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Wed, Apr

Don Ivan Maffeis di Pinzolo nominato dal Papa vescovo di Perugia-Città delle Pieve

Pinzolo
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Vescovo Lauro: “Gioia per la Chiesa di Trento”. Don Ivan: ”Avverto la sproporzione tra quello che sono e la responsabilità che mi è affidata”.

 

Foto: Gianni Zotta

 

Prete giornalista (già direttore di Vita Trentina), per dieci anni in Cei alle Comunicazioni Sociali, sottosegretario e portavoce dei vescovi. Nel 2020 il ritorno in Trentino, parroco a Rovereto. Ora la chiamata in Umbria, dove operò anche il trentino monsignor Nicolini, vescovo di Assisi per quasi 50 anni.

Il sacerdote trentino don Ivan Maffeis, 58 anni, nativo di Pinzolo e attuale parroco a Rovereto San Marco è il nuovo arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve. Lo ha nominato papa Francesco. L’annuncio, contestualmente alla pubblicazione sul Bollettino della Sala Stampa Vaticana, è stato dato a mezzogiorno di oggi, sabato 16 luglio, in contemporanea a Trento, al Centro Bernardo Clesio, dall’arcivescovo Lauro Tisi a Perugia, in cattedrale, dal vescovo e amministratore diocesano mons. Marco Salvi alla presenza dell’arcivescovo emerito, il cardinale Gualtiero Bassetti, fino a poche settimane fa Presidente della Cei e del quale don Ivan è stato nell’ultimo decennio uno dei più stretti collaboratori.

È un giorno di grande gioia per tutta la Chiesa di Trento e mia personale. Con don Ivan, oltre alle comuni origini nell’amata Val Rendena, ci lega, fin dai tempi della scuola media, amicizia e familiarità” ha detto l’arcivescovo Lauro, commentando a caldo la comunicazione del nunzio apostolico in Italia monsignor Emil Paul Tscherrig, letta in sala dal cancelliere vescovile don Alessandro Aste, alla presenza del vescovo nominato Ivan, davanti ai vertici della curia diocesana e agli operatori dei media, convocati poco prima dell’annuncio.

La scelta di papa Francesco – ha proseguito don Lauro – trova in don Ivan un uomo animato da profonda passione per l’annuncio del Vangelo, per le persone e le relazioni, dimensioni vissute sempre con grande generosità. Tornato in Trentino dopo gli anni di impegno romani, don Ivan si è messo a disposizione della nostra Chiesa convinto che qui avrebbe continuato ad esercitare il suo ministero. Ma i piani del Signore non sono i nostri. Ora don Ivan entra a far parte di quella Conferenza Episcopale che ha servito per molti anni con intelligenza, saggezza e creatività, doti che metterà a frutto nel futuro ministero episcopale.

È bello che un figlio della nostra Chiesa vada ad arricchire la Chiesa di Perugia-Città della Pieve in Umbria. Una terra nella quale operò un grande vescovo trentino, il benedettino monsignor Giuseppe Placido Nicolini, vescovo di Assisi per quasi cinquant’anni (1928-1973)”.

Insieme a don Ivan – ha aggiunto monsignor Tisi – abbiamo concordato che la dimensione affettiva deve lasciare il passo allo spirito ecclesiale. Per questo, siamo entrambi convinti che il luogo ideale della sua ordinazione debba essere la Chiesa di Perugia, che attende di abbracciarlo come nuovo vescovo”.

Caro don Ivan – ha concluso l’Arcivescovo di Trento –, anziché darti consigli per il tuo nuovo ministero, ti affido, nella comunione dei Santi, alla testimonianza di fede e alla preghiera che sicuramente è già iniziata per te da parte della tua cara mamma Licia, del papà Santo e del fratello Marco. Significativamente la nomina avviene nel giorno in cui la Chiesa ricorda Maria Vergine del Carmelo, chiediamo di avere come unico riferimento Gesù Cristo. Buon viaggio, caro Ivan”.

Alle parole dell’arcivescovo Lauro è seguito il breve saluto del vescovo nominato Ivan: “Grazie all’Arcivescovo per la generosità delle sue parole, ai membri della curia che mi hanno supportato in questi anni, ai colleghi della comunicazione. Vi sono grato dell’accoglienza, della cordialità e della fiducia che va ben al di là di quello che io sono. Sarei rimasto volentieri in questa terra in cui sono tornato in maniera convinta. Ho trovato un Trentino diverso da quello che avevo lasciato e sono stato contento di sentirmi parte attiva di questa Chiesa, accanto agli altri preti e cercando di camminare con la gente in questo tempo non facile, a cominciare dalla pandemia e dalle preoccupazioni che attraversano tutti.

Questa nomina arriva e cambia, come diceva l’Arcivescovo, le attese, i progetti: non più tardi di ieri sera ho concluso il Grest… Ora avverto la sproporzione tra quello che sono e la responsabilità che mi è affidata. Confido sulla vostra amicizia, fraternità e preghiera”.

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Don Ivan Maffeis: note biografiche

Nato a Pinzolo il 18 novembre 1963, Ivan Maffeis viene ordinato prete il 26 giugno 1988. Dopo due anni di cappellano a Mori, è studente a Roma dove ottiene il dottorato in Scienze delle Comunicazioni Sociali alla Pontificia Università Salesiana.
Parroco a Ravina-Romagnano dal 1994 al 2000, don Maffeis, giornalista e autore dalla penna felice, dirige per dieci anni (2000-2009) il settimanale Vita Trentina, Radio Trentino inBlu e l’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi trentina.

Per sei anni è anche Segretario nazionale della Fisc, la Federazione dei settimanali diocesani. Nel biennio 2000-2002 ricopre anche il ruolo di assistente diocesano di Azione Cattolica.
Nel 2009 viene richiamato a Roma con l’incarico di vicedirettore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della Cei che passa poi a dirigere nel maggio 2015.

A ottobre dello stesso anno diviene anche sottosegretario della Cei, stretto collaboratore dei segretari generali, prima il vescovo Nunzio Galantino e quindi il vescovo Stefano Russo e dei cardinali presidenti Angelo Bagnasco e, da ultimo, Gualtiero Bassetti.

Nel settembre 2019 lascia la direzione dell’Ufficio Comunicazioni per dedicarsi a tempo pieno al delicato ruolo di sottosegretario e portavoce dei vescovi.

Negli anni di impegno a Roma don Maffeis ha mantenuto un legame con la sua Diocesi di origine: nel fine settimana saliva a Sant’Antonio di Mavignola, in val Rendena, per presiedere le S. Messe e condividere un cammino comunitario.
Intensa la sua attività di docente in comunicazioni sociali, prima presso lo Studio Teologico Accademico Tridentino e negli anni romani all’Università Salesiana e alla Lateranense. Don Ivan è stato anche consultore del Dicastero per la comunicazione.

Nel 2020 il ritorno in Trentino, a Rovereto come parroco di San Marco e S. Famiglia (con Trambileno, Vanza, Noriglio e Terragnolo). Una permanenza di meno di due anni, prima della chiamata di papa Francesco.

Dopo don Lauro Tisi nel 2016, la Val Rendena dona alla Chiesa italiana un secondo vescovo a distanza di pochi anni.
Con monsignor Maffeis salgono a otto i vescovi di origine trentina attualmente in vita.

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Del clero diocesano:
monsignor Lauro Tisi, arcivescovo di Trento;
monsignor Luigi Bressan, arcivescovo emerito di Trento;

monsignor Guido Zendron, vescovo di Paulo Afonso in Brasile;
monsignor Mariano Manzana, vescovo di Mossorò in Brasile.
Appartenenti a ordini religiosi:
monsignor Giancarlo Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Bojano, stimmatino;
monsignor Giuseppe Filippi, vescovo di Kotido (Uganda), comboniano;
monsignor Adriano Tomasi, vescovo ausiliare emerito di Lima (Perù), francescano.