Il commercio al dettaglio riaprirà in Trentino venerdì 15, in anticipo rispetto a quanto previsto dal Governo, che ha fissato la data di riapertura di queste attività, assieme ad altre, per il giorno lunedì 18 maggio. La decisione è stata presa oggi dalla Giunta provinciale, sulla base di quanto stabilito dalla legge approvata in Consiglio due giorni fa, che consente alla Provincia autonoma di Trento di muoversi autonomamente in questo ambito rispetto al resto del Paese. L’apertura delle altre attività – in particolare di ristoranti, bar e servizi alla persona come parrucchieri ed estetisti – è prevista invece in Trentino per lunedì 18, in linea in questo caso con Roma.
In merito alle aperture, il Trentino aveva chiesto la possibilità di aprire il commercio al dettaglio dall’11 maggio. Ieri il Governo ha comunicato che la data fissata per l’apertura del commercio al dettaglio sul suolo nazionale è il 18, per quei territori che manifestano un livello di contagio basso e sono in grado di affrontare eventuali contraccolpi del Covid-19. Sempre il 18 ci sarà la possibilità di aprire ristoranti, bar, servizi alla persona.
La Giunta si è quindi riunita per esaminare la situazione alla luce del disegno di legge approvato domenica dal Consiglio. La decisione è stata di anticipare al 15 di maggio, venerdì, con un’apposita delibera che verrà approvata giovedì, il commercio al dettaglio. Contestualmente verrà richiesto invece al Governo di aprire dal 18 tutti gli altri settori.
“Lavoreremo sulla base di quanto stabilito dai protocolli nazionali – ha aggiunto Fugatti – che cercheremo di interpretare al fine di mettere i nostri imprenditori nella condizione di poter riavviare le loro attività, garantendo al tempo stesso la salute dei clienti e dei lavoratori".
L’assessore allo sviluppo economico e lavoro ha partecipato alla presentazione dell’indagine sulla congiuntura del primo trimestre 2020 della Camera di Commercio
“La crisi Covid-19 è la tempesta perfetta per un governo, provinciale o nazionale, e nei prossimi mesi gli effetti negativi saranno ancora più evidenti. Il Trentino si sta attrezzando nel migliore dei modi ed ha tutte le risorse per affrontare la congiuntura senza precedenti e ripartire”. L’assessore provinciale alle sviluppo economico, ricerca e lavoro, Achille Spinelli ha partecipato questa mattina alla presentazione della rilevazione di Camera di Commercio sugli effetti dell’emergenza Covid-19 sull’economia trentina nel primo trimestre 2020. L’assessore non ha nascosto la propria preoccupazione sulla situazione ma ha indicando nelle misure messe in campo dal Trentino la via per la ripresa economica e sociale. Due gli ambiti principali di azione: accesso al credito e la legge provinciale RipartiTrentino: “Dal 1 aprile tutte le imprese, che hanno subito l’impatto negativo dell’emergenza Covid-19, hanno la garanzia di un accesso al credito certo e strutturato. A questo si aggiunge la manovra economica che si fonda sulla sicurezza pubblica; il lavoro come protezione e opportunità economica e sociale di imprenditori, lavoratori e famiglie; e la salvaguardia attiva del tessuto produttivo”.
I risultati presentati oggi dalla Camera di Commercio, in particolare dal presidente Giovanni Bort e dal gruppo di ricerca, si riferiscono ad un nuovo ambito di indagine, un gruppo allargato per meglio rappresentare tutte le esperienze delle imprese trentine. Alle 800 imprese del manifatturiero, delle costruzioni e dei trasporti, già parte del campione, sono state aggiunte quasi 200 nuove imprese dei settori alberghiero, della ristorazione, sportivo, ricreativo nonché ai servizi alla persona. “Complessivamente - ha aggiunto Spinelli - abbiamo circa 1000 imprese che hanno fatto valutazioni ed espresso opinioni sui primi mesi del 2020. Esse rappresentano un formidabile e aggiornato apporto informativo che riflette ed esprime il vissuto di questo periodo così critico”. L’attenzione verso le imprese - secondo Spinelli - rappresenta un contributo utile anche a rafforzare il ruolo di governo, sostegno ed indirizzo della Provincia autonoma di Trento.
Nel suo intervento, l’assessore Spinelli si è soffermato su alcuni dati che emergono dall’indagine camerale. “L’occupazione - ha spiegato - è in riduzione (complessivamente del 3%), anche se dobbiamo aspettarci ulteriori conferme nell’andamento occupazionale negativo. Al di là del maggior impatto dei comparti legati a turismo, ristorazione e ai servizi alla persona, anche in questo caso sono soprattutto le piccole imprese, di cui è fatto il 90% del tessuto imprenditoriale trentino, a soffrire di più”. Allo stesso tempo, una percentuale molto elevata delle imprese (61%) è stata costretta a ricorrere agli ammortizzatori sociali per i propri dipendenti, una percentuale che sale a oltre il 70% per i settori del manifatturiero, costruzioni e bar-ristorazione. Infine, Spinelli ha notato che “una percentuale molto consistente di imprese (27%) ha una forte preoccupazione per la precarietà della propria situazione finanziaria e che più di un terzo giudica fortemente negativa”.
“La crisi Covid-19 - ha spiegato - rappresenta quindi la tempesta perfetta per l’amministrazione perché comporterà una riduzione delle entrate fiscali e un aumento degli investimenti a sostegno dell’economia e del lavoro. L’azione di buon governo deve quindi evitare di finire nella stretta di questa congiuntura, andando ad equilibrare le misure”. Da qui la cautela verso la richiesta di Confindustria di abolizione di Irap, che porterebbe ad ulteriore riduzione del gettito già stimato in meno 380 milioni di €/annuo 2020 a imposizione invariata: “Questa misura potrà essere un intervento sul 2021 quando avremo consolidato entrate ed uscite, e lavoreremo per diminuire la pressione fiscale sulle imprese”.
“Noi viviamo di servizi pubblici e paghiamo le imposte per fruire di questi servizi - ha spiegato l’assessore -. Non possiamo permetterci di comprimere la capacità dell’ente pubblico di erogare gli stessi servizi a cittadini ed imprese. Per questo motivo abbiamo chiesto al Governo centrale, e continueremo a farlo, di trattenere sul territorio quella quota di risorse locali (circa 430 milioni di euro) assorbite nell’ambito del Patto di stabilità nazionale. Allo stesso Governo abbiamo chiesto di concedere maggiore elasticità nel livello di indebitamento della Provincia, oggi fissato a 200 milioni di euro, modificando la regola dei limiti della capacità di contribuzione. In questo modo riusciremo a rispondere in maniera più efficace alle richieste delle imprese e del comparto economico e lavorativo”.
Tutela delle piccole e medie imprese.
Il Trentino deve adottare misure proprie perché il tessuto economico è composto soprattutto da piccole e medie aziende - “ad oggi le più colpite” - mentre i provvedimenti del Governo sono rivolti ad imprese di maggiore dimensione.“Il disegno di legge nazionale - ha fatto notare Spinelli -prende a riferimento il fatturato delle imprese mentre la Provincia autonoma di Trento ha individuato nel reddito il parametro di riferimento per gli interventi. Il Trentino ha bisogno di intervento rapidi e non possiamo attendere lo Stato”.
In tema di ammortizzatori sociali, l’assessore ha evidenziato come il fondo territoriale copra aziende con meno di sei dipendenti: “Abbiamo un problema di tipo strutturale per uno strumento che è stato pensato per affrontare crisi limitate di aziende e non per uno situazione, come l’attuale, che rischia di interessare la stragrande maggioranza delle stesse”.
“Grazie alla legge 3 approvata domenica - ha ripetuto - abbiamo oggi la possibilità di garantire l’anticipo sulla cassa integrazione”.
Accesso al credito.
La Provincia è stata veloce nell’attivare strumenti in grado di garantire la continuità delle aziende: “Dal 1°aprile 2020 per tutto il 2020 - ha ricordato ancora Spinelli - gli operatori economici potranno presentare domanda per accedere alla misure messe in campo dalla Provincia, con Cassa del Trentino, banche, intermediari finanziari, Fondo strategico del Trentino Alto Adige e Confidi. Le misure prevedono, accanto alla sospensione delle rate del mutuo/canoni leasing o la rinegoziazione di operazioni in essere, un contributo annuo in conto interessi per i beneficiari che attiveranno linee di finanziamento “Plafond Ripresa Trentino” con le Banche.
La legge provinciale “RipartiTrentino”
L’attenzione della giunta provinciale verso il cuore dell’economia trentino è nella legge approvata domenica e denominata “RipartiTrentino”.
“Nello sviluppo della manovra - ha sottolineato Spinelli - abbiamo seguito una linea conduttrice che si può riassumere in tre principi guida: sicurezza innanzitutto e per tutti, protezione sociale ma non assistenzialismo, lavoro che promette futuro attraverso la salvaguardia del tessuto produttivo”.
Accanto a interventi per fronteggiare la riduzione del reddito disponibile di famiglie e cittadini, la giunta provinciale ha proposto nuovi sostegni rivolti alle imprese, ai professionisti e ai lavoratori autonomi a salvaguardia dell’operatività. Tra le misure citate rientrano i contributi a fondo perduto alle imprese che impiegano fino a 9 addetti, ai professionisti e ai lavoratori autonomi, che possonoessere incrementati per i soggetti che hanno sostenuto canoni di locazione o ’affitto connessi allo svolgimento dell’attività. Inoltre sono previsti contributi straordinari, anche mediante compensazione fiscale, per sostenere i costi derivanti da progetti di riorganizzazione aziendale finalizzati all’implementazione delle misure di sicurezza sul luogo di lavoro idonee a garantire il contenimento della diffusione del Covid-19 e per i proprietari di immobili destinati ad attività produttive, commerciali o professionali che rinunciano a canoni di locazione relativi al periodo marzo-maggio 2020. Quindi contributi straordinari per il contrasto della diffusione del Covid-19 e per la promozione della competitività del sistema trentino
“La Provincia - ha continuato - varerà misure già proiettate verso il futuro, al fine di porre le basi per il rilancio dell’economia in un contesto completamente nuovo, che richiede nuove strategie di riposizionamento dell’economia del territorio. In alcuni casi si tratta di misure di carattere ordinamentale, finalizzate a velocizzare e semplificare i processi del settore pubblico, oppure a sostenere nuove iniziative imprenditoriali o ancora la contaminazione fra imprese più strutturate e realtà con esigenze di rilancio”.
L’ultimo accenno dell’assessore Spinelli è andato al progetto di e-commerce territoriale: “E’ una sfida che la Provincia affronta con determinazione, si vogliono salvaguardare i prodotti trentini attraverso l’incentivazione su basi innovative e tecnologiche del commercio locale. Rilevo che il 46% del campione di imprese intervistate ha mostrato interesse per la consegna a domicilio, nuove forme di marketing e di investimenti in e-commerce. Il progetto vuole contribuire alla crescita economica del sistema trentino attraverso un piano di trasferimento tecnologico che coniuga la presenza diffusa sul territorio di imprese e produttori con le nuove modalità di commercio digitale”.
Nelle ultime 24 ore in Trentino sono stati effettuati 1978 tamponi, 1191 da parte dell’Azienda sanitaria e 787 dal Cibio. E’ il dato più alto dall'inizio della pandemia che pone la Provincia autonoma di Trento al primo posto in Italia se si considera il rapporto fra popolazione residente e numero di tamponi effettuati. Dalle analisi emergono oggi 3 nuovi casi (secondo la classificazione del Ministero che tiene conto dei sintomi degli ultimi 5 giorni) cui si aggiungono altri 31 positivi rintracciati attraverso le indagini epidemiologiche. Non ci sono minorenni fra i contagiati. Il totale delle persone che hanno contratto il virus sale dunque a 5111. Purtroppo, anche oggi si registrano 3 decessi di persone con un età media di 86 anni. I decessi - che in totale sono 444 dall'inizio dell'emergenza - sono avvenuti in ospedale, una delle tre persone era ospite in RSA. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 10, di cui 5 a Trento e 5 a Rovereto.
Sono 7 i nuovi positivi riscontrati secondo la classificazione disposta dal ministero (persone che hanno denotato sintomi negli ultimi 5 giorni). A questi si aggiungono 31 altri casi individuati tra soggetti asintomatici grazie alle indagini epidemiologiche. Il totale dei positivi da inizio pandemia sale pertanto a 5.077 unità.
Dei 7 nuovi casi, 5 provengono da strutture residenziali per anziani. Tra gli altri 2 non figura alcun minorenne.
Purtroppo anche oggi si registra 1 decesso (in Rsa). Sono 10 infine i pazienti in terapia intensiva. Molti i tamponi analizzati: in tutto 1.951 di cui 1.286 trattati dalla APSS e 665 dal Cibio.
Lo ha comunicato oggi pomeriggio l’Azienda provinciale per i servizi sanitari.
Due decessi, due nuovi contagi di cui uno in RSA, con sintomi insorti negli ultimi 5 giorni, più altri 21 casi che includono anche 18 positivi asintomatici individuati tramite i test sierologici. I tamponi effettuati sono stati 1193. Questo l’aggiornamento sul fronte Coronavirus nelle ultime 24 ore, presentato nel pomeriggio dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti. Entrambi i decessi sono riferiti a persone che erano ospiti in RSA. Il totale delle persone contagiate in Trentino sale a quota 5134, di queste 3122 sono guarite, 172 clinicamente, con doppio tampone e 446 decedute. Le persone in cura a casa sono 837, mentre 11 sono in terapia intensiva.
“Considerata la stabilizzazione del contagio stiamo lavorando per le riaperture – ha spiegato il presidente Fugatti, annunciando in serata un incontro in video conferenza con il Governo, insieme a tutti i presidenti delle Regioni. Nella legge approvata dal Consiglio provinciale domenica mattina – ha detto – abbiamo previsto la possibilità di riaprire i negozi al dettaglio già in questa settimana e bar, ristoranti, barbieri ed estetisti dal 18 maggio. Vediamo cosa ci dirà il Governo. Noi non vogliamo lo scontro, ma pensiamo che ci siano le condizioni per riaprire velocemente e in sicurezza”.
Il presidente ha poi annunciato un accordo con la Regione Veneto per il quale da domani si potranno visitare i congiunti residenti nei comuni veneti confinanti con il territorio provinciale. “Abbiamo chiesto – ha detto Fugatti – un’intesa analoga alla Lombardia, ma non è stato possibile raggiungerla, almeno per il momento”.
Il dottor Paolo Bordon, direttore dell’Azienda sanitaria, ha spiegato che entro un mese si conosceranno i risultati dei test sierologici in corso in questi giorni nei 5 comuni più colpiti dal virus. Bordon, infine, ha evidenziato come ormai tutti gli ospedali del Trentino abbiano ripreso gran parte dell’attività chirurgica programmata anche se vi sono 97 persone, contagiate da Covid-19, ancora ospedalizzate.
Un decalogo di azioni contenute nella proposta di ordine del giorno, presentata da tutte le forze di opposizione, condivisa dalla Giunta e approvata all'unanimità. Un ordine del giorno con cui si traccia la via per garantire alla nostra autonomia le risorse necessarie ad affrontare questa crisi dovuta alla pandemia.
La straordinarietà del momento che stiamo vivendo richiede risposte eccezionali che devono basarsi sul saper presidiare e al tempo stesso innovare la finanza pubblica provinciale.
È il primo elemento per dare sostanza e prospettiva a tutti gli interventi per il rilancio.
L'insieme di interventi che la crisi rende necessari richiede una manovra complessiva che dovrà superare in misura significativa il miliardo di euro.
Una parte dovrà essere ricavata dalla riconfigurazione del bilancio della Provincia.
Una parte dovrà essere ricavata dall'adeguamento dei rapporti finanziari con lo Stato in relazione all'eccezionale situazione di caduta dell'economia.
Una parte dovrà essere recuperata dalle risorse che saranno destinate al Trentino dalle nuove linee di finanziamento agevolato allestite dall'Unione europea: programma Sure per i lavoratori, fondi Bei per le imprese, fondi Mes per la sanità, Recovery Fund per i grandi investimenti potrebbero valere per la nostra Provincia diverse centinaia di milioni di euro.
Il Trentino dispone infine di un elevato merito di credito sui mercati finanziari: il suo rating è alto e la situazione debitoria è equilibrata, in netto calo (- 500 milioni) negli ultimi anni; è quindi possibile ed auspicabile che l'iniezione di liquidità necessaria per fronteggiare questa crisi passi anche attraverso un intervento integrativo della Provincia con l'assunzione di debito a medio lungo termine.
A questo si aggiunge un ulteriore elemento che può essere sollecitato in questa fase: la notevole consistenza del risparmio privato trentino in particolare per quanto riguarda la liquidità sui conti correnti stimata in oltre 12, 5 miliardi.
Con un'azione combinata su tutti questi fattori si potrebbe pensare di costituire un Fondo centrale trentino di garanzia al quale far attingere il sistema delle imprese, a cominciare da quelle che operano nei settori di maggiore difficoltà come il turismo e il commercio.
Sono questi gli elementi che caratterizzano la proposta e che trovano dettaglio nei 10 punti del dispositivo che diventano quindi patrimonio collettivo di maggioranza e minoranza e concreto impegno di governo.
Siamo certi di aver dato un serio contributo nell'interesse del Trentino auspicando che sia adeguatamente valorizzato dal governo provinciale, che ringraziamo per aver colto lo spirito della proposta.
Il Consiglio ha approvato nella notte con 28 sì, 6 astensioni e un voto contrario la legge che determina le misure per il contenimento del contagio del Coronavirus e “la ripresa graduale delle libertà di movimento delle cittadine e dei cittadini, delle attività economiche e delle relazioni sociali”. Il disegno di legge era stato approvato la scorsa settimana dalla Giunta provinciale. Dopo che la prima fase dell’emergenza è stata affrontata in modo unitario in tutto il territorio nazionale, “la Provincia vuole affrontare questa Fase 2 all'insegna dell'applicazione della nostra autonomia”, ha sottolineato il presidente Arno Kompatscher. “Al centro mettiamo la sicurezza e il senso di comunità. Questa Fase 2 e la ripartenza possono avere luogo solo se tutti si attengono alle regole. Confidiamo pertanto nell’autodisciplina e nel senso di responsabilità dei cittadini”, ha aggiunto.
Sicurezza e responsabilità
L’andamento dell’epidemia, che in Alto Adige ha portato ad avere un indice di contagio R0 al di sotto dell'1, è stata secondo il Landeshauptmann la pre-condizione per arrivare a fissare le regole di #AltoAdigesiriparte. Nuove regole che si sono rese necessarie sia per le famiglie che per l’economia, "un settore che con il Lockdown ha subito conseguenze che non possono essere sottovalutate". L’impatto di questa crisi, ha aggiunto Kompatscher, sarà nettamente superiore alla crisi finanziaria del 2008. È quindi necessario consentire nuovamente la ripartenza della vita sociale ed economica in una "modalità sicura". “Dopo che Roma per settimane non ha ascoltato le richieste per una differenziazione regionale delle misure, abbiamo deciso di intraprendere il nostro percorso legislativo autonomo”, ha aggiunto. Dopo la pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione, che avverrà probabilmente oggi pomeriggio (venerdì 8 maggio), la legge sarà subito in vigore.
Nuova legge in vigore da oggi
La nuova legge prevede la libertà di movimento sul territorio regionale senza autocertificazioni. A decorrere dall’entrata in vigore è prevista la ripresa delle attività economiche, con la riapertura delle attività commerciali, produttive industriali e artigianali. A decorrere dall’11 maggio, sempre nel rispetto delle norme di sicurezza, possono riaprire “le attività inerenti servizi alla persona, fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti” ed anche i servizi di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande, fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie. Dalla stessa data saranno riprenderanno piena attività anche i musei e le istituzioni culturali comprese biblioteche e centri giovanili. Dal 18 maggio,seguendo dettagliati protocolli di sicurezza, possono essere di nuovo offerti i servizi per l’infanzia. Il 25 maggio è invece la data fissata per la riapertura delle strutture ricettive presenti sul territorio provinciale. Le misure della legge riguardano ambiti in cui la Provincia ha la competenza in virtù dello Statuto di autonomia, mentre per quanto riguarda gli spostamenti verso il resto del Paese, le lezioni scolastiche e universitarie, le manifestazioni sportive, valgono le normative nazionali.
Con quattro articoli e in circa 50 pagine, la legge fissa modi e tempi della ripartenza. Nell’articolato vi sono le norme generali a cui tutti si devono attenere in particolare nel settore delle attività economiche. Negli allegati sono dettagliatamente descritti tutti i protocolli di sicurezza concordati con le parti sociali. Di seguito una sintesi delle misure più importanti.
Gli spostamenti dei cittadini
La nuova legge dispone quindi che negli spostamenti nel territorio della provincia di Bolzano si osservino il divieto di assembramento, l’obbligo di distanziamento interpersonale e vadano utilizzate, da parte degli adulti e dei bambini in età scolare, protezioni delle vie respiratorie in tutti i casi in cui vi sia la possibilità di incontrare altre persone, compreso lungo marciapiedi e passeggiate, e, sempre, nei luoghi chiusi. Gli spostamenti, all’interno del territorio provinciale - e presto in tutto il territorio regionale - sono liberi. Gli spostamenti verso altre regioni sono consentiti per ragioni di lavoro, di salute, di assoluta urgenza e per tutti gli altri motivi previsti dalla normativa statale. Ad una distanza da altre persone inferiore ai due metri è obbligatorio l’uso delle mascherine e, anche con i dispositivi di protezione, va tenuta la distanza di un metro. Di particolare importanza è anche la raccomandazione a lavarsi le mani frequentemente e di portare con sé un disinfettante per le mani.
Attività sportiva all’aperto
L’attività sportiva può essere svolta all’aperto rispettando una distanza di tre metri dalle altre persone. Sono ammesse le attività all’aperto che non assumono la forma di sport di squadra, ed è vietato l’uso di spogliatoi e docce. Se non è possibile rispettare la distanza di tre metri quando si pratica l’attività sportiva, va usata la mascherina.
Manifestazioni pubbliche
Le manifestazioni pubbliche sono vietate. Il presidente della Provincia può autorizzare singoli eventi, se non prevedono contatti fra i partecipanti come ad esempio il cinema con gli spettatori seduti nella propria auto. Per quanto riguarda le manifestazioni a carattere religioso come le messe, il presidente emanerà un’apposita ordinanza.
Assistenza all’infanzia dal 18 maggio
L’assistenza all’infanzia nelle microstrutture e presso le Tagesmütter può iniziare progressivamente a partire dal 18 maggio anche se con condizioni diverse e più rigide. Queste valgono anche per i progetti di assistenza estiva ed i gruppi dedicati al gioco, gli Elki ed altre forme d’assistenza sostenute dalla mano pubblica che verranno realizzate quest’anno. Un cambiamento significativo è rappresentato dalla riduzione delle dimensioni dei gruppi. Nel caso di bambini al di sotto dei 6 anni i gruppi potranno essere composti da un massimo di 4 bambini, mentre al di sopra dei 6 anni i gruppi potranno essere composti al massimo da sei bambini. La composizione dei gruppi dovrà rimanere costante e si dovranno evitare i contatti tra gruppi diversi. Per quanto riguarda la partecipazione sarà data la precedenza ai bambini i cui genitori, che per ragioni di lavoro o per altri motivi, non sono in grado di seguire personalmente i propri figli. Laddove possibile le offerte di assistenza ed i progetti dovranno svolgersi all’aperto e sempre nello stesso luogo.
Servizio d’emergenza negli asili e nella scuola primaria
Le medesime dimensioni dei gruppi (4 per i bambini al di sotto dei 6 anni e 6 al di sopra di questa età) valgono anche per il cosiddetto servizio di emergenza negli asili e nelle scuole primarie dove viene offerta un’assistenza di mezza giornata senza il vitto. Ulteriori dettagli verranno illustrati nell’ambito di una specifica delibera che verrà adottata prossimamente da parte della Giunta provinciale. Per gli studenti delle medie e delle superiore si contiua con la didattica a distanza. Per quanto riguarda i maturandi può essere offerta dalle scuole una consulenza didattica per gruppi composti al massimo da 6 studenti con un distanziamento minimo tra loro di 2 metri. Le scuole professionali possono nuovamente organizzare i praticantati previsti per la qualificazione professionale.
Economia
Oltre alle norme generali che si applicano a tutte le attività economiche, la legge prevede anche norme specifiche che si applicano a ciascun settore interessato. La ripresa di tutte le attività economiche è subordinata al rispetto di una distanza di sicurezza di almeno due metri tra le persone, alla copertura di bocca e naso per il personale e i clienti in caso di contatti inferiori ai due metri e al rispetto delle norme igieniche e di pulizia. Nelle aree di ingresso e di uscita, nei servizi igienici e nel maggior numero possibile di posti deve essere messo a disposizione del disinfettante.
La regola di 1/10
Per evitare una densità di persone troppo elevata nelle stanze e nelle aree, alle attività economiche si applica la cosiddetta regola di 1/10, secondo la quale viene definito un rapporto tra superficie e numero massimo possibile di persone. I proprietari o gli utenti delle aree sono obbligati a garantire la disponibilità di dieci metri quadrati di spazio per persona. Questo è l'unico modo per evitare affollamenti e consentire a ciascuno di osservare la regola della distanza. La regola di 1/10 non viene applicata nel settore della ristorazione.
Commercio al dettaglio
Tutti i negozi e le attività commerciali possono riprendere l'attività con l'entrata in vigore della legge. Si prescrive l'uso di guanti monouso principalmente alla vendita e all'acquisto di alimenti. Le aree di cassa devono essere separate con un dispositivo di protezione. L'accesso al negozio deve essere scaglionato. Gli orari di apertura possono essere prolungati a questo scopo fino al massimo alle ore 22. Ad eccezione dei piccoli negozi fino a 50 metri quadri, si applica la regola di 1/10. Ciò significa che in un negozio al dettaglio può essere presente un solo cliente ogni 10 metri quadri.
Professioni della cura alla persona
I saloni di parrucchiere e i saloni di bellezza possono riprendere le attività a partire dall'11 maggio. Poiché in questi casi operatore e cliente si trovano a meno di un metro di distanza l'uno dall'altro per un periodo di tempo più lungo, il primo deve utilizzare una maschera FFP2. Questo requisito è generalmente previsto in generale in tutte le situazioni di prossimità. Personale e clienti non devono avere febbre, da misurarsi sul posto. Entrambi devono utilizzare guanti monouso.
Commercio, industria e edilizia
Le attività produttive sono già generalmente consentite e i lavori nei cantieri sono già in corso. Anche in questo caso si applicano le norme generali della legge. Secondo la nuova legge provinciale, in futuro si distinguerà tra tre zone, una zona verde (lavoro all'aperto a più di tre metri di distanza tra i lavoratori, veicolo aziendale con un dipendente), una zona gialla (zona parzialmente coperta e ben ventilata ad almeno un metro di distanza, veicolo aziendale con più dipendenti) e una zona rossa (lavoro in interni non ventilati, sospetto contagio da coronavirus di un dipendente). Tranne che nella zona verde, la protezione della bocca è obbligatoria ovunque. Il datore di lavoro è tenuto a misurare giornalmente la temperatura corporea di ogni lavoratore prima di entrare nel cantiere o a far confermare l'assenza di febbre mediante autodichiarazione. Inoltre, ci sono obblighi di disinfezione per i lavoratori e per i servizi igienici del cantiere.
Gastronomia
L'11 maggio anche la gastronomia può riaprire. Nei ristoranti e nei bar non sono ammessi più ospiti di quanti siano i posti a sedere. I tavoli devono essere disposti in modo che la distanza tra le persone sia di due metri. I membri della stessa famiglia che vivono insieme sono esenti da questa regola. La distanza può essere minore se tra le persone vengono installati dispositivi di separazione adeguati per prevenire il contagio tramite le goccioline veicolo dell'infezione. Solo a tavola si può fare a meno della protezione respiratoria. Il personale di servizio deve utilizzare maschere di tipo FFP2. La disinfezione delle mani è obbligatoria prima e dopo l'uso della toilette.
Strutture ricettive
Nel caso delle strutture ricettive turistiche, la regola di 1/10 si applica alle aree comuni, ad eccezione delle sale da pranzo. Le piscine all'aperto possono riaprire, mentre non possono farlo le piscine coperte e le saune - a meno che lo stabilimento non sia una cosiddetta "Covid-Protected-Area", dove tutti i dipendenti e gli ospiti sono testati per la Covid-19. Chi si serve al buffet deve coprirsi la bocca e il naso.
Trasporti
Il trasporto pubblico viene costantemente adeguato alle esigenze. Per la tutela della salute nei mezzi di trasporto pubblici valgono le norme d’emergenza istituite a livello nazionale. Non è consentito superare il 60% della normale capacità di trasporto del veicolo. A bordo, così come nelle fasi di salita e di discesa dal mezzo, devono essere rispettati i distanziamenti di un metro. I passeggeri possono utilizzare solamente i posti consentiti e devono coprire la bocca ed il naso. Non è consentito l’acquisto dei biglietti a bordo del mezzo. A partire dal 25 maggio potranno riprendere l’attività, per scopi sportivi e turistici, anche gli impianti di risalita. Nelle cabine possono essere utilizzati solo i 2/3 della capacità, ad eccezione delle famiglie. Agli esami per la patente che vengono effettuati nelle Autoscuole, deve essere rispettata la distanza di un metro e devono essere coperti la bocca ed il naso.
Agricoltura
I terreni agricoli e gli orti possono essere coltivati nel rispetto delle misure di sicurezza. Ciò vale anche per la gestione delle foreste, la caccia e la pesca, nonché per la cura degli animali da allevamento.
Cultura
Anche la vita culturale ricomincerà da lunedì. Musei, biblioteche e centri giovanili potranno riaprire le loro porte a partire dall'11 maggio, secondo regole generali come l'uso della mascherina e la distanza di due metri. Attività culturali sono considerate anche le attività di formazione continua. Queste possono essere effettuate solo su appuntamento e richiedono la misurazione giornaliera della febbre del personale con termometro laser e una misurazione della febbre dei partecipanti all'inizio dell'attività.
Monitoraggio costante e ordinanze
La legge prevede anche che venga istituita una commissione di esperti, come organo tecnico consultivo della Provincia. La commissione effettua il monitoraggio costante dell’andamento della curva del contagio da COVID-19 e propone al Presidente della Provincia, in caso di ripresa del numero dei contagi, l’adozione di idonei provvedimenti. Nella legge è previsto anche che il presidente, se lo permetterà l'andamento del contagio, potrà firmare nuove ordinanze che consentiranno progressivamente un ritorno alla normalità.
Misure nella sanità
Le misure per la “ripartenza” previste nella legge sono accompagnate da prescrizioni sanitarie per evitare la diffusione del contagio. L’Azienda sanitaria aumenterà le capacitá di svolgimento dei test, prevedendo anche test sierologici e test veloci per i gruppi a rischio. Eventuali focolai possono essere quindi identificati e contenuti in anticipo. Anche i servizi sanitari saranno rafforzati e nel caso ri-aumenti il numero dei contagiati possono velocemente essere allestiti i servizi di terapia intensiva. Con informazioni e campagne mirate la Provincia e l’Azienda sanitaria incoraggeranno l’opinione pubblica al rispetto di tutte le misure di prevenzione.
Il settore sociale si prepara all’apertura
La legge provinciale prevede inoltre che i Servizi sociali possano riprendere la loro attività. Il relativo piano di aperture dovrà essere regolamentato con un’apposita delibera della Giunta provinciale e in quest’ambito dovrà essere fissato anche il quadro temporale delle aperture. Come già comunicato attualmente si sta lavorando anche ad una tabella di marcia per quanto riguarda l’apertura delle residenze per anziani. Per il momento e per un determinato periodo di tempo non sono ancora previste le visite dei familiari e delle persone esterne alle strutture.