Tamponi a tutto il personale sanitario, case di riposo, medici di base a tappeto, e poi a tutti quelli che hanno sintomi. Poi passeremo a tutta la popolazione dove pensiamo ci possano essere problemi. Più casi isoliamo più sicurezza creiamo». Questa la linea del governatore Zaia per arginare i contagi in Veneto. Un azione che comporta un dispendio di forze enorme ma che il governatore crede possa dare frutti: «Abbiamo fatto 35mila tamponi, oltre 31mila negativi. La capacità attuale del Veneto è di 3300 tamponi al giorno. Ne faremo 11.300 al giorno. Vogliamo riuscire ad intercettare anche gli asintomatici, che crediamo siano i più problematici per la diffusione del virus».
A questa conclusione sembra convergere anche lo studio fatto su Vo’ Euganeo: “Tra il 50% e il 75% dei casi sono completamente asintomatici, formidabile fonte di contagio”. Lo studio, scrive il professor Romagnoni dimostra che “la grande maggioranza delle persone che si infetta, tra il 50 e il 75%, è completamente asintomatica, ma rappresenta comunque una formidabile fonte di contagio“. Dato che conferma l’importanza dell’isolamento e del distanziamento sociale: “Con l’isolamento dei soggetti infettati il numero totale dei malati è sceso da 88 a 7 (almeno 10 volte meno) nel giro di 7-10 giorni”. Questi dati, forniscono due informazioni importantissime: “La percentuale delle persone infette, anche se asintomatiche, nella popolazione è altissima e rappresenta la maggioranza dei casi soprattutto, ma non solo, tra i giovani“. In secondo luogo, “l’isolamento degli asintomatici è essenziale per riuscire a controllare la diffusione del virus e la gravità della malattia”.
La regione Veneto tra le prime ad aver avuto casi di Coronavirus, e focolai come quello di Vo euganeo, ha attualmente un numero inferiore di contagiati per abitante rispetto al Trentino.
In Trentino al momento si è scelto una via diversa, e sono stati fatti poco più di mille tamponi. Si è scelto di mettere in quarantena coloro che hanno avuto contatti con contagiati cercando di isolare in questo modo gli asintomatici e di considerare tra i contagiati anche chi, tra quelli messi in quarantena, sviluppa sintomi compatibili con il Covid 19.
