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Sat, Jun

La sospensione dell'attività all'Acquaclub di Condino condiziona allenamenti e pratica sportiva. Ne parla il sindaco di Borgo Chiese Giorgio Butterini

Borgo Chiese
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BORGO CHIESE . Da tempo a Condino la struttura Acquaclub, causa coronavirus, non è praticabile. A risentirne in modo maggiore sono principalmodo coloro che praticano l'attività a livello di sodalizio, in tal caso la società Chiese Nuoto. I portacolori, una settantina, per allenarsi sono costretti a traslocare a Spiazzo Rendena.

Nel pieno rispetto delle disposizioni – dicono da Storo - noi siamo in ogni caso costretti a traslocare oltre Tione dove gli allenamenti sono consentiti”.

 

La forzata chiusura di Aquaclub, la cui struttura è dislocata alla ex Giacinto Rivadossi di Condino, rammarica molto l’amministrazione comunale e, in particolare, lo stesso sindaco Giorgio Butterini: nei precedenti mandati ha dedicato non poche energie alla realizzazione del centro il cui impianto costituisce tuttora uno degli elementi a cui il suo stesso comune voglia dedicare molte attenzioni, onde favorirne la crescita.

Ebbene - dice Butterini - spiace molto anche per gli stessi atleti che vi si allenavano regolarmente e comprendo il disagio di doversi recare in altre vallate”.

 

Ciò premesso, la decisione sembra sia stata dettata dall’applicazione dei decreti ministeriali, ma anche da un’inevitabile ponderazione economica dei costi di gestione. L’apertura, anche per la sola attività sportiva, avrebbe generato un aggravio molto difficile da sostenere per il comune. Ma su questo il sindaco Butterini aggiunge: “ A titolo esemplificativo, ritengo opportuno evidenziare che solo pochi giorni fa il Consiglio comunale ha dovuto adottare una variazione di bilancio diretta a integrare la somma destinata a coprire le spese di conduzione dell’infrastruttura per il 2020: nonostante le prolungate chiusure, Aquaclub ha fatto registrare un maggiore costo solo per la nostra municipalità di ben 25.000 euro rispetto a quanto inizialmente stanziato. Alla luce anche di valutazioni meramente economiche e vista la contestuale inattività di tutti gli altri impianti sportivi di proprietà comunale, abbiamo necessariamente dovuto precludere la possibilità di utilizzo”.

 

La conclusione del primo cittadino, che segue costantemente la questione, sembra far bene sperare. “Il disagio in questa fase delicata purtroppo interessa tutte le discipline e non solo il nuoto. Naturalmente, non appena le condizioni lo permetteranno, saremo estremamente felici di poterl riaprire e rimettere la struttura a disposizione dei tanti convalligiani e valsabbini che erano soliti farne uso ”.