01
Sun, Feb

 

 

Soccorso Alpino – Servizio Provinciale Trentino. Intervento sulla via Sabina (parete San Paolo, Arco): due persone elitrasportate all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Una cordata di due persone, un uomo residente a Silandro (Bz) del 1988 e una donna residente a Bressanone (Bz) del 1990, è stata soccorsa in mattinata sulla via Sabina (parete San Paolo, Arco). I due si trovavano al secondo tiro della via quando l’uomo, da primo di cordata, ha perso l’appiglio ed è precipitato per alcuni metri procurandosi un probabile trauma alla spalla e una ferita vicino all’orecchio. Nella caduta l’uomo è andato a sbattere contro la donna che lo seguiva da seconda di cordata e nello scontro anche lei si è infortunata al ginocchio e al bacino. Impossibilitati a proseguire autonomamente, hanno chiamato il Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 8.15.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha verricellato in parete il Tecnico di Elisoccorso e l’equipe medica. In una seconda rotazione sono stati portati in quota anche due operatori della Stazione Riva del Garda per dare supporto nel recupero dei due infortunati. La donna, che accusava forti dolori al bacino e al ginocchio, è stata stabilizzata, imbarellata e recuperata a bordo dell’elicottero per prima. A seguire anche l’uomo è stato verricellato a bordo del velivolo; entrambi sono stati trasferiti all’ospedale Santa Chiara di Trento.

 

 

Intervento per un base jumper lanciatosi dal monte Brento: elitrasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Nella serata di ieri un base jumper è stato elitrasportato in gravi condizioni all’ospedale Santa Chiara di Trento. L’uomo, un francese di 33 anni, si era lanciato dal Becco dell’Aquila (Monte Brento, basso Sarca) quando, per cause da accertare, ha perso il controllo della vela ed è finito a terra sul ghiaione che si trova alla base della parete rocciosa. L’allarme è stato lanciato da alcuni amici dell’uomo verso le 20.30 di ieri sera.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che prima dell’arrivo del buio è riuscito a effettuare un sorvolo, individuare l’infortunato e verricellare il Tecnico di Elisoccorso con l’equipe medica. Il base jumper, cosciente ma con politraumi, è stato stabilizzato e imbarellato. È stato quindi recuperato a bordo dell’elicottero con il verricello, quando ormai era calato il buio, e trasferito all’ospedale Santa Chiara di Trento. Non è stato necessario l’intervento degli operatori della Stazione Riva del Garda, pronti a dare supporto all’equipaggio dell’elisoccorso.

 

 

 

 

 

 

 

Inaugurato a Torbole l’edificio comunale più virtuoso d’Italia. La struttura è una costruzione ecosostenibile, certificata Arca “Casa Clima Gold Nature” e “Edifici energia quasi zero”.

Il Garda Trentino ha nel territorio la principale risorsa, alla base del successo internazionale dell’offerta turistica. Investire nell’ambiente non è solo una scelta, bensì una necessità. Dalla pubblica amministrazione arriva un segnale forte. Ieri il Comune di Nago Torbole ha inaugurato la nuova sede dell’edificio comunale che presenta le massime certificazioni in tema di ecosostenibilità (Arca e Casa Clima Gold) ed impatto ambientale (Nzeb – Edifici energia quasi zero) e ne fanno una delle strutture più virtuose d’Italia. Alla cerimonia erano presenti il sindaco, i rappresentanti della Provincia autonoma di Trento (nella persona dell’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro), oltre ai progettisti e alle imprese che hanno concorso alla realizzazione di un immobile unico nel suo genere: “L’edificio rappresenta la risposta di un pubblica amministrazione che crede nella ricerca e nella salvaguardia dell’ambiente. Nago e Torbole, oltre all’intero Alto Garda, presentano delle bellezze naturali che meritano attenzione nello sviluppo urbano e nelle soluzioni architettoniche”. Il municipio è aperto ai cittadini sin dallo scorso gennaio ed ospita oltre agli uffici, la sala consigliare e ambulatori medici.

I lavoro della nuova sede comunale di Nago e Torbole erano iniziati nel dicembre 2017. L’edificio si trova all’interno del Parco Pavese a confine con via della Lòva. La tipologia costruttiva della struttura – come hanno spiegato i progettisti nel corso della cerimonia di inaugurazione, ritardata in estate a causa della pandemia – è in legno massiccio a strati incrociati e incollati (X-Lam). La caratteristica principale è il bassissimo consumo energetico, nel rispetto dei criteri di sostenibilità della direttiva Casa Clima Nature, delle normative ecosostenibili dei protocolli Casa Clima Gold Nature ed Arca. Le certificazione Casa Clima ed Arca sono il marchio di qualità nel settore edilizio dell’Alto Adige e del Trentino.

L’edificio – hanno ribadito i rappresentanti dell’amministrazione comunale e provinciale – è pensato per ottenere una totale e positiva integrazione tra architettura e natura del territorio che lo ospita, progettato seguendo le normative ecosostenibili dei protocolli CasaClima Gold Nature».

In particolare, l’assessore provinciale alla ricerca ha sottolineato l’attenzione verso nuove soluzioni: “La pubblica amministrazione sa essere virtuosa, riuscendo a coinvolgere diverse professionalità e competenze. La struttura è stata realizzata con materiali capaci di rispettare l’ambiente e, allo stesso tempo, è in grado di garantire grandi prestazioni energetiche”. Il tutto allo scopo di sfruttare al meglio gli spazi previsti: oltre agli uffici comunali, sono previste una sala pubblica da cento posti e ambulatori medici.

La volumetria dell’area interessata – ha spiegato il primo cittadino – darà vita alla nuova piazza di Torbole: “Sarà un’agorà e punto di incontro della cittadinanza».

 

 

 

 

Incidente mortale per un base jumper lanciatosi dal Becco dell’Aquila (monte Brento).

Un base jumper toscano ha perso la vita dopo essersi lanciato dal Becco dell’Aquila sul monte Brento (Dro). Da una prima ricostruzione pare che il suo paracadute non si sia aperto. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 10.00 da parte di testimoni che hanno assistito all’incidente.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che, sorvolando la zona, ha individuato il base jumper a terra, alla base della parete.

L’equipe medica, il tecnico di elisoccorso e un operatore della Stazione Riva del Garda sono stati verricellati sul posto ma non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Una volta ottenuto il nullaosta dalle autorità, la salma è stata ricomposta, recuperata a bordo dell’elicottero e portata alla camera mortuaria di Dro.

 

 

 

Nella serata di ieri, lunedì 3 agosto, presso la caserma dei vigili del fuoco di Riva del Garda si è tenuta l’assemblea distrettuale per la nomina del nuovo ispettore distrettuale.

L’ispettore Michele Alberti ha infatti terminato i cinque anni del proprio mandato gia nell’aprile del 2020 ma stante l’emergenza dettata dal virus Covid-19 tutte le incombenze amministrative non urgenti erano state sospese per evitare sia assembramenti che un appesantimento delle attività dei corpi. Solo con la fine di luglio è stato possibile tornare a riunirsi (sempre rigorosamente a distanza di sicurezza) per le assemblee.

All’assemblea hanno preso parte l’ispettore uscente Michele Alberti, Tullio Ioppi (presidente federazione vigili del fuoco del Trentino), Luigi Maturi e Guido Lunelli (vicepresidenti della federazione), Mauro Donati (dirigente della federazione) e tutti i comandanti ed i vice comandanti dei corpi che compongono il distretto dei vigili del fuoco dell’Alto Garda e Ledro.

Il presidente Tullio Ioppi, durante il proprio discorso, ha ringraziato l’ispettore Alberti e tutto il distretto per l’impegno profuso durante le emergenze che hanno contraddistinto questi ultimi anni, non da ultimo il campeggio allievi vigili del fuoco provinciale che nel 2018 ha portato a Ledro oltre 1500 persone tra allievi e istruttori.

L’urna ha decretato, all’unanimità, quale nuovo ispettore il vicecomandante del corpo di Riva del Garda Marco Menegatti.

L’ispettore Michele Alberti ha augurato a Marco Menegatti un buon lavoro per i prossimi anni offrendo la propria piena disponibilità per supportare l’attività dell’unione distrettuale.

Marco Menegatti, classe 1971, è entrato a far parte della compagine dei vigili del fuoco volontari nel 1992. Nel 2001 è stato eletto caposquadra, grado che ha ricoperto fino al 2005 quando è stato chiamato a ricoprire il ruolo di vicecomandante al fianco dei comandanti Gianfranco Tonelli, Alex Gallon e Graziano Boroni che via via si sono succeduti fino ad oggi. Il regolamento non consente il doppio incarico e quindi Menegatti lascerà il ruolo di vicecomandante del corpo di Riva del Garda dopo 15 anni ininterrotti.

Ora, avuta la designazione da parte dell’assemblea distrettuale convocata dal presidente della federazione, tutto passerà alla giunta provinciale che dovrà procedere alla nomina.

L’ispettore resta in carica 5 anni.

Nel prossimo periodo, dopo la nomina da parte della giunta provinciale, un’altra assemblea provvederà alla nomina del vice ispettore e delle restanti importantissime figure quali sono quella del segretario, del cassiere, del magazziniere e dei coordinatori di settore.

 

 

 

 

 

Base jumper elitrasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento con politraumi.

 

È stato elitrasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento con politraumi un base jumper olandese precipitato a terra in una zona boscosa alla base della parete rocciosa in località Moletta di Arco nei pressi della pizzeria La Piccola Dallas. Da una prima ricostruzione l’uomo avrebbe perso il controllo del paracadute dopo essersi lanciato dal monte che si trova alle spalle della pizzeria La Piccola Dallas. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 20.45 da parte di un amico che si era lanciato con lui.

 

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino ha chiesto l’intervento dell’elicottero e di una squadra della Stazione Riva del Garda. L’uomo, sempre cosciente, dopo essere stato stabilizzato dall’equipe medica, è stato spinalizzato e trasportato in sicurezza con la barella portantina dai soccorritori fino alla strada dove lo aspettava un’ambulanza. Per raggiungere la strada è stato necessario tagliare alcune piante e attrezzare un sistema di corde. Da lì è stato trasferito fino all’elicottero atterrato poco lontano e poi elitrasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento. Hanno collaborato all’operazione di soccorso, conclusasi verso le 22, anche i Vigili del Fuoco, la Croce Bianca e i Carabinieri.

 


 

Comunità Alto Garda e Ledro, approvati i piani stralcio delle aree produttive e della mobilità. Le due delibere, approvate dalla giunta provinciale, sono state presentate dall’assessore all’urbanistica Mario Tonina.

 

La giunta provinciale, su iniziativa del vicepresidente ed assessore provinciale all’urbanistica Mario Tonina, ha approvato i Piani stralcio del piano territoriale relativi alle aree produttive del settore secondario e alla mobilità della Comunità Alto Garda e Ledro. Il via libera alla riorganizzazione delle aree produttive arriva dopo l’integrazione e modifica delle scelte condotte nel piano e in particolare con la conferma – chiesta anche dalla Commissione urbanistica provinciale – del mantenimento delle aree produttive provinciali e di ampie dimensioni. I piani delle aree produttive e della mobilità si configurano come parte significativa dello strumento pianificatorio della comunità, funzionale a definire obiettivi strategici anche nel settore economico e dell’attrattività del territorio, soprattutto ora che è concreto il collegamento veloce tra il Garda e passo San Giovanni.

Piano stralcio delle aree produttive.

La decisione della giunta provinciale arriva dopo un articolato processo di verifica e di analisi, non solo urbanistica.

Nel 2015 era stato firmato l’accordo quadro di programma tra Provincia autonoma di Trento e Comunità Alto Garda e Ledro per la revisione della pianificazione delle aree produttive del settore secondario. I principi adottati dall’accordo – e richiami nella delibera odierna – si basavano sulla flessibilità e adattamento delle scelte strategiche, la riqualificazione delle aree produttive dismesse o non compatibili con il contesto insediativo, così da razionalizzare la collocazione delle aree produttive e favorire la competitività del sistema produttivo locale.

L’attuazione degli indirizzi dell’accordo quadro ha generato la prima versione del Piano territoriale della Comunità delle aree produttive del settore secondario di livello provinciale, adottato dalla Comunità nel novembre del 2018.

La Provincia ha esaminato il piano nella Conferenza dei servizi dell’agosto 2019, seguito dalla valutazione della Commissione urbanistica provinciale nel settembre scorso. Dagli uffici provinciali era arrivato l’invito ad approfondire la “riqualificazione in locale” di tessuti produttivi provinciali e di conservare le aree produttive di ampie dimensioni in considerazione della loro capacità di rispondere alle specificità del settore secondario. Secondo gli uffici provinciali, infatti, le aree produttive di grandi dimensioni dell’Alto Garda avrebbero potuto trovare una “rinnovata appetibilità”, grazie alle nuove soluzioni viarie in via di realizzazione. Tra tutte, la realizzazione dell’Hub del Cretaccio che permetterà il collegamento rapido tra Loppio e Busa.

Le osservazioni sono state recepite dalla Comunità Alto Garda e Ledro – e integrate nel piano stralcio – che ha ripristinato la destinazione produttiva di “livello provinciale” per parte della zona produttiva in località San Giorgio di Arco.

Piano stralcio della mobilità.

Il Piano stralcio della Comunità Alto Garda e Ledro, approvato oggi dalla giunta provinciale è destinato a cambiare profondamente la viabilità dell’area turistica ed industriale. La delibera, a firma del vicepresidente ed assessore provinciale all’urbanistica Mario Tonina, dà il via libera alla riorganizzazione e razionalizzazione dei flussi del traffico veicolare nell’Alto Garda, al completamento delle reti ciclopedonali di fondovalle, delle connessioni tra la rete di fondovalle e le valli limitrofe (Valle dei Laghi, Vallagarina, Ledro e Tennese) e la realizzazione della ciclopista del Garda lungo le tre direttrici: Riva del Garda-Limone, Riva del Garda-Torbole e Torbole – Navene di Malcesine. Non solo. Nel Piano è previsto il nuovo collegamento ferroviario tra l’asse Verona-Brennero e la zona produttiva di Arco, con il terminal passeggeri al Porto San Nicolò sul Lago di Garda, il potenziamento della navigazione sui laghi attraverso l’individuazione di nuovi scali e tratte navigabili, oltre alla riorganizzazione del trasporto pubblico locale. Infine, ma non certo per importanza, rientra anche l’ampliamento della città pedonale, intesa come intervento di riqualificazione urbana e sociale, con il collegamento tra Nago e Torbole, e lo “Skyway People Mover”, tra l’hub ferroviario di Riva del Garda e la fascia lago.

L’inizio del processo di riorganizzazione della viabilità dell’Alto Garda e Ledro risale agli anni 2014 e 2015 con la presentazione del Documento preliminare definitivo e l’accordo quadro di programma per l’elaborazione del piano territoriale Alto Garda e Ledro, approvato dalla giunta provinciale nel 2015.

In questi anni, la Comunità ha avuto modo di illustrare le ragioni che rendevano necessaria una revisione della struttura viabilistica dell’Alto Garda. In quel contesto, si inserisce anche la proposta di collegamento ferroviario, la cui previsione è considerata “dirimente” per lo sviluppo socio-economico dell’Alto Garda, chiarendo che “l’Hub al Cretaccio non può essere considerato indipendente dalla previsione di rete complessiva per la mobilità, punto di riferimento per passeggeri e le merci che transiteranno nel territorio, vista la funzionalità del polo intermodale alla zona produttiva di San Giorgio, nonché, il fatto che il collegamento viabilistico Loppio-Cretaccio sposterà il flusso del traffico attualmente gravante sull’Alto Garda”.

Osservazioni erano arrivate anche dal Servizio autorizzazioni e valutazioni ambientali della Provincia autonoma di Trento circa possibili ricadute ambientali. In particolare, l’attenzione si era spostata sul nuovo collegamento ferroviario: “Se risulta o meno contemplato anche come trasporto merci, in quanto determinerebbe delle inevitabili ricadute sulle caratteristiche del Hub previsto in zona Cretaccio”. Infine, il rappresentante del Servizio aveva evidenziato che “c’è un incremento della previsione del trasporto su acqua che interessano il lago di Garda e il lago di Ledro, con relativa apertura di nuovi porti e linee per traghetti. Tale previsione del piano per la mobilità, può avere degli effetti tali da richiedere forme di coordinamento provinciale o extraprovinciale e l’esame degli effetti sulla qualità delle acque dei laghi che andrebbero quantomeno analizzati e precisati in sede di VAS”.

Nel parere del 2019 la Commissione urbanistica provinciale, in considerazione delle problematiche connesse alle singole proposte di intervento di riorganizzazione del sistema della mobilità del territorio dell’Alto Garda e Ledro, aveva espresso una valutazione con la quale riconosceva e condivideva la ricerca di una visione orientata ad un nuovo sistema di mobilità del territorio. Al contempo la Cup evidenziava la necessità che “gli interventi proposti si traducano in previsioni in grado differenziare la parte strategica da quella conformativa e garantire la coerenza del piano stralcio della mobilità con il quadro delineato dal Piano urbanistico provinciale”.

Inoltre, la Cup avanzava ulteriori valutazioni ai fini della verifica preventiva del rischio idrogeologico, del collegamento con il polo fieristico e del consumo di territorio agricolo determinato dalle nuove previsioni pianificatorie proposte, di carattere sia generale sia puntuale.

Nel dicembre 2019, il Consiglio della Comunità Alto Garda e Ledro ha provveduto alla definitiva adozione del piano stralcio della mobilità ridefinendo i suoi contenuti sulla base delle osservazioni espresse dalla Cup e dai Servizi provinciali.

Dal febbraio 2020, i servizi provinciali e la Cup hanno avanzato ulteriori osservazioni che sono state recepite dalla Comunità che a sua volta ha inviato, lo scorso 8 luglio, gli elaborati del piano stralcio modificati in recepimento secondo le osservazioni espresse dalla Provincia automa di Trento.

Da qui la decisione della giunta provinciale di approvare il piano stralcio della mobilità dell’alto Garda e Ledro, con la delibera a firma dell’assessore provinciale all’urbanistica Mario Tonina.

 






 

More Articles ...