A Storo il circolo A.C.L.I. scende in difesa dei lavoratori Waris & Shaefer e Isaf
STORO. Il consiglio direttivo del Circolo ACLI di Storo, riunitosi con tutti i suoi componenti e presieduto dalla neo presidente insegnante Claudia Ferrari ,ha tra l'altro ripreso e approfondito la discussione sulla situazione industriale e occupazionale in Valle del Chiese, tema già affrontato nella precedente seduta (28 ottobre scorso), e, all’unanimità, ha elaborato e approvato il seguente ordine del giorno come presa di posizione per far sentire il proprio pensiero e la propria voce alle Autorità competenti ed esprimere la propria calorosa vicinanza e convinta solidarietà alle maestranze così duramente colpite e dall’emergenza sanitaria e dalla crescente crisi occupazionale.
Il documento di posizione qui assunto è frutto dell’attenta analisi delle recenti notizie del fallimento di due aziende industriali operanti a Storo: la ISAF (e la WARIS srl/Schlaefer srl dichiarata fallita dal Tribunale di Trento in data 4 giugno scorso, Tribunale che nella circostanza aveva dichiarato inammissibile la richiesta di concordato preventivo ad istanza dell’azienda.
Ebbene, consapevoli delle difficoltà del momento e dell’acuirsi delle stesse difficoltà nel panorama industriale valchiesano non appena scadrà il decreto governativo del blocco dei licenziamenti (31 dicembre prossimo, se non andiamo errati), i dieci aclisti, alcuni dei quali possono vantare significative esperienze in campo sindacale e sociale, fortemente preoccupati del declino occupazionale e delle fortissime ricadute che si possono facilmente prevedere sotto l’aspetto sociale e sotto il profilo dell’indotto per le piccole aziende artigianali locali gravitanti attorno alle industrie fallite.

S O L L E C I T A N O
con forza l’attenzione degli amministratori pubblici locali, sindaci di zona, enti del Bim Chiese e Sarca, Comunità di Valle, Provincia Autonoma di Trento, affinché affrontino con caparbia determinazione, sagacia operativa e lungimiranza politica le singole situazioni di crisi, cercando soluzioni a salvaguardia dell’occupazione locale;
I N V I T A N O
tutte le forze sociali, sindacali e le rappresentanze anche spontanee dei lavoratori a lottare con strenua convinzione e incrollabile tenacia per la difesa dei livelli occupazionali, assicurando la vicinanza e la autorevole competenza degli aclisti, ed in ispecial modo dei componenti il direttivo Acli di Storo;
R E C L A M A N O
un intervento deciso in senso prettamente ‘politico’ della Provincia Autonoma di Trento, sia per mano della Presidenza della Giunta, sia dell’assessorato provinciale competente, affinché individuino soluzioni ‘ad hoc’ per quest’emergenza nell’ambito lavorativo valchiesano, che rischia di impoverire vieppiù le nostre famiglie e le nostre comunità di villaggio;
T E N G O N O A S O T T O L I N E A R E
come negli ultimi decenni la Provincia Autonoma di Trento abbia trascurato la zona della Bassa Judicaria in relazione alla distribuzione delle (abbondanti) risorse di cui disponeva. Ci si riferisce segnatamente ai problemi della viabilità, dei presidi sanitari, delle scuole superiori. Migliori collegamenti stradali ad esempio avrebbero indubitabilmente favorito un migliore insediamento industriale.
Su questo tema e su altri, come la scuola, il direttivo Acli si riserva di intervenire in maniera specifica.
C A L D E G G I A N O
una più oculata e chiaroveggente gestione delle risorse e degli interventi operativi di Trentino Sviluppo Spa, lo ‘’sportello unico’’ che assiste le aziende in Trentino, come si autodefinisce questa Spa, costituita con capitale interamente pubblico e con socio unico, la Provincia Autonoma di Trento;
C H I E D O N O C O N F O R Z A
la tutela dei diritti dei lavoratori, la salvaguardia dei livelli occupazionali, l’intervento di tutte le forze politiche, sociali e sindacali per ‘’stringere d’assedio’’ le multinazionali inadempienti e approfittatrici delle agevolazioni a suo tempo concesse, anche con sacrificio personale dei lavoratori;
S U G G E R I S C O N O
umilmente, ma convintamente, l’istituzione di un tavolo permanente di confronto, a cui eventualmente possa esser chiamato anche un delegato in rappresentanza dello scrivente Circolo Acli storese,
A U S P I C A N O
una forte presa di coscienza e di acquisizione di senso di responsabilità degli amministratori, degli uomini politici, degli operatori sociali e sindacali, di tutte le persone di buona volontà, all’uopo di affiancare, sostenere, e tutelare con tutti i mezzi a disposizione i lavoratori, specialmente i precari, quelli con contratti a termine, insomma i più deboli e meno tutelati. (A.P.)



