SELLA GIUDUCARIE. Da Ponte Caffaro a Sella Giudicarie il concittadino Sandro Bazzoli è rimasto il solo ad espletare il mestiere di calzolaio. Aveva intrapreso quell'arte dal compianto papà Pompiglio, deceduto quando il figlio aveva solo 14 anni.
“Dopo la sua morte ero talmente provato da interrompere l’attività, l'ho ripresa solo più tardi. Nel frattempo avevo lavorato in edilizia per poi tornare a cucire, rifare tacchi e suole. Al momento il lavoro maggiore riguarda il rifacimento di scarpe pesanti ma anche tacchi da donna” è quanto afferma Bazzoli che adatta e ripristina protesi in cuoio e pelle all’interno di quella bottega con volti a botte, dove un'infinità di arnesi oltre ad una cucitrice occupano un’intera parete.

Anni fa in valle i calzolai operativi erano una quindicina, poi con il passare del tempo sono quasi tutti deceduti. Facendo mente locale gli artisti della scarpa erano allora Lorenzo Tonini, Fedele Zocchi nonché i coniugi Erminio Poletti e Maria Zanetti a Storo, mentre a Condino oltre a Pietro Quarta c'era la famiglia Angelo, Remo e Franco Togni. Il nonno di quest’ultimi, Frumenzio, oltre a fare mulinelle faceva anche sgalbare e zoccoli doverosamente in legno. Sempre a Condino in via Pesce si ricorda inoltre un certo Gioia che non solo aggiustava scarpe ma era il calzolaio preferito dai frati Cappuccini: non a caso dentro lo stesso convento il popolare Gioia aveva un angolo dove aggiustava e faceva sandali che poi ricopriva sopra la suola utilizzando copertoni da camion per non scivolare.
Per facilitare le esigenze dei valligiani, Sandro Bazzoli ha oggi allestito più recapiti dove ogni lunedì passa per raccogliere e riportare il materiale. A Ponte Caffaro i punti raccolta sono due, da Lucia e Maria Beltramolli, poi da Amedea a Lodrone, Rosalba a Storo e a Condino da Betty Butterini.
