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Tue, Apr

Blitz Centro Sociale Casteller. Zanotelli risponde: “Grazie a chi ha contribuito a mantenere l'ordine”

In Trentino
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Centro Sociale Bruno, area Casteller: “Abbattuta la recinzione esterna, questo è solo l'inizio”

Centinaia di attivisti e attiviste sono giunti/e ieri da tutta Italia nel luogo in cui sono rinchiusi M49/Papillon, M57 e DJ3, detenuti in condizioni psicofische inaccettabili dalla Provincia di Trento per l’unica colpa di essere orsi e di essersi comportati come tali.

 

Il progetto Life Ursus è fallimentare e indice dei limiti e dell’ipocrisia dell’impostazione antropocentrica della classe politica trentina nella gestione della convivenza con altre specie. Oggi è stata una giornata importante. La rete esterna del Casteller è stata abbattuta dalle tute bianche, che oggi dimostrano che la giustizia climatica solidarizza e va di pari passo con la resistenza animale, mentre numerosi attivisti hanno bloccato incatenati l’ingresso del Casteller.

 

La sete di libertà di M49, che più di una volta si è fatta beffa dei propri carcerieri, non ci lascia indifferenti. Il Centro Sociale Bruno, che porta il nome dell’orso ucciso 14 anni fa per aver varcato un confine nazionale, continuerà assieme a tutti coloro che hanno partecipato oggi a voler smontare la gabbia fisica e simbolica che vuole imprigionati questi animali. Questo è solo l’inizio e non ci fermeremo fino a quando gli orsi ingiustamente detenuti non torneranno a godere degli spazi che a loro appartengono.



Dalla parte degli orsi ribelli”, questo lo slogan che accompagna la mobilitazione lanciata in primis da centro sociale Bruno e assemblea antispecista nella giornata di oggi. Un lungo serpentone di persone si è mosso verso il Casteller per chiedere la liberazione dei plantigradi reclusi: M49-Papillon, M57 e Dj3. Dal microfono è stata ribadita la responsabilità della provincia: “Nell’operato della Giunta Fugatti riconosciamo le stesse politiche repressive messe in atto nei confronti di tutti quei corpi indecorosi ed eccedenti, che varcano confini ed esprimono volontà di autodeterminazione”

La mobilitazione si è suddivisa in due finger, il primo ha simbolicamente bloccato il cancello di ingresso al Casteller dove attivisti e attiviste si sono incatenati. Mentre il secondo finger ha deviato dal percorso per raggiungere il concentramento addentrandosi nei boschi. Il finger ha costeggiato la recinzione del Casteller.

Il finger due è riuscito a smontare centinaia di metri di reti della recinzione che delimita la gabbia degli orsi. La polizia in assetto antisommossa ha accerchiato per diverso tempo gli attivisti e le attiviste. Nonostante il blocco il finger due si è ricongiunto con il primo che stava continuando a presidiare l’area del cancello principale.

Di fronte al cancello del Casteller sono proseguiti gli interventi. Le forze dell’ordine hanno continuato con le provocazioni accerchiando il presidio. Attiviste e attivisti hanno ripreso il corteo per rientrare alla stazione di Villazzano.

Foto da Centro Sociale Bruno

 

La risposta di Zanotelli: “Grazie a chi ha contribuito a mantenere l’ordine pubblico”.

Il rispetto delle idee di tutti è sacro, ma non è tollerabile che per affermare le proprie si danneggi la proprietà pubblica”. È il pensiero dell’assessore provinciale all’agricoltura e foreste Giulia Zanotelli al termine della manifestazione di protesta che si è svolta al Centro forestale del Casteller.

Desidero ringraziare a nome della Giunta -aggiunge l’assessore- le forze dell’ordine, i vigili del fuoco ed i forestali che hanno contribuito a mantenere sotto controllo la situazione evitando che la tensione arrivasse a livelli preoccupanti. Resta il fatto che alcuni individui, che ci auguriamo vengano identificati affinché rispondano delle loro azioni, hanno danneggiato la recinzione esterna al centro, azione ovviamente del tutto censurabile ed in merito alla quale ci auguriamo sia corale la presa di distanza da parte di tutti i livelli istituzionali.

È noto che le divergenze di opinioni esistono e sono piuttosto marcate, ma è nelle sedi opportune che devono continuare a confrontarsi. Al clamore come quello inscenato – conclude l’assessore- noi preferiamo il continuo impegno a sostegno degli allevatori e degli agricoltori che i problemi della montagna li vivono ogni giorno, non solo nei fine settimana in cui si organizzano raduni che sembrano richiamare più supporter che reali conoscitori del nostro territorio e dei suoi reali problemi.

Un impegno che si declina nel piano di azione già reso pubblico e che si rende necessario per garantire la sicurezza pubblica di cittadini e chi in genere frequenta il nostro territorio”.