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Mon, May

Gli sciacalli dorati di Fiavé si sono riprodotti: la fototrappola ne riprende quattro

Fiavè
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FIAVE'. Da qualche tempo è nota la presenza dello sciacallo dorato nella zona del biotopo di Fiavé, un fenomeno che ha suscitato reazioni diverse nella popolazione locale. Lo sciacallo dorato è un canide che assomiglia a una volpe nell'aspetto, ma di circa un terzo più grande nel peso; si ciba prevalentemente di carcasse di animali morti e gira di notte: la sua natura opportunista ha contribuito a creare la connotazione negativa legata al suo nome.

A inizio 2021 un esemplare di sciacallo era stato ripreso per la prima volta in zona da una fototrappola (qui) , andando a testimoniare la sua presenza sul territorio, dopo gli avvistamenti dell'anno precedente. Pochi mesi dopo, con il coinvolgimento di esperti e in particolare dello zoologo Luca Lapini da Belluno, il fenomeno particolare degli ululati aveva fatto pensare alla riproduzione degli animali in zona (qui).

Oggi il comunicato dell'Associazione Cacciatori Trentini rivela che la riproduzione è accertata anche con delle foto: sono infatti 4 gli esemplari ripresi lo scorso 31 dicembre a Fiavè.

 

 

 Foto Associazione Cacciatori Trentini

 

 

Nuovamente documentata la riproduzione di sciacallo dorato sulla piana di Fiavè

Dopo l'accertamento del 2020, anche nel 2021 lo sciacallo dorato si è qui riprodotto: sono stati fototrappolati 4 diversi esemplari.

 

Dopo le segnalazioni di fine giugno 2021 (raccolte dal Muse e dall'Associazione Cacciatori Trentini) di una probabile avvenuta riproduzione di sciacallo dorato nella torbiera di Fiavè - già nel 2020 si era qui registrato un primo evento riproduttivo -, tra la fine di dicembre 2021 ed i primi di gennaio 2022, sempre all'interno della medesima torbiera, sono state ottenute da personale tecnico dipendente dell'Associazione alcune immagini che testimoniano con certezza la riproduzione della scorsa primavera: il numero massimo di soggetti fototrappolati è 4.

 

Come noto, lo sciacallo dorato è giunto soltanto recentemente in Italia per naturale espansione dalla penisola balcanica, espansione resa possibile in virtù della decimazione del lupo qui culminata nella seconda metà del XX secolo. Le prime segnalazioni in Italia risalgono ai primi anni ’80 del secolo scorso, mentre il primo evento riproduttivo accertato è avvenuto nel 1985, alla periferia di Udine. Nel 1984 si sono registrate le prime segnalazioni in Veneto, in provincia di Belluno: nel 1992 queste hanno interessato anche la provincia di Treviso.

 

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Associazione Cacciatori Trentini