È in atto la nuova campagna "promozionale" del Trentino per terrorizzare anche gli ultimi escursionisti che, nonostante tutto, decidono incautamente di avventurarsi nei sentieri del Trentino.
Con camion al seguito ed escavatori la Provincia autonoma di Trento con il sostegno di Trentino Marketing ha iniziato i lavori per la sistemazione di un numero imprecisato di cartelli che avranno come unico effetto quello di dissuadere anche gli ultimi temerari dal fare passeggiate e giri in mountain bike. Lo scopo secondo quanto scritto in un comunicato stampa Pat è quello di installare dei "cartelloni informativi per gli escursionisti" ma l'effetto sarà tutt'altro. Lo si è già visto con i cartelli gialli istallati lo scorso anno.
Questa decisione appare alquanto schizofrenica se si pensa ai soldi spesi dagli stessi autori per campagne per promuovere passeggiate in montagna, sentieri escursionistici e la mountain bike nel territorio Trentino.
Annibale Salsa Antropologo ed esperto conoscitore delle Alpi, già presidente del Club Alpino Italiano e presidente del Comitato Scientifico dell'Accademia della Montagna, in uno dei suoi numerosi scritti in merito al tema orso qualche anno fa scriveva: «Il numero di orsi in Trentino è ormai insostenibile, si è alla saturazione. Occorre rimandare in Slovenia gli orsi che non riusciamo a gestire. Il problema è la quantità di esemplari che un territorio può sopportare. Il Trentino non ha le foreste della Slovenia. Qui ci sono paesi ogni pochi chilometri, malghe e pascoli. È stato superato il limite. Anche perché il progetto di ripopolamento dell'orso nelle Alpi centrali prevedeva il coinvolgimento anche delle zone vicine, come la Lombardia e la Svizzera. Qualche esemplare si è spinto fino alla provincia di Como e in Svizzera. Ma in Svizzera non si fanno tanti problemi con gli abbattimenti. Anche in Slovenia la presenza degli orsi non viene gestita con il nostro moralismo. Lì si pratica la caccia di selezione per tenerne sotto controllo il numero. Il problema è dunque scientifico, non ideologico. Bisogna scegliere se vogliamo abbandonare la montagna o se vogliamo una montagna vissuta. Conosco situazioni in cui gli allevatori hanno rinunciato a lavorare nelle malghe per paura. Ma è facile pontificare dalle città o dai ministeri: per i "protezionisti" da tavolino l'orso è diventato una specie di idolo, un "vello d'oro". Non riescono a mettersi nei panni di chi lavora sulle montagne, ad immedesimarsi nelle loro fatiche».
È questo il punto focale della discussione. Vogliamo che le valli del Trentino rimangano Area uomo o vogliamo farle diventare area orso e poi stracciarsi le vesti perché la montagna non è più vissuta...

Qui sopra Boniprati una tipica Area orso dove l'uomo si è permesso di costruire qualche casetta e il Servizio Gestione Strade della Provincia Autonoma di Trento di asfaltare la strada provinciale.

Qui sopra interessante accostamento tra il Bike Festival Riva del Garda e l'area orso. In questo modo i biker delle Marathon potranno conoscere tutte le regole in caso di incontro con il plantigrado e potranno "vivere un'esperienza indimenticabile" come auspicato dagli organizzatori.

Qui sopra il cartello installato a Malga Pranzo, ottima scelta che richiama perfettamente il luogo dove l'orso è solito pasteggiare.
Qui sotto il comunicato stampa ufficiale diffuso dall'ufficio stampa della Provincia autonoma di Trento. "Orso, cartelloni informativi per gli escursionisti. Prosegue la campagna promossa da Provincia e Trentino Marketing"
"La biodiversità che arricchisce il territorio è un valore prezioso, ma la presenza dell'orso bruno impone alcuni accorgimenti. Per questo, il Servizio Faunistico in collaborazione con il Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale (Sova) e Trentino Marketing, sta proseguendo l'installazione di cartelloni informativi in punti strategici per le passeggiate nei boschi. L'orso, animale schivo per natura, in gran parte dei casi preferisce allontanarsi senza essere visto. Per questo, durante le escursioni è importante farsi sentire. Camminare parlando ad alta voce e facendo rumore aiuta a far avvertire ai selvatici la propria presenza. Un altro suggerimento fondamentale è quello di tenere il cane al guinzaglio: un animale non controllato potrebbe avvicinarsi all'orso e provocare una situazione di pericolo. Inoltre, è cruciale non alimentare i grandi carnivori e non lasciare rifiuti nei boschi. Gli scarti, soprattutto quelli organici, attirano gli animali e potrebbero causare un incontro indesiderato. In caso di avvistamento dell'orso, è importante mantenere la calma e allontanarsi lentamente, senza correre o fare movimenti improvvisi. Se l'orso si avvicina, il comportamento giusto è aspettare che si allontani spontaneamente. Se invece ci si trova a un incontro ravvicinato, la regola d'oro è evitare qualsiasi interazione e allontanarsi in silenzio. Mai cercare di inseguire l'orso, nemmeno se si è in macchina.
Il comportamento dell'orso, che può sembrare aggressivo, è spesso un tentativo di valutare la situazione. Se l'orso si alza sulle zampe posteriori, non è un atto di minaccia, ma un modo per osservare meglio l'ambiente circostante. In questo caso, non bisogna farsi prendere dal panico, ma parlare con calma per far sentire la propria presenza. Se, invece, l'orso dovesse mostrare segni di aggressività, come vocalizzi o zampate a terra, è importante allontanarsi senza correre.
Nel raro caso in cui si verificasse un contatto fisico con caduta a terra, la cosa più importante è coprirsi la nuca con le mani e rimanere immobile. In ogni caso, una volta allontanatosi l'orso, sarà necessario avvisare tempestivamente le autorità competenti attraverso il numero unico di emergenza 1-1-2".
Se siete ancora vivi.
In caso contrario, tranquilli, sono sicuro che tutti (o quasi) vi renderanno omaggio.
Speriamo che assessori provinciali, consiglieri e sindaci dicano in modo chiaro e netto come la pensano già ora.
Volete che le valli del Trentino siano "Area orso" o "area uomo"? I cittadini dovrebbero saperlo per poter scegliere da chi farsi rappresentare.
