CASTEL CONDINO. Alla quarta domenica d’agosto, al 28 del mese, la comunità di Castel Condino torna a ricompattarsi in occasione della tradizionale messa alla chiesetta dei Morti. Alla cappella votiva qualcuno ci arriva con la camionetta dei vigili del fuoco, mentre altri, con meno anni sulle spalle, dopo una camminata di circa mezzora.
“Sono oltre 175 anni che in concomitanza di tale concentrazione castellani e non intendono ricordare i quaranta appestati vittime del terribile morbo della peste di manzoniana memoria. Gente onesta e laboriosa emigrata a Venezia in cerca di lavoro che, una volta colpita dal male, dovette far rientro al paese di origine e qui attendere in isolamento l’inevitabile epilogo” è quanto rievoca il sindaco Stefano Bagozzi.

Nel corso della funzione la banda San Giorgio eseguirà inni e canti mentre al reverendo arciprete don Luigi Mezzi tocca celebrare e pronunciare l’omelia. Rino Beniamino Bagozzi: “Stelle di Natale in pieno inverno sbocciarono in quel luogo dove erano stati sepolti gli appestati tant’è che nel 1836 i castellani edificarono un piccolo santuario in loro ricordo, poi a sua volta intitolato alla Madonna delle Grazie”.
