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Alleanza Scuola Famiglia: le tre verità. Sala gremita per il quinto incontro organizzato dall’Istituto Comprensivo Val Rendena

Val Rendena
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Aula magna gremita anche per il quinto incontro del percorso Alleanza Scuola Famiglia organizzato dall’Istituto Comprensivo Val Rendena e finanziato dalla Cassa Rurale Adamello: genitori ed insegnanti hanno sfidato il meteo avverso per poter prendere parte al momento di confronto presso la Scuola di Darè. In sala, insieme a loro, la Dirigente Cinzia Salomone e la Presidente dell’Istituto Comprensivo Patrizia Ballardini, il Sindaco di Porte di Rendena Enrico Pellegrini ed il Vicesindaco. Per la Cassa Rurale Adamello, presente il Presidente esecutivo, Monia Bonenti.

Ignazio Punzi, con la consueta sagacia, ha tratteggiato l’evoluzione del ruolo di famiglia e scuola. Nel passato, entrambe erano soggetti educanti “normativi”, atti a dare regole ed anche punizioni, occultando la manifestazione degli affetti. Non vi era bisogno di apprendere come educare o come relazionarsi: tutti i soggetti educanti erano parte di un universo coerente e coeso. Oggi non è più così. Il contesto è radicalmente cambiato e sta cambiando: siamo passati dalla famiglia normativa alla famiglia affettiva; dalla scuola normativa, fonte esclusiva del sapere, alla scuola del tempo dei saperi diffusi.

I genitori stanno scoprendo la bellezza ed il coinvolgimento di vivere un’affettività manifesta con i figli (le madri ed anche i padri) e sono impegnati a cogliere l’unicità di ogni figlio, cercando di aiutarlo a costruire un progetto di vita che valorizzi la sua singolarità ed i suoi talenti specifici. La scuola ha perso il primato di custodia del sapere, in un’epoca nella quale vi è una ricchezza di fonti di informazioni e di saperi, ma nessuna tecnologia potrà mai sostituire il contesto relazionale ed affettivo che la Scuola e la Famiglia devono garantire.

“Ci sono tre verità che dobbiamo tenere presenti” ha precisato Ignazio Punzi “la vita arriva a ciascuno di noi solo attraverso le relazioni; l’affettività è carica di vita; le relazioni fanno di ciascuno di noi una persona viva; ogni bambino ha bisogno dello sguardo dell’altro che gli dica chi può essere: si specchia negli occhi dell’adulto e cerca di diventare l’immagine che quello sguardo gli rimanda; lo sguardo, con l’affetto, è il più potente strumento educativo. La seconda verità: ho bisogno di stare in una realtà costituita da figure differenti tra loro, non intercambiabili, ciascuno deve darmi un valore specifico, unico; l’esperienza della differenza è vitale per i bambini poiché interiorizzano modi diversi di essere guardati e guidati. La terza verità: è essenziale che queste differenze (in particolare tra soggetti educanti, quali genitori, insegnanti, allenatori, catechisti, ..) non si facciano guerra tra loro, a partire da mamma e papà; non devono farsi guerra poiché una delle regole fondamentali è che ognuno di noi diventa ciò che vive come esperienza; i bambini interiorizzano il materno ed il paterno: è bene che queste interiorizzazioni siano portate dento in modo positivo e di rispetto reciproco; ciò che è spaccato all’esterno diventa spaccatura interna per i bambini (ad esempio, il disaccordo tra genitori, se palesato davanti ai bambini, crea loro una frattura interna; lo stesso vale per un disaccordo tra genitori ed insegnante); se voglio bene a mio figlio sono obbligato ad avere rapporto positivo e di fiducia con gli altri soggetti di riferimento per lui; se non vado d’accordo con mia moglie, con un’insegnante, con l’allenatore, mio figlio va tenuto fuori da questo disaccordo; noi adulti siamo tenuti a trovare una strada per intenderci, per mostrare a nostro figlio / al nostro alunno la bellezza delle differenze e le differenze che vivono in armonia”.

Al termine di un’intensa serata, si è tratteggiato il ruolo di ciascun soggetto. Se la madre fornisce protezione e sicurezza, il bambino si porterà questa sicurezza dentro per tutta la vita, non andando a cercare appoggi esterni effimeri. Se il padre insegna al bambino che il suo desiderio non deve essere quello di avere tutto e subito, sapendo dire anche “adesso no”, quel bambino, da adulto, sarà in grado autodisciplinarsi e darsi delle regole. La scuola deve essere il luogo dove apprendere la capacità di distinguere bene dal male; dove si impara a scegliere; dove sperimentare l’alleanza tra diversi; il luogo ove cogliere specificità e far fiorire un’alleanza vera tra adulti. 

La conclusione: “Se ciascuno sa esercitare il proprio ruolo nel rispetto degli altri soggetti educanti e del loro ruolo, il bambino non farà mai l’esperienza di essere ultimo. Di questo i bambini hanno bisogno. Questo ci obbliga e ci chiede di valorizzare i ruoli reciproci, che hanno senso se entrano in armonia; dobbiamo fare gioco di squadra; il bambino anche di fronte alla sua fragilità deve sentire attorno adulti che lo aiutano, facendolo sentire al sicuro. Mettiamoci in cammino insieme, in questa direzione, su sentiero che non c’è ma che vogliamo tracciare.”

Il prossimo incontro del percorso “Alleanza Scuola Famiglia Comunità”, dal titolo “VALORI E SAPERI. Le stelle che orientano il nostro cammino”, si terrà martedì 17 dicembre presso la scuola di Giustino.