la cui rosticceria mobile, da Fabrizio, continuerà a tenersi a Cà Rossa. Contrariamente a quanto avviene di sabato il marchigiano con casa nel Bleggio di martedì fa il tutto pieno tanto che gli utenti devono fare coda. “Se poi si va a cavallo di mezzogiorno – fa sapere una giovane donna – l'anticamera si fa dura da smaltire perché a quell'ora auto e gente arrivano quasi sempre ai margini della statale”.
Lo stesso Fabrizio considera “la piazza di Storo una buona opportunità di lavoro e di soddisfazione” anche se lui e le sue donne operano nell'arco della settimana pure su Pinzolo, Mori, Zambana e Tione.
