Coronavirus, per ogni caso accertato ce ne possono essere dai 5 ai 10 non tracciati. Lo sostiene il virologo Bassetti e uno studio su Science
Sull'utilità e l'opportunità di fare molti tamponi per capire la positività a Coronavirus non c'è accordo tra chi deve decidere il da farsi. Nelle varie regioni italiane si sono adottate politiche diverse. Anche sulla stima dei casi di positivi in Italia non vi è accordo e sono in molti a considerare i numeri forniti giornalmente dalla protezione civile fortemente sottostimati. È il caso di Matteo Bassetti, il direttore del reparto Malattie Infettive dellʼOspedale San Martino di Genova, che ha dichiarato:: “I contagi reali sono molti di più, ... oggi parliamo di ventimila casi ma potrebbero essere anche cinque, dieci volte di più”.
È notizia di oggi di uno studio pubblicato dagli specialisti che scrivono sulla nota rivista Science che sembra confermare le affermazioni di Bassetti. Un nuovo studio basato su un modello matematico, fa capire che non tutti i casi sono venuti a galla. A quanto pare, infatti, per ogni caso positivo ce ne sono tra i 5 e i 10 non tracciati. Sono stati incrociati i dati sui soggetti che hanno contratto il Coronavirus in Cina con altri dati geolocalizzati sugli spostamenti avvenuti prima delle restrizioni di viaggio di fine gennaio.
In questo modello matematico veniva effettuata una prima divisione tra persone, il cui test era risultato positivo. Nel primo gruppo vi erano casi con sintomi abbastanza gravi da essere confermati. Il secondo gruppo di casi presentava invece soggetti infetti ma asintomatici o con lievi sintomi. Secondo questo studio si è scoperto che il tasso di contagio è sceso in maniera graduale, man mano che le misure in Cina diventavano più restrittive. Si è passati dal tasso del 2,38% iniziale a quello dello 0,99% tra fine gennaio e inizio febbraio, quando il Governo cinese è passato dalle parole ai fatti.
Questo tasso di contagio dovrà scendere a -1 in modo da interrompere i contagi e i casi di tampone positivo. I ricercatori scrivono su Science che “solo le infezioni molto lievi e meno contagiose sono rimaste prive di riscontro. Inoltre il comportamento protettivo individuale e le precauzioni di contatto si sono dimostrate efficaci. Uno dei co-autori dello studio, Jeffrey Shaman, ha risposto alle domande dei giornalisti. “Procedure di test più attive segnalerebbero più casi che permetterebbero di ricostruire e spezzare sistematicamente le catene di contagio“.
“Se in America ci sono 3.500 casi di COVID-19 confermati, in realtà ce ne potrebbero essere 35mila in tutto“, ha proseguito Shaman. Ecco allora che si arriva al nocciolo dello studio pubblicato su Science. Per ogni caso positivo di contagio del Coronavirus, ce ne potrebbero essere almeno 5 e fino a 10 non tracciati. I risultati dello studio sono stati confrontati in maniera parallela con altri, che hanno riguardato esclusivamente gli asintomatici. Il tasso di infezioni documentate in Cina è salito fino al 60%, visto e considerato l’aumento dei controlli nella nazione.
Fonte il Corriere.it



