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Il ritorno del lupo in Trentino: la serata informativa a Maso Pacomio

Fiavè
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Il lupo è tornato in Trentino ed ora arriva la serata culturale in Giudicarie, a Maso Pacomio, in località Curé a Fiavé. In programma per giovedì 23 giugno ad ore 20.00, l'incontro è aperto a tutti, con Anna Sustersic da Founder and Project Coordinator Coexistence.life che presenterà il progetto Storie di Coesistenza, Enrico Ferraro Il ritorno del lupo in Trentino e nel nord-est delle Alpi.

 

 

Il ritorno del lupo, una tematica da affrontare con esperti. Cosa sappiamo oggi del lupo? Qualche prima riflessione ci arriva anche dal Rapporto Grandi Carnivori 2021 della Provincia Autonoma di Trento.

 

Il monitoraggio del lupo ha avuto inizio con il ritorno naturale del primo soggetto rilevato sul territorio provinciale nel 2010, dopo la scomparsa verso la metà del XIX secolo. Anche per questa specie ci si è avvalsi sin dall’inizio del monitoraggio genetico, dei tradizionali rilievi sul campo e del fototrappolaggio (foto n. 6). Lo sforzo di monitoraggio genetico nei confronti della specie è peraltro ridotto rispetto a quello messo in campo per l’orso, prioritario per una serie di ragioni (piccola popolazione isolata, al contrario del lupo che fa parte di una popolazione “alpina”, parte di una ancor più vasta metapopolazione europea). Attualmente è previsto uno sforzo di monitoraggio genetico intensivo (con ca. 500 campioni da processare) ogni 4 anni, a cominciare dal 2022. Nell’inverno 2020/21 si è svolto per la prima volta un monitoraggio a livello nazionale, promosso da ISPRA, che a livello alpino è confluito nelle attività previste dal progetto LIFE WOLFALPS UE

 

Consistenza, distribuzione, riproduzione, mortalità, trend e predazioni su selvatico

Nel corso del 2021 sono stati registrati in provincia 1658 dati riferibili al lupo (figura n. 6), di categoria C1 e C2 (dati “inconfutabili” e “confermati” in base ai criteri S.C.A.L.P.-CH) quali avvistamenti, fotografie, prede, orme, peli, escrementi, urina; tra questi 145 sono riferiti a campioni organici, 138 dei quali sono stati analizzati dall’Unità di Ricerca Genetica di Conservazione della Fondazione Edmund Mach (FEM). I dati raccolti nel loro insieme fanno stimare, nel 2021, una consistenza minima pari a 26 branchi (o gruppi familiari) i cui home range, nel corso del 2021, hanno interessato almeno in parte il territorio provinciale (figura n. 6). 15 di questi si ritiene gravitino almeno in parte anche sul territorio di province limitrofe (Verona, Vicenza, Belluno, Alto Adige/Südtirol e Brescia), mentre 11 si muovono esclusivamente all’interno del territorio trentino. La distribuzione dei 1469 dati relativi alla presenza del lupo in provincia nel 2021 è riportata nella figura n. 6; nella stessa è evidenziata anche la collocazione geografica dei 26 branchi stimati nel 2021. Sono circa 4.000 i km2 dove il lupo è stabilmente presente. Nel 2021 è inoltre stato rilevato un ulteriore, possibile, nuovo branco nell‘area della media val di Fiemme. Il dato non è però stato confermato/accertato, mentre la presenza di altri singoli esemplari di lupo è stata documentata anche in altre aree della provincia. Per 20 branchi è stato possibile accertare l’avvenuta riproduzione nel 2021. I 26 branchi stimati sono elencati nella tabella seguente, con il numero ed il nome dell’area che li identifica, l’anno del primo rilevamento del branco ed il numero massimo di esemplari accertato nel 2021, laddove disponibile (tabella n. 1 e foto n. 7). Va rilevato che a fronte dei 10 branchi nuovi rileva ti rispetto al 2020, di un branco (quello dell’alta val di Non, formatosi nel 2017) non è stato invece possibile confermare la presenza, il che fa presumere che gli esemplari, o buona parte di essi, siano morti. Il numero di branchi accertati passa dunque dai 17 del 2020 ai 26 del 2021, con un aumento del 53%. Il grafico n. 11 evidenzia il trend del numero accertato di branchi che gravitano in provincia di Trento, dal 2013, anno di formazione del primo branco in provincia, al 2021.

 

Nel 2021 è stata documentata la morte di 8 esemplari di lupo. 7 animali sono deceduti a seguito di investimenti stradali; per i dettagli si rimanda alla consultazione della tabella a pag. 41. Un ulteriore lupo, parzialmente consumato da necrofagi e morto per cause ignote, è stato rinvenuto il 31 ottobre nei pressi della strada a traffico limitato che collega Selva di Grigno all’altopiano di Marcesina. Per quanto riguarda le predazioni su selvatico rinvenute e registrate (foto n. 8) i 517 dati rappresentati nella figura n. 7 mostrano la distribuzione delle stesse. Va ricordato che i capi rinvenuti predati (foto n. 8) costituiscono ovviamente solo una parte di quelli reali. Anche la diversa incidenza sulle varie specie che è stata registrata non riflette necessariamente quella reale, dal momento che il rinvenimento delle predazioni da parte dell’uomo è influenzato da diversi fattori (per esempio vicinanza delle carcasse a sentieri, strade o a centri abitati, quota, grado di antropizzazione ecc), che inficiano la rappresentatività reale del dato.