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Thu, Apr

La mostra è visitabile negli spazi dell’antico Convento francescano di Campo Lomaso. Sacra natura: montagne verdi, campi coltivati, un unico pianeta

 

Inaugurata negli spazi dell’antico Convento francescano di Campo Lomaso, “Sacra natura. Montagne verdi, campi coltivati, un unico pianeta” è una mostra che onora la natura. L’esposizione, allestita all’interno degli spazi situati al piano terra dell’ex Convento francescano di Campo, nel comune di Comano Terme, propone un viaggio di conoscenza che si estende dalle “montagne verdi” – dal nome della mostra dello scorso anno, di cui questa costituisce una naturale estensione - ai campi coltivati, quindi allo spazio antropizzato, allargando lo sguardo dal Trentino alla Terra, il Pianeta azzurro che ospita la vita. Un elogio al valore collettivo delle molteplici connessioni che determinano il paesaggio e la sua fisionomia, quindi, quello promosso dal Parco Naturale Adamello Brenta e dall’APT Terme di Comano Dolomiti di Brenta, ora confluita nella nuova APT Garda Dolomiti, assieme al Comune di Comano Terme, all’Ecomuseo della Judicaria, al Ceis, al Mab-Riserva di Biosfera Alpi Ledrensi e Judicaria. La mostra, visitabile fino a 15 settembre, racconta il paesaggio compreso nel territorio del Parco Naturale Adamello Brenta e nelle conche vallive delle Giudicarie esteriori, frutto della complessa interazione fra uomo e ambiente, ovvero di una governance antica, iscritta negli Statuti, nelle Carte di regola, nella incessante cooperazione fra le comunità. Nelle sezioni curate dal Parco si parla in particolare degli aspetti relativi alla flora, alla fauna e alla geologia. Nel chiostro del Convento viene inoltre sviluppato il tema, estremamente attuale e urgente, del cambiamento climatico. All’inaugurazione sono intervenuti Fabio Zambotti, sindaco del Comune di Comano Terme, Walter Ferrazza, presidente del Parco Naturale Adamello Brenta, Susanna Serafini, consigliera dell’APT Garda Dolomiti; Carmela Bresciani, presidente dell’Ecomuseo della Judicaria, e Mario Tonina, vicepresidente e assessore all’ambiente della Provincia autonoma di Trento.

 

 

Facciamo rivivere uno spazio, antico, uno spazio un tempo abitato dal ‘sacro’, quel sacro che aiuta a ricongiungerci con la Natura – ha detto il presidente del Parco Ferrazza – che alimenta, trasforma e rinnova il benessere nell’uomo. L’esperienza di un viaggio silenzioso e lento che parte dalle ricchezze del nostro territorio, per esplorare anche il ruolo delle attività umane che vi si svolgono. Lo scopo di una realtà come quella del Parco Adamello Brenta è anche questo: accrescere la conoscenza, stimolare la discussione, gettare un ponte fra passato e presente garantendo e promuovendo, nel pieno rispetto dei principi istitutivi, la valorizzazione e la conservazione anche della cultura identitaria”.

Ritroviamo in questa iniziativa spunti e visioni che, ad inizio legislatura, sono stati al centro degli Stati generali della montagna, che si sono conclusi proprio a Comano. – ha sottolineato a sua volta il vicepresidente della provincia Tonina – La sintesi che possiamo trarne è una sola: la risposta ai problemi della convivenza fra uomo e natura si chiama sostenibilità. La Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile 2030, che la Provincia autonoma sta approvando, al termine di un lungo percorso di condivisione, tocca ognuno di questi temi, dall’acqua alla biodiversità o dall’agricoltura, indicando misure concrete da mettere in pratica nel prossimo futuro. Questa mostra ci aiuta a conoscerli, e ci illumina anche su quanto fatto già da chi ci ha preceduto: grazie a chi l’ha ideata e a chi ne trarrà spunto per la sua azione quotidiana”.



La mostra

Il percorso di visita della mostra, curata da Roberta Bonazza, parte dallo spazio esterno del chiostro, dove si racconta attraverso una serie di informazioni lo stato di salute del pianeta e prosegue nelle tre stanze interne dell'ala sinistra (ex Parlatorio, ex Cucina, ex Refettorio del Convento). dedicate all’ambiente alpino con un'istallazione multimediale e una ricca descrizione della botanica d'alta quota. Il percorso prosegue nell’ala destra del Convento con una sala dedicata al tema dei campi coltivati che caratterizzano il paesaggio delle Giudicarie esteriori.

La mostra è un modo per avvicinare ciò che tende a sfuggire dell'inestimabile valore del paesaggio – spiega Bonazza. -  Un mondo di straordinaria densità, anche affettiva e simbolica, che nei processi di evoluzione in atto ci mette di fronte alla sfida dell'antropocene e dei cambiamenti climatici. Il percorso espositivo segna l'incontro di diversi universi ecologici, un elogio alla biodiversità, alle molteplici connessioni tra i luoghi selvatici e quelli abitati,  mettendo al centro il nostro far parte della complessità del creato, in una relazione imprescindibile, che ci chiede responsabilità.”

 

Sacra natura”, che eredita parte del percorso della precedente esposizione, “Montagne Verdi”, non si limita ad esibire la bellezza della natura ma è ricca di spiegazioni scientifiche, fornite dal Parco, nonché dal Muse, dal Museo civico di Rovereto, dall’Ecomuseo della Judicaria e dal Mab. E’ ideata come un mosaico di universi, quello minerale, quello vegetale, quello animale e quello umano, esposti cercando di ricreare la stessa suggestione e lo stesso stupore che si provano scorgendo in montagna un capriolo oppure una stella alpina ma con in più la possibilità di apprenderne le caratteristiche scientifiche. Ulteriori spunti di riflessione riguardano le sfide del presente, il ruolo attivo dell’uomo, il tema della tutela attiva e dell’interdipendenza degli ecosistemi

La mostra è presidiata da un custode che accompagnerà i gruppi che, per la visita negli spazi al chiuso, non supereranno i 7 componenti. La capienza massima della struttura non supererà le 50 persone presenti contemporaneamente. I locali non occupati dalla mostra non saranno accessibili al pubblico.

Il Convento di Campo – sottolinea l’archietto Davide Fusari - costituisce un importante patrimonio per le Giudicarie esteriori. Per secoli i Frati francescani sono stati un riferimento spirituale, culturale e sociale per il territorio e gli abitanti. Recentemente un percorso partecipativo ne ha immaginato una nuova vita che metta al centro il suo essere un valore per la comunità allargata capace di reinterpretare oggi i principi che lo hanno animato nel tempo”. La riapertura dell’ex-Convento è stata promossa dal Comune di Comano Terme con la collaborazione dell'Ecomuseo della Judicaria. Il primo obiettivo è stato quello di far rivivere il piano terra, caratterizzato dal suggestivo chiostro e da un ampio spazio aperto di cui si è cominciata la riqualificazione con la realizzazione di orti sociali e di una installazione. In questo contesto, la mostra “Sacra natura” abita gli spazi del Convento interpretandoli con il suo allestimento e offrendo un ricco contributo alla rilettura del rapporto tra uomo e natura che, da sempre, ha animato l'identità di questo luogo.

La mostra resterà aperta dal 9 luglio al 15 settembre 2021 in orario diurno.Gli orari di apertura previsti sono 10-13, 15.30-19 (chiusa il lunedì).

 

 

CAMPIGLIO. Lunedì 5 luglio riaprirà i battenti il Museo delle Guide di Madonna di Campiglio, che grazie alla gestione diretta della Pro Loco Madonna di Campiglio, quest'anno può avvalersi di una collaboratrice fissa per tutta l'estate.

 

 

Il Museo inaugurato nel 2006 grazie all'intervento della Provincia, del comune di Pinzolo, del Rotary Fellow distretto 2006, è stato realizzato sullo studio dell'architetto di Manuela Baldracchi e si avvalso del contributo di immagini di Paolo Bisti, del supporto dell'alpinista e Guida Alpina Marco Furlani.

 

Il risultato è un piccolo scrigno di storia dell'alpinismo, realizzato grazie alle donazioni di molte famiglie locali, le quali possono vantare nomi celebri, sia come guide alpine, che come protagonisti di importanti imprese alpinistiche.

 

All'interno una serie di vetrinette espositive, una per ogni famiglia di alpinisti e Guide Alpine, che espongono una preziosa raccolta di suppellettili: libretti di guida, libretti di vetta, corde, piccozze, ramponi, attrezzatura da montagna degli esordi dell'alpinismo in Brenta.

 

E dunque i Detassis, i Dallagiacoma, i Vidi, gli Alimonta, i Serafini, i Bonapace ed Ancora Silvio Agostini, Renato Valentini, ognuno con le proprie foto d'epoca e gli oggetti più significativi della propria carriera, gelosamente custoditi in  una elegante vetrinetta con la struttura in legno.

 

Particolare la sezione dedicata a Cesare Maestri, con gli scarponi della scalata al Cerro Torre, la famosa spedizione "Campiglio 70", quella con il compressore, con la quale il Ragno delle Dolomiti volle gridare al mondo la sua verità, rimanendo 24 giorni in parete pur di arrivare in vetta.

 

Ed ancora articoli di giornale, sci di legno, ed alle pareti le gigantografie del Gruppo Guide Alpine, costituitosi nel 1911 (un'immagine storica che campeggia su quasi tutti i libri di storia dell'alpinismo) e le vie più celebri delle Dolomiti di Brenta.

 

Unico neo: lo spazio riservato al Museo, collocato allo Chalet Laghetto in Conca Verde, è veramente angusto, l'appello della comunità di Madonna di Campiglio è che si possa trovare una sede più consona per una raccolta così ricca di cimeli di grande rilevanza storica.

 

Il Museo è aperto tutti i giorni dalle 15.00 alle 20.00.

Un altro mezzo agricolo, seppur di dimensioni ridotte, ha provocato l'ennesima disgrazia di stagione.  Stavolta vi ha perso la vita Giorgio Iori di anni 63 travolto dal mezzo  che stava  manovrando lungo una strada da mont tra le località Rocca e Giuggia a monte di Roncone in  Valle del Chiese.

Su quanto avvenuto sono in corso  accertamenti da parte dei carabinieri di stanza a Tione. Per ipotizzare quanto accaduto serve approfondire  alcuni  particolari  su cui è concentrata  l'attenzione delle  stesse forze. I militari  hanno  sentito alcune persone che  potrebbero fornire utili elementi a circoscrivere il caso.

Il triste fatto si è verificato a circa 4 chilometri dall'abitato. Nel giro di una manciata di minuti sul posto della disgrazia sono arrivati i mezzi di soccorso tra cui l’elicottero di Trentino Emergenza. Purtroppo i sanitari non hanno potuto far altro che  costatarne l'avvenuto decesso.

L'operazione  è stata condotta dai vigili  del  fuoco di Roncone  coadiuvati dai colleghi di Tione .   “Quando siamo arrivati  - avverte il comandante dei pompieri  ronconesi  Nicola Marzadri  - la situazione era già  di per sé decisamente compromessa. Poi il recupero e la composizione della salma  da parte dell'agenzia funeraria Compostella che a sua volta è stata traslata alla camera mortuaria dell'ospedale di Tione in attesa che venga  stabilita la data della sepoltura.

Originario delle Giudicarie Esteriori Giorgio si era accasato a Roncone  nel cui paese aveva conosciuto e sposato Gianna dalla quale ha avuto due figlie ed ora era pure nonno.

L'uomo, assai conosciuto in paese ma non solo,  un tempo lavorava presso alcune imprese edili del circondario nella conduzione di macchine operatrici. Poco più di un anno fa aveva superato un difficile momento quando  era stato colto da malore tra le mura domestiche. Da quella situazione era  riuscito a recuperare  e  ristabilirsi  grazie anche alla vicinanza  della famiglia e dai tanti amici che  non lo hanno mai lasciato solo.

Tra le sue attività la presenza nell'ambito della locale sezione Ana di cui era pure componente del direttivo.

“Giorgio - dicono gli stessi alpini - già un anno fa aveva superato un  difficile momento di salute  ma una volta ripresosi era  rientrato  nei ranghi. Spesso  e volentieri ci  dava una  buona mano e nei momenti dove serve  impegno e collaborazione  lui c’era”.

 Il sindaco  di Sella Giudicarie Franco Bazzoli non ha parole. “Ultimamente nell'ambito del mio comune si stanno verificando troppe disgrazie. Di fronte a simili situazioni prevale silenzio, tanto dolore e vicinanza ai famigliari”.

Un altro Bazzoli, ma di nome Vigilio con  un lungo passato  al comando dei vigili del fuoco, aggiunge: “Sono  situazioni non solo tristi ma che di certo lasciano il segno”.

 

 

Sono 1.947 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore in Trentino (1.097 letti da Apss e 850 da Cibio) con 48 nuovi contagi di cui 19 nuovi casi e 29 individuati attraverso screening. Tra i contagiati vi sono 3 minorenni e 5 ospiti di RSA. Anche oggi purtroppo si registrano 4 decessi di persone ospiti nelle RSA, di cui 2 deceduti in ospedale. Salgono a 438 le vittime dall'inizio dell’emergenza. Continua il trend in calo nei ricoveri: i pazienti in terapia intensiva sono 13, a cui si aggiungono 116 persone in altri reparti e 1.007 a domicilio. Dall’inizio dell’epidemia sono 4.954 le persone che in Trentino hanno contratto il Coronavirus di cui 2.787 sono guarite o clinicamente guarite.

 

Per quanto riguarda l’indagine epidemiologica attivata nei cinque comuni trentini più colpiti dal Coronavirus nella mattinata di oggi sono stati fatti i primi prelievi del sangue a Pieve di Bono-Prezzo e a Vermiglio e sono stati completati quelli di Campitello di Fassa dove si è registrata un’adesione totale dell'82% su 710 abitanti (eseguiti 589 prelievi in due giorni e 168 tamponi). Negli altri due comuni i prelievi continueranno nei prossimi giorni.

Per quanto riguarda i dati della prima giornata a Pieve di Bono-Prezzo sono stati effettuati 290 prelievi e 110 tamponi e a Vermiglio 300 prelievi e 93 tamponi. Le prossime partenze saranno domani 7 maggio a Canazei e il 12 maggio a Borgo Chiese.


 

 Michele Dallapiccola - Consigliere Provincia autonoma Trento (Patt) e gia Assessore Pat Turismo e agricoltura – si esprime sulla questione Giovenche Razza Rendena 2021 di cui qualche giorno fa la notizia che la manifestazione sarebbe saltata in forma di protesta.

 



Mafia delle malghe? Forse è meglio spiegare.Tra gli addetti ai lavori (e non solo) ha fatto particolare scalpore in questi giorni una notizia. Quest’estate non si terrà la bella festa rendenera con le vacche tipiche della Valle.

Spiegata in due parole la notizia è di quelle che fanno tanto scalpore e sono facili da far girare anche tra i bar.

Del resto, qualsiasi giornalista racconta che mettere nel titolo una delle tre “esse” fa sempre scalpore: sesso, sangue o soldi. Questa storia racconta dell’ultima delle 3, di soldi, e in estrema sintesi è la seguente:

Per andare in malga ci sono dei contributi.

Sarebbero dedicati ai poveri contadini, ma ci sono le mafie delle malghe che speculano per prendersi lì loro.

La Provincia non fa nulla per evitare questo scandalo e per protesta i contadini non parteciperanno alla Festa.

Facile da capire, no?

Avrà occupato forse lo spazio di un tweet. Ma che dietro a questa frase, ci siano una fila di informazioni false e tendenziose, gli addetti ai lavori lo sanno. Meno facile è spiegarla a chi, ai lavori addetto non è.

Cercherò di farlo io, nella maniera più semplice e divulgativa possibile. Ciò che troverete in questo mio breve scritto può essere una base di partenza per chi abbia voglia di documentarsi ulteriormente, oppure semplicemente perchè sia fatta un po’ di luce e verità su questa complessa vicenda. Partiamo smontando una per una le tre frasi “da bar”.
Per andare in malga ci sono contributi.

Questa è una frase vera. I soldi, li mette a disposizione la Comunità Europea per tutti i contadini europei che coltivano la terra. Dunque per quanto riguarda il Trentino, anche per chi carica le malghe. E se i soldi provengono all’Europa, le malghe (di solito) appartengono agli enti locali (ASUC e Comuni).”

 

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Come si fa a prendere questi fondi?

Innanzitutto sono riservati ad imprenditori agricoli singoli o associati. Poi, si deve vincere un’asta di una malga. (in Trentino è difficile possedere tanti ettari in proprietà). Infine, bisogna dotarsi di un apposito pacchetto “titoli”. E’ un certificato, che dà diritto a ricevere contributi in base agli ettari di terreno coltivati. Per questo, l’Europa stabilisce delle regole molto severe, attraverso le quali si può aderire. Per riceverli, secondo Bruxelles, le aziende agricole devono eseguire il compito assegnato dalla destinazione d’uso del terreno gestito. Quindi: se è un seminativo, deve venir seminato se è un pascolo, deve venire pascolato. Insomma par di capire che siano disponibili per qualsiasi allevatore che se li voglia procurare? Certo!

I contributi sono per tutti e di tutti” Era una frase famosa di un allevatore che stimavo tantissimo, scomparso qualche anno fa. Mio Padre. E alle persone che gli chiedevano se è facile guadagnare con le pecore, era solito rispondere: “signore, certo, la aiuto volentieri a capirlo da solo. Gliene vendo immediatamente 100, cosi potrà guadagnare da subito anche lei!”

 

*

Quanti sono questi soldi?

Le somme sono molto variabili perché possono dipendere da diritti ricevuti molti anni fa (quando il valore era basso ) oppure acquisiti da poco perchè comprati o ricevuti gratis avendo fatto domanda in una riserva nazionale. Parliamo comunque di cifre comprese tra gli 80 e 400€/ha circa.
Ma ci sono davvero poveri contadini e mafie delle malghe?

Inspiegabilmente, sulle partite che assegnassero un consistente valore ai titoli trentini, almeno fino al 2014, la Provincia ha fatto sentire poco la sua voce. Fino alla precedente PAC (politica agricola comunitaria) il valore medio dei “titoli” provinciali era di circa €80/ha contro un valore medio nazionale di circa 350€/ha.

Ad esempio, 100 ha di malga trentina, presi in affitto da un contadino trentino ante 2014, a €80/ha fruttavano €8000 all’anno. Ebbene, la stessa malga affittata per ipotesi da un contadino italiano ne avrebbe fruttati fino a 35.000€. E pensare che gli Enti Locali generalmente ignari della cosa, per lungo tempo non hanno modificato proporzionalmente gli affitti.

Nel 2014 ci fu un grosso lavoro di ricontrattazione del valore di questi titoli. Facemmo sì che anche il Trentino risultasse vincente innanzitutto per cercare di favorire i nostri contadini. Senza trascurare la possibilità per gli Enti Locali di affittare le loro malghe al giusto prezzo.

Oggi il valore/ettaro dei Titoli trentini e quello nazionale si sono molto avvicinati. I trentini sono finalmente competitivi per quanto riguarda la possibilità di offrire un giusto prezzo alle malghe e avere ancora un certo margine di guadagno per loro.
Di questo potenziale valore se ne sono accorti anche i Comuni.

In una situazione dove la Provincia li relega in una condizione di scarsità finanziarie, mettono a disposizione il proprio patrimonio. E così per il tramite dei contadini, partecipano alle risorse finanziarie che provengono da Bruxelles. Per intenderci, lo scorso anno sono arrivati, credo, più di 18 milioni€.

I comuni hanno pensato bene di non lasciarli tutti agli allevatori e hanno aumentato il costo delle malghe. Che abbiano fatto bene o male non sta a me giudicare. Mi piace che molti di loro abbiano deciso di utilizzare quei fondi, per ristrutturare le malghe visto che a Bruxelles hanno deciso che non potevamo usare i soldi del PSR per farlo come avveniva invece fino a qualche anno fa.
La Provincia non fa nulla per fermare questo scandalo.”

 

Invece, in Trentino i controlli ci sono, eccome. Solitamente li fanno i nostri Servizi Forestali. Siamo inoltre l’unica Provincia italiana ad essersi ormai da anni dotata di un registro provinciale di Pascoli e malghe allo scopo di evitare precisi controlli aerei ed avere maggiore concretezza del nostro patrimonio.

Certo, tra gli affittuari, qualche persona “distratta” o che cerca di approfittarne ci sarà sicuramente anche qui da noi. Per quanto mi riguarda devo dire che finora ho trovato solo persone che hanno sfruttato queste opportunità in maniera legittima. Stressata all’inverosimile, magari, ma assolutamente legittima.

Sempre nello scorso mandato amministrativo Provinciale abbiamo costruito insieme al Consorzio dei Comuni, un bando “tipo” per far sì che le nostre malghe fossero assegnate prevalentemente a chi montica bestiame locale e con esperienza fatta in malghe trentine.

Il tutto ha funzionato davvero molto bene al punto che anche il governo del cambiamento leghista va in giro a promuovere il regolamento del governo di prima. In campagna elettorale gridavano che andava cambiato, ora che governano loro, non lo cambiano più. Probabilmente hanno constatato che si tratta del meglio che si riesce a fare, almeno per ora. I fondi sono di Bruxelles, sono loro che danno i soldi, sono loro che impongono le regole per darli.
A che punto stanno le trattive della nuova PAC?

Non si sa, o meglio non si sa nulla dalla Provincia. Io per fortuna ho mantenuto conoscenze a Roma e a Bruxelles, e riesco a tenermi aggiornato, ma gli altri? Questo governo leghista farebbe bene ad intensificare trattativa e informazione pubblica sulla consistenza della nuova PAC. Ci saranno ancora i titoli? Quanto riceverà in Trentino? A che punto stanno le cose? Tutto tace, si pensa alle mele, ad andare a prendere acqua in val di Sole, a tener coperto l’argomento orsi e lupi per tirare a campare al 2023. E poi?”

 

Al di là di queste mie schermaglie politiche, come avrete capito, insomma, l’argomento non è facile spiegare. Anzi, della sua importanza e del suo valore positivo, tutto è molto più lungo e difficile da raccontare rispetto a quelle due tre battute da bar che abbiamo citato in apertura.

Probabilmente a questo punto lo avrete capito anche voi. Se c’è chi le malghe le ha perse, per dirla in maniera volgare, è semplicemente perché ha avuto il “braccino corto”. Nel bando di gara indetto dal comune di turno ha semplicemente offerto meno soldi della concorrenza, nella speranza di guadagnare di più. Oppure non è stato sufficientemente previdente organizzandosi con un proprio pacchetto titoli. E però, il tempo di protestare o scrivere sui giornali lo ha trovato.

I Titoli, possono essere acquistati o anche ricevuti da appositi bandi nazionali. Chi ha la partita IVA agricola è assolutamente informato o ha grandi facilitazioni per accedere all’informazione. Insomma i contributi sono a disposizione di tutti ma la loro assegnazione non viene a bussare alla porta di casa, ci si deve un po’ svegliare.

Inoltre, a livello Provinciale, rispetto a qualche anno fa, le cose sono molto molto migliorate perché sono aumentati in maniera importante i soldi che arrivano al Trentino e diminuiti in maniera molto pesante quelli che invece vanno fuori provincia. Anche perchè di malgari speculatori provenienti da fuori ce ne sono sempre stati.
Le cose che mi dispiacciono.

A me spiace che vengano definiti “mafiosi” degli imprenditori locali che hanno capito molto bene questo meccanismo. In fin dei conti contribuiscono anche alle loro comunità visto l’importante aumento di affitto che i comuni hanno potuto mettere in campo per le loro malghe.”

 

E mi dispiace anche per i pastori che si sono trovati con affitti sparati alle stelle. È inevitabile che i Comuni facciano gli interessi delle loro comunità. E come dar loro torto?

Poco tempo fa, un amministratore comunale mi raccontava che l’introito degli affitti delle malghe per loro, quest’anno è passato da poche migliaia, a 140mila€/anno. Un bel passaggio, considerando che sono fondi europei che qualora non sfruttati, rimarrebbero nelle mani di Bruxelles. Inevitabilmente andrebbero a finire in quelle dei grandi latifondisti delle pianure agricole dell’Europa del nord.

Mi spiace anche per turisti e contadini che non potranno godere della bellissima festa che si tiene ogni anno. Prima o poi si ritroverà sicuramente la pace. Forse sarà pure l’occasione di cambiare paese visto che l’organizzazione cela da tempo l’idea di tenerla forse in altri luoghi della Val Rendena. Con buona pace del Comune di Pinzolo.

E poi mi spiace tanto anche per Salvini & i suoi leghisti che ogni anno si trovavano il tendone delle giovenche bell’e in piedi. Si facevano il loro raduno in mezzo alle Bronzine e ai contadini in festa. Se ne faranno una ragione oppure il capannone – i leghisti – se lo faranno apposta e se lo pagheranno.

A di là dei partiti e delle mie inutili schermaglie da consigliere di opposizione di certo un paio di cose, qui, la vedono tutti. E’ mancata la politica, quella amministrativa della giunta. Perchè nessuno ha cercato di spiegare come stanno le cose? Perché la giunta non ha impedito lo spiacevole inconveniente? Se gli agricoltori fossero stati rassicurati ed aiutati, se avessero potuto nutrire fiducia in misure alternative o ristori veri, forse questo giusto stato di agitazioni non li avrebbe indotti ad azioni eclatanti che altro non sono che celate richieste di aiuto.
Andranno guidati, aiutati. C’è da capirli.”

 

 

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Michele Dallapiccola

 

Nessun decesso e 16 contagiati dal Coronavirus nelle ultime 24 ore in Trentino. Per quanto riguarda i contagi, 10 sono nuovi casi di persone che hanno manifestato sintomi negli ultimi 5 giorni e 6 i casi individuati con screening. All'interno dei nuovi contagi 3 sono in Rsa e 7 a domicilio, tra cui un minorenne. Per quanto riguarda i ricoveri prosegue il trend in calo: 4 i pazienti ancora in terapia intensiva, 2 a Rovereto e 2 a Trento, a cui si aggiungono 33 persone ricoverate in altri reparti ospedalieri e 334 in isolamento fiduciario a casa. Il numero complessivo di tamponi effettuati nelle ultime 24 ore è pari a 2.025 (1.092 letti da Apss, 600 da Cibio e 333 da Fem). Dall'inizio dell’epidemia i contagiati sono in totale 5.377, 459 i deceduti e 4.090 le persone guarite. Questo il quadro del contagio Covid-19 presentato dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti nel pomeriggio.

Il governatore ha poi riferito delle nuove aperture decise oggi dalla Giunta provinciale a partire da lunedì e della campagna di screening straordinario per migliorare il controllo sulle dinamiche di contagio in 16 comuni trentini, in cui i dati hanno dimostrato una maggiore incidenza del contagio. 

 

L’assessore alle attività economiche, Achille Spinelli, ha invece approfondito i criteri applicativi della normativa, recentemente adottata dal Consiglio provinciale, che disciplina i contributi a fondo perduto per imprese e professionisti colpiti dall'emergenza Covid-19. Le domande partiranno l’11 giugno. In allegato le slide esplicative.

Il Trentino riparte, entrando nella cosiddetta “Fase 2” con Programma Covid 19, il disegno di legge approvato ieri dalla Giunta provinciale per il sostegno delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese di ogni settore economico, colpite dagli effetti della pandemia di Coronavirus. Uno strumento complesso, che impegna risorse per complessivi 150 milioni di euro, a cui si aggiunge il rifinanziamento del Protocollo siglato con il sistema bancario per garantire l’accesso al credito, con 250 milioni di euro che si sommano ai 250 già stanziati, e l’intervento di sospensione del pagamento dell’Imis, e delle altre tasse locali, per complessivo 175 milioni di euro. In tutto la Provincia mobilita quindi un totale di 825 milioni circa per superare questo momento particolarmente difficile. Ulteriori approfondimenti sul disegno di legge “Programma Covid 19” sono stati forniti oggi pomeriggio dagli assessori Roberto Failoni, Mario Tonina, Giulia Zanotelli e Mirko Bisesti che hanno specificato il merito di alcuni articoli attinenti i settori di loro competenza.

 

“Questo disegno di legge è un punto di partenza – ha detto il vicepresidente della Giunta, Mario Tonina in apertura – e il tempo della discussione sarà un tempo fondamentale per i contributi che arriveranno dagli ordini professionali, dalle associazioni di categoria, dalle parti sociali, dalla cooperazione. In commissione prima ed in aula poi sarà massimo l’impegno di ascolto e di implementazione di queste misure. Le norme in materia di urbanistica – ha spiegato poi l’assessore – cercano di assecondare la necessità di flessibilità e velocità degli strumenti collegati alle attività produttive e di edilizia. Sempre con la consapevolezza che condizioni di maggior competitività ed attrattività del nostro territorio sono legate alla qualità del costruire e della programmazione del territorio e che l’ambiente sarà il vero valore aggiunto del nuovo modello di sviluppo sono state introdotte deroghe e misure straordinarie con un orizzonte temporale limitato. Dobbiamo aiutare il territorio a ripartire, - ha concluso - accompagnando riqualificazioni e manutenzioni con strumenti semplici e veloci".

Per quanto riguarda il sostegno all’agricoltura, l’assessore Zanotelli ha evidenziato come nella manovra siano contenute una serie di misure per sostenere la competitività del sistema trentino, con contributi straordinari per progetti di riorganizzazione aziendale, di riconversione produttiva, per la messa in sicurezza, a sostegno della digitalizzazione e per lo sviluppo di piattaforme. Previsti aiuti a fondo perduto anche per le aziende settore agricolo che occupano fino a 9 addetti e che hanno subito gravi danni in termini di fatturato a causa dell’emergenza epidemiologica. “Si prevede, inoltre, - ha detto l’assessore – che la Provincia, anche attraverso le sue società controllate, promuova la costituzione di un fondo, attraverso il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati, quale strumento per concorrere allo sviluppo dell’agricoltura trentina, in particolare sul fronte dell’innovazione di processo e di prodotto. Abbiamo lavorato fin dall’inizio dell’emergenza – ha aggiunto l’assessore – con un gruppo tecnico, mettendo in campo un lavoro di sistema per trovare le soluzioni più adatte”.

 

“Crediamo di aver messo in campo delle risposte concrete, ma certamente sarà importante il passaggio in commissione e poi in aula – ha detto l’assessore Failoni. Dobbiamo fare presto perché la situazione lo richiede. Fin dall’inizio abbiamo lavorato con una specifica task force che ha saputo coinvolgere tutti i territori. Le parole d’ordine – ha aggiunto Failoni – per quanto riguarda i miei settori, sono sostegno, competitività e semplificazione e credo che, grazie anche alla sinergia con gli assessori Tonina, Zanotelli e Spinelli, siamo riusciti a trovare una buona sintesi”.

 

L’assessore Bisesti, infine, ha evidenziato come le misure specifiche previste per le imprese dal ddl saranno estese anche agli operatori del settore culturale. “Sulla scuola e sul settore culturale stiamo ragionando – ha detto l’assessore – per misure specifiche che tengano conto dei vari scenari epidemiologici. Da questi dipenderà anche la tempistica della riapertura delle scuole. Ci sarà comunque – ha detto ancora – grande attenzione ai bisogni educativi speciali”.

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