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Fri, Apr

Provincia ed Oipa sulla problematica lupo: stamani il Comitato per l'ordine e la sicurezza

In Trentino
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Lupo, il presidente Fugatti: “Problema di sicurezza pubblica”. Il Trentino è pronto ad accogliere il progetto di sperimentazione relativo alla gestione del lupo, il cui comportamento in alcuni casi si configura come un problema di sicurezza pubblica. “Da tempo la Provincia è all’opera per individuare le soluzioni migliori per la gestione dei grandi carnivori. Tanto che siamo arrivati anche ad un’apertura del ministro Roberto Cingolani per un progetto sperimentale dedicato al lupo” sono state le parole del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, intervenuto stamani nel corso del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal Commissario del Governo, prefetto Gianfranco Bernabei e alla quale hanno preso parte anche il sindaco di Folgaria Michael Rech, il dirigente generale del Dipartimento protezione civile, foreste e fauna Raffaele De Col, i vertici delle Forze di polizia territoriali, i rappresentanti del Corpo forestale del Trentino e di Ispra.”

 

La riunione è stata convocata in seguito all’episodio di sabato pomeriggio sugli Altipiani cimbri, dove un cane è stato predato da un branco di lupi, alla presenza del padrone che ha assistito alla scena a poche decine di metri di distanza. Secondo quanto è stato accertato, sul territorio provinciale sono presenti oltre 20 branchi di lupo: uno di questi si sposta tra la Vigolana, Folgaria e il Vicentino.”

 

Appare importante che i rappresentanti istituzionali locali intervenuti quest’oggi abbiano posto il tema della sicurezza pubblica: un approccio che consideriamo quantomai opportuno. Le riflessioni emerse serviranno a definire le azioni future che definiremo in collaborazione con Ispra per l’attuazione del piano d’azione per la gestione del lupo in Trentino. Il Corpo forestale proseguirà intanto il lavoro di monitoraggio, anche sulla base di tracce generiche. Sulla base di eventuali nuovi comportamenti problematici o pericolosi, saremo certamente chiamati a intervenire” ha concluso il presidente Fugatti.

 

 

In contemporanea si esprime anche Oipa: “su quali presupposti si è convocato il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica se nulla è stato fatto per la prevenzione e l’informazione?”

Comparotto: “Si vuole affrontare la questione delle rare aggressioni imputabili a disattenzione o imprudenza umana con metodi da Far West». L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) chiede su quali basi si sia convocato oggi il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica sulla questione lupi in Trentino. Se nulla è stato fatto per favorire la serena coesistenza dei lupi sul territorio attraverso opere di prevenzione e una corretta azione d’informazione ed educazione, come si può mettere all’ordine del giorno un tema simile? Inoltre, cosa può decidere il Comitato in merito a una specie protetta da norme nazionali e internazionali e senza parere degli organi preposti al controllo (Ministero della Transizione ecologica e Ispra)?”

 

Attendiamo una risposta dalla Provincia autonoma di Trento che chiarisca questi punti per non dover concludere che, ancora una volta, si voglia affrontare la questione delle rare aggressioni imputabili a disattenzione o imprudenza umana con metodi da Far West, mettendo mano al fucile, come vorrebbe il presidente Maurizio Fugatti», commenta il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto.

 

L’Oipa ricorda che l’ultima Relazione grandi carnivori redatta dalla stessa Provincia di Trento afferma che “i dati raccolti nel loro insieme fanno stimare, nel 2020, una consistenza minima pari a 17 branchi (o gruppi familiari)”, branchi in via di “rapida colonizzazione”. Da allora cos’ha fatto la Pat per prevenire eventuali attacchi? Si ripropone il tema delle lacune già emerse nella gestione degli orsi.

 

Va ribadito che nell’Unione europea il lupo è protetto dalla Direttiva Habitat e la sua caccia non è consentita. Occasionalmente, in circostanze particolari (es.: lupi ritenuti problematici per la pressione predatoria sul bestiame localizzata in particolari aree o situazioni), alcune deroghe alla Direttiva possono essere temporaneamente applicate purché sia mantenuto lo “stato di conservazione soddisfacente”, della specie interessata nella sua area di “ripartizione naturale” (art. 16 della Direttiva comunitaria Habitat 43/92). Oipa chiede: ci sono questi presupposti? E, contestualizzando l’incidente di Folgaria in seguito al quale è stato convocato il Comitato, purtroppo è morto un cane lasciato libero nell’habitat dei lupi e un cane non appartiene certo alla categoria “bestiame”.”

 

Ripetiamo quel che abbiamo già più volte affermato in occasione delle aggressioni degli orsi: l’uomo deve rispettare l’habitat degli animali selvatici e quando si trova nella “casa” dei grandi carnivori dev’essere più che prudente. Ancora una volta, invece di investire sulla prevenzione, sull’informazione, sull’educazione, la Provincia di Trento si distingue per proporre “soluzioni mano armata», conclude Comparotto.”