STORO. Francesco Malcotti era considerato un pioniere in ambito imprenditoriale tanto che l’azienda di famiglia, la Poncial, negli anni si è via via ritagliata spazi e mercati. Ieri il capofila, che aveva 85 anni, è stato salutato per l’ultima volta dalla sua gente in occasione della funzione funebre concelebrata da ben otto sacerdoti tra cui anche don Costantino figlio di Francesco.

Sul presbiterio oltre agli arcipreti delle unità Pastorali Madonna dell’Aiuto, Madonna delle Grazie e Sacra Famiglia, don Andrea Fava e don Luigi Mezzi, anche il vicario episcopale don Ferruccio Furlan, don Cristian Bettega, don Nicola Belli arciprete di Mori, don Stefano Zeni, oltre al concittadino don Antonio Sebastiani e don Beppino Caldera che nella Pieve è il secondo di don Mezzi. Pure diversi rappresentanti istituzionali tra cui il vice presidente della Provincia Mario Tonina.
La corale parrocchiale intona da subito Eccomi e poi Vieni tra Noi. All’omelia don Costantino, missionario in Ciad, parla a braccio dicendo a famigliari e concittadini senza tanti giri di parole che di fronte alla morte bisogna rassegnarsi. Consegnando a Dio proprio il papà, don Costantino gli riconosce meriti umani, famigliari e lavorativi, lo ringrazia soprattutto per quello che ha fatto e donato.
Appena sotto la balaustra c’è la moglie Annunziata e gli altri due figli Adriano e Gisella. Quest’ultima a suo tempo staccatasi dal gruppo imprenditoriale vive a Fisto di Spiazzo. Le sorti aziendali, ora nelle mani di Adriano, si sono specializzate e cresciute tanto che il numero delle maestranze è ora lievitato a quaranta unità.
La ditta Poncial – stando ai vari profili informatici - risulta essere nata nel 1962 e negli anni successivi è cresciuta e si è specializzata tanto da conquistarsi una posizione leader in ambito di stampaggio a caldo da più di 30 anni. Inizialmente era nata sotto casa e solo più tardi ha traslocato in zona produttiva. In questo cammino quel pioniere di Ceschino aveva saputo stare al passo con i tempi anche dal fatto che in gioventù dopo un percorso scolastico agli Artigianelli si era “forgiato” prima in OM a Brescia e poi in Sapes.
Tutta la comunità si stringe al dolore di questa perdita. L'ultimo saluto si chiude con le incombenze di B2 verso Trento per la cremazione.
