IDRO. Le decisioni prese dall’Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo) per abbeverare le coltivazioni della pianura padana in questo periodo di grande calura si sono abbattute duramente sul delicato ecosistema del Lago d’Idro. Aipo ha deciso di dare il via libera all’abbassamento del livello del lago sotto ai limiti previsti (367,20 mslm) e questo ha causato gravi danni, non solo al turismo e all’economia locale ma anche alla vita delle specie animali e vegetali che animavano il biotopo del Lago d’Idro. Come è possibile osservare dalle fotografie che abbiamo scattato in loco, il biotopo ritrovatosi improvvisamente senz’acqua, da oasi naturale e riparo per pesci e volatili rari, si è tramutato in una distesa semi desertica, con gran moria delle specie prive dei mezzi per mettersi in salvo.

Avendo monitorato la situazione e preso atto di come le promesse sul mantenimento dei livelli siano state disattese, il M5S ha investito della questione il Consiglio provinciale di Trento. Non sembra che infatti la Provincia di Trento si sia in alcun modo impegnata per tutelare questa sua preziosissima oasi naturale, lasciandola prosciugare con effetti che potrebbero rivelarsi deleteri sul medio-lungo periodo e pregiudicarne l’esistenza stessa, con l’aggravante che il biotopo dell’Eridio è pure sito di interesse comunitario.
C’erano tutte le possibilità da parte della Provincia di far sentire la propria voce e il proprio peso politico/istituzionale con Aipo al fine di tutelare l’oasi naturale del Lago d’Idro. A tutt’apparenza si è invece deciso di fare orecchie da mercante, lasciandola desertificare, a riprova, se mai ce ne fosse stato bisogno, della scarsissima sensibilità che chi ci governa mostra per i beni naturali, quando non sono facilmente trasformabili in profitti, possibilmente privati. (QUI per l'interrogazione integrale)
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Alex Marini (M5S)
