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Presepi a Pimunt, domani l'inaugurazione con il coro di montagna “Fiaschi”

Pinzolo
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Nel 2015, il giornalista e scrittore Alberto Folgheraiter l’aveva inserito tra le pagine dei “Villaggi dai rami di rovo”, un libro-ricerca attraverso piccoli paesi sparsi qua e là in Trentino e protagonisti, dopo anni di abbandono, di un ritorno di abitanti. Ci riferiamo a “Pimont”, quel gruppo di antiche “ca’ da mont” appoggiato alle pendici della Val Nambrone, tra Carisolo e Mavignola, parliamo di un ritorno e, soprattutto, raccontiamo di persone: Andrea Binelli, un ragazzo che cinque anni fa vi si è trasferito da solo e oggi ci vive con la compagna Elisa Righi. Un luogo speciale, “Pimunt”, così vicino e così lontano dalla quotidianità della Val Rendena e dai suoi ritmi che seguono la cadenza delle stagioni turistiche.

Abile artigiano che sa fare di tutto, Andrea Binelli ha visto, in quel paesino costruito “ai piedi del monte”, l’immagine del presepe e da quattro anni, durante le festività natalizie, lo trasforma per davvero in un presepe attraverso l’iniziativa “Presepi a Pimunt”. E così, tra dicembre e gennaio, il paesello s’accende di luce, viene vestito di una calda atmosfera e pullula di gente. La strada che lo raggiunge diventa ben visibile nella notte delle giornate brevi e negli angoli più caratteristici e suggestivi vengono collocati numerosi presepi diversi l’uno dall’altro: tradizionali e moderni, grandi e piccoli, originali e classici. “Siamo i primi residenti a “Pimunt” dopo tanto tempo – racconta Andrea – e questo posto, appena ci sono arrivato, mi ha fatto ricordare l’immagine del presepe. L’idea di organizzarci un percorso con le natività è nata con un amico, siamo partiti da zero e il primo anno l’abbiamo messa insieme in quindici giorni. Molti dei primi collaboratori si sono poi tirati indietro, ma l’idea piace e vedere le persone che arrivano andare via contente è la più grande soddisfazione che si possa ricevere”. Sostengono l’iniziativa il Comune di Pinzolo e l’Azienda per il Turismo, ma il lavoro di Andrea è tanto e unico. È iniziato mesi fa e con il passare del tempo si è arricchito di dettagli. Ha realizzato le nuove casette con i larici caduti durante la tempesta “Vaia” e ha curato tutta la parte elettrica. In questa edizione, inoltre, si troverà un racconto distribuito in alcuni punti che illustra per ogni abitazione una curiosità e un pezzo di storia. Il tuo desiderio per il futuro? “Portare avanti l’iniziativa nel tempo, per noi e anche per il nostro territorio”, risponde Binelli. Tre presepi sono realizzati da Andrea ed Elisa e dalle rispettive famiglie, altri sono portati da gente del posto, dei paesi della Val Rendena e di Madonna di Campiglio. Ci sono presepi meccanici, di pannocchie e di materiali naturali. C’è anche il presepe in legno dello scultore Ferrucio Bonapace e quello in ferro dell’elettricista Fausto Bonapace. “Presepi a Pimunt” sarà inaugurato venerdì 20 dicembre alle ore 17.30 e sarà visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 19 fino al 6 gennaio 2020. L’inaugurazione sarà allietata dalla presenza del coro di montagna “Fiaschi” e il 26 dicembre si terrà anche la Santa Messa alle 17.00.