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Fri, Sep

M49: occasione di Responsabilità e di Rispetto. La lettera aperta di Romano Masè dirigente generale del Comandante del Corpo Forestale provinciale

Val Rendena
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Quanto è accaduto nella giornata di ieri, con la fuga di M49 dal recinto del Casteller, rappresenta, al di là di tutte le possibili argomentazioni tecniche, un fatto rilevante che, ancora una volta, crea l’occasione per gettare discredito nei confronti della Provincia Autonoma di Trento e della Struttura che mi onoro di dirigere.


Fa davvero male vedere il Trentino, l'Amministrazione per la quale ho lavorato per più di 30 anni e il gruppo di lavoro con il quale ho condiviso una lunga esperienza professionale tacciati di essere, da un lato, “assassini degli orsi” e, dall’altro, di inerzia, di incompetenza, di impreparazione e di superficialità.


Di fronte a questo, può consolare solo parzialmente il fatto che gli esperti internazionali nella gestione dei grandi carnivori (mi riferisco, ad esempio, al Bear Specialist Group della IUNC Species Survival Commission), ai quali facciamo riferimento a supporto delle nostre principali scelte operative, abbiano sempre riconosciuto e continuino a riconoscere la qualità, la competenza e la professionalità nella gestione di un progetto unico a livello europeo e tra quelli più ambiziosi e di successo a livello internazionale.


In tutti questi anni ho condiviso l'impegno, la passione, la dedizione e l'attaccamento messi in campo, giorno e notte, dagli operatori dell’Organizzazione forestale e del Corpo Forestale. Ho condiviso le loro preoccupazioni ed il loro sforzo nel perseguire l'interesse pubblico generale e, nello specifico, l'interesse della nostra Terra, per trovare un giusto punto di equilibrio e di convivenza con una specie importante come l'orso bruno.

Non è stato facile, ma tutti i progetti importanti non sono facili e comportano rilevanti implicazioni in termini di rischi e di responsabilità.


Da queste responsabilità non sono e non siamo mai fuggiti, supportando ed accompagnando, nell'ambito del nostro ruolo tecnico, gli assessori ed i presidenti che si sono succeduti nel tempo nell'assunzione di decisioni non certo facili e, quindi, facendoci carico di darne attuazione, in scienza e coscienza, andando oltre le opinioni, i sentimenti ed i convincimenti personali, facendoci accompagnare e supportare da chi - o perché riveste un ruolo tecnico scientifico istituzionale o perché ha maturato una effettiva esperienza di campo - poteva aiutarci ad individuare le soluzioni più efficaci e di garanzia.


Ora, a fronte di quanto si è verificato nella notte scorsa con la nuova fuga di M49 - esemplare che si è dimostrato capace di una grande vitalità nella ricerca spasmodica di conservare il suo stato di libertà - pur consapevole del fatto che la struttura tecnica che rientra nell'ambito delle mie competenze ha messo in campo, con impegno e competenza, ogni azione che poteva essere considerata ragionevolmente necessaria, a fronte anche delle esperienze fin qui messe in campo a livello internazionale, ritengo doverosa da parte mia, anche a loro tutela, un'assunzione di responsabilità, connessa al mio ruolo.


Per questo, già nella giornata di ieri ho predisposto una nota che ho consegnato nella prima mattina della giornata odierna al Presidente della Provincia e con la quale ho rimesso nelle Sue mani il mio incarico di dirigente generale del Dipartimento Agricoltura Foreste Difesa del Suolo e di Comandante del Corpo Forestale provinciale.


Lo ritengo, lo ripeto, non un’assunzione di colpe che, in tutta onestà, non intravedo, bensì un segno di responsabilità e di attaccamento alla mia Terra e all'Amministrazione che ho avuto l'onore di servire in tanti anni di professione.


Lo faccio, in modo particolare, per i miei Uomini, per la mia Squadra, per la Struttura forestale nel suo insieme, per tutti i Collaboratori che non voglio vengano ancora una volta trascinati in polemiche, in strumentalizzazioni, in accuse che infangano la loro competenza ed il loro lavoro quotidiano.


Lo faccio per lo spirito di servizio che mi ha sempre contraddistinto, per il Trentino e per la nostra Comunità, che è stata - in molti casi in stretta connessione con la gestione dei grandi carnivori - ingiustamente dipinta come una terra nemica dell'ambiente, degli animali e degli orsi nello specifico, disconoscendo la realtà dei fatti.


Lo faccio anche per la mia famiglia, per i miei figli, affinché possono ricevere da questo piccolo gesto un grande insegnamento rispetto ai valori che, prima di ogni altra cosa, devono ispirare le nostre scelte nella vita quotidiana.


Mi auguro, infine che, per un futuro di pacifica convivenza tra orsi e uomini e più in generale tra uomini e ambiente, sia possibile superare le posizioni strumentali, estreme, radicali e di principio, spesso di natura emotiva o ideologica, pure comprensibili e degne di considerazione quando oneste, per cercare, invece, tutti insieme, di aprire una nuova stagione di confronto positivo, basato sulla conoscenza e sulla informazione, su elementi oggettivi di natura tecnico-scientifica, sulla Responsabilità e sul Rispetto.

 

Romano Masè