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Thu, Aug

Pineta di Pinzolo, violata un'area strategica per il turismo locale, depauperato un patrimonio collettivo

Pinzolo
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Che fosse necessario un intervento in Pineta è sacrosanto. Alcune piante marce, alcune malate, zero ricrescita. Pertanto un intervento era auspicabile nonché indispensabile.

Ogni anno, soprattutto nel periodo invernale, specialmente in seguito a nevicate abbondanti o particolarmente bagnate, qualche pianta si sradica o si spezza. È così da 40 anni. E non vi è ricrescita naturale. Si aggiunga che nessuna amministrazione ha mai provveduto a sostituire le piante cadute con nuove. Da qui la necessità di prendere in mano la situazione.

Così l’amministrazione comunale di Pinzolo con il Servizio Foreste della Pat ha deciso di realizzare un nuovo progetto che ha previsto di radere al suolo oltre 130 piante, per la maggior parte di abete rosso, in  prevalenza sane e di ridisegnare l'area.

 

 

Per metter mano in questo modo pesante all’area si è sventolata la bandiera della sicurezza quando il problema sicurezza in realtà non c'è mai stato. Anche perché non si è mai visto qualcuno andare in Pineta con la tempesta. Uniche condizioni in cui si sono verificati schianti negli ultimi 50 anni. (Tra l’altro con l’intervento realizzato è tutto da verificare se la sicurezza sia aumentata o diminuita. I larici spennacchiati rimasti, alti ed esili, cresciuti insieme agli abeti e con i quali avevano trovato un equilibrio, lasciati soli resisteranno alle gelate e al vento o si spezzeranno?).

Nell’intervento in fase di realizzazione sembra che inspiegabilmente non si sia tenuto conto del tempo transitorio tra il massiccio taglio di piante e la piantumazione di alcune aree. Quanto tempo occorrerà perché le piante che verranno reinserite riescano a sostituire quelle tagliate e a garantire la frescura ambita da chi frequentava la Pineta? Inoltre, era proprio necessario ricavare nell’area una «vasta superficie prativa modellata dedicata al gioco libero» come descritto nel progetto che sembra scimmiottare l'idea di un qualsivoglia parco cittadino?.  Forse chi ha realizzato il progetto non ha capito la funzione del Parco Pineta né le sue peculiarità e l'ha trattata come una semplice area verde. 

In ogni caso, se chi è intervenuto oggi non è riuscito a fare distinzione tra piante sane e piante malate forse sarebbe stato meglio che avesse lasciato tutto com'era. In una settimana di lavori si è distrutto un patrimonio che rivestiva un'importanza strategica per il turismo locale. La Pineta era un unicum, un luogo dove natura faceva rima con frescura, relax e benessere. Un’oasi per famiglie e anziani che dava la sensazione a chi la frequentava di trovarsi in un posto magico dove l'intervento dell'uomo e la natura avevano trovato un piacevole accordo paritario.

Stupisce che l’assessorato al turismo abbia avvallato una scelta tanto scellerata e che l’Apt Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena non abbia preso posizione in merito. Questa non è una scelta solo per tecnici forestali, ma è una scelta strategica che ha ricadute sull’offerta turistica del paese. Nonché una scelta che intacca, svilisce, depaupera il patrimonio collettivo di una comunità. Il progetto tecnico è stato realizzato dal dott. Andrea Carbonari del Servizio Foreste della Pat, ma sarebbe interessante capire se è stato fatto uno studio di impatto sull'area turistica e analizzato le conseguenze dell'intervento. 

Infine un cenno su quello che viene definito un progetto di "riqualificazione". Riqualificare un'area splendida e pregiata come quella della Pineta era sicuramente tanto difficile quanto ambizioso. Molto più semplice è riqualificare un'area distrutta e deturpata. Partendo dalle condizioni di oggi della Pineta riqualificarla e ridisegnarla diventerà facilissimo.