“Troppo grande.” “Troppo costosa.” “Troppo vicina all' 'altro' ponte.” “Troppo, troppo.”
Qui riassunte le lamentele di molti rispetto alla nuova passerella che attraversa il fiume Duina nel mezzo di Ponte Arche. Ma allo stesso tempo, chi critica domanda: “Quando sarà inaugurata?”
Una contraddizione forse. Ma questa la realtà: i cittadini parlano e sparlano. Tutti, tuttavia, attendono.
La passerella in questione è coperta, pedonale e ciclabile, lunga 37m e larga 5m.
La sua costruzione ha dato il via a non poche polemiche. Progettata come passaggio alternativo a quello della statale SS237, è stata pensata in primo luogo per agevolare il traffico di Comano Terme, soprattutto per un miglior scorrimento di autocarri sul ponte principale, dopo i lavori della nuova rotatoria. In tal senso, alcuni si preoccupano: “Traffico più scorrevole? Cosa sarà quando in inverno, l'ombra dell'imponente passerella farà ghiacciare maggiormente la statale?”
Tra le motivazioni della realizzazione, tuttavia, anche una componente turistica e paesaggistica: consente ai passanti di transitare in tranquillità rispetto al traffico e di godere di una miglior vista sul Duina. Non a caso la larghezza della passerella, l'istallazione di panchine e bacheche.
Montata in tempi record dall'impresa appaltatrice Pretti & Scalfi di Tione ancora a fine febbraio, non è ad oggi tuttavia accessibile. L'emergenza Covid ha indubbiamente bloccato i lavori conclusivi e le opere di arredo per sistemarne l'accesso; nell'ultimo mese sono stati ripresi e quasi ultimati. Il livello della piazza sulla sponda destra del fiume doveva essere alzato: ora, dopo l'intervento di tecnici e posatori, la piazza è più alta di almeno 40cm, a pari con il ponte; manca quindi la reistallazione di barriere protettive e della bacheca, tolti per consentire i lavori, ma indispensabili per la sicurezza del transito.
L'apertura sembrerebbe prossima, ma la data ignota. A notare ed aspettare pure i turisti di Comano Terme, tornati con la riapertura degli stabilimenti termali. “E' un peccato che non si possa provare. Vederla qui, pronta, e non poterla attraversare. Un peccato.” Non resta che attendere.

