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Sat, Apr

Una decina di spazzacamini in Giudicarie: un'arte che sopravvive oggi

Giudicarie
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GIUDICARIE. In Giudicarie gli spazzacamini sono almeno una decina, molti di più rispetto alla vicina Valsabbia, distribuiti quasi in ugual misura tra Chiese, Busa di Tione e Val Rendena. 

 

Sono attrezzati da veri professionisti, tra grondaie e canne fumarie si muovono con disinvoltura. Rispetto ad una volta sporcano molto ma molto meno perchè dotati di aspiratori e con addosso abiti meno trasandati e polverosi. 

 

Tra di loro c'è pure qualcuno che alterna quella professione facendo il maestro di sci nel periodo invernale. O ancora chi, come nel caso di Stefano Donati di Darzo, al mestiere di spazzacamino alterna l'attività di lattoniere: “ Ho 35 anni e da quattro pulisco camini pur avendo a Caffaro un'officina dove pratico carpenteria in ferro”. Gli fa eco Marco Facchini di Roncone, pure lui 35enne, che tra gatto delle nevi e spazzoloni di canne fumarie ne pulisce nell'arco dell'anno quasi un centinaio sino a Vestone.

 

In foto Carlo Secondo Ferrari 

 

Accanto a spazzole e spazzoloni si avvalgono di quella attrezzatura di nuova generazione che si chiama videospezione con cui sono in grado di diagnosticare lo stato di salute dell'intera canna che sia in cemento o acciaio. Di questo ne danno atto i vigili del fuoco, ad iniziare dall'ispettore distrettuale Andrea Bagattini ai comandanti dei vari Corpi il cui mattinale è sempre aggiornato. Tra questi Roberto Pizzini, Ezio Valenti, Cesare Balduzzi, Luigi Maturi,Walter Bagozzi, Alberto Ghezzi, Rudy Frigo, Fabio Venturini, Alessandro Giacco, Walter Scaia, Erik Gnosini, Marchiori Vittorio, Kristian Sicheri, Manuel Cunaccia, Nicola Marzadri, Fabrizio Masè, Nicola Zaninelli e Manuel Carè ne riconoscono responsabilità e lavoro.

 

Tornando di nuovo agli spazzacamini, dalle parti di Zuclo vi sono poi Franco e Nicola Zoanetti che insieme ad Enos Salvadori di Tione, Diego Lorenzetti di Pinzolo, Emiliano Alimonta di Spiazzo, Guido Alari e Riccardo Valenti di Bondo nonché Carlo Secondo Ferrari di Breguzzo sono considerati i "decani" di categoria. Quest'ultimo già da undici anni spazia quotidianamente tra tegole e canne fumarie andando a diffondere la sua arte sino ai margini del Garda. Dentro quella sua agenda, non affatto coperta da fuliggine, annota una dettagliata mappatura di dove va e cosa fa, che conserva per almeno cinque anni. “La mia giornata - racconta Carlo Secondo - inizia all'alba e, dopo un cappuccino e tortina alla staffa da Gemma a Storo, inizio quell'andirivieni tra scale e abbaini il cui via vai si protrae poco prima dell'imbrunire salvo in estate dove di tanto in tanto mi rilasso con la canna da pesca”.