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Sat, Apr

Monsignor Lauro Tisi: «Oggi i veri sacerdoti sono gli operatori che lavorano negli ospedali con la massima dedizione. Gli ospedali e le case di riposo sono le cattedrali»

In Trentino
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«Ci tengo a precisare come per noi fosse importante concentrarci verso il mondo della Caritas per riuscire a mantenere i servizi per i poveri. In questi momenti il rischio è che chi è povero diventi ancora più povero. La nostra chiusura delle chiese è stata una carezza d'amore verso le persone, verso chi sta soffrendo. Le cattedrali oggi sono gli ospedali, sono i luoghi dove c'è sofferenza. C'è dolore e spesso c'è dolore e solitudine.  Gli operatori sanitari stanno cercando, per quanto possibile, di sostituire anche i familiari per accompagnare i malati in questo difficile momento. Chi lavora negli ospedali sta svolgendo un lavoro straordinario non solo dal punto di vista sanitario. Gli operatori sanitari oggi sono i veri sacerdoti. Stanno portando avanti con una dedizione straordinaria il loro lavoro». 

Questo il messaggio pregnante di Monsignor Lauro Tisi che ha aggiunto: «Sta succedendo quello che mai avremmo immaginato, per stare con gli altri dobbiamo mantenere la distanza, perché altrimenti potremmo arrecare danni.

Mai nella storia umana si è immaginato che la vicinanza si potesse esprimere con lo stare lontani. Si sente così ancora di più il bisogno di incontraci di stare vicini. È più evidente il bisogno di rivederci, più forte la nostalgia degli altri.  Il web è come un grande grido a tornare ad incontrarci». 

Infine un messaggio per i credenti e per i non credenti. 

«Credere o non credere non fa differenza in questo momento perché siamo accomunati dal dolore e dalla sofferenza. Il terreno su cui possiamo trovare convergenza è quello di cercare di ritrovarci sul terreno del volerci bene. Mi piace citare Matteo 25. "Avevo fame, mi ha dato da mangiare. Ero malato, mi hai visitato". Il terreno di incontro tra credenti e non è l'amore per l'altro». Poi un messaggio pragmatico: « Se avete bisogno di strutture o altro fatevi avanti noi ci siamo».