Coronavirus in Trentino, 7 decessi e 63 nuovi contagi. Nuove limitazioni e aperture rispetto all'ordinanza nazionale
Oggi i dati dicono che ci sono stati 7 decessi, di cui 4 nelle Rsa, e 63 nuovi contagi su 768 tamponi fatti. Diminuiscono anche i pazienti in terapia intensiva che oggi sono 56.
Ragionando sulla fase 2 quello della ripartenza e della ripresa, stiamo cercando di capire come procedere.
Con questo contagio dobbiamo convivere, l'abbattimento della curva dei contagi è stato possibile grazie i sacrifici dei trentini. Una riapertura delle attività può comportare un aumento dei contagi. rispetto all'ordinanza nazionale abbiamo deciso di prendere alcune decisioni. I negozi per bambino e le librerie non saranno riaperte in Trentino. Potranno fare consegne a domicilio. Non prevediamo misure che alleggeriscono le regole individuali. Prevediamo qualche apertura sul lato economico. Ma è evidente che per poter aprire qualcosa è necessario il rispetto delle regole: distanze tra lavoratori, mascherine, ecc... inoltre in tutte le attività economiche ci dovrà essere il controllo delle temperature dei lavoratori. Chi ha più di 37,5 non potrà lavorare. Come tutti coloro che hanno manifestato sintomi influenzali (o qualche familiare) dovranno comunicarlo al datore del lavoro e dovranno verificare di non essere più contagiosi.
Le attività produttive all'aperto sono ammesse da domani previa comunicazione al commissario del governo. Sono ammessi oltre ai lavori boschivi anche i lavori nei cantieri edili.
È necessario osservare le misure previste dal decreto nazionale.
Per le attività produttive al chiuso limitatamente per le operazioni per le quali non è necessaria la presenza di altre persone. Gli artigiani possono lavorare se da soli e nel rispetto delle disposizioni.
Consentito agli agriturismi la consegna a domicilio dei pasti.
Orti sì se nel proprio comune.
Sui mercati c'è facoltà delle singole amministrazioni comunali di aprirli»
Questo in sintesi il messaggio del presidente della Pat Maurizio Fugatti.
