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Sun, Jan

La Fusina di Rio Caino a Cimego: al vertice c'è ora Katia Gnosini

Borgo Chiese
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CIMEGO. Katia Gnosini è la nuova presidente della fondazione la Fusina di Cimego, una realtà che conta una rappresentanza di associati nella misura di quasi un componente per famiglia.

La bancaria e mamma succede a Dario Festi che aveva ricoperto l'incarico per un mandato ed è tuttora nel direttivo come riferimento di lunga data. Festi inoltre era stato un tempo anche più volte sindaco dello stesso paese; prima di lui, a presiedere la Fusina, era stato l'insegnante e storico di paese Primo Antonini.

 

Dopo un periodo sabatico - rimarca Festi - l'intendimento è e rimane quello di ripristinare l'attività e nel contempo portare avanti gli obiettivi originari di coloro che avevano ispirato e gestito La Fusina ancora a partire dagli anni 90”.

 

La signora Gnosini avrà come sua vice Illaria Antonini, segretaria Carla Girardini e responsabile di tesoreria Antonia Marascalchi.

 

La Fusina, dislocata lungo il corso del Rio Caino a ridosso del versante sinistro del fiume Chiese, rappresentava già ai tempi della sua creazione (anni 90) un autentico fiore all'occhiello per i cimighesi: dalla primavera all'autunno intere comitive, provenienti pure da fuori Provincia, si accordano per raggiungere quell'area in quota, onde poi addentrarsi e scattare una infinità di immagini.

Ancora Festi: “Ad intuire e salvaguardare quella storica realtà erano stati alcuni nostri concittadini tra cui il compianto Carlo Girardini che da subito avevano intravisto il dafarsi. Loro avevano avuto l'intuizione di crearla mediante la ricostruzione di fucina e mulino al cui interno vi sono pure laboratori di sperimentazione didattica”.

 

Negli anni successivi tra quelle mura sono state restaurate, oltre alla calchèra per la produzione della calce, la carbonaia per la produzione di carbone mediante l'uso di legna, un ròccolo per l’uccellagione e la vecchia malga Caino.

Il percorso del Sentiero, non difficile da raggiungere e percorrere, offre al visitatore un panorama complesso dell’utilizzo tradizionale del territorio.