STORO. Negli anni 50, con Raffaele Radoani, Luciano Vaia e Carla Tarolli, Luigino Baratella lavorava alla tipografia riconducibile allo scaligero Mario Spagnollo a Condino.
Ieri, dopo un brevissimo malessere, Luigino Baratella se n'è andato per sempre all'ospedale di Tione. Aveva 85 anni e lascia la moglie Mariarosa e i figli Edoardo (allenatore in seconda del Calciochiese) e Mariapia . Oggi giovedì 24 dicembre alle 14.30 a Storo la funzione funebre.

Dentro quella tipografia adiacente il cinema – teatro Silvio Pellico, Luigino sapeva utilizzare la composizione a piombo e nel contempo fare girare le prime macchine unte d'inchiostro: in quegli anni dalla stamperia usciva pure il periodico “ Echi d'Amore”, edito dall'arciprete don Modesto Lunelli che affiancato da Luigi Bodio componevano i quattro fogli (letti riletti e poi conservati) che finivano casa per casa.
Luigino Baratella era uno dei primi tipografi sfornati all'Istituto Artigianelli di Trento e la tratta Storo - Condino per lavoro l'aveva in quegli anni ripetuta quattro volte al giorno (inverno compreso) ma rigorosamente sempre su una bicicletta Atala acquistata dal rivenditore Italo Radoani.
Poi Luigino, spinto dallo zio acquisito di Nozza, aveva cambiato mestiere ed era approdato da lui (Nino Bertelli) a Cà Rossa dove istallava lungo tutta la valle camere, salotti e le prime radiole Augusta, dotate di giradischi .
Luigino, gemello di Aristide, da giovanissimo aveva anche lavorato come mobiliere da Demetrio Zontini e per ultimo (1965) voluto dai Serafin viene assunto alle Cartiere Trentine dove con Aldo Tomedi era tra i responsabili di magazzino. “Luigino – aggiunge Donato Candioli presidente del circolo pensionati Dei Voi – vent'anni fa era stato tra i fondatori e primo segretario di questa fondazione con Emy Moneghini e Mario Tonini.”
