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Sat, Apr

Ripartire con 3mila euro quando se ne sono persi 32 mila è quasi impossibile. I contributi non bastano neppure per pagare l'affitto. La lettera di una partita iva

In Trentino
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È sicuramente un caso particolare e quindi non è una panoramica della situazione in Trentino. Ma dà comunque l'idea di cosa stiano passando anche le piccole imprese locali che si trovano in seria difficoltà dopo quasi due mesi di stop obbligato. È il quadro tracciato da un giudicariese che a fronte di quanto delineato dalla Pat con la manovra per far ripartire il Trentino ci ha inviato una lettera che riportiamo integralmente. Secondo lui anche se ricevesse i contributi messi in campo dalla Pat la ripartenza sarebbe quasi impossibile. 

 

«Ho ascoltato con attenzione quanto proposto dal Presidente Fugatti e dall’assessore Spinelli nella diretta facebook per presentare il disegno di legge per far ripartire il Trentino.

Ci sono sicuramente degli interventi positivi nella manovra ma siamo sicuri siano sufficienti a far ripartire il Trentino? Io non conosco le altre realtà e quindi mi limito a portare solo come esempio la mia. Ho una piccola attività, pago un affitto, ho due dipendenti.

Considerando che fino a fine maggio l’attività rimarrà chiusa, tra marzo aprile e maggio, rispetto allo scorso anno avrò una perdita di fatturato pari a circa 32 mila euro.

Mentre continuerò a pagare nello stesso periodo un affitto pari a 5400 euro.

Se non ho inteso male se rientrerò tra le piccole aziende che hanno tutti i requisiti per ricevere i contributi a fondo perduto più i contributi del canone affitto, potrei ricevere al massimo 1500 euro per l’affitto e 3 mila euro di contributi a fondo perduto. Totale 4500 euro.

Un bel contributo, ci mancherebbe, in Trentino siamo dei privilegiati perché da altre parti potrebbe non esserci neanche questo, ma con questi soldi non ci pago neppure l’affitto.

Non dimentichiamo: non ho deciso io di chiudere l’attività come non lo ha deciso nessuno di noi. Lo ha imposto un decreto per un bene comune. Pertanto pensavo di aver diritto non di arricchirmi sulle spalle dello stato e della Pat, ma a quanto mi serve in questo momento di difficoltà per pagare le spese vive.

Tornando ai 4500 euro che potrei forse ricevere a fondo perduto contro i 5400 euro del solo affitto... rimangono tutti gli altri costi fissi dell’azienda da sostenere, che ci sono anche nei mesi in cui non si lavora.

È vero che posso richiedere un prestito fino a 25mila euro grazie al fondo garantito dalla Pat e avere un mutuo a zero interessi per due anni e con questo pagare le spese di questi mesi a zero incasso, ma con le prospettive che abbiamo nei prossimi mesi il pensiero di dover pagare un mutuo non è dei migliori.  Nei prossimi mesi probabilmente sarà ancora peggio perché per ripartire a pieno regime ci vorranno 6 mesi o forse più, e quando non si è a pieno regime i soldi non bastano neppure per pagare le spese ordinarie.

Tralasciamo il fatto che dovrebbe mangiare anche una famiglia.  Si può sempre contare sul bonus alimentare… se poi non ce la faccio a continuare l’attività posso accedere ai 600 euro che hanno riservato anche alle partite iva che falliscono.

È chiaro che la Provincia può fare interventi a seconda delle risorse che ha a disposizione, ma se le imprese falliscono di soldi ne avrà sempre meno. Forse sarebbe meglio cercare di non farle fallire in modo da mantenere aziende produttive che comunque anche se in piccolo creano ricchezza dando da lavorare a qualche persona. Altrimenti oltre al datore di lavoro si dovrà prendere in carico anche i dipendenti che rimarranno senza lavoro. Se un'azienda perde 30mila euro e gliene do 3 mila e se a fronte di 5400 euro di affitto gliene do 1500 euro difficilmente si salva. 

Spero di trovarmi da solo in questa situazione perché se per caso in Trentino ce ne fossero tante e avessero come scelta obbligata quella di cessare la propria attività il sistema potrebbe vacillare.

Di fronte a queste misure speriamo che la voglia di rimboccarsi le maniche e di rimettersi in gioco prevalga anche in questo frangente di estrema difficoltà.

Lettera firmata».