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Tue, Apr

Gestione sostenibile delle acque del fiume Chiese e lago d'Idro. Marini (M5S): "La PAT rifiuta la nostra proposta"

Valle del Chiese
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VALLE DEL CHIESE. Parla Alex Marini (M5S) : "La PAT rifiuta di metterne in campo un modello per la gestione sostenibile delle acque del fiume Chiese e del lago d'Idro"

 

Il M5S ha proposto di costruire un modello di gestione del fiume Chiese lungo l'intero corpo idrico che ne garantisse la tutela e lo sviluppo in chiave sia idraulica che ecologica. La politica trentina, cui evidentemente interessa solo spartirsi i proventi dello sfruttamento estensivo delle acque, ci ha detto no.

L'ordine del giorno che avevamo presentato era stato costruito facendo riferimento alle migliori eccellenze tecnico/scientifiche nel campo dell'idraulica e dello sviluppo ambientale. L'idea era di mettere a sistema le iniziative istituzionali e gli input positivi provenienti dal mondo della ricerca e dell'associazionismo per costruire un modello di gestione delle acque all'avanguardia in Italia e in Europa che contemperasse al meglio sia gli aspetti ambientali che quelli economici. Evidentemente troppo, per chi vede nella risorsa idrica solo un bene da sfruttare fino a esaurimento senza curarsi in alcun modo delle conseguenze della propria cupidigia e che ama agire nell'ombra senza dover rispondere alla società civile e ai cittadini.

 

La proposta elaborata a partire da degli impegni approvati recentemente dal Consiglio regionale lombardo e dal Consiglio provinciale di Trento era costituita da tre punti programmatici: (1) valutare la fattibilità della proposta progettuale sperimentale MoCh "Modello di gestione del fiume Chiese in chiave idraulica ed ecologica"; (2) ad adottare i provvedimenti di competenza al fine di includere la Rete di Riserve Valle del Chiese nelle procedure per la definizione delle iniziative per l'attuazione dell'ordine del giorno "Monitoraggio del fiume Chiese e del lago d'Idro" ai fini dell'elaborazione di un modello di sfruttamento idroelettrico sostenibile replicabile in altri bacini fluviali del Trentino" approvato dal Consiglio provinciale di Trento nel luglio 2020; (3) a verificare la disponibilità della Regione Lombardia a promuovere un'iniziativa interregionale di concerto con la Provincia autonoma di Trento e l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale per l'attuazione rispettivamente dell'ordine del giorno trentino e dell'ordine del giorno concernente "la sottoscrizione di un Contratto di Fiume per il fiume Chiese" approvato dal Consiglio della Regione Lombardia nel dicembre del 2018.

Pur consapevole che a questa maggioranza lo sviluppo e la tutela delle Giudicarie e delle periferie in generale interessano poco e che interessa ancor di meno una reale ed effettiva salvaguardia ambientale, mi sono sentito in dovere di elaborare una proposta che riassumesse lo stato dell'arte sulle iniziative in corso promosse dalla società civile e dal Movimento 5 Stelle per dimostrare che una soluzione per una gestione sostenibile della risorsa idrica esiste, quello che manca è la volontà politica di realizzarla.