Sono stati i “Singagn da Dars” a vincere il Gran Carnevale estivo di Storo. Una versione alternativa, quella dello scorso sabato 4 giugno, per tornare a festeggiare il tradizionale evento in Valle del Chiese.
STORO. Niente carri a Storo, ma gruppi mascherati: erano otto a ballare e recitare ma a vincere è stato quello di Darzo, per la primissima volta al carnevale come comunità unita. A rendere possibile il tutto, sicuramente la Pro Loco di paese e lo spirito dei partecipanti.
Quasi un centinaio di zingari darzesi – e di tutte le età!! - sono andati a piedi dai co' quadri storesi trainando un vecchio carretto lungo il tragitto. La chiave vincente? Un'antica leggenda e storiche rivalità, ma soprattutto tanta tanta ironia!

“La storia è ironica – racconta ridendo uno spettatore del posto – e si rifà a una leggenda del Medioevo sulla rivalità tra i due paesi. Narra di quelle teste quadrate di Storo che sarebbero andate con un cannone in legno sopra San Lorenzo. L'obiettivo era quello di sparare al campanile di Darzo, dove, come zingari, abitavano i darzesi, gente proveniente da tutto il circondario.”
Tradizione vuole che prima di lanciare il colpo, il cannone sia esploso a discapito degli stessi storesi. “Che sa a Dars!” - è il ritornello che si usa dire oggi tra le due frazioni: si riferisce ironicamente a quei pochi di Storo sopravvissuti all'esplosione che, vedendo il disastro capitato loro, si sarebbero chiesti cosa potesse esser successo a Darzo.
“Nella scenetta di sabato è stato quindi aggiunto il racconto di un secondo tentativo da parte di Storo, convinti e persistenti, che è fallito rovinosamente.
I due capivillaggio, Darsus e Settaurus, si sono infine incontrati per trovare una conciliazione. Ma perché il cannone non ha funzionato? Dai resti a terra la risposta: quei co' quadri di Storo hanno ben pensato di usare una palla quadrata anziché tonda!”


