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A Comano Terme un corso di italiano per l'inclusione sociale e professionale dei rifugiati ucraini

Comano Terme
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COMANO TERME. Al momento dello scoppio della Guerra in Ucraina nelle Giudicarie Esteriori alcune persone residenti nei diversi Comuni della Valle, non potendo rimanere indifferenti ed inermi davanti a quella che si profila essere la più grave emergenza umanitaria degli ultimi trent'anni, si sono ritrovate ed hanno istituito il Comitato "Emergenza Ucraina Giudicarie Esteriori".

 

 

Lo scopo è quello di offrire accoglienza e supporto alle persone sfollate che giungono in zona e coordinarsi con il mondo dell'associazionismo, del volontariato locale e con le Istituzioni locali. Sono ormai una cinquantina le persone fuggite alle bombe della guerra e giunte in zona chiedendo un luogo sicuro, protetto per loro – prevalentemente donne e i loro figli - ed un regolare lavoro per soddisfare i bisogni primari e rendersi utili nel Paese che le accoglie.

 

Una volta espletate le formalità per l'accoglienza e organizzato il sistema dell'alloggio e degli alimenti, la difficoltà principale incontrata dalle persone sfollate è la comprensione della lingua italiana, sicuramente un apprendimento non immediato.

 

Il problema della lingua costituisce infatti un vero ostacolo sia all'integrazione sociale che a quella lavorativa e vanifica spesso gli sforzi che vengono fatti dai volontari, con competenze e disponibilità nel facilitare gli inserimenti lavorativi: individuazione delle opportunità, accompagnamento e presenza dei traduttori, spesso ucraine residenti da anni in Val Giudicarie che si sono rese immediatamente disponibili per l’attività di mediazione culturale e linguistica.

 

Paradossalmente, trattandosi di una zona a vocazione termale e turistica, non sono poche le strutture che faticano a trovare lavoratori e lavoratrici da inserire, favorendo così il tanto criticato mismatch fra offerta e domanda di lavoro.

 

Il Comitato, composto di persone con svariate competenze ed esperienze professionali, ha maturato e sostenuto la necessità un corso di lingua italiana per gli ospiti ucraini. In breve tempo l’analisi e lo sviluppo progettuale ha consentito l’individuazione di un’opportunità che consentisse la realizzazione, con risorse nazionali, di un corso di italiano base di 80 ore e la conseguente certificazione del livello A2 con il superamento dell’esame davanti alla Commissione provinciale. A seguire un percorso professionalizzante di 40 ore, breve ma mirato alle attività richieste dalle strutture turistico-ricettive, in particolare cameriere ai piani, aiuti cucina e supporto alle attività di igiene e pulizia degli spazi esterni e comuni a disposizione dei turisti.

 

Assieme agli elementi base della lingua italiana è stata condivisa l’opportunità di inserire nozioni di cittadinanza attiva, quali educazione civica, usi-costumi-tradizioni locali, elementi di salute e sicurezza nei contesti di lavoro, diritti-doveri delle lavoratrici e dei lavoratori, norme sulle pari opportunità e politiche di genere fino alla conoscenza degli attori del mercato del lavoro e delle istituzioni nazionali, provinciali e locali in materia di salute, istruzione e giustizia.

 

Il corso sarà realizzato presso l’Oratorio Don Bosco di Ponte Arche per facilitare la partecipazione, costituendo i trasporti un problema concreto. L’attività didattica inizierà il 9 maggio e si concluderà il 15 giugno, giusto in tempo per praticare i contenuti teorici nell’occupazione turistica stagionale a Comano Terme, San Lorenzo in Banale, Molveno ed Andalo.

 

Il Comitato Emergenza Ucraina delle Giudicarie Esteriori ha accolto favorevolmente da subito l’iniziativa credendo che possa garantire integrazione sociale ed autonomia economica alle persone sfollate anche anche nel breve-medio periodo di permanenza nel nostro Paese a causa del conflitto bellico, generando anche una disponibilità economica utile per la ricostruzione futura delle loro città e della loro quotidianità.