01
Sun, Feb

Il Commissariato di P.S. di Riva del Garda, ha eseguito 4 misure cautelari di cui 3 agli arresti domiciliari e una con l’obbligo di dimora, nei confronti di M. A. C., del 1992, res. ad Arco, E.N. M. del 1982, res. a Rovereto, T. H., del 1968, res. a Rovereto M. R., del 1999, res. ad Arco, e 4 perquisizioni locali nei confronti di una organizzazione criminale composta da marocchini e albanesi dedita al traffico di sostanze stupefacenti.

Iniziata alle prime luci dell’alba di lunedì 19, l’operazione “Canale 12”, che ha visto anche il contributo ha portato alla luce un vasto traffico di droga tra Riva del Garda, Arco, e Rovereto gestito da marocchini e albanesi residenti nell’Alto Garda.

L ’organizzazione criminale che era riuscita a inserirsi stabilmente nel tessuto sociale dell’Alto Garda aveva creato una struttura piramidale il cui vertice era retto da esponenti criminali marocchini che utilizzavano per lo spaccio in piazza manovalanza marocchina e albanese.

Il bilancio dell’indagine, coordinata dal dott. Fabrizio De Angelis Sost. Procuratore della Procura della Repubblica di Rovereto è di 2 arresti in flagranza di reato 4 custodie cautelari e 4 persone denunciate a piede libero.

Sono stati, inoltre, sequestrati centinaia di grammi di sostanze stupefacenti tra cocaina, hashish e accertati circa 500 episodi di spaccio al dettaglio.

L’indagine partita a maggio di quest’ anno, aveva condotto gli investigatori, dopo alcuni sequestri di sostanze stupefacenti avvenute nei confronti di diversi tossicodipendenti a comprendere come sulle piazze di Riva, Arco e Rovereto gli spacciatori al “dettaglio” nordafricani si rifornissero attraverso una capillare organizzazione criminale, composta da connazionali già inseriti in un contesto lavorativo e conoscitori della realtà dell’Alto Garda.

Gli arrestati per esaudire il fabbisogno dei propri “clienti” e ridurre i pericoli legati ad eventuali sequestri da parte della Polizia aveva costituito una organizzazione volta al mutuo soccorso finalizzata a reperire il narcotico riducendo il “rischio d’impresa” e aumentando gli introiti dell’attività criminale.

I trafficanti per destare meno attenzione dei poliziotti, che durante e dopo il lockdown avevano notevolmente aumentato i controlli sulla città di Riva del Garda, Arco e Rovereto, utilizzavano diversi espedienti e non ultimo le proprie abitazioni per consegnare la merce.

L’acquisto della droga da dividere tra i vari “soci” avveniva quasi sempre fuori regione e quando non riuscivano, perché i controlli della polizia erano più intensi, facevano arrivare lo stupefacente direttamente dalla piazza di Trento.

In più occasioni sono stati fermati ed arrestati quando rientravano alle proprie abitazioni con le famiglie, dopo essere stati a fuori provincia a comprare la “merce”.
Questo stratagemmi non sono stati, però, sufficienti ad ingannare gli investigatori che hanno pazientemente ricostruito la rete di contatti individuando fornitori, spacciatori ed acquirenti gravitanti sulle piazze di Riva del Garda, Arco e Rovereto.

Tant’è che durante le indagini gli investigatori del Commissariato di Riva hanno arrestato a Rovereto un componente della banda che a bordo della sua auto, in compagnia di un amico, mentre, trasportava, nascosta nella bocchetta dell’aria, 50 grammi di cocaina. Sempre a Rovereto veniva arrestato un altro sodale che proveniente in auto da Genova, in compagnia della moglie ed il figlio aveva occultato in auto 200 grammi di stupefacente.

Al termine dell’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Rovereto, il Sost. Procuratore della Repubblica Dott. Fabrizio De Angelis chiedeva ed otteneva 4 provvedimenti cautelari eseguiti nelle prime ore del 15 settembre dagli investigatori del Commissariato di Riva del Garda con la collaborazione di quelli del Commissariato di P.S. di Rovereto , decisi a smantellare questa vasta organizzazione criminale che in poco tempo aveva fortemente inciso nelle dinamiche di spaccio delle sostanze stupefacenti nelle città di Riva, Arco e Rovereto.

Il controllo del territorio e le conseguenti attività di repressione intensificate, dopo il lockdown, commenta il Dirigente del Commissariato di P.S. di Riva del Garda Salvatore Ascione, rappresentano il punto di partenza per tutte le azioni di contrasto delle attività criminali. Le misure cautelari richieste dalla Procura di Rovereto ed eseguite dagli uomini del Commissariato, confermano, non solo l’importanza e la bontà del lavoro svolto, ma come siano strategiche le azioni attuate contro lo spaccio di stupefacenti, soprattutto per quelle sostanze di maggiore accesso per i giovani. Su di loro, come più volte ribadito, infatti, si concentra il lavoro della Polizia di Stato che ha come obiettivo quello di cercare di limitare in tutti i modi la diffusione degli stupefacenti, soprattutto in un contesto, come quello dell’Alto Garda, ricco di opportunità e iniziative per i giovani.

 

Chiusura della stagione 2020 di  forte Garda con la presentazione del libro
“Una città in uniforme” di Dario Colombo
Domenica 18 ottobre, ore 14.30
Ritrovo: Porto San Nicolò | Riva del Garda


Riva del Garda tra ‘800 e ‘900: l’insanabile conflitto tra sviluppo turistico e nascita
della città-fortezza nel nuovo volume di Dario Colombo.
Il libro sarà presentato in occasione della chiusura stagionale di forte Garda domenica
18 ottobre alle 14.30 con partenza da Porto San Nicolò.

L'iniziativa del MAG prevede la salita lungo il  Sentiero della Pace in dialogo con l'autore e lo storico del museo per infine raggiungere e visitare forte Garda, che rimarrà poi chiuso
fino alla primavera del 2021.
Dopo una stagione ricca di visite guidate, eventi e un nuovo allestimento, forte Garda sul monte Brione si appresta a  chiudere i battenti fino alla prossima  primavera.
Domenica 18 ottobre 2020 sarà infatti l'ultimo giorno di apertura del forte corazzato realizzato tra il 1904 e il 1907.
E se un tempo la sua posizione altamente strategica sul lago ne determinava la funzione sia difensiva che offensiva, oggi percorrerne i corridoi interni, con scalinate e punti di osservazione sulla parete del Brione ci regala un punto di vista panoramico a picco sul lago di Garda.
Domenica 18 ottobre alle 14.30 con partenza da Porto San Nicolò il MAG Museo Alto Garda propone quindi un'escursione sul monte Brione verso forte Garda, in occasione della quale sarà presentato il libro “Una città in uniforme” di Dario Colombo, con prefazione di Nicola Fontana, edito Centro Studi Judicaria e frutto della collaborazione con l'associazione Riccardo Pinter.
Il volume si propone di indagare un tema inedito, quello dell'eterno conflitto tra sviluppo turistico e nascita della città-fortezza nella Riva del Garda tra Ottocento e Novecento.
Alle due anime di Riva del Garda, quella della “città del forestiere” e della “cittàfortezza” tra fine ‘800 e fino allo scoppio della guerra mondiale, è così dedicata la ricerca di Colombo.
Giornalista milanese di origini ledrensi già autore di numerosi volumi sulla storia del primo conflitto mondiale,  Colombo ha analizzato per la prima volta l’impossibile coesistenza tra l’anima imprenditoriale della città votata allo sviluppo turistico e quella che gli alti comandi austriaci avevano invece trasformato in una vera e propria piazzaforte con dieci forti, altrettante caserme, migliaia di uomini di ogni specialità presenti in città.
Attingendo a fonti spesso inedite di numerosi archivi in Italia e all’estero, l’autore presenta per la prima volta tra le altre cose un quadro dettagliato delle caserme che costellavano il territorio urbano, la vita che vi si svolgeva, il difficile rapporto con le amministrazioni comunali. Di grande interesse anche il resoconto tratto dalla stampa dell’epoca degli incidenti tra la popolazione ed il contingente militare che costellavano quotidianamente la cronaca di quegli anni.
Il volume si avvale infine di un notevole apparato iconografico, in gran parte inedito, che aiuta a comprendere al meglio la Riva del Garda che si apprestava a passare dalla Belle Epoque alla tragedia della guerra.

 

Si consiglia di indossare un abbigliamento adeguato con scarpe da ginnastica o da trekking.
In caso di pioggia l'iniziativa si terrà al MAG, nella sede del Museo di Riva del Garda.
L'iniziativa avverrà nel rispetto delle disposizioni per il contenimento del  contagio del virus Covid-19.
Per questa ragione i posti sono limitati e si consiglia la prenotazione allo 0464 573869 
(raggiungibile tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00) o via mail a 
This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Continua il contrasto al fenomeno dello spaccio di stupefacenti, nella Provincia di Trento da parte dei Carabinieri che, nella serata di sabato, ha portato al sequestro di circa 600 grammi di cocaina e all’arresto di due individui da parte del personale della Compagnia di Riva del Garda.

I Carabinieri -all’esito di diversi servizi tesi a individuare i luoghi di spaccio, dove si approvvigionano i giovani assuntori del comune di Riva del Garda- sono approdati a Rovereto, in un luogo frequentato da molti consumatori e circoscritta la zona, hanno cominciato l’osservazione.

Dopo alcuni appostamenti e il pedinamento di un 36enne di origine albanese, i Militari hanno deciso di sottoporlo a controllo, accertando che era privo di titoli per la permanenza Italia, pur dichiarando di avere un proprio domicilio in zona. Hanno quindi proseguito le verifiche nell’appartamento, situato vicino allo stadio di Rovereto e appena aperta la porta, in cui si trovava un 49enne del luogo, il cane dell’unità cinofila della Guardia di Finanza in supporto, si è lanciato in una stanza segnalando una cassettiera. Lì i Militari si sono concentrati sino a individuare una intercapedine, magistralmente realizzata, che nascondeva il consistente panetto di cocaina.

Nel corso della perquisizione è stato rinvenuto anche il materiale utilizzato per il confezionamento della sostanza, due sigillatori per sottovuoto e diversi bilancini di precisione nonché due grammi di hashish.

I due sono stati tratti in arresto e dai successivi accertamenti è emerso che il cittadino albanese era censito con diverse identità, quasi tutte gravate da provvedimenti dell’autorità Giudiziaria, oltre ad essere destinatario di due decreti di espulsione e di un ordine di carcerazione, emesso nel 2019 dal Tribunale di Roma, a seguito di condanna -sempre- per spaccio di stupefacenti.

Entrambi gli arrestati sono stati quindi tradotti alla casa circondariale di Trento, a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rovereto.
Lo stupefacente, sottoposto a sequestro, sarà inviato al laboratorio di analisi dei Carabinieri di Laives per valutarne l’esatto peso, purezza e capacità psicotropa.

Ieri pomeriggio il presidente Fugatti e l’assessore Zanotelli hanno verificato i danni della piena del Sarca. Maltempo: sopralluogo ad Arco.

Il secondo evento più significativo in base alle registrazioni dell’idrometro di Sarche dopo quello del settembre del 1999. E’ stata catalogata così la piena del fiume di sabato scorso che ha provocato danni ad Arco, in particolare nella zona di Pratosaiano, a Caneve e nel Linfano. Oggi in sopralluogo c’erano il presidente Maurizio Fugatti e l’assessore all’agricoltura e difesa del suolo Giulia Zanotelli insieme ai tecnici provinciali, il dirigente generale del Dipartimento Protezione civile, Foreste e Fauna Raffaele De Col e il dirigente del Servizio Bacini montani Roberto Coali. Con loro il sindaco Alessandro Betta, il comandante dei Vigili del Fuoco di Arco Stefano Bonamico e l’ispettore distrettuale Marco Menegatti.

Il presidente Fugatti, nel ringraziare i Vigili del Fuoco e più in generale tutti gli uomini della Protezione civile impegnati ad affrontare l’emergenza, ha espresso tutta la collaborazione dell’amministrazione provinciale e delle strutture tecniche per le verifiche e gli eventuali interventi da attuare. “Dopo la tempesta Vaia – ha poi concluso Fugatti – abbiamo dato un preciso mandato alle strutture a tutela dell’incolumità pubblica, che è quello di intervenire sulla pulizia dell’alveo dei fiumi e lungo le strade del Trentino ove vi siano situazioni di rischio con piante vicine alla sede stradale. Sul fiume Sarca è già in programma un intervento, in base al piano di tagli provinciale”.

L’assessore Zanotelli, nel rispondere al primo cittadino di Arco in merito ai danni causati dalla piena, ha quindi spiegato che si stanno eseguendo tutte le verifiche rispetto ai danni riportati anche dal settore agricolo, per valutare l’eventuale attivazione di possibili indennizzi a fronte delle perdite avute, al netto delle coperture assicurative presenti.

Nel corso del pomeriggio la delegazione provinciale ha visitato alcune situazione puntuali, prima nella zona di Pratosaiano, dove il fiume ha colpito alcune campagne della zona e un’azienda agricola, poi a Caneve dove invece sono state danneggiate abitazioni private e dove gli argini del fiume sono stati rinforzati dai Vigili del Fuoco con tre file di sacchetti di sabbia, infine in località Linfano, dove a rischio erano le attività produttive della zona. Qui per arginare l’avanzata dell’acqua il personale dei Bacini Montani ha alzato la pista ciclopedonale lungo l’argine con 80 camion di materiale.
Come illustrato dai tecnici provinciali, quello di sabato è stato un evento eccezionale e in parte imprevisto soprattutto a causa delle precipitazioni che si sono verificate nella parte alta del bacino del Sarca e che non si sono trasformate in neve neppure in quota. La pioggia misurata a Malga Bissina, prossima al bacino del Sarca, ha registrato 205,4 mm, mentre la quota neve è sempre stata molta alta, in media sopra i 2800 m, con complessivamente circa il 40% di precipitazioni in più di quelle attese.

L’idrometro di Ponte del Gobbo, che esiste dal 1994, ha rilevato un’altezza dell’acqua pari a 3,10 metri, equiparabili a una portata di circa 550 mc/s, quando nell’evento del 1999 l’altezza era stata di 3,5 metri per una portata di circa 650 mc/s.

La vicinanza con un altro momento critico, quello del 29 e del 30 agosto, durante il quale il Sarca ha sfiorato gli argini, rende fondamentale approfondire la situazione del corpo idrico e valutare i possibili interventi, primo fra tutti quello della pulizia dell’alveo, già peraltro programmata in base al piano di tagli provinciale.

Nel pomeriggio di sabato 10 ottobre il corpo dei vigili del fuoco di Bezzecca si è riunito in assemblea per procedere alla designazione del nuovo direttivo e di altre cariche.

All’assemblea era presente l’ispettore distrettuale Marco Menegatti, il suo vice Massimo Mazzardi ed il sindaco di Ledro.

Dopo le votazioni il nuovo direttivo risulta così composto:

Comandante: Ivano Collotta (ex Giorgio Turrini)
Vicecomandante: Andrea Leonardi (ex Ivano Collotta)
Segretario: Michele Oradini (ex Andrea Leonardi)
Cassiere: Matteo Bondoni (ex Patrick Faustini)
Magazziniere: Claudio Pregl (ex Gialnuca Bondoni)

si è anche proceduto alla votazione per l’elezione di:
Capoplotone: Alessandro Cis
Caposquadra: Alex Mora e Patrick Faustini (ex Andrea Leonardi)

Giorgio Turrini lascia la guida del corpo dopo 25 anni (oltre i 5 col ruolo di vicecomandante dal 1990 al 1995). Ora resterà nel corpo come vigile del fuoco. Per l’unione distrettuale, in questi anni, ha ricoperto il ruolo di revisore dei conti e di responsabile del gruppo allievi. Dal 1984, anno di inizio della propria attività di vigile del fuoco volontario, ha preso parte a varie colonne mobili per le calamità naturali della nostra penisola (Terremoti Valtopina, l’Aquila, Emilia Romagna, Amatrice) e della nostra provincia.

Il nuovo comandante Ivano Collotta è entrato a far parte del corpo dei vigili del fuoco volontari di Bezzecca nel 1989, dal 2009 a ieri ha ricoperto il grado di vicecomandante.

Dal 1° gennaio 2020 il corpo di Bezzecca ha svolto circa 60 interventi che si sono articolati tra interventi di soccorso e collaborazioni con gli enti preposti per la gestione della problematica relativa al Covid19. Quando è stato possibile è ripresa anche l’attività addestrativa e formativa con i vigili del corpo interrotta improvvisamente a seguito dei vari DPCM, delle ordinanze del presidente della PAT e delle linee guida della federazione provinciale del vigili del fuoco.

 

 

In data odierna verso le ore 9.45 i vigili del fuoco di Riva del Garda venivano allertati per incidente stradale con investimento pedone e attivazione elisoccorso. Sul posto in viale Canella in prossimità con la rotatoria dell’Inviolata un’autovettura proveniente da via Monte Oro investiva un pedone causandone un grave infortunio sbalzandolo per circa 17/18 metri. Sono intervenute le ambulanze di Trentino Emergenza e Croce Bianca, oltre alla Polizia Locale. I vigili del fuoco si sono occupati del supporto all’equipaggio dell’elisoccorso, atterrato al campo sportivo Benacense, oltre che della messa in sicurezza dell’area interessata dall’incidente.

Quasi in contemporanea i vigili del fuoco di Riva del Garda venivano allertati per un altro sinistro, che in viale degli Oleandri all’altezza della farmacia vedeva coinvolti un’autovettura e un motociclo condotto da un vigile del fuoco, che stava rientrando in caserma per rispondere alla chiamata di soccorso dell’intervento di viale Canella. Sul posto è intervenuta l’ambulanza della Croce Bianca e i Carabinieri di Riva del Garda.

 

Questa notte alle ore 05.30 la Centrale operativa Vvf di Trento ha allertato, come da protocollo, il corpo dei Vigili del Fuoco volontari di Riva del Garda (Tn) per informarlo che la portata del fiume Sarca in alta val Rendena aveva superato la soglia critica della portata (attualmente la portata è di circa 300 metri cubi al secondo mentre ieri era di circa 25-30 metri cubi al secondo) .

La rilevazione in alta val Rendena permette di avere del tempo utile per procedere alla posa delle reti dove il fiume Sarca si butta nel lago di Garda. Posando le reti accade che il materiale che la piena si porta con sé venga, per la maggior parte, raccolto e non disperso nel lago.

Infatti da subito è stata allertata la squadra reperibile del corpo di Riva del Garda che si è attivata con uomini e mezzi di terra e mezzi nautici per procedere, sotto una pioggia battente, alla posa delle reti di contenimento che sono lunghe circa 800 metri.

Altri aggiornamenti in caso di evoluzione non prevista della situazione.

More Articles ...