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Mon, May

 

SANT'ANTONIO DI MAVIGNOLA. Ancora sanzioni nelle isole ecologiche: accade ancora una volta, in questo caso nel piccolo centro abitato di Sant'Antonio di Mavignola.

 

Nella giornata di ieri la Polizia Locale Pinzolo – Madonna di Campiglio ha reso noto che ben quattro persone sono state riprese grazie alle telecamere ad abbandonare rifiuti all'esterno degli appositi cassonetti.

 

Le sanzioni e i provvedimenti attuati puniscono tali comportamenti ma non sembrano prevenire il loro continuo ripetersi: il fenomeno non è nuovo e si è verificato nel tempo in molte isole ecologiche in valle. Ci si chiede se l'educazione civica dei cittadini oltre al buon senso non dovrebbero poter già essere sufficienti.

Solidarietà e preghiera domenica 17 gennaio a Mavignola per S. Antonio Patrono del piccolo borgo alpino

 

SANT'ANTONIO DI MAVIGNOLA. Solidarietà al centro nella ricorrenza del Patrono a S. Antonio di Mavignola, con i pacchi venduti dalla Pro Loco G.S. Mavignola. Una iniziativa realizzata in sostituzione della tradizionale lotteria che veniva allestita in tempi di normalità per animare i festeggiamenti in onore del Patrono.

 

I festeggiamenti non erano permessi a causa delle restrizioni imposte dall'emergenza sanitaria e così la decisione dei volontari della Pro Loco si è concentrata sulle iniziative umanitarie.

 

La prima, come abbiamo annunciato, consisteva in una raccolta fondi attraverso la vendita di numerosi pacchi regalo, il cui ricavato è stato devoluto alle due Associazioni Trasporto Infermi di Madonna di Campiglio e di Pinzolo. Considerevole la cifra raccolta a favore delle due Associazioni se si tiene conto della scarsa affluenza di pubblico presente alla ricorrenza.

 

Un ringraziamento sentito è comunque arrivato dalla Amministrazione comunale di Pinzolo, con il sindaco Michele Cereghini e dai vertici delle due Associazioni, da Antonio Caola presidente del Trasporto Infermi Pinzolo e da una operatrice delle ambulanze in sostituzione di Lorenzo Andreatta del presidente Trasporto Infermi di Madonna di Campiglio.

 

La seconda iniziativa solidale, condotta dai volontari della Pro Loco G.S. Mavignola, è stata la consegna a domicilio per gli over 70 che ne avevano fatto richiesta, del pranzo tipico della giornata del Patrono, ossia i Bolliti e la Trippa di S. Antonio.

Dopo la Santa Messa in mattinata, a partire dalle 14.30 si sono svolti i Vespri, con la recita del Santo Rosario e il tipico Canto in onore di S. Antonio Patrono del piccolo villaggio alpino dell'Alta Val Rendena.

 

Difficile ricordare una festa del Patrono così mesta a Mavignola, se non andando a ritroso nel tempo a cavallo delle due guerre mondiali.

L'importante per tutti i volontari e per la presidente Carmen Caola quest'anno era la vicinanza agli allevatori, la cui presenza sul territorio del piccolo borgo di montagna è nota, così come ai loro animali e alle loro attività, oltre naturalmente al momento di preghiera per a tutte le persone che si sono ammalate e per le difficoltà economiche che investono in questo momento i settori turistici delle vallate alpine.

 

 

 

 

 Sant' Antonio Abate, Patrono di S. Antonio di Mavignola, una ricorrenza che quest'anno si svolgerà prevalentemente "nel segno del Sacro"

 

Cade di domenica, e precisamente il 17 gennaio quest'anno la ricorrenza del Patrono di S. Antonio di Mavignola.

Sarebbe stata una occasione davvero speciale per onorare con tutti i crismi sia la tradizione cristiana legata alla vicenda umana e cristiana del Santo Protettore degli animali, che i festeggiamenti del piccolo borgo dell'alta Rendena.

Ma a causa delle restrizioni imposte dall'emergenza sanitaria non si terranno le benedizioni nelle stalle e la suggestiva processione con la statua di S. Antonio Abate portata a braccia dai paesani, ma ci sarà comunque la Santa Messa alle 9.30, rispettando il numero chiuso, il distanziamento e l'utilizzo delle mascherine.

Una celebrazione che si prevede particolarmente sentita e intensa quella che il Parroco Don Romeo Zuin celebrerà domenica, con una preghiera speciale per tutti gli allevatori della val Rendena e per i loro animali oltre che per tutti i valligiani colpiti dal virus. 

 

 

Alle 14.30 la celebrazione dei Vespri.

Già dalla prima mattina è prevista l'esposizione del Santo nella Chiesetta dedicata a S. Antonio, mentre durante le celebrazioni si leverà il consueto canto dedicato al Santo Patrono ed a seguire, sul sagrato della Chiesa, la raccolta di offerte con vendita dei pacchi dono, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza alle Associazioni Trasporto Infermi di Pinzolo e Madonna di Campiglio.

Nell'allestimento del programma di questo 2021, ancora stretto nella morsa di una pandemia difficile da debellare, la Pro Loco G.S. Mavignola, ha voluto tenere alto il significato ed il valore "confessionale" della ricorrenza, assegnando così un significato forte alla preghiera.

Grande e corale come non mai è infatti l'affidarsi della piccola comunità, a vocazione turistica ma anche a forte vocazione agricola, alla protezione del Santo, proprio come fu nei momenti più bui della storia.

 

Per chi volesse comunque vivere la giornata nella tradizione gastronomica del luogo, nei ristoranti alla Posta (tel.0465.507148) alla Tosa (tel.0465.507042) e al Fratè da Streza (0465.507233), si potranno peraltro degustare le specialità gastronomiche locali, oltre alla Trippa e al Bollito di S. Antonio. Sarà anche possibile il servizio da asporto con prenotazione obbligatoria nella giornata di venerdì 15 gennaio.

Pur rinunciando ai festeggiamenti dunque, le celebrazioni del Patrono di S. Antonio di Mavignola, si terranno, grazie alla Pro Loco G.S. Mavignola, ai suoi volontari e alla resilienza di un piccolo villaggio alpino che vuole guardare oltre il muro delle difficoltà contingenti.

 

Nella rassegna "I colori dell'arte" che compongono la "tavolozza" delle manifestazioni estive organizzate dalla Pro Loco G.S. Mavignola, non potevano certo mancare i pittori Baschenis, protagonisti assoluti degli affreschi della splendida Chiesetta del piccolo borgo alpino.

Domani, giovedì 23 luglio alle 17.00, nella piazzetta della Chiesa dunque è in programma la conversazione sui 

"I Baschenis de Averara a S. Antonio di Mavignola" a cura della dott ssa Giovanna Binelli.

Nel centro storico di S. Antonio di Mavignola sorge, incastonata tra le più antiche abitazioni della frazione, un piccolo gioiello in miniatura, la chiesetta dedicata a S. Antonio protettore degli animali.
Un esiguo tempio che, se potesse raccontarsi, stupirebbe valligiani e turisti con ricordi, memorie, aneddoti, fatti, secoli di storia, trascorsi tra fame, guerra, fatiche, lavoro e infine benessere.

"La struttura risalirebbe alla fine del 1300 - osserva la dottoressa Binelli - un piccolo tempio grande 4,5 metri  per 6,  a pianta longitudinale, con la facciata e il portale rivolti ad occidente, costituito da un unico ambiente, in muratura di pietra locale, con volta a crociera, coperto da tetto a capanna aggettante di scandole di legno.Tra il XV e il XVI secolo la Chiesetta venne affrescata dai pittori Baschenis, una prolifica famiglia originaria di Averara nel bergamasco, che operò in Trentino e nelle Giudicarie in modo particolare, dove si trovano numerose testimonianze pittoriche. La loro è una pittura semplice dal punto di vista stilistico non ricerca effetti prospettici, né particolari sfumature cromatiche, ama invece i colori accesi, che sottolineano la vivacità  delle scene ritratte. Gli affreschi della Chiesetta di S. Antonio sono uno degli esempi più felici tra quelli portati a termine dalla famiglia dei pittori itineranti bergamaschi, le mani che sono intervenute nel nostro Tempio Sacro sono quelle di Cristoforo Baschenis e Simone II, il frescante più noto e più capace, colui che ha affrescato la Danza Macabra nella Chiesa di S. Vigilio a Pinzolo. A Simone II sono in particolare attribuite le decorazioni esterne, così come l'affresco frontale dell'interno, dove è raffigurata la Vergine Maria in trono".

Si ricorda che in attuazione ai decreti contenenti le disposizioni Covid-19 gli eventi verranno rigorosamente realizzati a numero chiuso, all'aperto e con prenotazione obbligatoria alla foresteria del Parco Adamello Brenta, tel. 0465. 507501.

 

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