TRENTO. L'universo femminile è stato considerato per lungo tempo estraneo al gioco d'azzardo e nonostante i dati dicano che la percentuale tra i giocatori patologici trattati nei centri di recupero sia di 4,5 uomini per 1 donna, la realtà delle donne giocatrici sta emergendo e, in alcuni settori, superando già quella degli uomini. L'età media delle donne giocatrici è più alta rispetto alla media maschile, e il passaggio alla dipendenza più veloce.

La giocatrice patologica donna subisce una maggiore stigmatizzazione e soffre di un isolamento sociale maggiori rispetto a un giocatore uomo perché si ritiene che venga meno al suo ruolo di garante del menàge familiare e del suo ruolo materno. Sembra confermato che nelle donne adulte lo sviluppo di questa dipendenza sia collegata a problemi di carattere affettivo-relazionali; giocano per fuggire a situazioni stressanti o a condizioni di vita insoddisfacenti, come risposta a sentimenti di inadeguatezza, solitudine, disvalore di sé, frustrazione, impossibilità di rompere rapporti coniugali.
«Le donne che giocano d’azzardo subiscono degli stigmi sociali più grandi di quelli degli uomini. Questi, insieme al senso di colpa verso la famiglia, rendono le donne più fragili e meno inclini a chiedere una mano“ (F.Prever). A queste donne serve un luogo protetto dove confrontarsi e trovare aiuto al sicuro dallo stigma. L’aspetto relazionale è infatti fondamentale per combattere la dipendenza da azzardo, così come il sostegno della famiglia e del partner. Per gli uomini dipendenti dal gioco d’azzardo il supporto dei familiari c’è sempre, mentre le donne sono nella maggior parte dei casi affrontano la terapia da sole».
Alla luce di queste considerazioni risulta evidente la necessità di offrire spazi di rielaborazione del problema dedicati, in modo da poter affrontare il problema dell'azzardo rispettando le specifiche peculiarità sopra citate. L’Associazione A.M.A. organizza un laboratorio dedicato alle donne con problemi legati all'azzardo.
Problema spesso nascosto e sottovalutato, la dipendenza da gioco d’azzardo tra le donne è un fenomeno sempre più diffuso in Italia e in altre parti del mondo.
L'associazione AMA ha scelto di dedicare questo primo laboratorio al tema dell'autostima.
L’autostima è uno dei pilastri del benessere umano. Sebbene tutti crediamo di conoscerla e ne parliamo spesso, in realtà in pochi sanno gli elementi che la compongono e le conseguenze che essi creano. Conoscere l’autostima è importante per la consapevolezza di sé, per capire i nostri punti di forza e le nostre fragilità in modo tale da imparare a gestire le diverse situazioni della vita. L’autostima è importante per la lettura delle nostre emozioni, per ricostruirsi dopo un momento di difficoltà, per riproporci nuovi obiettivi da raggiungere e fare tesoro delle esperienze vissute.
Rifletteremo sull’autostima cercando di conoscerla meglio, impareremo il suo linguaggio e scopriremo degli strumenti che ci permetteranno di mettere in pratica nuovi modi di agire e di stare con sé stessi e con gli altri. Il tutto da uno sguardo compassionevole verso di noi, più aperto, più sereno, più amichevole.
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Quando: sabato 11 giugno 2022 dalle 9.00 alle 13.00,
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Con chi: Marìa Belén Rath- psicologa, Giulia Tomasi – operatrice associazione AMA
Per info e iscrizioni: 342-8210353 oppure 0461-239640
