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Sun, Feb

 

Soccorso Alpino – Servizio Provinciale Trentino. Intervento lungo la via 46° parallelo (Placche Zebrate, Dro): donna ferita a un braccio da una scarica di sassi.

Una donna tedesca del 1971 è stata colpita a un braccio da una scarica di sassi mentre stava scalando la via 46° parallelo sulla parete delle Placche Zebrate (Dro). Il compagno di cordata ha chiamato il Numero Unico per le Emergenze 112 poco prima delle 14.30 poiché la donna non era più in grado di proseguire in autonomia.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero. Una volta individuata la cordata, che si trovava oltre la metà della via, il Tecnico di Elisoccorso è stato verricellato in parete.

Dopo essere stata stabilizzata, la donna e il suo compagno sono stati recuperati a bordo dell’elicottero. La donna, infine, è stata elitrasportata all’ospedale Santa Chiara di Trento per sottoporsi ad accertamenti medici.

Non è stato necessario l’intervento degli operatori della Stazione Riva del Garda, pronti a intervenire a supporto dell’elisoccorso.

 

Intervento notturno per il recupero di due persone bloccate in un canalone sopra le Placche Zebrate.

Si è concluso verso le 5.30 di questa mattina un intervento in soccorso di due ragazzi polacchi che si sono persi sulla via del rientro dopo aver concluso nella serata di ieri la via Claudia sulla parete delle Placche Zebrate (Dro). L’uomo e la donna hanno chiamato il Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 2.30 di questa notte dopo aver perso la traccia del sentiero di rientro ed essere finiti in un canalone di ghiaioni molto impervio.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento di 4 operatori della Stazione Riva del Garda. Mentre i Vigili del Fuoco di Dro illuminavano con la fotoelettrica il luogo dove si trovavano i due ragazzi, i soccorritori si sono portati con i mezzi al termine delle vie delle Placche Zebrate.

Da lì, in circa trenta minuti di camminata lungo il sentiero e poi salendo lungo il canalone per circa 60 metri hanno raggiunto i due ragazzi, incolumi. Dopo averli messi in sicurezza, i soccorritori hanno attrezzato due corde fisse grazie alle quali è stato possibile raggiungere il sentiero di rientro ed infine le macchine.

 

 

Chiamata per soccorso persona in località Pregasina. Un testimone riferiva al 112 di aver visto una persona cadere e urlare dal sentiero del “Tracciolino”. Decollava l’elisoccorso da Trento, il personale del Soccorso Alpino e due squadre di soccorso dei VVF di Riva.

La prima impiegava la moto d’acqua e il gommone per una ricerca urgente di superficie qualora il corpo fosse arrivato fino al lago, la seconda si portava in Pregasina per prestare supporto all’elicottero e al soccorso alpino.

Poco dopo il pilota individuava la persona. Calato il medico rianimatore si accertavano le funzioni vitali della persona ancora presenti. Dopo lunghe e complicate manovre il pericolante veniva elitrasportato al Santa Chiara.

Poco dopo verso le 10, un secondo elisoccorso interveniva in località Nago per una persona colta da grave malore. Anche qui il supporto da terra ha permesso un sicuro atterraggio, il trasporto dell’equipe medica e il supporto ai sanitari.

 

I Carabinieri della Compagnia e gli agenti del Commissariato di P.S. di Riva del Garda hanno deferito in stato di libertà due diciottenni italiani nell’ambito di un servizio volto al monitoraggio di manifestazioni non autorizzate conosciute come “rave party”.

Dopo gli eventi registrati nel corso delle ultime settimane, in particolare a Folgaria, con l’organizzazione di un rave party con assembramenti in spregio ad ogni norma di sicurezza, sono state incrementate tutte le attività di prevenzione e repressione del fenomeno.

Nell’ambito dei servizi disposti a seguito del Comitato per l’Ordine e Sicurezza Pubblica voluto dal Commissario di Governo, Prefetto Sandro Lombardi, è stata individuata ad Arco, in una zona boschiva, un’area che era stata adibita a vera e propria discoteca all’aperto, con annesso bar ricavato all’interno di una grotta.

Dopo alcune segnalazioni giunte ai carabinieri della Stazione di Arco, circa musica ad alto volume proveniente da una zona isolata coperta da fitta vegetazione, nella mattinata del 27 u.s. CARABINIERI e POLIZIA hanno organizzato una battuta al fine di verificare il luogo da dove proveniva la musica segnalata. Attraversata una zona boschiva, si trovavano quindi di fronte ad una vera e propria discoteca abusiva, vigilata dai due ragazzi che dormivano in una tenda da campeggio.

Sul luogo erano ancora presenti i resti di una festa verosimilmente tenuta la notte precedente, con bottiglie di alcolici stipate in buste di plastica o ancora adagiate sul tavolo di quello che sembrava un vero e proprio bar in una grotta.

Dopo gli accertamenti finalizzati a verificare l’identità dei due ragazzi e del proprietario del terreno, si procedeva dunque a perquisire l’intera area.
Vista la totale assenza di qualsivoglia autorizzazione, né tantomeno di quella del proprietario del fondo, i due ragazzi sono stati denunciati a piede libero per invasione di terreno.

Si è proceduto quindi a sequestrare tutta la strumentazione musicale che era stata installata sul posto, ed in particolare: cinque 5 CASSE ACUSTICHE, una CONSOLLE MUSICALE, un COMPUTER, un SINTONIZZATORE DIGITALE ed un GENERATORE DI CORRENTE ELETTRICA.
Fra la strumentazione, veniva rinvenuta e sequestrata anche della sostanza stupefacente del tipo hashish ed un coltello.

Ulteriore stupore ha destato il ritrovamento di un volantino, evidentemente redatto in favore degli avventori della discoteca abusiva, contenente indicazioni sul comportamento da adottare in caso di controlli da parte delle forze di polizia.

Controlli finalizzati a monitorare il fenomeno dei rave party, continueranno fino al termine della stagione estiva.

 

 

Alle ore 19.15 il corpo di Riva del Garda è stato allertato per una frana che ha invaso la SS 45 bis poco dopo la centrale idroelettrica di Riva del Garda.


Subito la strada è stata chiusa in entrambe le direzioni e si sono formate lunghe code. In questo momento è in corso sopralluogo del geologo della Provincia di Trento per verificare, sotto la luce della fotoelettrica piazzata a Punta Lido, lo stato della parete rocciosa.

Sul posto anche il sindaco di Sindaco di Riva del Garda (Tn), Adalberto Mosaner ed il primo cittadino di Limone sul Garda (Bs), Antonio Martinelli.

La strada rimarrà chiusa sicuramente fino a questa mattina. Con le luci del giorno ci sarà un altro sopralluogo.

 

Servirà a sgravare dal traffico la strada statale 45 bis, oltre a rappresentare il primo tassello di un'opera fortemente attesa dalla comunità dell'Alto Garda e Ledro, quale il collegamento stradale Passo San Giovanni Cretaccio. Stiamo parlando del tratto stradale di via Sant'Isidoro, nella zona di San Giorgio, che collega la strada provinciale 118 con la statale fra Arco e Riva del Garda. Oggi, alla presenza del presidente e del vicepresidente della Provincia, dei sindaci e degli amministratori di Arco, Riva del Garda, Nago-Torbole, di Mori e della Comunità di Valle, nonché dei referenti tecnici del progetto e delle imprese coinvolte, la nuova bretella stradale è stata aperta al traffico.
Il presidente, nell'evidenziare come l'opera sia frutto dell'impegno di imprese tutte trentine, ha ricordato come essa rappresenti il primo passo di un collegamento centrale non solo per la viabilità dell'Alto Garda, ma per l'intero Trentino. Ha quindi ripercorso alcuni interventi in corso, fra cui la consegna lavori della prima unità funzionale della Ciclovia del Garda, sponda lombarda, avvenuta pochi giorni fa, e l'impegno preciso dell'esecutivo provinciale nel garantire ai territori e alle valli alcune opere infrastrutturali importanti, che si è concretizzato con l'approvazione, pochi giorni fa, di un piano di investimenti di oltre 80 milioni di euro per la viabilità.
Ad illustrare i dati tecnici del progetto è stato quindi il dirigente dell'Agenzia provinciale per le Opere pubbliche, Luciano Martorano, affiancato dai tecnici provinciali, il dirigente del Servizio Opera stradali e ferroviarie, Mario Monaco, e il direttore lavori Luigi Stucchi.

 

Descrizione dell'opera
Il tratto stradale inizia in corrispondenza della rotatoria esistente di Sant'Andrea, sulla statale 45 bis (Via Santa Caterina), e si sviluppa sul sedime dell’attuale via Sant'Isidoro, fino all’intersezione con la provinciale 118 (via Aldo Moro). Sono state inoltre realizzate una rotatoria tra il tratto stradale e la strada provinciale, una pista ciclopedonale e le opere necessarie per armonizzare la nuova viabilità con quella esistente (via Narzelle).
La nuova bretella stradale, della lunghezza complessiva di 577 ml, è a due corsie, una per ogni senso di marcia della larghezza di 3,50 ml più 2 banchine laterali da 1,25 ml, per una larghezza complessiva della piattaforma stradale di di 9,50 ml. 
La nuova rotatoria sulla provinciale 118, che fungerà da collegamento tra il nuovo asse viario e via Aldo Moro, ha diametro esterno del ciglio bitumato di 52,50 ml, diametro interno di 30,00 ml, larghezza della corona giratoria di 11,25 ml.
Parallelamente all’asta principale, è stata adeguata la strada interpoderale di via S. Isidoro, che fungerà da pista ciclopedonale e viabilità di accesso alle proprietà. Ha doppio senso di marcia, ricalcante in gran parte il sedime attuale, con 2 corsie larghe 2,00 ml, per una larghezza totale di 4,00 ml.
Sono stati inoltre realizzati due sottopassi: il primo, del tipo ciclabile, di attraversamento della nuova rotatoria in corrispondenza della provinciale 118, con dimensioni interne di 4,00 x 2,60 ml, lunghezza di 68 ml più le rampe esterne; il secondo, che garantisce la continuità della viabilità secondaria e oltrepassa la nuova viabilità in corrispondenza dell’asse di via Narzelle, ha luce netta di 5,00 e altezza utile di 4,00 ml.   
QUesta Unità Funzionale 1, accanto all'appalto principale ha visto la realizzazione di ulteriori 5 appalti sequenziali, riferiti ai lavori di completamento, ovvero: manufatti in ferro e recinzioni, pavimentazioni bituminose, barriere stradali di sicurezza, segnaletica orizzontale, impianti d’illuminazione e sollevamento.
Una parte del corrispettivo dell’appalto principale è stata coperta dalla cessione in proprietà dell’immobile denominato “casa cantoniera di Carbonare di Folgaria”.

 

Dati tecnico - amministrativi 

  • Progettista: ing. Alessio Bertò, ingegnere della Provincia autonoma di Trento.

  • Direzione lavori: è stato istituito un ufficio di direzione lavori composto da tecnici dell’Amministrazione provinciale e tecnici esterni che vede come direttore lavori l'ing. Luigi Stucchi.

  • Coordinatore della sicurezza: ing. Marco Meneguzzer

  • Aggiudicazione appalto principale: Associazione Temporanea di Imprese tra Pretti & Scalfi spa (capogruppo) e Tecnoperforazioni srl (mandante).

  • Costo complessivo dell’opera: l’importo di progetto, inizialmente di € 6.350.000,00, di cui € 4.174.214,64 per lavori distribuiti sui 6 appalti sequenziali comprensivi di oneri per la sicurezza, ed € 2.175.785,36 per somme a disposizione, è stato implementato in € 6.750.000,00 comprensivi di oneri per la sicurezza, ed € 3.760.587,31 per somme a disposizione. 

  • Consegna dei lavori: Consegna parziale:12/12/2017; Consegna definitiva: 21/05/2018.

  • Tempo: il tempo utile per l’ultimazione dei lavori era stato contrattualmente fissato in giorni 450 naturali e consecutivi decorrenti dalla data del verbale di consegna, comprensivi delle ferie contrattuali e giorni di andamento stagionale sfavorevole, quest’ultimi quantificati in complessivi giorni 35. Per effetto delle successive proroghe intervenute tale tempo contrattuale è diventato di complessivi 679 giorni.

  • Ultimazione dei lavori: Ultimazione dei lavori principali: 08/06/2020; ultimazione dei lavori di finitura: 07/08/2020.

Sottoservizi e reperti archeologici
Sono state superate molteplici interferenze con vari sottoservizi, fra cui le linee AT Terna interrata e aerea, l'acquedotto e il metanodotto AGS, la linea elettrica MT SET, nonché le reti del consorzio irriguo e di Telecom.
Nel corso del cantiere sono stati inoltre rinvenuti numerosi reperti archeologici risalenti al periodo romano (sepolture, lastricato, pozzo) dei quali è stata condotta un’accurata attività di controllo archeologico in fase di scavo con mezzo meccanico, successivo scavo archeologico delle evidenze messe in luce, conseguente attività di documentazione, elaborazione grafica, classificazione e attenta rimozione dei reperti, sotto la supervisione della Soprintendenza provinciale.

Dati tecnici

  • Quantitativo muri prefabbricati a doppia lastra: mq 3.828

  • Quantitativo acciaio d'armatura per ca: kg 282.859

  • Lunghezza complessiva dei micropali impiegati: ml 2.801

  • Peso complessivo dei micropali impiegati: kg 64.866

  • Lunghezza complessiva dei tiranti impiegati: ml 536

  • Superfici asfaltate: mq 14.434

  • Lunghezza barriere stradali: ml 1.105

 

 

 

 

Continuano con importanti risultati le azioni a tutela della collettività volute dal Questore Cracovia. La Polizia di Stato denuncia due giovani per furto.

Pensavano di essere riusciti a sfuggire agli investigatori del Commissariato di P.S. i due autori del furto della borsa di una diciassettenne a Riva del Garda.

La ragazza sabato sera si era trovata con gli amici ai Sabbioni per confrontarsi sulle vacanze estive. Poco distante la borsa con il portafoglio. Alcuni istanti di distrazione e la borsa scompare.

Insieme agli amici e grazie anche all’intervento della Volante della Polizia di Stato, la sera stessa, ritrova la borsa, lanciata al di là di una siepe, ma non il prezioso portafoglio con i documenti e il contante.

Il giorno dopo si presenta la Commissariato e sporge la denuncia di furto.

Gli Agenti immediatamente setacciano tutte le telecamere della zona e meticolosamente rintracciano due figure che potrebbero essere stati gli autori del furto.

I malfattori, ben consci che potevano venire ripresi dalle telecamere, per evitare di essere riconosciuti avevano calzato un cappello con la visiera in modo tale che sarebbe stato poi difficile, per coloro che avrebbero visto le immagini, riconoscerli.

La tecnica usata dai ladri però, non è stata sufficiente. Gli investigatori del Commissariato di Riva del Garda, infatti, una volta individuati i due hanno percorso a ritroso tutto il cammino fatto dai giovani fino al punto in cui non indossavano il berretto, identificando con certezza chi fossero.

A suffragio dell’attività di indagine anche l’identificazione, fatta ai due qualche ora prima del furto, dalla Volante del Commissariato.

Per la soluzione di questo caso, commenta il vice Questore Salvatore Ascione, dirigente del Commissariato di P.S. di Riva del Garda, sono stati importanti due fattori fondamentali per ogni attività di polizia giudiziaria. Il primo è stato certamente la costanza nel ricercare gli autori del furto con i mezzi a disposizioni e le immagini private e pubbliche costituiscono, oggi, uno dei punti di maggior riscontro; l’altro, spesso al centro di discussioni, è l’identificazione delle persone. Questo ultimo istituto diviene elemento necessario per conoscere con certezza le persone che insistono su un determinato territorio, dando alle forze di polizia uno strumento indispensabile per la tutela di tutti.

 



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