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Sun, Feb

Il primo passo è stato informarla della volontà di conferirgliela. E Liliana Segre, per il tramite del suo segretario, ha fatto sapere di esserne felice.

In questi giorni la senatrice a vita è stata contattata, per il tramite del suo segretario, dall’amministrazione comunale, per informarla dell’iniziativa della proiezione, in galleria San Giuseppe da mercoledì 27 (Giorno della Memoria), di una sua intervista realizzata da Senato Tv.

Foto: la proiezione dell’intervista a Liliana Segre in galleria San Giuseppe

 

Il contatto è stato anche l’occasione per comunicarle che il Comune di Riva del Garda ha intenzione di conferirle la cittadinanza onoraria, accogliendo la richiesta dei bambini delle terze della scuola «Nino Pernici», che lo scorso dicembre hanno consegnato all’amministrazione una cinquantina di lettere con cui hanno inoltrato ufficialmente la richiesta. L’iter amministrativo non è né semplice né rapido, ma ora sarà avviato. La formalità della richiesta alla diretta interessata era, naturalmente, dovuta, soprattutto considerando che lo scorso 9 ottobre Liliana Segre ha annunciato di ritirarsi a vita privata.

Nel frattempo, prosegue fino a domenica la proiezione della sua intervista, in grande formato sulla parete dell’ex chiesa dei Disciplini, dove il filmato, una lunga e intensa intervista realizzata nel 2019 -a un anno dalla sua nomina, da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a senatrice a vita- non passa certo inosservato. La stessa Liliana Segre ha spedito, nella serata di martedì 26 gennaio, una email al vicesindaco Silvia Betta, apprezzando molto l’iniziativa.

 

Oggi alle 02:40 circa due squadre dello scrivente sono intervenute a supporto dei VV.F. di Arco (TN) per incendio silos contenenti materie plastiche presso uno stabilimento industriale. È altresì intervenuta la piattaforma aerea del Corpo VV.F. di Mori.

 

In totale hanno operato circa 15 vigili a supporto di altrettanti uomini del Corpo territorialmente competente. Le operazioni di spegnimento e bonifica si sono protratte per tutta la notte fino alle ore 07:00 circa.

 

I mezzi di terra intervenuti contavano 3 APS, 2 polisoccorso, 1 carro aria, 1 furgone comando, 2 piattaforme aeree e tre mezzi leggeri di supporto.

Non si sono registrati feriti e danni ad altri edifici.

 

 

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Foto: Vigili del Fuoco Riva del Garda

 

Scuola dell’infanzia: attivato un nuovo percorso montessoriano a Riva del Garda. Lo ha stabilito venerdì la giunta provinciale.

 

La Giunta provinciale ha approvato ieri l’attivazione di un nuovo percorso educativo montessoriano presso la scuola “Giardino d’Infanzia” di Riva del Garda. Si tratta della quinta sezione sperimentale montessoriana della scuola dell’infanzia che si aggiunge alle quattro già presenti sul territorio provinciale presso le scuole equiparate “G. B. Zanella” di Trento, “G. B. Chimelli 1” di Pergine Valsugana, “Madre Maddalena di Canossa” di Lavis e presso la scuola dell’infanzia provinciale Rione Sud “Giardino incantato” di Rovereto.

 

In considerazione delle numerose richieste pervenute dal territorio alto gardesano la Giunta provinciale ha autorizzato oggi l’attivazione di ulteriore percorso educativo sperimentale secondo l’approccio montessoriano presso la scuola equiparata dell’infanzia “Giardino di Infanzia” di Riva del Garda.

 

L’accesso alle sezioni sperimentali ad approccio montessoriano è garantito anche ai bambini esterni al bacino di utenza della scuola, con priorità per: i bambini che abbiano già maturato una pregressa esperienza educativa di impostazione montessoriana di scuola dell’infanzia sul territorio provinciale, i bambini fratelli o sorelle dei bambini iscritti e frequentanti la stessa scuola l’anno precedente con diritto alla reiscrizione e reiscritti per l’anno entrante, i bambini che abbiano già maturato una pregressa esperienza educativa di impostazione montessoriana documentata, i bambini fratelli o sorelle di bambini con pregressa esperienza educativa di impostazione montessoriana documentata.

 

L’ammissione dei bambini provenienti da fuori zona di utenza delle suddette scuole verrà valutata per fasce chilometriche di vicinanza alla scuola, in via residuale vale il criterio di maggior vicinanza di età del bambino all’obbligo scolastico.

 

 

 

Alle 17.30 circa di ieri, domenica 17 gennaio, alla caserma dei vigili del fuoco di Riva del Garda è arrivata la richiesta di soccorso da parte di un automobilista che è rimasto bloccato nella neve su una strada di montagna. La strada in questione è quella che da Nago porta a Doss Casina sul monte Altissimo. Questa strada, per ordinanza del sindaco, è chiusa al traffico proprio per non esporre gli automobilisti ai pericoli dati dalla neve e dal ghiaccio.

Dalla caserma di viale Rovereto sono partiti due fuoristrada e un camion di ridotte dimensioni. La squadra intervenuta si è portata appresso anche cavi, corde, carrucole e tirfort.

 

Ad un certo punto del tragitto i mezzi si sono fermati per poter procedere al montaggio delle catene. Ad ogni mezzo, essendo a trazione integrale, sono state montante due coppie di catene.

Una volta giunti sul posto si trovava un fuoristrada immerso nella neve che non riusciva nè a proseguire nè e indietreggiare. In più il mezzo non aveva in dotazione le catene ma montava solamente copertoni chiodati.

Il veicolo è stato agganciato col verricello dei fuoristrada in dotazione alla squadra intervenuta e trascinato all’indietro fino a quando non è stato possibile invertirne la direzione. Trascinando il mezzo sul fondo ghiacciato si doveva essere attenti a non far scivolare il mezzo verso la scarpata. Per questo, all’occorrenza, veniva ancorato anche trasversalmente, per evitarne lo scivolamento.

L’inversione di direzione del mezzo è stata eseguita facendolo ruotare, trascinandolo sempre con l’ausilio dei verricelli, sul proprio asse.

L’intervento, vista la posizione e le difficoltà per raggiungerla, le delicate e lente operazioni richieste ha impegnato la squadra reperibile per quattro ore durante le quali si è lavorato in condizioni di freddo pungente e con scarsa illuminazione.

Il nostro invito, gia peraltro dettato in modo perentorio dall’ordinanza del sindaco in questo specifico caso, è quello di non avventurarsi in percorsi fuoristrada innevati e/o ghiacciati rischiando di mettere a repentaglio la propria incolumità e di distogliere squadre di soccorritori, vigili del fuoco in questo caso, per rimettere in carreggiata i veicoli… nel migliore dei casi.

 

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Foto: Vigili del fuoco volontari di Riva del Garda

 

Il Coordinamento Teatrale Trentino, insieme ai Comuni di Nago-Torbole e Riva del Garda, alla Comunità della Valle dei Laghi, e in collaborazione con il Teatro Stabile di Bolzano, propone per il Giorno della Memoria due appuntamenti online dedicati alla ricorrenza internazionale del 27 gennaio, in cui vengono commemorate tutte le vittime dell'Olocausto.

 

Il teatro sarà il linguaggio attraverso il quale, nella giornata del 27 gennaio 2021, il circuito provinciale dello spettacolo dal vivo e le pubbliche amministrazioni promotrici della proposta culturale ricorderanno la Shoah e la persecuzione di tutte le persone oppresse dal nazifascismo.

Nei progetti teatrali in programma, emergeranno le figure di chi organizzò nei minimi dettagli la "soluzione finale", il gerarca nazista Adolf Eichmann, di chi ne restituì un'analisi sulla natura del Male, la filosofa Hannah Arendt, e di chi, con un grande sogno in tasca ma con un'origine "sbagliata", venne fagocitato dall'orrore del lager, il giovane pugile di etnia sinti Rukeli.

Mercoledì 27 gennaio 2021 sarà disponibile per tutta la giornata nella Sala Virtuale del CTT un mini-documentario sullo spettacolo tratto dal testo teatrale di Stefano Massini Eichmann. Dove inizia la notte, con Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon per la regia di Mauro Avogadro.
Lo spettacolo, prodotto da Teatro Stabile di Bolzano e Teatro Stabile del Veneto, avrebbe dovuto debuttare in questi giorni nel capoluogo altoatesino, per poi intraprendere una tournée regionale e nazionale. Nell'impossibilità di presentare dal vivo questa prestigiosa produzione pronta per il suo debutto, si è voluto proporre nel Giorno della Memoria un approfondimento video, nel quale verranno presentati alcuni inediti estratti teatrali e gli interventi degli attori dello spettacolo Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon, e del suo regista, Mauro Avogadro. 

Sempre il 27 gennaio, dalle 20.00 alle 23.00 nella Sala Virtuale del CTT, verrà trasmesso lo spettacolo Via da lì. Storia del pugile zingaro, una produzione Pandemonium Teatro di e con Walter Maconi, che mette in scena la storia del pugile tedesco di origine sinti Rukeli, campione di Germania dei pesi mediomassimi negli anni Trenta, condannato dal nazismo a una discesa impalcabile e drammatica.
Lo spettacolo è adatto 
anche a un pubblico di bambini/e e ragazzi/e dagli 11 anni di età, in quanto pensato inizialmente per loro e costruito sul filo dell'ironia e della leggerezza nell'affrontare una vicenda umana che intreccia la grande Storia negli anni più bui del Novecento. 

I video saranno visibili, liberamente e gratuitamente, nella Sala Virtuale del Coordinamento Teatrale Trentino, al sito www.trentinospettacoli.it

 

Sono quattro le persone individuate dagli investigatori del Commissariato di P.S. di Riva del Garda per truffe online. Gli autori residenti a Milano, Napoli e Palermo, hanno sfruttato le vendite su internet, durante il lockdown, per indurre in errore le vittime che cercavano sui siti acquisti a buon prezzo.

 

Le modalità sono quasi sempre le stesse: la vittima, online, dopo aver trovato l’oggetto che intende acquistare contatta il venditore e, dopo aver concordato il prezzo della compravendita, stipula il contratto virtuale di compravendita. Come, poi, avviene anche nella vita reale, per confermare l’acquisto viene versata una caparra. Nella maggior parte dei casi il truffatore intasca la caparra e scompare.

Rintracciare poi l’autore dell’inganno diviene particolarmente complesso perché i truffatori realizzano siti civetta collocati all’estero dove è difficile rintracciarli ed utilizzano utenze telefoniche mobili e carte postepay a carico di prestanomi. Questo tipo di truffa potremmo definirla come “tradizionale”.

 

Più “innovativa” è certamente quella che capovolge i ruoli. L’ignaro cittadino, che diverrà il truffato, mette in vendita online il bene, poco dopo, viene contattato dal truffatore, il quale si mostra interessato all’acquisto e propone alla vittima il pagamento tramite ricarica della postapay. Il venditore, a questo punto, per incassare deve recarsi presso uno sportello Postamat ed eseguire le operazioni sulla base delle indicazioni telefoniche del truffatore. La procedura è sempre la stessa: la vittima digita i codici che gli vengono dettati (altro non sono che il numero seriale della Carta Postapay del truffatore) poi, distratta dalle domande che il truffatore pone riguardo all’oggetto venduto, non realizza che in quel momento sta caricando la Postapay dell’autore dell’inganno.

 

Generalmente l’operazione viene ripetuta una seconda volta. Il truffatore, infatti, carpita la fiducia della vittima, la convince a ripetere l’operazione di pagamento perché la prima non era andata a buon fine.

Vi sono stati casi in cui il malfattore è riuscito a convincere la vittima ad effettuare molte volte la stessa operazione. Questo tipo di truffa, causa generalmente danni economici per un valore tra i 500 e i 4000 euro. Le vittime una volta realizzato che sono incorse in un inganno denunciano, sempre più spesso il reato, nella speranza di riuscire a recuperare il denaro. In diverse occasioni indagini particolarmente efficaci riescono ad individuare gli autori delle truffe e denunciarli all’autorità giudiziaria.

 

In questo senso Il Commissariato di P. S. di Riva del Garda negli ultimi giorni ha denunciato a piede libero quattro persone per truffe perpetrate ai danni di cittadini residenti nei comuni dell’Alto Garda.

 

 

I casi:
• Gli autori della truffa residenti a Milano e Palermo hanno contattato una coppia che aveva messo in vendita, online, un piano cottura. Dopo la trattativa per regolarizzare la vendita i truffatori hanno invitato i venditori a recarsi presso un Postamat per incassare, sulla propria carta prepagata, il valore del piano cottura. Una volta giunti allo sportello la coppia ha ricevuto, telefonicamente, alcune informazioni per l’incasso. La procedura prevedeva che l’acquirente avrebbe versato sulla carta prepagata del venditore la somma concordata. Durante questa operazione, invece, abilmente, i truffatori riuscivano ad indurre in errore il venditore che, anziché incassare la somma per la vendita, pagava lui il valore del bene. Operazione ripetuta più volte, proprio perché il venditore non riusciva a vedere sul proprio conto l’incasso della cifra pattuita. Solo una volta a casa hanno scoperto di essere stati truffati per 2.750 euro;

Un presunto agente assicurativo contattava una donna proponendole una polizza online, molto vantaggiosa, per la copertura assicurativa delle auto della famiglia. Concordato il premio la donna versava quanto dovuto su un conto prepagato. Dopo il primo versamento l’uomo richiedeva un’altra somma insospettendo la donna e solo allora realizzava di essere stata truffata.

 

Gli inganni, commenta il vice Questore Salvatore Ascione, solleticano l’ingegno dei malintenzionati che si nutrono della poca avvedutezza degli ingannati, indotti a collaborare con i truffatori.

Le truffe sono, infatti, reati di cooperazione, ed hanno bisogno della collaborazione involontaria delle vittime per centrare l’obiettivo. È per questo che bisogna diffidare dei “grandi Affari” perché l’apparenza non sempre si concretizza in un buon acquisto.
Rimane, pertanto, indispensabile prestare molta attenzione e, in certi casi, una sana diffidenza per tutte quelle operazioni di pagamento apparentemente non convenzionali.”


Per questo motivo la Polizia di Stato, ha elaborato una serie di consigli, facilmente reperibili sul sito istituzionale, utili per evitare di cadere nelle tante trappole della rete.

 

Ghisolfi regala al Garda Trentino “Erebor”, la parete dei fenomeni. Il climber residente ad Arco ha liberato una nuova via nella falesia Eremo di San Paolo, gradata 9b/+, a pochi passi da casa: una delle vie d’arrampicata sportiva più impegnative al mondo che arricchisce ulteriormente il paradiso verticale altogardesano.

 

Nonostante la storia pluriennale di Arco e della Valle del Sarca in tema di arrampicata sportiva, con oltre 600 vie attrezzate e ben 16 falesie che rientrano nel progetto Outdoor Park Garda Trentino, le pareti di roccia della zona dell’Alto Garda svelano un altro gioiello inesplorato che promette sfide emozionanti per tutti gli appassionati della disciplina.

Stefano Ghisolfi, climber torinese di nascita e arcense d’adozione, lo scorso venerdì 8 gennaio ha liberato “Erebor”, la via presente nella falesia Eremo di San Paolo ad Arco. Gradata 9b/+, “Erebor” si presenta non solo come la terza via in termini di difficoltà nella classifica personale di Stefano – dopo Change (9b+, Flatanger, Norvegia) e Perfecto Mundo (9b+, Margalef, Spagna) – ma anche come la via di arrampicata sportiva più difficile d’Italia e una delle più impegnative al mondo a oggi. Un grande orgoglio per tutto il territorio del Garda Trentino e in particolare per la zona di Arco che conferma ulteriormente la sua fama di “home of climbing”.

 

Dopo aver chiodato la via, ho impiegato circa sei mesi per raggiungere l’obiettivo prefissato – commenta Ghisolfi -. Prima del 2020 non avevo scalato molto all’Eremo di San Paolo: sono riuscito a riscoprire un posto bellissimo e suggestivo, proprio dietro casa mia, trovando una via nuova che in realtà avevo sotto gli occhi da sempre, ma che non avevo mai notato”.

Una volta terminato il lockdown in primavera, dopo aver liberato “The Bow”- una via estremamente impegnativa di grado 9a+, sempre nella zona di Arco – erano iniziati i primi tentativi di Ghisolfi su “Erebor”, sospesi in seguito solo per una tappa estiva in Norvegia dove si è aggiudicato la prima ripetizione del 9b/+ liberato dal climber ceco Adam Ondra – “Change”. “La via è alta circa venti metri e composta da movimenti estremi – prosegue Ghisolfi -. Il punto più difficile in realtà si trova all’inizio, anche se negli ultimi mesi continuavo a fallire proprio nell’ultima parte”.

Dopo essersi messo alla prova numerose volte nel corso dei mesi autunnali, il climber è riuscito nell’impresa nonostante il pungente freddo di questi giorni: “Portare a termine questo progetto nel Garda Trentino è stata una doppia soddisfazione, sia per aver chiodato per la prima volta una via sia per averla liberata. Ora mi piacerebbe che qualcuno la provasse e riuscisse a ripeterla, penso che Adam si divertirebbe…”, conclude Stefano.

 

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Foto: Sara Grippo



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